4.11.2009
Vladislav GULEVICH (Ucraina)
Balcani: wahhabismo stile U.S.A.
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Più di un anno fa gli USA ed i loro vassalli europei avevano riconosciuto l'indipendenza del Kosovo. Ciò che non sarà dimenticato sono la forza morale dei patrioti serbi ed i disgustosi processi dell'Aia durante i quali sono state loro amministrate delle sentenze incredibilmente ingiuste. Tuttavia, la storia non è affatto finita. In questi giorni centinaia di ONG basate in USA, in Europa e nei paesi arabi "promuovono la democrazia" in Kosovo. Ci si dovrebbe rendere conto fino a che punto le loro attività si combinino con quelle del crimine organizzato albanese. In Kosovo una fitta rete di fondazioni e di organizzazioni non governative principalmente islamiche istituiscono numerose scuole, apparentemente per studiare il Corano ma praticamente per perseguire un'agenda non limitata alla diffusione della conoscenza religiosa. In particolare, il sistema comprende parecchie organizzazioni saudite come la Fondazione Islamica Al-Haramain, il Comitato Congiunto di Soccorso a Kosovo e Cecenia e il Comitato Congiunto Saudita per il Soccorso al Kosovo, come pure ONG musulmane da altri paesi - Al Vakh Al Islami, l'Assemblea Mondiale della Gioventù islamica, l'Organizzazione di Soccorso Islamico Internazionale, la Società per il Risveglio dell'Eredità islamica e Kaliri il Merilis. Tutte le fondazioni saudite sono gestite dal Comitato di Soccorso saudita con quartier generale a Riyadh. Il suo ufficio in Kosovo si trova nel Bill Clinton Boulevard a Pristina. La filiale del Kosovo è diretta da Jael Hamza Dzalaidan, un individuo collegato a Osama Bin Laden. La missione del Comitato è di coordinare gli sforzi di tutte le ONG saudite nella ex Jugoslavia rivolte a diffondere il tipo Wahhabi di Islam, con il quale la popolazione della regione geografica non era nemmeno familiare prima dell'occupazione NATO. Il Comitato fornisce sostegno finanziario ad una gamma di organizzazioni albanesi che aderiscono alle opinioni estremiste, come il Fronte Studentesco Islamico, la Gioventù d Prizren e la Gioventù Albanese del Kosovo ed è noto anche per avere sponsorizzato il terrorista Esercito Nazionale Albanese. Quando le organizzazioni di beneficenza arabe offrono aiuti a villaggi e città, viene stabilito come prerequisito il consenso dei loro residenti alla costruzione di nuove moschee. Degli agenti dei servizi di intelligence sauditi stabiliscono i contatti con gli imam dei nuovi centri religiosi ed i credenti che partecipano vengono in seguito considerati come dei candidati per il reclutamento. Le moschee sono visitate ripetutamente da predicatori arabi – tipicamente individui con esperienza di combattimento da Libano, Iran, Iraq e Pakistan - che fungono anche da istruttori militari. Assieme all'indottrinamento religioso insegnano alla generazione più giovane di kosovari il combattimento in ambienti urbani ed il sabotaggio. In Kosovo sono stati individuati degli ufficiali di collegamento del gruppo terrorista Jihad Islamica con base in Egitto. Vi è una comunità di studenti albanesi all'università del Cairo, una scuola tristemente nota per avere allevato in serie terroristi musulmani. I terroristi musulmani sono attivi specialmente nelle regioni di Prizren e di Pec. Le comunità di seguaci dei movimenti islamici più aggressivi risiedono a Pec e, sfortunatamente, per loro il sostegno nei Balcani si sta estendendo. Viene generalmente ritenuto che nei Balcani vi siano tre principali centri dell'estremismo islamico - a Skopje (Macedonia), Tirana (Albania) ed in Kosovo. L'esperto di sicurezza USA e funzionario della missione dell'OSCE in Kosovo Thomas Gimble sostiene che il Kosovo è diventato un paradiso per le organizzazioni terroriste islamiche e che al Qaeda riversi nella regione denaro in maniera massiccia. Arabia Saudita, Iran, Bahrain e Qatar come pure il gruppo terrorista Hezbollah stanno formando insieme un intero esercito di jihadisti che potenzialmente conta fino a 75.000 persone. Il processo in corso in Kosovo non è un rinascimento islamico ma l'avvento del wahhabismo, che è l'aberrazione più aggressiva ed irreconciliabile di Islam. Viene spinto non soltanto dall'Arabia Saudita ma anche dal suo "grande fratello" - gli USA. Questi ultimi possono pretendere di stare sradicando il wahhabismo in Afghanistan ma, per strano che possa sembrare, gli USA non hanno nessun problema a coesistere con esso in Kosovo. Le manipolazioni perpetrate dagli USA sono intese a creare una fonte di tensione e di destabilizzazione permanenti in Europa. Quindi non è sorprendente che le missioni umanitarie occidentali - Fondazione Charles Stuart Mott, East-West Management Institute, Fondazione per le Iniziative Democratiche, Trust Balcanico per la Democrazia,Fondo Marshall Tedesco, Fondo Fratelli Rockefeller - operino fianco a fianco con i predicatori wahhabiti. Viene indicato fieramente nel sito della Fondazione Charles Stuart Mott che attualmente in Kosovo le ONG si stanno sviluppando rapidamente. Secondo il capo della filiale del Kosovo Bakshim Rahmani, il numero di ONG registrate nella provincia ha raggiunto le 5.000! Per attuare i loro progetti politici nella regione, gli USA cooperano saldamente con i capi della mafia albanese. Curiosamente, "la principale democrazia al mondo" ed i gruppi criminali albanesi sembrano avere obiettivi comuni. I capi più influenti della malavita albanese sono Rami Mustafi, capo del gruppo dei ragazzi di Rami che controlla l'est del Kosovo (Kacanik-Gnilana-Vitina), i politici albanesi Hashim Thaci, Recep Salemi e Agim Cheku. La fusione tra i politici albanesi ed il crimine organizzato ha risvegliato un mostro che pone una minaccia all'intera Europa centrale e meridionale. Appoggiato da Tirana e Washington, il crimine organizzato albanese forgia i partiti politici per infiltrare l'amministrazione del Kosovo. Per esempio, Thaci, Salemi e Cheku hanno costituito il Partito Democratico del Kosovo. I loro alleati sono famigerati individui come Havit Haliti, Suleyman Semimi, Agim Shyla e Samid Lushtaku. Lushtaku e Semimi sono i fondatori dell'Esercito di Liberazione del Kosovo e gli ex comandanti di campo del Corpo di Difesa del Kosovo. Tutte queste persone hanno settori individuali di responsabilità nelle sfere della politica e del crimine organizzato mentre agiscono sotto il controllo del Partito Democratico del Kosovo. Così, Thaci è il leader del partito e Haliti è il direttore del servizio segreto e delle operazioni finanziarie. Attualmente le posizioni criminali di vertice in Kosovo sono condivise dai Rami e da diversi altri gruppi che hanno collegamenti con i servizi di intelligence USA ed albanesi. Alcuni di loro sono descritti sotto. Il gruppo Brakai è guidato dai fratelli Albert, Ilin e Fatmir Brakai. Mantengono stretti legami con l'ex primo ministro albanese ed attuale parlamentare Fatos Nano. Le informazioni sulle connessioni tra Nano e la mafia albanese in Italia affiorano regolarmente nei media italiani. Il gruppo Brakai controlla Pristina ed i territori lungo la valle di Drenica. Il dominio del gruppo dell'ex primo ministro del Kosovo Ramush Haradinaj abbraccia Pec-Decani-Dakovica. E' sponsorizzato dal principale affarista e contrabbandiere di armi albanese Ekrem Luka. Le consegne di armi sono controllate dal fiduciario di Luka Ali Haski , che è collegato al servizio di sicurezza albanese SHIK. Luka è alleato del clan di Thaci al quale è connesso via Haliti. Anche diversi altri gruppi sono dominanti nel Kosovo precedentemente serbo. Florim Maloku controlla il contrabbando di sigarette, automobili ed alcool in Kosovo (è noto per avere donato in passato $300.000 all'Esercito di Liberazione del Kosovo). Ismet Aslani, un individuo collegato a Thaci ed al contrabbandiere numero uno del Kosovo Nuredin Ibishi, controlla le consegne di marijuana, eroina e carburante nella regione. Salli Nimani, le cui donazioni alla causa dell'Esercito di Liberazione del Kosovo ammontavano a $3 milioni, fornisce armi da fuoco dall'Albania, facendole passare occasionalmente da automobili con targa diplomatica. Aiuta anche gli ex guerriglieri dell'Esercito di Liberazione del Kosovo a trovare il posto di lavoro a Presevo, Medveda e Bujanovac, allargando così la nicchia della sua attività criminale. Come risultato, attualmente Nimani contrabbanda armi da fuoco anche nelle regioni di cui sopra. Shukri Buya, contrabbandiere e confidente dello SHIK e della mafia albanese, sponsorizza la formazione paramilitare Aquila Nera. Come segue da tutto quanto sopra, l'islamizzazione degli ex territori serbi corrisponde alla loro criminalizzazione. La mafia albanese protetta da Washington sta penetrando l'amministrazione del Kosovo e spingendo i propri agenti in significative posizioni politiche e di governo. Data la tendenza attuale, l'abbandonata minoranza serba nella regione non ha praticamente nessuna possibilità di sopravvivere. "Mia amata Serbia, in tuo nome sono pronto a sacrificare la mia vita. Sono consapevole di ciò che do e perché". Questa era il giuramento dei volontari serbi che si preparavano a combattere i nemici del loro paese. Se tutto va bene i serbi troveranno la forza per non arrendersi di fronte a nuove sofferenze.
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