|
"Pare che ciò confermi le nostre peggiori paure. Non essendo
affatto semplicemente un esercizio per gestire i bilanci e aumentare
l'efficienza, questo dimostra che il governo sta progettando di
cambiare fondamentalmente la forma dello stato del welfare. Con la
disoccupazione che ci si aspetta salga e miliardi di sterline che
vengono tagliati dai sussidi pagati ad alcune delle persone più
vulnerabili della società, è profondamente problematico considerare
le implicazioni di allentare i legami che tengono assieme il nostro
sistema della giustizia penale".
- Mark Serwotka,
Segretario Generale del sindacato Servizi Pubblici e
Commerciali, rispondendo a una programmata riduzione del 30% del
bilancio del Ministero della Giustizia del Regno Unito
(1)
Per prendere in prestito un'espressione di Karl Marx,
uno spettro sta perseguitando il mondo: lo spettro della
privatizzazione dei beni pubblici. A un tasso in accelerazione, le
infrastrutture che rendono possibile la civilizzazione, come le vie
di trasporto, le linee di comunicazione, gli ospedali, le scuole, la
fornitura di energia, le misure sanitarie ecc. vengono privatizzate,
con gravi conseguenze per il benessere della società oggi e in
futuro. La privatizzazione arriva in varie forme e spesso è
mascherata in cosiddette "Associazioni pubblico-privato"
(o “PPPs”, o “P3s”),
che esporremo sotto in dettaglio.
Il trasferimento del controllo sui beni dell'infrastruttura al
settore privato e l'imposizione di forze basate sul mercato su
questo settore dell'economia, è integrante all'ideologia
pro-mercato, anti-statale che si è radicata così profondamente nella
discussione pubblica negli ultimi decenni, specialmente in
occidente. Il P3s, come passa la pretesa, porta capitale privato in
soccorso di amministrazioni locali, regionali e nazionali in
difficile situazione finanziaria che fronteggiano endemici deficit
di risorse per far fronte alle necessità delle infrastrutture.
alcune parti delle infrastrutture esistenti diventeranno sempre
obsolete; le nuove tecnologie richiedono nuove infrastrutture, come
lo fanno cambiamenti nell'economia, nella densità di popolazione e
nella demografia. Il P3s permette al capitale privato di finanziare,
progettare, costruire e spesso gestire i beni dell'infrastruttura
per lo stato. E' programmato che la proprietà dei beni sia ritornata
allo stato ad un certo momento in futuro. Il governo rimborsa nel
tempo i suoi partner del settore privato, e con gli interessi, per
il loro investimento in anticipo nei progetti P3. Alternativamente,
come nel caso delle strade a pedaggio, per esempio, gli utilizzatori
finali (autisti), rimborsano il socio privato, con tasse per
l'utilizzo (pedaggi stradali o per un ponte).
Dove i governi sono a corto di fondi e hanno difficoltà a
prendere in prestito, i P3s hanno ovvi vantaggi. I progetti per
infrastrutture vanno avanti grazie all'investimento privato.
Inoltre, come sostiene l'argomentazione, i progetti per
infrastrutture beneficiano di pretese efficienze del settore
privato, risparmiando almeno il 20-25% circa delle spese, viene
spesso affermato. (2)
Gli interessi coinvolti nei P3s sono veramente alti. Nella sola
UE dal 1999 al 2006 sono stati firmati 1.000 accordi P3, con un
valore capitale sopra i 200 miliardi di euro. Il Regno Unito, dove
per primo la tendenza ha acquisito impeto, ha contato per circa il
60% di questo. (3) I p3s nel Regno Unito hanno già superato il 10%
dell'investimento totale in servizi pubblici nei primi anni di
questo secolo. (4) E il resto del mondo ha iniziato a fare lo
stesso: entro il 2007, i P3s hanno contato per almeno il 4%
dell'investimento in servizi pubblici. (5) I fondi d'investimento
privati, le compagnie di assicurazione, i fondi pensione e i fondi
di ricchezza sovrani investono liberamente in consorzi per
infrastrutture globali, con la prospettiva di guadagni superiori.
Tali consorzi hanno
accumulato contributi per più di $34 miliardi nel 2007,
aumentati da appena $2,4 miliardi nel 2004 e il passo si è ridotto
soltanto leggermente nell'anno di crisi 2008. (6)
Guardando avanti, gli interessi si preparano a diventare molto
più alti. Le misure di austerità di bilancio in Europa e a livelli
sub-federali negli USA precluderanno completamente per gli anni a
venire ai governi di proseguire una miriade di progetti di
infrastrutture critiche. I titoli attinenti all'argomento appaiono
quasi ovunque guardiate. Così, ora il Regno Unito si prepara a una
riduzione del 30% dei finanziamenti al Ministero della Giustizia,
che implica la chiusura di 150 tribunali, la svendita di una parte
significativa delle prigioni e il rilascio di migliaia di reclusi. (7)
Negli USA, il governatore del
New Jersey recentemente ha cancellato
in mezzo alla corrente un'opera da $9-11 miliardi per collegare
lo stato con
New
York City
tramite una nuova galleria. (8)
I sostenitori dei P3s e di forme simili di privatizzazione
anticipano l'accelerazione significativa del fenomeno. L'opinione
generale prevede che entro il 2025 il 15-20% dell'investimento in
infrastrutture pubbliche arriverà dal settore privato, che è molto,
ma potrebbe risultare essere una significativa sottostima. (9)
Inoltre, possiamo aspettarci più profonde incursioni del settore
privato nell'approvvigionamento dei servizi, non soltanto nella
costruzione di beni. In numero crescente, scuole, prigioni,
riformatori, ospizi e molte altre istituzioni è probabile che
saranno in mani private.
I pericoli posti dai P3s sono, sfortunatamente, molto numerosi.
Inoltre, sono poco discussi al di fuori della letteratura
specialistica, il che lascia universalmente le società molto più
vulnerabili al rullo compressore a raccolta della privatizzazione.
Tanto per cominciare, proprio l'etichetta "Associazione
pubblico-privato" è fortemente ingannevole. I fondi d'investimento
che finanziano i progetti P3 lo fanno con in mente il profitto, non
il servizio pubblico. Mirano a massimizzare i profitti dei progetti
e a salvaguardare quanto possono di quei profitti per loro stessi,
non per il reinvestimento per soddisfare altri bisogni pubblici,
come farebbe il governo.
Inoltre, la partecipazione del settore privato ai progetti P3
non arriva a buon prezzo. L'industria privata guarda a un guadagno
annuale del 10-15% dai nuovi progetti per
infrastrutture o all'8-11% per messe a nuovo. (10) Questo è il
profitto che richiedono per loro stessi; è perduto per il settore
pubblico. E' perduto, inoltre, per la comunità locale, perché le
società d'investimento privato sono concentrate in
maniera schiacciante in grandi centri finanziari come
New
York e Londra. Inoltre, frequentemente
le società d'investimento rifinanziano i progetti per
infrastrutture in modo da abbassare il tasso d'interesse che
pagheranno sul capitale che hanno raccolto per portare avanti i
progetti. Naturalmente, non dividono il risultante incremento della
redditività con i loro "partner" di stato. Né dividono il profitto
quando vendono la loro quota di P3s sul mercato secondario. (11)
Questi diversi profitti in modo crescente sfuggono alla tassazione
anche a livello nazionale, dal momento che il capitale privato
dirotta i suoi investimenti in infrastrutture attraverso società
affiliate impiantate in paradisi fiscali offshore.
La fantasticheria dell'efficienza del settore privato
"Gran parte del caso dei PPP poggia sull'efficienza relativa
del settore privato. Mentre su questo argomento vi è un'estesa
letteratura, la teoria è ambigua e le prove empiriche sono
contrastanti".
-
Fondo Monetario Internazionale, 2004(12)
L'entusiastica giustificazione dei governi per utilizzare i P3s
è l'asserzione di efficienze che il settore privato porta
all'esecuzione del progetto. Se credete ai portavoce dell'industria
privata, la differenza raggiunge il 20% o più, come abbiamo visto
prima. Ma gli studi di fattibilità che preparano il terreno per i
progetti P3 tendono a essere meno che rigorosi e obiettivi, a dir
poco, quando calcolano e sostengono queste efficienze. La migliore
ricerca empirica--che presenta onestamente tutti i costi, compresi i
ritardi di costruzione e i costi non previsti nel
preventivo--racconta una storia molto diversa. Quindi, i
coordinatori dei P3 alla Banca Europea degli Investimenti
(propugnatore e preminente finanziatore di P3s) ha ammesso, dopo
avere confrontato dei P3 e dei tradizionali progetti di strade
governativi nel periodo
1990-2005, che i progetti P3 erano di un enorme 24% più costosi.
(13) Studi globali sul tasso di rendimento
dell'investimento pubblico vs. privato in infrastrutture hanno
scoperto risultati simili tra le due categorie nel breve e nel medio
termine, ma una decisiva superiorità per l'investimento pubblico nel
lungo termine (17-20%, paragonato al 10-13%). (14)
Inoltre, questi calcoli escludono qualsiasi numero di
esternalità che accompagnino i P3s. Di conseguenza, una volta che i
governi cedono la proprietà di parti significative di
infrastrutture, perdono il controllo sul coordinamento delle
infrastrutture. Per prendere un semplice esempio, una città non può
riordinare una rete di trasporti per favorire nuove necessità se ha
lasciato il controllo delle strade a pedaggio a una società privata
e le ha garantito che non costruirà messi di trasporto concorrenti
entro distanze definite da quelle strade. Oltre a questo, i governi
perdono la loro capacità di progettare e eseguire progetti di
infrastrutture.
Più importante, dal momento che l'industria privata priorizza i
propri profitti, tende a perseguire i P3s che provvedere a
migliorare economicamente gli strati della società. Perciò
i P3s fregano completamente le classi più basse della società e
ostacolano i tentativi dello stato di elevare il livello complessivo
di benessere da parte delle zone in meno ricche in via di sviluppo.
Non è un caso che il denaro per i P3s scorra in maniera schiacciante
verso i progetti dei trasporti, delle telecomunicazioni e
dell'energia, mentre eviti i progetti per l'acqua potabile o le
fognature che farebbero più bene alla società. (15)
Nella stessa maniera, è caratteristico che i P3s tendano a
tagliare più posti di lavoro di quanto facciano le loro controparti
di proprietà pubblica, diluiscano la miscela dei rimanenti posti di
lavoro alle categorie meno specializzate e togliere il sostegno per
le pensioni. (16) Inoltre i P3s incrementano le tasse per l'utente
più velocemente di quanto facciano le amministrazioni governative. I
pedaggi stradali sono un esempio ben noto, ma niente affatto unico.
Le tariffe della rete ferroviaria P3 in Europa sono notoriamente più
alte. (17) Negli USA, l'acqua ed il servizio di fognatura fornite
privatamente costano ai consumatori più degli equivalenti del
settore pubblico rispettivamente di una media del 33% e del 63%.
(18)
Le posizioni superiori della formulazione politica
Nonostante tutti gli svantaggi di governi che perdono il
controllo dei beni pubblici, i P3s continuano a controllare le
posizioni superiori della formulazione politica. La Banca Mondiale,
l'OCSE, la Commissione UE, la Banca Europea degli Investimenti e
altre istituzioni dominanti appoggiano e sovvenzionano i P3s,
essendo d'accordo con una linea pro-privatizzazione. (19) Inoltre,
queste organizzazioni finanziarie globali sono ben organizzate per
proteggere gli interessi del capitale privato collegato ai P3 quando
si imbatte in pressioni di ogni tipo da governi ostili. (20) Con
questo tipo di leadership dall'alto, per i P3s il risultato
prevedibile è di acquisire più slancio e di vederli stimolare
l'economia globale lungo sentieri logori e sottoutilizzare le
opportunità per deviare pratiche di utilizzo dell'energia su
equilibri sostenibili.
(21)
Gli sforzi di alcuni sindacati dei dipendenti pubblici e di
gruppi di attivisti in posti come il Regno Unito e il Canada sono
riusciti a infangare la reputazione dei P3s e a rallentare la loro
avanzata. (22) Ma appelli al valore economico per il denaro dei
contribuenti e diversi argomenti etici contro la privatizzazione non
hanno rovesciato l'impeto verso i P3s. L'ideologia e gli interessi
economici sono allineati a favore dei P3s, come lo è l'attrazione di
affari corrotti tra funzionari e corporation. Il denaro che scorre
nell'industria dei P3 produce una matrice completa di interessi
acquisiti pronti a fare pressione per altri progetti (avvocati,
contabili, banche d'affari, appaltatori, agenti immobiliari di
terreni e altri) che rende la lotta ancor più difficile da vincere
per i progressisti. La speranza si trova soltanto nello spargere la
voce e formare vaste alleanze per resistere al rullo compressore
della privatizzazione.
(1)
Citato in Toby Helm, Anushka Asthana
e Mark
Townsend, “George Osborne takes spending axe to prisons and legal
aid”, www.guardian.co.uk, 16 ottobre 2010.
(2) Dexter Whitfield, Global Auction of Public Assets:
public sector alternatives to the infrastructure market & Public
Private Partnerships, Spokesman (Nottingham,
England), 2010,
p. 73.
(3) Frederic Blanc-Brude, Hugh Goldsmith, and Timo
Valila, “Public-Private Partnerships in Europe:
An Update”, EIB Economic and Financial Report 2007/03, pp. 7-8.
(4) Ibid., p. 12.
(5) Whitfield, op. cit., p. 46.
(6) Whitfield, op. cit., p. 116.
(7) Helm, Asthana
e Townsend, op. cit.
Sarà tagliata anche l'assistenza legale ai britannici che
divorziano e in casi di diritto familiare.
(8) Susan K. Livio, “Società
Gov. Christie sulla cancellazione del progetto della galleria
Hudsono a meno che i funzionari federali trovino un'altra fonte
finanziaria”, www.nj.com,
October 18th, 2010.
(9) Whitfield, op. cit., p. 329.
(10) Gruppo gestione infrastrutture, “Valuing Concessions: Making Equity Work in P3s”,
Presentazione, Bethesda MY, 13 gennaio 2008.
Un crollo dei margini di profitto tipici
trasversalmente alle diverse categorie di infrastrutture compare
in Whitfield, op. cit, p. 94.
(11)
Il mercato secondario degli interessi P3 si è
sviluppato rapidamente. Oltre il 40% dei P3s nel Regno Unito ha già cambiato
di mano entro il 2006
(DLA Piper, European PPP Report 2006, 2007, p. 155:
http://www.irfnet.ch/files-upload/knowledges/DLAPiper_European-PPP-Report2007.pdf).
Per alcuni casi specifici, vedi
Whitfield, op. cit., p. 257.
Eccezionalmente, per quanto posso affermare, il Regno
Unito ha intrapreso dei passi per assicurarsi almeno qualche
divisione dei profitti da rifinanziamento del socio privato con il
settore pubblico
(ibid, pp.
185-87).
(12)
Fondo Monetario Internazionale, Fiscal Affairs
Department, “Public-Private Partnerships”, 12t marzo 2004, p. 14.
(13) Frederic Blanc-Brude, Hugh Goldsmith e Timo
Valila, “Ex Ante Construction Costs in the European Road Sector: A Comparison of
Public-Private Partnerships and Traditional Public Procurement”, EIB
Economic and Financial Report 2006/01, p. 2. Per una più ampia discussione, vedi Whitfield, op. cit., p. 241
e altrove.
(14)
Vedi Whitfield, op. cit., p. 52.
(15)
Vedi, per esempio, The World Bank Group, Private
Participation in Infrastructure Database, PPI data update note 28,
novembre 2009,
figura
6, p. 3.
(16)
Per un esame generale di diversi studi, vedi Whitfield,
op. cit., pp. 277-79.
(17) Per la discussione in
corso centrata sul Regno Unito, vedi
www.passengerfocus.uk.org,
specialmente il
Passenger Focus Annual Report.
(18) Food and Water Watch, “Questions & Answers: A Cost
Comparison of Public and Private Water Utility Operation”,
Giugno
2009, p. 1.
(19)
Per il World Bank Group,
vedi il suo “Sustainable
Infrastructure Action Plan FY 2009-2011”,
(July 2008);
per l'OCSE,
vedi il suo “Infrastructure to 2030” program; for the EU
Commission, see its “Mobilising private and public investment for
recovery and long-term structural change: developing Public Private
Partnerships” (Bruxelles,
19 novembre 2009);
la European
Investment Bank
ha finanziato almeno 120
progetti
P3 (vedi, per esempio, DLA
Piper’s European PPP Report 2009, p. 10).
(20)
Per esempio, il World Bank Group
ha un International Center for the Settlement of Investment
Disputes dedicato a questo scopo.
(21)
I progetti P3 per infrastrutture verdi sono molto rari.
Il DLA Piper European PPP Report 2009
ha soltanto alcuni termini simbolici sui progetti verdi (op. cit., pp. 16-17). Anche i governi hanno presentato un rendimento
grossolanamente inferiore al previsto riguardo ai progetti per
infrastrutture verdi. Non vi è nessuna carenza di ben sviluppate
proposte per infrastrutture verdi che puntano a ovvi vantaggi
sociali e economici. Un esempio su larga scala dagli USA è il Nuovo
Programma Apollo
(http://apolloalliance.org/category/new-apollo-program/the-full-report/).
(22)
Vedi Whitfield, op. cit.,
pp. 321-23.
|