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Circa 30 musulmani radicali da
Sandzak
sono stati
reclutati per combattere a fianco dei ribelli siriani,
ha riferito il quotidiano Blic, citando un "autorevole funzionario
di polizia di
Novi Pazar", la capitale
della provincia serba meridionale, che è casa di una grande comunità
musulmana.
Gli esperti interrogati dal quotidiano di Belgrado ritengono
che i combattenti siano stati precedentemente addestrati a Vienna,
che si pensa sia il centro principale del wahhabismo in Europa.
Secondo altri specialisti, vi sono dei centri d'addestramento a
Novi Pazar, nei distretti
serbi settentrionali di
Novi Sad, Pancevo
e persino a
Belgrado. […]
Diversi musulmani serbi sono stati reclutati mentre studiavano
all'estero, principalmente in Turchia ed in Siria.
Il quotidiano ricorda ai suoi lettori che
Novi Pazar
è stata la scena di una grande manifestazione organizzata il 25
agosto 2013 dal conservatore "Nazione Islamica di Sandzak".
Secondo numerosi rapporti dei media regionali e globali,
assieme ad informazioni supplementari che provengono da agenzie di
sicurezza prevalentemente dei paesi UE, il numero totale degli
islamisti balcanici che sono stati reclutati e sono andati in Siria
per impegnarsi in battaglie, eccede le 500 persone. La vasta
maggioranza di loro devono ancora trovarsi in Siria, operando
principalmente nella provincia di Aleppo.
Inoltre, il principale centro di reclutamento è
Sarajevo
ed in estensione minore
Pristina
e Priznen.
I suddetti combattenti di
Sandzak sono stati
convogliati attraverso i canali affiliati alla Fratellanza Musulmana
di
Sarajevo
e sono prima
passati attraverso Istanbul prima di avventurarsi ulteriormente ad
est verso la Siria. Da ultimo,
la rilevante presenza di islamisti ceceni e caucasici in Siria
viene assistita da una rotta clandestina che corre dal
Dagestan-Inguscezia
alla Siria attraverso l'Azerbaigian ed un viaggio aereo verso città
turche. Altri gruppi possono essere considerati come emigranti che
hanno viaggiato verso la Siria direttamente dalla Turchia e di
singoli membri da vari paesi nella regione del Medio Oriente.
Negli anni passati si è notato il nesso tra gli islamisti dei
Balcani occidentali e del Caucaso attraverso la Turchia. Secondo il
Dr. Samuel Andrew
Hardy, "I membri del
gruppo terrorista
Kvadrat
con base in
Bosnia sono stati
agevolati nel viaggiare attraverso la Turchia per immettersi in
Cecenia, dove sono stati impegnati in operazioni terroristiche ed
insurrezionali, e quindi rimpatriati attraverso Cipro settentrionale
sotto controllo turco, dove sono stati evidentemente appoggiati
dalle autorità turco-cipriote e di Ankara....Ex militari turchi e
'forse' personale che serve nel servizio segreto hanno addestrato i
mujahideen ad andare in Cecenia ad un campo di
Nizamı Alem (Ordine
Universale, un gruppo scheggia dei Lupi Grigi)
in Turchia
e 'armi acquistate da Iran e Turchia e.... anche combattenti
mujahideen
sono stati trasportati in volo in [Bosnia da USA, Turchia ed
Iran]'; inoltre, '"...alcune di queste persone che sono andate a
combattere i russi o i serbi sono state indottrinate contro gli
infedeli" e sono ritornate in Turchia come capi di cellule per al
Qaeda'".
Kvadrat è stato
finanziato dall'associazione di beneficenza saudita
Al Haraiman,
ora
bandita universalmente dalla Commissione 1267 del Consiglio di
Sicurezza delle Nazioni Unite. Inoltre
Kvadrat in passato ha
mantenuto collegamenti con i personaggi islamisti radicali che
risiedono a Vienna, gli stessi identici a quelli che oggi sono
stati accusati di assistere
il trasferimento di combattenti in Siria. Un precedente
rapporto del
Global
Information System (GIS) identifica i
seguenti come membri del Comitato Direttivo di
Kvadrat:
“Mezit Nermin (“Nerko”), (Sarajevo), Seknic Sendad (Mostar),
Sinanovic Kermal, (Sarajevo), Tahic Berin (Sarajevo), Tahic Berin
(Sarajevo), Alic Galib (Sarajevo), Motoruga Elvir (Sarajevo), Hodzic
Emir (Sarajevo), Zukic Sabahudin (Sarajevo), Cengic Faruk
(Sarajevo), Hasanovic Aliya (Sarajevo), Ahmetovic Amir (Kaknja),
Nuhanovic Sanel (Bihac), Ortas Emire (Sarajevo).
Nel 2004 il
Comitato
Direttivo è stato ampliato. Sono noti per essere entrati a far parte
del gruppo:
Cardakovic Seco, Dedovic Edin, Gusic Elmedin (“Melo”), and Skrijelj
Admir”.
Il magnate saudita
Yasin Al Kahdi Qadi ha stretti
collegamenti con
Abdul Latif Saleh, con la doppia
cittadinanza giordano-albanese, che è stato indicato come
sostenitore di al Qaeda dal Dipartimento del Tesoro USA. Saleh ha
fondato un'organizzazione jihadista albanese, finanziata dalla
fondazione
Al Haramain che è stata in
precedenza menzionata come sostenitrice di Kvadrat. Dopo l'11
settembre 2001,
Yasin al-Qadi ha trasferito a
Istanbul, Turchia, ed in Svizzera molte delle sue operazioni.
Forbes
ha riportato che Qadi
è amico del primo ministro turco
Recep Tayyip Erdogan e che attraverso
la sua amicizia con turchi altamente sistemati è stato in
grado di sfuggire a sanzioni mentre viveva in Turchia.
Al Haraiman
aveva succursali
in
Afghanistan,
Albania, Bangladesh, Bosnia, Comore, Etiopia,
Indonesia, Kenia, Olanda, Nigeria, Pakistan, Somalia, Tanzania e
Stati Uniti.
Riguardo
Yassin
Kahdi, le sue
relazioni con la Turchia restano forti come mai ed i seguenti
rapporti (in greco)
evidenziano i suoi ultimi sforzi a proposito.
http://www.rimse.gr/2013/09/blog-post.html
http://www.rimse.gr/2013/07/blog-post_31.html
http://www.rimse.gr/2013/06/blog-post_29.html
Concludendo, è quasi certo che le rotte che sono state
utilizzate dai terroristi islamisti negli anni '90 tra il triangolo
Balcani-Caucaso-Medio Oriente (con la Turchia che era la principale
zona di transito e centro di attività) sono state riattivate a causa
del conflitto siriano; così la questione di combattere la ripresasi
al Qaeda è ancora una volta sul tavolo, tenendo presente che in Nord
Africa ed in Africa orientale sta avendo luogo una fusione di
proporzioni
significative tra varie forze jihadiste. Le suddette sono associate
con l'instabilità in Libia che di recente è stata descritta da un
diplomatico francese come un "supermarket delle armi" che sono state
liberamente vendute a miriadi di gruppi criminali e terroristi
attraverso il
Sahel
ed il Maghreb, come pure anche
ai ribelli siriani.
Infine, la vigilanza per la preparazione contro tentativi
terroristici nella più ampia regione del MENA sta salendo, mentre
nel prossimo futuro i paesi europei devono affrontare il ritorno a
casa di un gran numero di jihadisti, con tutte le varie questioni
della sicurezza che ciò comporta.
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