Dov'è il soccorso ai lavoratori?
Le banche salvano i miliardari investitori Wall Street
di Jaimeson Champion
16 agosto 2007
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Il 9, 10 e poi ancora il 13 agosto, le banche centrali di molte delle maggiori economie sono venute simultaneamente in soccorso di una manciata di miliardari banchieri d'investimento e di magnati degli hedge fund che sono intrappolati nella crisi dei mutui sub prime USA. La Federal Reserve degli Stati Uniti, la Banca Centrale Europea e le banche centrali in quasi una dozzina di paesi asiatici hanno fatto affluire nel sistema finanziario miliardi di dollari, nel tentativo concertato di opporre resistenza alla marea della crescente crisi globale del credito. I piani di salvataggio sono arrivati principalmente nella forma di massicci acquisti da parte della banca centrale di obbligazioni di debito su deposito titoli, comunemente indicate come CDO. Le CDO sono dei titoli sostenuti da mutui ed altri tipi di prestiti. Nell'ultimo decennio, le CDO sono state confezionate e vendute in massa agli investitori, generando trilioni di dollari di profitti per le banche d'investimento e per i magnati degli hedge fund da una parte all'altra del globo. I CDO erano lo strumento di investimento principale utilizzato per sottoscrivere i predatori presiti sui mutui sub prime negli USA che hanno attivato l'attuale liquefazione. Gli investitori e le istituzioni finanziarie negli USA, in Europa ed in Asia detengono questi CDO in grandi quantità. Ora che un gran numero di mutui e prestiti ai quali sono legati questi investimenti sono in stato di sofferenza, molti dei CDO sono, come risultato, senza valore. La comprensione che questi CDO siano senza valore e la ragione fondamentale delle violente oscillazioni nei mercati borsistici globali nelle scorse settimane. Così, per cercare di calmare i nervosismi del mercato, le banche centrali ed i ministri delle finanze stanno essenzialmente consegnando miliardi di dollari proprio alle stesse avide banche e hedge funds che hanno orchestrato il disastro dei sub prime. Nel frattempo, le famiglie della classe lavoratrice, che entrano in una situazione di preclusione del diritto ipotecario e di bancarotta che non si vede dai tempi della Grande Depressione, devono ancora ricevere un centesimo. Negli USA, la Federal Reserve ha iniettato quasi 60 miliardi di dollari di fondi di salvataggio il 9 ed il 10 agosto, seguiti da almeno 2 miliardi di dollari supplementari il 13 agosto. In Europa, la Banca Centrale Europea ha immesso all'incirca 200 miliardi di dollari il 10 agosto, seguiti da 63,5 miliardi di dollari aggiuntivi il 13 agosto. La Banca Centrale del Giappone ha iniettato 8 miliardi di dollari nei mercati monetari il 10 agosto, con le banche centrali di Indonesia, Malesia, Taiwan, Filippine ed Australia che hanno tutte fatto lo stesso. La guerra all'interno e la guerra all'estero E' importante mettere in prospettiva i numeri di questo salvataggio. Gli oltre 62 miliardi di dollari che la Federal Reserve essenzialmente ha consegnato ad investitori ultra ricchi in appena tre giorni sarebbero stati sufficienti a fornire l'assistenza sanitaria per tutti i non assicurati del paese per più di un anno. Ciò si contrappone al fatto che la banca centrale USA devono ancora fornire i fondi necessari per ricostruire New Orleans ed il Golfo per permettere ai sopravvissuti degli uragani Katrina e Rita di tornare a casa, due anni dopo le tempeste, ma è stata in grado di passare urgentemente in tre giorni più di 62 miliardi di dollari ad investitori miliardari. In un paese dove le infrastrutture sono cadute in tale rovina che a Minneapolis crollano i ponti e le condutture del vapore esplodono sotto le vie di NYC, agli ultra ricchi vengono dati miliardi di dollari per essersi comportati nervosamente nei mercati. E questi salvataggi, straordinari per la loro dimensione e portata, sono ancora solamente una frazione di ciò che gli USA spendono per la guerra in Iraq ed Afghanistan. Un trilione di dollari che poteva essere speso per l'assistenza sanitaria, l'istruzione ed il lavoro è stato invece incanalato nei forzieri del complesso militare-industriale, portando miseria e sofferenza a milioni di persone in tutto il mondo. Nel libro "L'evoluzione del socialismo dall'utopia alla scienza ", Engels, riferendosi alla teoria del capitale di Marx, scrisse: "L'accumulazione della ricchezza ad un polo è, perciò, allo stesso tempo accumulazione di miseria, agonia di duro lavoro, schiavitù, ignoranza, brutalità, degradazione mentale al polo opposto". Questo fatto non è mai stato più evidente di oggi. Ma le disavventure militari in Iraq ed Afghanistan, associate alla crescente crisi economica derivante dal capitale finanziario USA, hanno evidenziato l'estrema volatilità e vulnerabilità dell'ordine mondiale imperialista. E' ora chiaro che gli USA, che hanno cercato brutalmente di estendere la loro influenza da una parte all'altra del globo come la potenza dominante mondiale, adesso stanno incespicando. Le guerre in Iraq ed Afghanistan hanno mostrato che la maggiore potenza militare sulla terra può essere azzoppata da movimenti locali di resistenza antimperialista. La crescente crisi economica ha mostrato che gli USA si stanno indebolendo come potenza economica. E ha mostrato come i processi di "globalizzazione" abbiano accresciuto il rischio di contagiose crisi finanziarie da parte di sistemi intrecciati di capitale finanziario attraverso confini e continenti in modi mai conosciuti prima. I mercati capitalistici ed i sistemi di capitale finanziario più grandi del mondo ora sono integrati a tal punto che la capacità dei proprietari di case USA di pagare i loro mutui ha ora un effetto diretto sulla disponibilità su tutti i tipi di credito in Europa ed Asia. Questa interconnessione significa che una crisi in un paese imperialista può propagarsi rapidamente ad altri paesi, indebolendoli tutti. Ed entrambe la guerra e la crisi economica hanno offerto altre prove del perché l'eliminazione del capitalismo e l'installazione del socialismo—un sistema secondo il quale i bisogni umani, come l'alloggio, l'assistenza sanitaria e l'istruzione non sarebbero più soggetti agli istinti predatori assetati di profitto del complesso militare-industriale, delle banche d'investimento, degli hedge fund e delle società a capitale privato—sono così estremamente necessari per l'emancipazione della classe lavoratrice e degli oppressi da una parte all'altra del globo. Mentre il socialismo resta una visione a lungo termine ma inevitabile, vi è adesso comunque una chiara urgenza, per quegli attivisti già in moto, compresi i lavoratori di tutte le nazionalità, di unirsi per chiedere una moratoria nazionale sulla preclusione del diritto ipotecario e sul pagamento dei debiti. Questi sono soltanto alcune delle molte questioni che saranno sollevate all'Accampamento Popolare del 22-29 settembre ed alla Marcia su Washington iniziati dalla Coalizione Troops Out Now.
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