I banksters* sul sentiero di guerra

Come Wall Street contrattacca e vince la lotta per lo status quo

di Danny Schechter

Global Research, 2 maggio 2009

 

New York, New York: Dick Durbin conosce la sua strada intorno al Senato. E' lì da lungo tempo, lungo abbastanza per sapere come funzionano veramente le cose. Negli anni, l'uomo dall'Illinois è arrivato a rendersi conto che non sono i funzionari eletti ad essere al comando. La scorsa settimana, ha affermato che sono i banchieri "che dirigono il luogo", ammettendo che i senatori possono essere in carica ma non necessariamente al potere.

Solitamente, le persone che tirano i fili stanno sullo sfondo per evitare troppa esposizione. Contano sui lobbisti per dare gli ordini. Preferiscono operare nell'ombra. Possono appoggiare certi politici, ma provenendo da un mondo di credit default swaps come vi provengono loro, scommettono pro e contro mettendo denaro su tutti i cavalli.

Hanno così tanta influenza perché riorganizzano da decenni l'economia americana attraverso la "finanziarizzazione", un processo con il quale le banche e le istituzioni finanziarie sono giunte gradualmente a dominare il processo decisionale economico e politico. Kevin Phillips, una volta consigliere di Reagan e commentatore, afferma che il nostro problema più grande è "la supremazia della finanza nel processo decisionale nazionale (come anche nel prodotto interno lordo e la complicità dei politici che non vogliono proprio parlarne)".

Curiosamente, nonostante i giornalisti come Bill Moyers ed Arianna Huffinton che hanno denunciato il ruolo dei “banksters” nella nostra vita politica, criticando i repubblicani ed i democratici che hanno deregolamentato il sistema finanziario, questa questione pare galleggiare sopra le teste della maggior parte dell'opinione pubblica, di gran parte della stampa ed anche della comunità degli attivisti, più attratti nel punire le torture inflitte su alcuni dalla precedente amministrazione che la costrizione economica che viene imposta sulla maggioranza degli americani da una minoranza di super ricchi.

I manifestanti sono ancora trascinati più alla Casa Bianca che alle banche che sono proliferate in ogni angolo del paese.

La scorsa settimana, un sondaggio Zogby ha scoperto che la maggioranza del pubblico ritiene che la stampa abbia reso le cose peggiori riportando del crollo economico. Questo non è soltanto prendersela con il messaggero, lascia anche sfuggire il fatto che gran parte dei mass media sono stati complici nella crisi non scrivendo delle forze che hanno provocato il crollo quando poteva aver fatto qualche bene.

Aggrava il problema il fatto che l'amministrazione Obama ha, con le parole di Robert Scheer, arruolato "proprio gli esperti che hanno contribuito a dare l'avvio alla crisi per cercare di fermarla".

“Obama", scrive, "sembra fare affidamento in maniera deprimente sullo stesso vecchio complesso di attori egocentrici demolitori di case che agiscono come se il governo esista a solo beneficio delle corporation e dei dirigenti".

La squadra di Tim Geithner e Larry Summers porta acqua al mulino di Wall Street come fece Robert Rubin prima di loro. Nessuna meraviglia che il ministro della giustizia di Obama Eric Holder lo scorso febbraio abbia raccontato alla Street: "Non procederemo in nessuna caccia alle streghe".

Questo è stato prima che apprendessimo che Wall Street aveva obbligato i regolatori USA a ritardare il rilascio dei risultati degli stress test delle 19 maggiori banche del paese fino al giovedì seguente, perché alcuni dei prestatori hanno obiettato alle pretese del governo che occorreva che raccogliessero altro capitale. Stanno cercando di manipolare i risultati.

Questo è stato anche prima che il pubblico venisse a sapere degli oscenamente enormi premi che le aziende che beneficiano del salvataggio TARP sborsavano ai loro dirigenti. Questo è stato prima, che vedessimo come i banchieri, con l'aiuto dei democratici, compreso il nuovo convertito Arlen Spector, siano riusciti a fare fuori un disegno di legge per aiutare i proprietari di case a fermare i pignoramenti.

"Giovedì il Senato ha respinto il tentativo di evitare i pignoramenti di abitazioni con una votazione di 51 a 45. E'stata una sconfitta schiacciante, con i sostenitori della legge che hanno capitolato per 15 voti in meno — un quarto del caucus democratico — dei 60 necessari per chiudere il dibattito e passare al voto finale. Si stima che da una parte all'altra degli Stati Uniti la misura sarebbe stata in grado di impedire 1,69 milioni di pignoramenti e di salvaguardare $300 miliardi del capitale immobiliare non gravato da ipoteche ".

Il Center for Responsible Lending ha commentato: "Invece di difendere gli americani comuni, la maggioranza dei senatori ha filato con le banche. Si, le stesse banche che hanno così sontuosamente beneficiato del salvataggio TARP.

(Vi è stata una piccola vittoria alla Camera che ha approvato una legge per proteggere i consumatori dagli abusi sulle carte di credito. Non è chiaro se anche il Senato la approverà", ha dichiarato Travis Plunkett, della Consumer Federation of America. "Il Congresso si muove ad intervalli per ri-regolamentare l'industria dei servizi finanziari e la lobby bancaria ha ancora un'influenza spaventosa".

"Influenza spaventosa" è una dichiarazione attenuata.

In questa passata settimana, abbiamo anche visto come alcuni hedge funds hanno insidiato il tentativo di salvare la Chrysler dalla bancarotta continuando a pretendere più denaro anche dopo che i sindacati e le grandi banche era d'accordo su un compromesso per salvare dei posti di lavoro.

Il presidente era furioso ma apparentemente senza potere: "Un gruppo di società d'investimento e di hedge funds hanno deciso di continuare a chiedere nella prospettiva di un ingiustificato salvataggio finanziato dai contribuenti", ha dichiarato Obama. "Speravano che tutti gli altri avrebbero fatto dei sacrifici e che loro non ne avrebbero fatto nessuno. Alcuni pretendevano due volte il guadagno che ricevevano gli altri prestatori".

Il blog Naked Capitalism spega che "i banksters stanno avidamente, spudoratamente ed apertamente mietendo la loro rivincita da contribuenti medi finanziariamente sottoposti a tensione ed innescando una reazione a catena nell'industria automobilistica che comporta proprio il rischio reale di creare disoccupazione in scala persino maggiore di quella cui l'economia è già esposta. E' avidità sprezzante, assolutamente irresponsabile ed estrema".

Sarà loro permesso di farla franca? Un Congresso "prigioniero" esegue i loro ordini. Non vi è nessun dubbio che l'antagonismo di classe stia cuocendo a fuoco lento, afferma il direttore del blog. Ha espresso il timore di una reazione che andrà molto oltre i patriottici ricevimenti del tè.

“… Sono preoccupato che questo comportamento stia preparando le condizioni per un altro tipo di misura extra legale: la violenza. Sono rimasto stupito del vetriolo diretto alle classi bancarie. I suggerimenti per la punizione comprendevano la ghigliottina (frequente), l'impiccagione, i forconi, persino metterli al rogo. Pece e piume sembrano insufficienti e la lapidazione non è ancora apparsa come idea. E intendiamoci, i miei lettori sono istruiti, più vecchi, tipicamente benestanti (anche se meno così di tre anni fa). La miccia deve essere più corta dove la sofferenza è più acuta".

Viene in mente il titolo di quel film, "Ci sarà sangue". Piuttosto che mostrare rimorso o compassione per le sue vittime, Wall Street spera di elevare il prezzo dei suoi stipendi e premi a livelli precedenti al 2007. Gli uomini al vertice sono ignari della sofferenza che hanno contribuito a provocare. E finora sono stati rimproverati soltanto occasionalmente dai politici che per la maggior parte hanno permesso, coccolato, fornito di denaro, finanziato, ricompensato e che si sono genuflessi al loro potere.

Il comportamento di Wall Street può essere prevedibile ma come possiamo spiegare il silenzio di così tante organizzazioni che dovrebbero essere eccellenti nell'organizzare il risentimento che si sta formando? Toc, toc, sostenitori di Obama, bloggers, sindacalisti, lavoratori senza lavoro ed amici americani. Contrattaccheremo o rovesceremo?

Qualcuno dice forconi?

Danny Schechter, il News Dissector di Mediachannel sta producendo un film su Wall Street basato sul suo libro "Saccheggio" (www.newsdissector.com/plunder). Commenti a dissector@mediachannel.org 

© Copyright Danny Schechter, Global Research, 2009

* Banksters=banchieri gangsters