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La Gran Bretagna e l'Italia occuperanno la Libia . . . di nuovo

5 gennaio 2016

di Brandon Turbeville

 

 

Mentre il tempo passa sulla politica estera dei paesi occidentali, la facciata di promuovere "libertà" e "democrazia" passa con lui. Anche con radicati meccanismi di propaganda adatti per convincere il pubblico occidentale che il coinvolgimento della NATO in Medio Oriente e Nord Africa (MENA) serve un nobile scopo, vi sono delle rotture nel muro di cose insensate che passano per spiegazioni ufficiali e della cronaca dei media mainstream che documenta la marcia di terrore della NATO attraverso il mondo che è attualmente in moto.

In questo caso, la bugia è che una presenza diretta occidentale in Libia sia tutt'altro che un ritorno al colonialismo manifesto da parte proprio delle potenze che lo hanno perpetrato negli anni passati proprio nello stesso territorio.

L'ultima crepa nella facciata (per coloro che prestano attenzione) è lo schieramento in Libia di una forza congiunta italo-britannica composta da 6.000 soldati sotto la maschera di sconfiggere l'ISIS.

Si stima che in Libia siano presenti al momento circa 4.000 combattenti dell'ISIS e che questi combattenti pongano una significativa minaccia alla sicurezza nazionale dei paesi europei come pure a numerosi giacimenti petroliferi situati in Libia.

Come scrive Colin Freeman per il Telegraph,

Lunedì è crescita la pressione perché le truppe britanniche siano schierate contro i militanti dello Stato Islamico in Libia dopo che il gruppo terroristico ha tentato di impadronirsi del maggiore deposito di petrolio del paese.

Almeno due persone sono state uccise quando i combattenti dell'ISIL hanno lanciato un attacco combinato con armi ed autobombe al porto petrolifero di Sidra sulla costa mediterranea della Libia. Un razzo sparato in un serbatoio di 420.000 ha inoltre scatenato un'enorme vampata.

Sidra si trova a 130 miglia ad est lungo la costa da Sirte, la città natale dello scomparso colonnello Gheddafi, dove un anno fa l'ISIL ha per prima alzato la sua bandiera nera jihadista.

La prospettiva che l'ISIS afferri anche redditizi impianti petroliferi aumenterà la pressione sulla Gran Bretagna per spingere avanti un piano per inviare truppe per aiutare il principiante governo della Libia a far uscire l'ISIL.

Alla Libia è stato "offerto aiuto" dalla Gran Bretagna a condizione che i due governi libici separati la più secolare Camera dei Rappresentanti ed il Congresso Nazionale Generale Islamista formino un governo di unità, che entrambe i partiti hanno formato poco prima di Natale.

E' degno di nota che la stampa britannica abbia riferito la decisione di formare un governo unificato in termini dello schieramento di truppe britanniche rispetto alle ripercussioni politiche domestiche nella Libia stessa.

Con la formazione del governo di unità, le truppe britanniche, assieme a quelle italiane (particolarmente il precedente controllore coloniale della Libia), sono ovviamente in viaggio, sebbene sembri che il piano ci metterà alcuni mesi per essere messo in atto.

Come riferisce Freeman, "Secondo il piano, fino a 1.000 truppe britanniche farebbero parte di una forza congiunta forte di 6.000 uomini con  l'Italia ex potenza coloniale della Libia per addestrare e consigliare le forze libiche. Le forze speciali britanniche potrebbero essere anche impegnate sulla linea del fronte".

Riguardo l'attacco dell'ISIS all'impianto petrolifero libico, Freeman scrive che "Mentre il deposito petrolifero di Sidra è stato fuori servizio per gran parte dell'anno passato a causa della guerra civile in Libia, per l'ISIL, che ha guadagnato milioni di dollari dal controllo di impianti petroliferi in Siria catturarlo sarebbe stato ancora un grande bottino".

Naturalmente, con lo spiegamento di truppe italiane e britanniche nel paese, saranno sia l'Italia che il Regno Unito a detenere i porti petroliferi vicino alle coste del Mediterraneo con il nuovo governo di coalizione libico che servirà da pura copertura per il controllo della NATO, una conveniente "coincidenza" per le potenze europee alle quali piacerebbe avere il controllo di ancora un'altra fonte di petrolio, particolarmente della varietà libica.

Chiaramente, lo schieramento di truppe britanniche ed italiane in Libia non è nulla di più che un'altra mossa geopolitica progettata per ottenere l'accesso al petrolio e per ottenere una posizione strategica in Nord Africa e Medio Oriente.

Il vero nemico, dalla prospettiva della NATO, non è l'ISIS. Quindi, lo schieramento di un simile piccolo numero di truppe (6.000 contro 4.000).

Il vero nemico è l'indipendenza nazionale ed il posizionamento strategico della Russia, il paese che quando si tratta di petrolio tiene per la collottola del collo gran parte dell'Europa.

Nonostante la maniera in cui lo spiegamento viene presentato dalla stampa mainstream occidentale, la verità è che la re-re-invasione della Libia non è nulla di più che colonialismo versione 3.0.

 

Brandon Turbeville – qui l'archivio articoli è l'autore di sei libri, Codex Alimentarius — The End of Health Freedom, 7 Real Conspiracies, Five Sense Solutions, Dispatches From a Dissident, volume 1 and volume 2, The Road to Damascus: The Anglo-American Assault on Syria e The Difference it Makes: 36 Reasons Why Hillary Clinton Should Never Be President. Turbeville ha pubblicato più di 500 articoli che trattano di un'ampia varietà di argomenti che comprendono salute, economia, corruzione governativa e libertà civili. Il podcast di Brandon Turbeville Truth on The Tracks può trovarsi ogni lunedì notte alle 9 pm EST at UCYTV. E' disponibile per interviste radio e TV. Prego contattare activistpost (at) gmail.com.