Dichiarazione del FIST
Come l'imperialismo ha minato Haiti
14 gennaio 2010
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Al popolo di Haiti è capitata una grave tragedia. Fight Imperialism Stand Together porge la propria solidarietà alla nazione isolana, al suo popolo ed ai movimenti popolari. Il terremoto di 7,3 gradi che ha colpito vicino a Port-au-Prince il 12 gennaio ha lasciato molti in tutto il mondo in attesa, scossi, sperando che tutto vada per il meglio ma anticipando il peggio. Come è arrivata la notte e le comunicazioni con l'isola restavano tenui, non era rimasto nulla da fare che aspettare le notizie sui danni ed il carico di sofferenza umana. Un terremoto di 7,3 gradi è ovunque una grande catastrofe, ma in un paese come Haiti -- il paese più povero dell'emisfero occidentale, con poche infrastrutture capaci di resistere ad un simile avvenimento -- era destinato a portare ad una grande perdita di vite. Ci si aspetta che siano rimaste uccise decine di migliaia di persone. Le condizioni di Haiti, dove vi sono pochi ospedali, poco personale medico, autostrade nazionali appena passabili e nessuna squadra di risposta di emergenza, porterà alla inutile morte di altre migliaia. Haiti è un paese povero, altamente sfruttato. L'80% della popolazione vive con meno di $2 al giorno e più del 50% con meno di $1 al giorno. La disoccupazione supera il 70%. Molte persone sopravvivono di agricoltura di sussistenza ed entro l'ultimo paio di anni la povertà e la fame sono aumentate a causa di quattro cicloni tropicali consecutivi--Fay, Gustav, Hanna ed Ike--in agosto e settembre. Gli eventi naturali hanno realmente provocato un grave danno, ma non sono la causa principale della miseria che il popolo haitiano affronta. Haiti deve essere posta in un contesto che meglio chiarisca perché la piccola nazione è in una situazione precaria. Haiti è stata la prima repubblica nera dell'emisfero occidentale. E' stata l'unica colonia di schiavi ad ottenere la libertà attraverso la lotta armata quando il popolo haitiano sconfisse una potenza militare che era il flagello d'Europa -- l'armata di Napoleone Bonaparte. George Washington e Thomas Jefferson diedero i primi aiuti stranieri dagli Stati Uniti ai proprietari di schiavi francesi, per timore che una rivoluzione riuscita avrebbe portato ad insurrezione di africani tenuti in schiavitù in Nord America. All'epoca della rivoluzione haitiana, Saint Domingue, come era allora conosciuta Haiti, era una delle colonie più ricche dei francesi, nota come la "perla delle Antille". A causa del rovesciamento degli schavisti coloniali, la Francia inviò un'armata di 14 navi per estorcere al paese 150 milioni di franche in pagamento per la perdita della proprietà (il popolo di Haiti, il suo lavoro gratuito ed i frutti del suo lavoro). Quell'estorsione del 1825 diede inizio ad una seri di tentativi del mondo occidentale di asserire la propria volontà sul popolo libero di Haiti. L'occupazione USA del 1915-1934 distrusse la costituzione haitiana ed istituì le forze armate che sarebbero state più tardi smantellate dal primo presidente di Haiti democraticamente eletto nel 1990, il presidente Aristide, a causa dei loro legami con l'elite dominante haitiana. L'elite dominante, per la maggior parte della storia di Haiti, è stata principalmente bianca o dalla pelle più chiara, a causa della lunga eredità del colonialismo. Migliaia furono massacrati dalle forze d'invasione USA. Gli USA appoggiarono i brutali regimi di Francois “Papa Doc” Duvalier e di suo figlio Jean-Claude “Baby Doc” Duvalier. Decine di migliaia vennero uccisi sotto i due regimi regimi repressivi, principalmente dai paramilitari Tonton Macoutes. Quando il popolo di Haiti fu in grado di cacciare Baby Doc attraverso la lotta di massa, un altro regime militare repressivo prese il controllo dal 1987 all'elezione, da parte di due terzi dell'elettorato, del predicatore e leader di massa Jean-Bertrand Aristide. Nel settembre 1991 Aristide venne rovesciato, sette mesi dopo essersi insediato, da ufficiali delle forze armate e della polizia. Sebbene nel 1994 Aristide sia ritornato, è stato costretto ad accettare misure di austerità neoliberiste. Il paese è stato costretto ad importare ingredienti base ed a contare più pesantemente sui prestiti del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale, trasformandolo da un paese che era sotto certi aspetti in grado di produrre il proprio cibo in uno che ora dipende dall'importazione di più del 50% dei generi alimentari. Aristide è stato di nuovo eletto nel 2000 con il 92% dei voti. Nel 2004 è stato rapito da forze di sicurezza private e da militari USA e portato fuori del paese. Alcuni degli stessi capi militari che incominciarono il colpo di stato erano anche i capi delle squadre della morte dei Tonton Macoutes. Gli USA, la Francia ed il Canada hanno tutti occupato Haiti fino a che una missione ONU, chiamata MINUSTAH, ha preso il controllo. La MINUSTAH è stata accusata di eseguire massacri contro il movimento popolare per ristabilire il presidente Aristide, che hanno portato all'uccisione del leader popolare Dred Wilme. La peculiare storia di schiavitù e di genocidio, di colonizzazione e sostegno di brutali dittature da parte degli USA e della Francia ha portato Haiti nelle condizioni nelle quali oggi si trova. Non soltanto vi sono delle misere infrastrutture, ma il paese è stato deforestato. La deforestazione porta ad inondazioni durante la stagione delle piogge, a frane di fango e ad uragani più violenti. Gli USA hanno mobilitato la Guardia Costiera per intercettare gli haitiani che cercano di raggiungere gli USA e l'amministrazione sta schierando 2.000 marines. Haiti non ha bisogno di altre truppe di occupazione. Sono già sul terreno 9.000 truppe dell'ONU, sono lì da più di cinque anni e non hanno contribuito a sviluppare il paese ma a contenere la lotta popolare ed a garantire un governo che ha negato al maggiore partito, il Fanmi Lavalas, di partecipare alle elezioni di quest'anno. Il FIST domanda: lo sgombero delle truppe da combattimento dell'ONU; delle riparazioni devono essere pagate al popolo haitiano per gli anni di schiavitù da parte dei francesi, degli USA per le occupazioni e l'appoggio ai regimi di destra; la rimozione di tutti gli ordini di deportazione che attualmente incombono sulla testa di più di 30.000 haitiani negli USA; l'amnistia per ogni haitiano che cerchi di raggiungere le coste degli USA; tutti i bonus degli alti dirigenti delle istituzioni finanziarie che hanno ricevuto il denaro dei salvataggi bancari deve essere donato a Haiti; la creazione di brigate del lavoro di lavoratori e studenti USA deve andare a Haiti e collaborare a ricostruire il paese con salari sindacali USA e la cancellazione di tutto il debito di Haiti. Se gli USA fossero anche remotamente seri sull'assistere Haiti e riconoscere la loro parte nel sottosviluppo sistemico e nella destabilizzazione di Haiti, il governo potrebbe semplicemente chiedere l'attuazione delle misure suddette. Ritorni il presidente Aristide! Riparazioni ora per il popolo haitiano! Fight Imperialism Stand Together 14 gennaio 2010
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