Robert Reich

 

Soltanto $4,2 miliardi per comprare queste elezioni?


Mercoledì 27 ottobre 2010

 

Questo dal sapientone conservatore del Washington Post George Will:

La spesa totale da parte di partiti, di gruppi della campagna elettorale e d'interesse riguardo tutte le cariche da segretari di contea a senatori USA in questo ciclo biennale potrebbe raggiungere un record di $4,2 miliardi. Questo è circa quanto gli americani spendono in un anno di yogurt, ma meno di quanto spendono di zucchero candito in due stagioni di Halloween. Nel suo ultimo anno fiscale la Proctor & Gamble ha speso $8,6 miliardi in pubblicità.

Coloro che sono determinati a ridurre la quantità di discorso a ciò che considerano l'ammontare opportuno sono il genere di persone che sa esattamente quanta acqua dovrebbe arrivare attraverso le nostre docce non più di 2,5 galloni al minuto, come stabilito da una legge del 1992. Comunque, non è preoccupante che gli americani spendano in appoggio politico determinando chi dovrebbe fare e amministrare le leggi molto meno di quanto spendano per le patatine fritte, $7,1 miliardi l'anno?

In una parola, si Mr. Will.

La questione non è il numero di dollari spesi; è l'inclinazione da dove provengono i dollari. Anche se il totale fosse solamente di $1.000, la democrazia sarebbe messa in pericolo se $980 venissero da grandi società e da ricchi individui. La tendenza è chiara e preoccupante: la maggior parte del denaro della campagna elettorale viene da un circolo sempre più ristretto di interessi finanziari.

Chiunque dubiti dell'effetto corruttivo non presta attenzione. I nostri rappresentanti eletti sono stati acutamente sensibili alle necessità dei banchieri di Wall Street, dei gestori di hedge-fund e degli alti dirigenti delle grandi imprese farmaceutiche, delle grandi compagnie petrolifere e delle maggiori compagnie di assicurazione sanitarie. Questo non è perché questi individui e interessi siano particolarmente validi o specialmente meritevoli. E' perché corrompono efficacemente i funzionari eletti con le loro donazioni. Simili donazioni non sono fatte per impulso caritatevole. Sono degli investimenti calcolati non meno attentamente considerati degli investimenti in particolari quote di capitale. Sono delle quote della nostra democrazia.

Perché $4,2 miliardi e non dieci volte quell'ammontare? Perché gli spericolati investitori politici non hanno bisogno di spendere un dollaro di più per esercitare un'influenza schiacciante.

A proposito, questa cifra tralascia le decine di miliardi di dollari dedicati alle pressioni di lobby, all'avvocatura e alle pubbliche relazioni i quali rendono tutti specifici risultati legislativi che il denaro della campagna elettorale alimenta. L'economia di Washington, D.C. dipende da questo gigantesco flusso di fondi (che sostiene le facciate lucide di alberghi rimessi a nuovo, ristoranti stravaganti, bistrò alla moda, complessi di uffici di vetro e legno levigato, condomini ben arredati, alberghi con atri dal pavimento di marmo e fitti tappeti, ristoranti che servono bistecche da $75 3 offrono bottiglioni di vino francese d'annata da $400). Le sette contee suburbane di Washington sono elencate dal Census Bureau tra le venti con i più alti redditi pro-capite del paese.

Trascurare di includere questo maggiore apparato in una stima di quanto denaro ora lubrifichi i pattini legislativi è analogo a stimare il costo del trasporto privato in America con quello che viene acquistato alla pompa di benzina senza menzionare automobili, strade e ponti.

In realtà, un conto completo del costo del flusso di denaro nel nostro sistema politico comprenderebbe pure la carneficina e l'investimento di animali nella sua traiettoria il crescente cinismo del pubblico sulla democrazia e la decrescente capacità dell'America di fare ciò di cui la maggior parte dei suoi cittadini ha disperatamente bisogno.