SERBIANNA

 

I jihadisti balcanici in Siria

3 ottobre 2013

di Ioannis Michaletos/ La regione dei Balcani sta esportando combattenti jihadisti in Siria dal 2011 e le ultime informazioni disponibili indicano un processo in corso che è direttamente collegato a una rete internazionale collegata ad al Qaeda che era pienamente operativa anche negli anni '90.

 

Circa 30 musulmani radicali da Sandzak sono stati reclutati per combattere a fianco dei ribelli siriani, ha riferito il quotidiano Blic, citando un "autorevole funzionario di polizia di Novi Pazar", la capitale della provincia serba meridionale, che è casa di una grande comunità musulmana.

Gli esperti interrogati dal quotidiano di Belgrado ritengono che i combattenti siano stati precedentemente addestrati a Vienna, che si pensa sia il centro principale del wahhabismo in Europa. Secondo altri specialisti, vi sono dei centri d'addestramento a Novi Pazar, nei distretti serbi settentrionali di Novi Sad, Pancevo e persino a Belgrado. […] Diversi musulmani serbi sono stati reclutati mentre studiavano all'estero, principalmente in Turchia ed in Siria.

Il quotidiano ricorda ai suoi lettori che Novi Pazar è stata la scena di una grande manifestazione organizzata il 25 agosto 2013 dal conservatore "Nazione Islamica di Sandzak".

Secondo numerosi rapporti dei media regionali e globali, assieme ad informazioni supplementari che provengono da agenzie di sicurezza prevalentemente dei paesi UE, il numero totale degli islamisti balcanici che sono stati reclutati e sono andati in Siria per impegnarsi in battaglie, eccede le 500 persone. La vasta maggioranza di loro devono ancora trovarsi in Siria, operando principalmente nella provincia di Aleppo.

Inoltre, il principale centro di reclutamento è Sarajevo ed in estensione minore Pristina e Priznen. I suddetti combattenti di Sandzak sono stati convogliati attraverso i canali affiliati alla Fratellanza Musulmana di Sarajevo e sono prima passati attraverso Istanbul prima di avventurarsi ulteriormente ad est verso la Siria. Da ultimo, la rilevante presenza di islamisti ceceni e caucasici in Siria viene assistita da una rotta clandestina che corre dal Dagestan-Inguscezia alla Siria attraverso l'Azerbaigian ed un viaggio aereo verso città turche. Altri gruppi possono essere considerati come emigranti che hanno viaggiato verso la Siria direttamente dalla Turchia e di singoli membri da vari paesi nella regione del Medio Oriente.

Negli anni passati si è notato il nesso tra gli islamisti dei Balcani occidentali e del Caucaso attraverso la Turchia. Secondo il Dr. Samuel Andrew Hardy, "I membri del gruppo terrorista Kvadrat con base in Bosnia sono stati agevolati nel viaggiare attraverso la Turchia per immettersi in Cecenia, dove sono stati impegnati in operazioni terroristiche ed insurrezionali, e quindi rimpatriati attraverso Cipro settentrionale sotto controllo turco, dove sono stati evidentemente appoggiati dalle autorità turco-cipriote e di Ankara....Ex militari turchi e 'forse' personale che serve nel servizio segreto hanno addestrato i mujahideen ad andare in Cecenia ad un campo di Nizamı Alem (Ordine Universale, un gruppo scheggia dei Lupi Grigi) in Turchia e 'armi acquistate da Iran e Turchia e.... anche combattenti mujahideen sono stati trasportati in volo in [Bosnia da USA, Turchia ed Iran]'; inoltre, '"...alcune di queste persone che sono andate a combattere i russi o i serbi sono state indottrinate contro gli infedeli" e sono ritornate in Turchia come capi di cellule per al Qaeda'".

Kvadrat è stato finanziato dall'associazione di beneficenza saudita Al Haraiman, ora bandita universalmente dalla Commissione 1267 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Inoltre Kvadrat in passato ha mantenuto collegamenti con i personaggi islamisti radicali che risiedono a Vienna, gli stessi identici a quelli che oggi sono stati accusati di assistere il trasferimento di combattenti in Siria. Un precedente rapporto del Global Information System (GIS) identifica i seguenti come membri del Comitato Direttivo di Kvadrat: “Mezit Nermin (“Nerko”), (Sarajevo), Seknic Sendad (Mostar), Sinanovic Kermal, (Sarajevo), Tahic Berin (Sarajevo), Tahic Berin (Sarajevo), Alic Galib (Sarajevo), Motoruga Elvir (Sarajevo), Hodzic Emir (Sarajevo), Zukic Sabahudin (Sarajevo), Cengic Faruk (Sarajevo), Hasanovic Aliya (Sarajevo), Ahmetovic Amir (Kaknja), Nuhanovic Sanel (Bihac), Ortas Emire (Sarajevo). Nel 2004 il Comitato Direttivo è stato ampliato. Sono noti per essere entrati a far parte del gruppo: Cardakovic Seco, Dedovic Edin, Gusic Elmedin (“Melo”), and Skrijelj Admir”.   

Il magnate saudita Yasin Al Kahdi Qadi ha stretti collegamenti con Abdul Latif Saleh, con la doppia cittadinanza giordano-albanese, che è stato indicato come sostenitore di al Qaeda dal Dipartimento del Tesoro USA. Saleh ha fondato un'organizzazione jihadista albanese, finanziata dalla fondazione Al Haramain che è stata in precedenza menzionata come sostenitrice di Kvadrat. Dopo l'11 settembre 2001, Yasin al-Qadi ha trasferito a Istanbul, Turchia, ed in Svizzera molte delle sue operazioni. Forbes ha riportato che Qadi è amico del primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan e che attraverso la sua amicizia con turchi altamente sistemati è stato in grado di sfuggire a sanzioni mentre viveva in Turchia. Al Haraiman aveva succursali in Afghanistan, Albania, Bangladesh, Bosnia, Comore, Etiopia, Indonesia, Kenia, Olanda, Nigeria, Pakistan, Somalia, Tanzania e Stati Uniti.

Riguardo Yassin Kahdi, le sue relazioni con la Turchia restano forti come mai ed i seguenti rapporti (in greco) evidenziano i suoi ultimi sforzi a proposito.

http://www.rimse.gr/2013/09/blog-post.html

http://www.rimse.gr/2013/07/blog-post_31.html

http://www.rimse.gr/2013/06/blog-post_29.html

Concludendo, è quasi certo che le rotte che sono state utilizzate dai terroristi islamisti negli anni '90 tra il triangolo Balcani-Caucaso-Medio Oriente (con la Turchia che era la principale zona di transito e centro di attività) sono state riattivate a causa del conflitto siriano; così la questione di combattere la ripresasi al Qaeda è ancora una volta sul tavolo, tenendo presente che in Nord Africa ed in Africa orientale sta avendo luogo una fusione di proporzioni significative tra varie forze jihadiste. Le suddette sono associate con l'instabilità in Libia che di recente è stata descritta da un diplomatico francese come un "supermarket delle armi" che sono state liberamente vendute a miriadi di gruppi criminali e terroristi attraverso il Sahel ed il Maghreb, come pure anche ai ribelli siriani.

Infine, la vigilanza per la preparazione contro tentativi terroristici nella più ampia regione del MENA sta salendo, mentre nel prossimo futuro i paesi europei devono affrontare il ritorno a casa di un gran numero di jihadisti, con tutte le varie questioni della sicurezza che ciò comporta.