L'inganno di massa di Blair

di John Pilger

Daily Mirror, 3 febbraio 2004

Dopo il fiasco di Hutton, una verità rimane taciuta: Tony Blair ha ordinato la non provocata invasione di un altro paese con un pretesto totalmente falso, e quelle menzogne e quegli inganni fabbricati a Londra e Washington hanno causato la morte di almeno 55.000 iracheni, compresi 9.600 civili.

Consideriamo per un momento coloro che hanno pagato il prezzo delle azioni di Blair e Bush, che raramente sono menzionati nell'attuale cronaca dei media. La morte e le ferite di bambini per bombe a grappolo britanniche ed americane inesplose sono calcolate in 1.000 ogni mese. L'effetto delle armi all'uranio usate dalle forze anglo-americane, un'arma di distruzione di massa, è tale che le misurazioni prese dai carri armati iracheni distrutti dai britannici sono così elevate che una squadra d'inchiesta dell'esercito britannico indossava tute bianche integrali antiradiazioni, maschere e guanti. I bambini iracheni giocavano sopra ed attorno a questi carri armati. Le truppe britanniche, dice il Ministero della Difesa, "avranno accesso al controllo biologico".

Gli iracheni non anno alcun accesso e nessun aiuto medico specializzato; migliaia stanno ora soffrendo di un collegato elenco di aborti e perdita dei capelli, spaventosi problemi agli occhi, alla pelle e respiratori.

Né la Gran Bretagna né l'America contano le loro vittime irachene, ed il fatto, per non parlare della vastità della carneficina umana e della devastazione materiale, non viene nemmeno riconosciuto da un governo che dice di essere stato "vendicato" da Lord Hutton, il cui rapporto la maggior parte del popolo britannico considera una parodia che merita le dimissioni del Primo Ministro.

Ora Blair ha annunciato un'inchiesta sul "fallimento dell'intelligence" che gli ha misteriosamente negato le prove delle armi di distruzione di massa, che ha detto ripetutamente fossero il suo "scopo" nell'attaccare l'Iraq. Proprio come la disputa con la BBC e l'inchiesta Hutton erano distrazioni piuttosto deliberate, così quest'ultima inchiesta è un'altra misura da panico. E' chiaro che George W Bush, come ha notato un giornalista americano, "ora appende Tony Blair fuori ad asciugare".

Blair, come sempre, ha seguito Bush. Nell'annunciare alla fine della settimana la sua inchiesta sul "fallimento dell'intelligence", Bush spera di dipingere se stesso come un innocente, offeso membro della comunità che vuole sapere perché le numerose agenzie di spionaggio americane non abbiano avvertito la nazione del fatto, ora confermato dall'ispettore agli armamenti di Bush, David Kay, che non vi era nessuna arma di distruzione di massa e probabilmente non ve ne era alcuna da prima della Guerra del Golfo del 1991, e che la premessa per andare in guerra era "quasi del tutto sbagliata". "E' stata", mi ha detto Ray McGovern, "una charade al 95%". McGovern è un ex analista della CIA di alto grado ed uno di un gruppo di ex funzionari superiori di intelligence, diversi dei quali hanno descritto come l'amministrazione Bush chiese che le informazioni fossero modellate per conformarsi ad obiettivi politici, ed il ruolo della Gran Bretagna nella charade.

"Erano informazioni spazzatura", ha detto al New Yorker un ex funzionario di intelligence, "...ma i britannici volevano impiantare storie in Inghilterra ed in tutto il mondo". Ha descritto come rapporti informazioni "inazionabili" (inaffidabili) venivano passati ai servizi segreti britannici, che quindi li davano ai quotidiani.

L'ex capo degli ispettori dell'ONU Scott Ritter dice che false informazioni venivano diffuse sistematicamente dai servizi segreti britannici. L'indizio su questa operazione segreta, che più tardi Hutton ignorò, venne dato dall'esperto di armamenti David Kelly il giorno prima del suo suicidio. Kelly disse al comitato di intelligence e sicurezza del Primo Ministro: "Faccio da collegamento con la cellula Rockingham".

Come rivela Ritter, ciò faceva riferimento alla top secret "Operazione Rockingham", messa in piedi dall'intelligence britannico per "raccogliere" informazioni che potevano essere distorte come "prova" dell'esistenza  in Iraq di un arsenale di armamenti. E' stata un'operazione interamente politica, la cui disinformazione, dice Ritter, portò lui ed i suoi ispettori "a sospettare che vi fosse un sito di missili balistici. ...Non abbiamo trovato niente. Comunque, la nostra attività di ricerca ha permesso agli USA ed al Regno Unito di dire che i missili esistevano".

Ritter dice che le false informazioni dell'Operazione Rockingham sarebbero state introdotte dal Comitato riunito di intelligence. Il comitato era dietro i due "dossier" con i quali il governo Blair asseriva che Saddam Hussein era una minaccia. Ritter dice che i funzionari di Rockingham agivano dietro direttive politiche "dai livelli più alti".

Quanto alti? Fino a Blair stesso? Dopotutto, è stato Blair che ha fatto del trovare armi di distruzione di massa una "missione" personale. La domanda su quanto alti necessita urgentemente una risposta. Scott Ritter verrà chiamato all'inchiesta di Blair? E Blair spiegherà all'inchiesta perché i "dossier sulle armi" del febbraio 2003, che Hutton ha scelto di ignorare, erano talmente falsificati da plagiare la tesi di uno studente americano, copiandoli parola per parola compresi gli errori di ortografia?

La verità è che il governo Blair sapeva, quasi dal giorno in cui entrò in carica nel 1997, che le armi di distruzione di massa dell'Iraq erano state quasi certamente distrutte in seguito alla Guerra del Golfo del 1991, proprio come ha ora confermato David Kay, esperto di armamenti di Bush.

Che altro sapeva Blair?

Lo scorso anno in febbraio, una trascrizione trapelata da un interrogatorio alle Nazioni Unite del generale iracheno Hussein Kamel rivelava che sia il governo USA che quello britannico dovevano avere saputo che Saddam Hussein non aveva più armi di distruzione di massa. Il generale Kamel non era un comune disertore; era il testimone chiave di Bush e Blair nel caso dei loro governi contro Saddam. Genero del dittatore, aveva completa autorità sui programmi di armamento dell'Iraq, e disertò con casse di documenti.

Quando il Segretario di Stato Colin Powell presentò al Consiglio di Sicurezza dell'ONU il caso anglo-americano per un attacco all'Iraq, contava sul tributo pagato per l'affidabilità delle prove del generale Kamel. Ciò che non rivelò, come conferma la trascrizione dell'audizione del generale, fu questo categorica dichiarazione di Kamel: "Ho ordinato la distruzione di tutte le armi chimiche. Tutte le armi biologiche, chimiche, i missili, nucleari, sono state distrutte".

Naturalmente la CIA ed il britannico MI6 sapevano questo; è non è credibile che non venisse detto a Bush e  Blair. Ma nessuno di loro ne parlò, proprio come Colin Powell soppresse le più sensazionali informazioni del suo informatore, che avrebbero contraddetto le sue false affermazioni. Il generale Kamel (che venne più tardi eliminato da Saddam Hussein) corroborava la dichiarazione di Scott Ritter secondo la quale l'Iraq era stato disarmato "dal 90 al 95%".

L'Iraq è stato attaccato perché gli Stati Uniti e la Gran Bretagna potessero pretendere il suo petrolio ed i suoi beni. Soltanto Mary Poppins la penserebbe diversamente. L'ultima di un catalogo di prove è data dal Wall Street Journal, il quotidiano della classe dirigente americana, che ha ottenuto copie del piano segreto dell'amministrazione Bush per privatizzare il paese svendendo i suoi beni alle società occidentali e costruire enormi basi militari.

Il piano è stato steso nel febbraio dello scorso anno, proprio mentre Tony Blair assicurava al popolo britannico che l'unica ragione era la "minaccia" di Saddam Hussein.

L'attacco di Bush/Blair all'Iraq ha portato morte, distruzione e grande amarezza in Iraq. Tutto indica che ora la maggior parte degli iracheni considerano la loro esistenza incommensurabilmente peggiore che sotto il governo di Saddam Hussein. Più di 13.000 sono detenute in campi di concentramento nel loro paese.

Il loro numero è molto superiore di quelli incarcerati nelle prigioni politiche di Saddam in anni recenti. Nessuno è stato accusato; la maggior parte di loro non può vedere la famiglia; le asserzioni di tortura e brutalità da parte degli occupanti crescono ogni giorno. Come ha riportato la scorsa settimana la Human Rights Watch degli USA, le peggiori atrocità si ebbero negli anni '80, quando era sostenuto dall'America e dalla Gran Bretagna.

L'insurrezione in Iraq è accelerata e quasi certamente rafforzata dalla cattura di Saddam. Composta da 12 gruppi differenti, compresi quelli che sono sempre stati contro Saddam, la resistenza è bene organizzata e non si fermerà prima che la "coalizione" se ne vada. L'istituzione di una "democrazia" fantoccio semplicemente aumenterà il numero degli obiettivi. Come la conoscenza che Blair ha della storia imperiale gli dirà, questo è esattamente ciò che è accaduto nelle altre colonie britanniche prima che cacciassero gli occupanti, ed in Vietnam.

Un'informazione vera e che sappiamo Blair ha ricevuto è un rapporto che lo avvertiva che un attacco all'Iraq avrebbe soltanto aumentato il terrorismo globale, specialmente contro gli interessi ed i cittadini britannici. Ha scelto di ignorarlo.

Due settimane fa una commissione di giuristi ha chiesto alla Corte Criminale Internazionale ad indagare il governo britannico per crimini di guerra in Iraq. Che ciò riesca oppure no, è chiaro che il Primo Ministro avrà bisogno di trovare un altro Hutton, e velocemente.

Il programma di Saddam per le armi di distruzione di massa è attivo, dettagliato e crescente. Il quadro delle informazioni è ampio, dettagliato ed autorevole.


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