
Sangue, petrolio, armi e proiettili
di Aziz Choudry
23 novembre 2003
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Terrore, invasione, occupazione e militarizzazione sono i segni distintivi della ricolonizzazione dell'Iraq guidata dalle imprese USA. Ma sono stati i segni distintivi del colonialismo e dell'imperialismo in tutto il mondo. La globalizzazione neoliberista e la guerra sono le due facce della stessa medaglia. Così pure sono il petrolio e l'imperialismo. L'ex ricercatore della Shell Claude Ake descriveva le attività della Shell in Nigeria come un processo della "militarizzazione del commercio e della privatizzazione dello stato". Nel 2003 questo processo imperversa in tutto il mondo, forse più visibilmente in Iraq. Nel 1999, il giornalista neoconservatore Thomas Friedman scrisse che "la mano nascosta del mercato non funzionerà mai senza un pugno nascosto. La McDonald non può prosperare senza la McDonnell Douglas, la produttrice dell'F 15. Ed il pugno nascosto che mantiene il mondo sicuro per le tecnologie della Silicon Valley si chiama esercito degli Stati Uniti, aeronautica e corpo dei marine". Tra le odierne corporations transnazionali, i moderni eredi delle corporazioni privilegiate, i giganti del petrolio e del gas sono alcuni dei protagonisti politicamente ed economicamente più potenti al mondo. L'antenato del gruppo Royal-Dutch Shell era la 'Reale Compagnia Olandese per lo sfruttamento dei pozzi petroliferi nelle Indie Orientali Olandesi'. Con così gran parte dell'economia mondiale dipendente dal petrolio, lo sfruttamento coloniale ed il genocidio continuano, su una scala senza precedenti. Le liriche possono essere un poco cambiate, ma la melodia rimane in gran parte la stessa. Il popolo U’wa in Colombia crede che il petrolio mantenga l'equilibrio del mondo e che sia il sangue della Madre Terra, prendere il petrolio è peggio che uccidere la propria madre. Per le elite imprenditoriali/politiche/militari USA il petrolio è la linfa vitale dell'espansione capitalista, una preoccupazione della sicurezza nazionale ed una risorsa vitale che deve essere controllata da interessi delle corporations USA per il dominio economico e geopolitico americano. Come sono centrali agli interessi imperiali USA, gli interessi dei settori del petrolio e della difesa sono strettamente intrecciati. La produzione di armamenti ed il mantenimento della potenza militare ed economica USA nel mondo dipendono dal consumo massiccio di petrolio. La massiccia spesa per la difesa e la sicurezza a sua volta incrementa una afflitta economia USA, ed è un vantaggio per i profitti delle sue corporations della difesa e della sicurezza. Sentiamo molti discorsi sulle armi di distruzione di massa. Ma la cd "guerra al terrorismo" è un'arma di distrazione di massa dalla crescita del deficit USA, dalla nuda avidità imprenditoriale e dalla tendenza colonialista che puntella gli USA ed un modello di sviluppo che è tanto di sfruttamento quanto insostenibile, traballante com'è da una crisi all'altra del capitalismo. E questa guerra uccide. Prima di questa "guerra al terrore" vi erano stati altri pretesti per uccidere per il petrolio. Dietro la conveniente copertura della "guerra alla droga", il Plan Colombia ha fornito 98 milioni di dollari per addestrare ed equipaggiare i militari colombiani per proteggere una pipeline della Occidental Petroleum. Con una elezione presidenziale USA che si avvicina, ricordiamoci che è stata l'amministrazione Clinton che, tra il 1996 ed il 1999, ha quadruplicato gli aiuti militari al governo colombiano per la "guerra alla droga", e ricordiamo i profondi legami finanziari della famiglia Gore con la Occidental. Nel rendere il paese "sicuro" per gli investitori USA e una vera priorità gli obiettivi geopolitici regionali, la Occidental ed il contraente della difesa UTC, della cui sussidiaria Sikorsky vengono lì utilizzati gli elicotteri Black Hawk, hanno fatto dure pressioni per l'aumentato "aiuto" alla Colombia. L'armamento USA è stato utilizzato contro gli U'wa, che si opponevano allo sfruttamento del petrolio e del gas sulle loro terre da parte della Occidental e della Shell, i guerriglieri di sinistra e molte altre comunità. Quando l'ufficio di Mogadiscio della Conoco divenne l'ambasciata USA de facto prima che i marines sbarcassero in Somalia, non era una guerra al terrore, ma una supposta "missione umanitaria". Proteggere le concessioni petrolifere della Conoco e di altre società USA era un fattore chiave dietro l'invasione dopo importanti scoperte petrolifere in Somalia. Il presidente della filiale della società in Somalia servì quando il governo USA richiese volontari per "facilitare le cose" prima e durante l'invasione e l'occupazione USA. Le operazioni delle corporations del petrolio e del gas sono state a lungo caratterizzate dalla militarizzazione, violazioni dei diritti umani, ingiustizia economica, disastro ecologico e osceni profitti. Qualche volta ciò significa protezione per le operazioni di trivellazione e trasporto in pipeline da parte dei militari locali, dalla polizia o da imprese di sorveglianza private, frequentemente supportati da aiuti militari. Sempre più significa spiegamento diretto di forze USA, con qualche altro pretesto, proprio come possiamo notare in Uzbekistan, Kyrgysistan, Filippine, Iraq ed Afghanistan. Otto anni dopo l'esecuzione di Ken Saro-Wiwa ed altri otto capi Ogoni che si opponevano all'occupazione militare ed alla devastazione ecologica portata dalla Shell nel loro territorio, dovremmo ricordare come, nel delta del Niger, sia la Shell che la Chevron sostengano direttamente le operazioni militari contro le comunità Ogoni e Ijaw che protestano contro le loro attività, fornendo direttamente elicotteri ed imbarcazioni alle forze armate. La Shell ha ammesso di avere importato armi in Nigeria per armare la polizia, pagato le missioni ai militari nigeriani e corrotto testimoni contro Saro-Wiwa nel processo davanti ad un tribunale militare. Nel Nord e nel Sud le società petrolifere, sostenute dalle forse di sicurezza statali, confrontano popolazioni indigene che lottano per l'autodeterminazione ed il controllo delle loro terre e risorse. Questi fronti di battaglia includono i territori non ceduti di Lubicon Cree nel Northern Alberta, Canada, dai quali sono stati ottenuti senza consenso miliardi di dollari di entrate petrolifere e del gas da società quali Shell, Norcen, Petrocanada ed Unocal, sostenute dalla polizia armata, mentre distruggevano la società di Lubicon Cree ed avvelenavano il territorio e la gente. Vi è il progetto Tangguh LNG della BP nel West Papua, dove una lunga lotta per l'indipendenza dall'Indonesia ha incontrato una massiccia forza militare ed violazioni dei diritti umani, nel nome della protezione per gli investimenti stranieri per estrarre le ricche risorse del territorio. In Aceh, la Exxon Mobil agisce in collusione con i militari indonesiani, beneficiari degli aiuti militari USA e britannici, che conducono una brutale guerra del terrore contro il movimento per l'indipendenza dell'Aceh che sfida il saccheggio del petrolio e del gas del proprio territorio. Il regime Bush è un'oligarchia. George Bush è ex presidente della Harken Energy. La Harken ha avanzato pretese contro il governo del Costarica per 57 milioni di dollari a causa dell'annullamento di un contratto di esplorazione petrolifera per via delle gravi preoccupazioni sul suo impatto in un area sensibile sotto il profilo ambientale. La compensazione richiesta è l'equivalente di più di tre volte PIL costaricano, e 11 volte maggiore del bilancio annuale del governo. Dopo aver servito come segretario alla difesa di Bush senior, il vicepresidente Dick Cheney fu presidente della società di servizi per l'industria petrolifera Halliburton dal 1995 al 2000, che è stata ricompensata con un grosso contratto in esclusiva in Iraq ed è ben piazzata per controllare la produzione petrolifera irachena per gli interessi USA. Cheney è stato anche nel cda del gigante della difesa TRW, mentre sua moglie Lynne sedeva nel cda della Lockheed Martin. Donald Evans, segretario al commercio di Bush, era con la società petrolifera del Colorado Tom Brown Inc. Il consigliere per la sicurezza nazionale Condoleezza Rice è ex direttore del cda della Chevron, e sua principale esperta del Kazakhstan, dove la Chevron ha importanti interessi e fino a di recente aveva una petroliera nominata in suo onore. Le corporations petrolifere e della difesa donano generosamente nei forzieri sia del partito repubblicano che democratico. Se gli USA fossero nel Sud globale, i suoi governi verrebbero criticati aspramente per corruzione, capitalismo clientelare e nepotismo. Invece, ci viene detto che sono il campione mondiale della libertà, dell'integrità e della democrazia. Nel frattempo, queste corporations aiutano a dare forma alle economie nazionali ed alle regole del commercio globale e degli investimenti, utilizzando la Banca Mondiale, l'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), aiuti ufficiali allo sviluppo ed altri accordi economici internazionali come armi di estrazione di massa con le quali condurre la guerra economica. La Banca Mondiale e gli enti come la Agency for International Development (USAID) degli USA hanno incoraggiato l'espansione dello sviluppo del petrolio e del gas per l'esportazione, la deregolamentazione, il corporativismo, la privatizzazione e la liberalizzazione. Nel nome dello sviluppo economico e della riduzione della povertà attraverso i settori petrolifero e del gas e delle riforme, la Banca Mondiale ha finanziato molti dei controversi progetti per la produzione e le pipeline di petrolio e gas in aree dove vi è una resistenza popolare contro queste attività, e nonostante le minacce all'ambiente. La USAID è attivamente coinvolta nel promuovere gli interessi delle compagnie petrolifere USA, dal suo ruolo nella cd ricostruzione dell'Iraq alla sua alleanza pubblico-privata per lo sviluppo dell'impresa con la ChevronTexaco in Angola, al suo coinvolgimento nello riscrivere le leggi ed i regolamenti sugli idrocarburi perché possano andare bene alle società USA nelle repubbliche dell'Asia Centrale. Ironicamente, la Banca Mondiale pone in evidenza la riforma e capitalizzazione del settore idrocarburi della Bolivia come una storia di successo. La parziale privatizzazione dell'industria petrolifera e del gas imposte dalla Banca Mondiale nel 1995 è parte dello sfondo della sollevazione del mese scorso, che è stata in gran parte scatenata dai piani del presidente neoliberista sostenuto dagli USA Gonzales Sanchez De Lozada di esportare gas negli USA ed in Messico. Ciò sarebbe stata solamente un'altra ingiusta politica neoliberista che avrebbe dato grandi benefici agli ultimi conquistadores imprenditoriali, il consorzio ispanico-britannico Pacific LNG, a spese dei popoli della Bolivia. Nella repressione militare della rivolta popolare furono uccise molte persone. Mentre godono del benessere corporativo attraverso generosi sussidi ed altre forme di sostegno governativo a casa (non ultima la porta girevole tra la politica e molti incarichi dirigenziali nelle grandi imprese), le corporations del petrolio e del gas sono attivi lobbisti di un commercio ampliato e della liberalizzazione degli investimenti attraverso il WTO ed altri accordi commerciali e sugli investimenti. Esse cercano di rimuovere la capacità dei governi di regolamentare l'economia. Le corporations del petrolio e del gas cercano l'accesso illimitato ai mercati nell'intera gamma dei servizi per l'energia, attraverso l'ulteriore liberalizzazione dei servizi e degli investimenti e regole sulla politica competitiva. Queste potrebbero forzare gravemente la capacità dei governi di stabilire la politica energetica, per regolamentare le industrie petrolifera e del gas e controllare la loro fornitura di energia. Attraverso ricette neoliberiste e la pura e semplice occupazione militare, od entrambe, le corporations transnazionali sono state capaci di guadagnare il controllo di queste risorse. E mentre i mercati sono forzati ad aprirsi, mentre la spesa sociale viene tagliata e viene creato un clima attraente per gli investimenti, non vi è nessuna decurtazione ai fondi diretti alla polizia ed ai militari, il muscolo della globalizzazione neoliberista. Mentre il petrolio letteralmente e figurativamente fa marciare questa guerra, o queste guerre, del terrore, vi è molto di più di questo. Gli USA vogliono controllare tanta parte delle risorse mondiali di petrolio per il loro utilizzo e per il potere e l'influenza che tale dominio permetterà contro rivali economici e politici come la Cina, la Russia, l'Europa e le loro compagnie petrolifere. Tale strategia mira a mantenere, espandere e difendere un impero coloniale del 21° secolo per i militari USA e le elite economiche. Una caratteristica centrale di questa agenda è attaccare i paesi ed i movimenti sociali che resistono all'imperialismo USA ed all'agenda neoliberista, ovunque essi siano. Di fronte alla crescente resistenza globale alle operazioni delle società petrolifere e del gas, alla guerra ed al complesso militare-industriale, queste società ora impiegano ditte di pubbliche relazioni per creare l'illusione della responsabilità ambientale e sociale. Guardate i siti web dei 10 maggiori contraenti della difesa negli USA, e troverete storie confortanti su come queste aziende killer aiutano i poveri e gli svantaggiati, si prendono cura dell'ambiente attraverso il lavoro volontario dei dipendenti, o sui contributi aziendali alle varie NGO e fondazioni. La propaganda della Lockheed Martin e della Raytheon cerca di vendere la produzione di armi come un contributo alla pacificazione, mentre la Shell, la BP, la ChevronTexaco e la Statoil si uniscono a NGO aziendali come la Conservation International e la Nature Conservancy in the Energy and Biodiversity Initiative, che mirano alla conservazione della biodiversità integrata nello sviluppo controcorrente del petrolio e del gas. In ottobre il Guardian riportò che la ExxonMobil ha tenuto una serie di incontri segreti con selezionate NGO ambientaliste e dei diritti umani per cercare di cambiare la sua immagine pubblica negativa. Tale propaganda reinventa la Shell e la ExxonMobil come campioni dei diritti umani e difensori dell'ambiente, ed i maggiori fornitori mondiali della difesa come attivisti pacifisti. Le NGO che colludono con tali corporations dovrebbero essere esposte e denunciate. Nelle nostre lotte per la giustizia sociale, economica ed ambientale dobbiamo essere chiari che né la guerra né la globalizzazione neoliberista possono essere umanizzate o riformate. Dobbiamo fermare la guerra economica ed ambientale fatta dalle corporations, dai loro procuratori nel governo e nelle istituzioni di Bretton Woods. Dobbiamo opporci alla militarizzazione del pianeta in tutte le sue forme ed esporre le interconnessioni tra la mano nascosta del mercato ed il suo non celato pugno. Per farlo abbiamo bisogno di sostenere i movimenti di resistenza di base che già stanno lottando contro queste ingiustizie e confrontare le corporations del petrolio e della guerra sul loro terreno. Adattato da un discorso alla 5^ conferenza annuale dell'Asia-Pacific Research Network, Beirut, 4 novembre 2003. Per ulteriori dettagli v. http://www.aprnet.org/ © Copyright Aziz Choudry 2003 For fair use only
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