
L'assalto alla prigione e la
fallita operazione coperta dei britannici
smascherano la menzogna della
"guerra al terrorismo"
di Larry Chin
20 settembre 2005
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Lunedì 19 settembre 2005 sei veicoli corazzati britannici hanno mandato in frantumi una prigione irachena a Bassora per liberare due commandos sotto copertura delle forze speciali di elite SAS che erano impegnati in una pasticciata operazione riguardante il piazzamento di esplosivi. Michel Chossudovsky racconta qui la storia e la inserisce nel suo contenta: British "Undercover Soldiers" Caught driving Booby Trapped Car. Vedete anche la cronaca dei media ufficiali da BBC, Washington Post, The Independent and the Christian Science Monitor. Questo incidente è tanto ovvio ed imbarazzante quanto l'abbattimento dell'aereo per rifornimenti della Southern Air Transport/CIA (pilotato da Eugene Hasenfus) di Oliver North nel 1986 sul Nicaragua che diede inizio a quello che è noto come lo scandalo Iran-Contra. Come conseguenza delle smentite ufficiali e dell'altalenare da parte dei britannici è già in moto un nuovo insabbiamento. Ciò che questo scandalo conferma, in maniera spettacolare, è che la "guerra al terrorismo" è una menzogna. E' stata una menzogna dal fabbricato 911 fino al presente; una immensa operazione coperta capeggiata dai governi USA e britannico, costruita su infinita intelligence fasulla e menzogne dei Downing Paper. Essa conferma ulteriormente che la menzogna stessa sta diventando sempre più difficile da controllare. Vi sono degli agenti britannici presi a piazzare esplosivi, ad organizzare un attentato ed un massacro di civili ed un combattimento tra i britannici e la polizia irachena ("alleati"). Perché? Nella tempestiva e minuziosa analisi Al-Qaeda and the Iraqi Resistance Movement, Chossudovsky si chiede: "Gli USA (e la Gran Bretagna) hanno creato, come parte di una operazione coperta di intelligence, un 'movimento di resistenza' fasullo composto da propri 'terroristi' sponsorizzati Al Qaeda? I loro attentati suicidi prendono di mira i civili iracheni piuttosto che i militari USA. Gli attentati suicidi tendono ad incoraggiare le divisioni settarie non soltanto in Iraq, ma dovunque in Medio Oriente. Essi servono gli interessi di Washington. Essi contribuiscono a minare lo sviluppo di un più vasto movimento di resistenza che unisca sciiti, sunniti kurdi e cristiani contro la illegale occupazione della patria irachena. Essi tendono anche a creare, a livello internazionale, divisioni all'interno del movimento pacifista". La risposta alla domanda, enfaticamente sottolineata dall'irruzione dei britannici nella prigione, è sì. Un "terrorismo" fabbricato e guidato, compresi gli attentati suicidi organizzati dalle forze occidentali e dei quali vengono incolpati i "terroristi" (Zarqawi ecc.) e la "genuina" violenza da ritorno di fiamma (resistenza contro l'occupante), fomentati dall'occidente, per scopi geostrategici. La vera minaccia terroristica parte da Washington e dai suoi fratelli a Londra e Tel Aviv.
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