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Mentre il tempo passa sulla politica estera dei paesi occidentali,
la facciata di promuovere "libertà" e "democrazia" passa con lui. Anche
con radicati meccanismi di propaganda adatti per convincere il pubblico
occidentale che il coinvolgimento della NATO in Medio Oriente e Nord
Africa
(MENA)
serve un nobile scopo,
vi sono delle rotture nel muro di cose insensate che passano per
spiegazioni ufficiali e della cronaca dei media
mainstream che documenta la marcia di terrore della NATO attraverso il mondo che
è attualmente in moto.
In questo caso, la bugia è che una presenza diretta occidentale in
Libia sia tutt'altro che un ritorno al colonialismo manifesto da parte
proprio delle potenze che lo hanno perpetrato negli anni passati proprio
nello stesso territorio.
L'ultima crepa nella facciata (per coloro che prestano attenzione)
è lo schieramento in Libia di una forza congiunta italo-britannica
composta da 6.000 soldati sotto la maschera di sconfiggere l'ISIS.
Si stima che in Libia siano presenti al momento circa 4.000
combattenti dell'ISIS e che questi combattenti pongano una significativa
minaccia alla sicurezza nazionale dei paesi europei come pure a numerosi
giacimenti petroliferi situati in Libia.
Come scrive
Colin Freeman
per il Telegraph,
Lunedì è crescita la pressione perché le truppe britanniche siano
schierate contro i militanti dello Stato Islamico in Libia dopo che il
gruppo terroristico ha tentato di impadronirsi del maggiore deposito di
petrolio del paese.
Almeno due persone sono state uccise quando i combattenti dell'ISIL
hanno lanciato un attacco combinato con armi ed autobombe al porto
petrolifero di Sidra sulla costa mediterranea della Libia. Un razzo
sparato in un serbatoio di 420.000 ha inoltre scatenato un'enorme
vampata.
Sidra si trova a 130 miglia ad est lungo la costa da Sirte, la
città natale dello scomparso colonnello Gheddafi, dove
un anno fa l'ISIL ha per prima alzato la sua bandiera
nera jihadista.
La prospettiva che l'ISIS afferri anche redditizi impianti
petroliferi aumenterà la pressione sulla Gran Bretagna per spingere
avanti un piano per inviare truppe per aiutare il principiante governo
della Libia a far uscire l'ISIL.
Alla Libia è stato "offerto aiuto" dalla Gran Bretagna a condizione
che i due governi libici separati
– la più secolare Camera dei Rappresentanti ed il Congresso Nazionale
Generale Islamista
– formino un governo di unità, che
entrambe i partiti hanno formato poco prima di Natale.
E' degno di nota che la stampa britannica abbia riferito la
decisione di formare un governo unificato in termini dello schieramento
di truppe britanniche rispetto alle ripercussioni politiche domestiche
nella Libia stessa.
Con la formazione del governo di unità, le truppe britanniche,
assieme a quelle italiane (particolarmente il precedente controllore
coloniale della Libia), sono ovviamente in viaggio, sebbene sembri che il
piano ci metterà alcuni mesi per essere messo in atto.
Come riferisce Freeman, "Secondo il piano,
fino a 1.000 truppe britanniche farebbero parte di una forza congiunta
forte di 6.000 uomini con
l'Italia –
ex potenza coloniale della Libia
–
per addestrare e consigliare le forze libiche. Le forze speciali
britanniche potrebbero essere anche impegnate sulla linea del fronte".
Riguardo l'attacco dell'ISIS all'impianto petrolifero libico,
Freeman scrive che "Mentre il deposito petrolifero di Sidra è stato
fuori servizio per gran parte dell'anno passato a causa della guerra
civile in Libia, per l'ISIL, che ha guadagnato milioni di dollari dal
controllo di impianti petroliferi in Siria catturarlo sarebbe stato
ancora
un grande bottino".
Naturalmente, con lo spiegamento di truppe italiane e britanniche
nel paese, saranno sia l'Italia che il Regno Unito a detenere i porti
petroliferi vicino alle coste del Mediterraneo con il nuovo governo di
coalizione libico che servirà da pura copertura per il controllo della
NATO, una conveniente "coincidenza" per le potenze europee alle quali
piacerebbe avere il controllo di ancora un'altra fonte di petrolio,
particolarmente della varietà libica.
Chiaramente, lo schieramento di truppe britanniche ed italiane in
Libia non è nulla di più che un'altra mossa geopolitica progettata per
ottenere l'accesso al petrolio e per ottenere una posizione strategica
in Nord Africa e Medio Oriente.
Il vero nemico, dalla prospettiva della NATO, non è l'ISIS. Quindi,
lo schieramento di un simile piccolo numero di truppe (6.000 contro
4.000).
Il vero nemico è l'indipendenza nazionale ed il posizionamento
strategico della Russia, il paese che quando si tratta di petrolio tiene
per la collottola del collo gran parte dell'Europa.
Nonostante la maniera in cui lo spiegamento viene presentato dalla
stampa mainstream occidentale, la verità è che la re-re-invasione della
Libia non è nulla di più che colonialismo versione 3.0.
Brandon Turbeville –
qui l'archivio articoli –
è l'autore di sei libri,
Codex Alimentarius
— The End of Health Freedom,
7 Real Conspiracies,
Five Sense Solutions,
Dispatches From a Dissident, volume 1 and
volume 2,
The Road to Damascus: The Anglo-American Assault on Syria
e
The Difference it Makes: 36 Reasons Why Hillary Clinton
Should Never Be President. Turbeville ha pubblicato più di 500 articoli che trattano di un'ampia varietà di
argomenti che comprendono salute, economia, corruzione governativa e
libertà civili. Il podcast di
Brandon Turbeville
Truth on The Tracks può trovarsi ogni lunedì notte alle
9 pm EST at
UCYTV.
E' disponibile per interviste radio e TV. Prego contattare activistpost
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