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Austerità di bilancio in occidente: nuovo cibo per il parassita della privatizzazione?

KERANS David (USA) | 22.10.2010

 

"Pare che ciò confermi le nostre peggiori paure. Non essendo affatto semplicemente un esercizio per gestire i bilanci e aumentare l'efficienza, questo dimostra che il governo sta progettando di cambiare fondamentalmente la forma dello stato del welfare. Con la disoccupazione che ci si aspetta salga e miliardi di sterline che vengono tagliati dai sussidi pagati ad alcune delle persone più vulnerabili della società, è profondamente problematico considerare le implicazioni di allentare i legami che tengono assieme il nostro sistema della giustizia penale".

- Mark Serwotka, Segretario Generale del sindacato Servizi Pubblici e Commerciali, rispondendo a una programmata riduzione del 30% del bilancio del Ministero della Giustizia del Regno Unito (1)

Per prendere in prestito un'espressione di Karl Marx, uno spettro sta perseguitando il mondo: lo spettro della privatizzazione dei beni pubblici. A un tasso in accelerazione, le infrastrutture che rendono possibile la civilizzazione, come le vie di trasporto, le linee di comunicazione, gli ospedali, le scuole, la fornitura di energia, le misure sanitarie ecc. vengono privatizzate, con gravi conseguenze per il benessere della società oggi e in futuro. La privatizzazione arriva in varie forme e spesso è mascherata in cosiddette "Associazioni pubblico-privato" (o “PPPs”, o “P3s”), che esporremo sotto in dettaglio.

Il trasferimento del controllo sui beni dell'infrastruttura al settore privato e l'imposizione di forze basate sul mercato su questo settore dell'economia, è integrante all'ideologia pro-mercato, anti-statale che si è radicata così profondamente nella discussione pubblica negli ultimi decenni, specialmente in occidente. Il P3s, come passa la pretesa, porta capitale privato in soccorso di amministrazioni locali, regionali e nazionali in difficile situazione finanziaria che fronteggiano endemici deficit di risorse per far fronte alle necessità delle infrastrutture. alcune parti delle infrastrutture esistenti diventeranno sempre obsolete; le nuove tecnologie richiedono nuove infrastrutture, come lo fanno cambiamenti nell'economia, nella densità di popolazione e nella demografia. Il P3s permette al capitale privato di finanziare, progettare, costruire e spesso gestire i beni dell'infrastruttura per lo stato. E' programmato che la proprietà dei beni sia ritornata allo stato ad un certo momento in futuro. Il governo rimborsa nel tempo i suoi partner del settore privato, e con gli interessi, per il loro investimento in anticipo nei progetti P3. Alternativamente, come nel caso delle strade a pedaggio, per esempio, gli utilizzatori finali (autisti), rimborsano il socio privato, con tasse per l'utilizzo (pedaggi stradali o per un ponte).

Dove i governi sono a corto di fondi e hanno difficoltà a prendere in prestito, i P3s hanno ovvi vantaggi. I progetti per infrastrutture vanno avanti grazie all'investimento privato. Inoltre, come sostiene l'argomentazione, i progetti per infrastrutture beneficiano di pretese efficienze del settore privato, risparmiando almeno il 20-25% circa delle spese, viene spesso affermato. (2)

Gli interessi coinvolti nei P3s sono veramente alti. Nella sola UE dal 1999 al 2006 sono stati firmati 1.000 accordi P3, con un valore capitale sopra i 200 miliardi di euro. Il Regno Unito, dove per primo la tendenza ha acquisito impeto, ha contato per circa il 60% di questo. (3) I p3s nel Regno Unito hanno già superato il 10% dell'investimento totale in servizi pubblici nei primi anni di questo secolo. (4) E il resto del mondo ha iniziato a fare lo stesso: entro il 2007, i P3s hanno contato per almeno il 4% dell'investimento in servizi pubblici. (5) I fondi d'investimento privati, le compagnie di assicurazione, i fondi pensione e i fondi di ricchezza sovrani investono liberamente in consorzi per infrastrutture globali, con la prospettiva di guadagni superiori. Tali consorzi hanno accumulato contributi per più di $34 miliardi nel 2007, aumentati da appena $2,4 miliardi nel 2004 e il passo si è ridotto soltanto leggermente nell'anno di crisi 2008. (6)

Guardando avanti, gli interessi si preparano a diventare molto più alti. Le misure di austerità di bilancio in Europa e a livelli sub-federali negli USA precluderanno completamente per gli anni a venire ai governi di proseguire una miriade di progetti di infrastrutture critiche. I titoli attinenti all'argomento appaiono quasi ovunque guardiate. Così, ora il Regno Unito si prepara a una riduzione del 30% dei finanziamenti al Ministero della Giustizia, che implica la chiusura di 150 tribunali, la svendita di una parte significativa delle prigioni e il rilascio di migliaia di reclusi. (7) Negli USA, il governatore del New Jersey recentemente ha cancellato in mezzo alla corrente un'opera da $9-11 miliardi per collegare lo stato con New York City tramite una nuova galleria. (8)

I sostenitori dei P3s e di forme simili di privatizzazione anticipano l'accelerazione significativa del fenomeno. L'opinione generale prevede che entro il 2025 il 15-20% dell'investimento in infrastrutture pubbliche arriverà dal settore privato, che è molto, ma potrebbe risultare essere una significativa sottostima. (9) Inoltre, possiamo aspettarci più profonde incursioni del settore privato nell'approvvigionamento dei servizi, non soltanto nella costruzione di beni. In numero crescente, scuole, prigioni, riformatori, ospizi e molte altre istituzioni è probabile che saranno in mani private.

I pericoli posti dai P3s sono, sfortunatamente, molto numerosi. Inoltre, sono poco discussi al di fuori della letteratura specialistica, il che lascia universalmente le società molto più vulnerabili al rullo compressore a raccolta della privatizzazione. Tanto per cominciare, proprio l'etichetta "Associazione pubblico-privato" è fortemente ingannevole. I fondi d'investimento che finanziano i progetti P3 lo fanno con in mente il profitto, non il servizio pubblico. Mirano a massimizzare i profitti dei progetti e a salvaguardare quanto possono di quei profitti per loro stessi, non per il reinvestimento per soddisfare altri bisogni pubblici, come farebbe il governo.

Inoltre, la partecipazione del settore privato ai progetti P3 non arriva a buon prezzo. L'industria privata guarda a un guadagno annuale del 10-15% dai nuovi progetti per infrastrutture o all'8-11% per messe a nuovo. (10) Questo è il profitto che richiedono per loro stessi; è perduto per il settore pubblico. E' perduto, inoltre, per la comunità locale, perché le società d'investimento privato sono concentrate in maniera schiacciante in grandi centri finanziari come New York e Londra. Inoltre, frequentemente le società d'investimento rifinanziano i progetti per infrastrutture in modo da abbassare il tasso d'interesse che pagheranno sul capitale che hanno raccolto per portare avanti i progetti. Naturalmente, non dividono il risultante incremento della redditività con i loro "partner" di stato. Né dividono il profitto quando vendono la loro quota di P3s sul mercato secondario. (11) Questi diversi profitti in modo crescente sfuggono alla tassazione anche a livello nazionale, dal momento che il capitale privato dirotta i suoi investimenti in infrastrutture attraverso società affiliate impiantate in paradisi fiscali offshore.

La fantasticheria dell'efficienza del settore privato

"Gran parte del caso dei PPP poggia sull'efficienza relativa del settore privato. Mentre su questo argomento vi è un'estesa letteratura, la teoria è ambigua e le prove empiriche sono contrastanti".

- Fondo Monetario Internazionale, 2004(12)

L'entusiastica giustificazione dei governi per utilizzare i P3s è l'asserzione di efficienze che il settore privato porta all'esecuzione del progetto. Se credete ai portavoce dell'industria privata, la differenza raggiunge il 20% o più, come abbiamo visto prima. Ma gli studi di fattibilità che preparano il terreno per i progetti P3 tendono a essere meno che rigorosi e obiettivi, a dir poco, quando calcolano e sostengono queste efficienze. La migliore ricerca empirica--che presenta onestamente tutti i costi, compresi i ritardi di costruzione e i costi non previsti nel preventivo--racconta una storia molto diversa. Quindi, i coordinatori dei P3 alla Banca Europea degli Investimenti (propugnatore e preminente finanziatore di P3s) ha ammesso, dopo avere confrontato dei P3 e dei tradizionali progetti di strade governativi nel periodo 1990-2005, che i progetti P3 erano di un enorme 24% più costosi. (13) Studi globali sul tasso di rendimento dell'investimento pubblico vs. privato in infrastrutture hanno scoperto risultati simili tra le due categorie nel breve e nel medio termine, ma una decisiva superiorità per l'investimento pubblico nel lungo termine (17-20%, paragonato al 10-13%). (14)

Inoltre, questi calcoli escludono qualsiasi numero di esternalità che accompagnino i P3s. Di conseguenza, una volta che i governi cedono la proprietà di parti significative di infrastrutture, perdono il controllo sul coordinamento delle infrastrutture. Per prendere un semplice esempio, una città non può riordinare una rete di trasporti per favorire nuove necessità se ha lasciato il controllo delle strade a pedaggio a una società privata e le ha garantito che non costruirà messi di trasporto concorrenti entro distanze definite da quelle strade. Oltre a questo, i governi perdono la loro capacità di progettare e eseguire progetti di infrastrutture.

Più importante, dal momento che l'industria privata priorizza i propri profitti, tende a perseguire i P3s che provvedere a migliorare economicamente gli strati della società. Perciò i P3s fregano completamente le classi più basse della società e ostacolano i tentativi dello stato di elevare il livello complessivo di benessere da parte delle zone in meno ricche in via di sviluppo. Non è un caso che il denaro per i P3s scorra in maniera schiacciante verso i progetti dei trasporti, delle telecomunicazioni e dell'energia, mentre eviti i progetti per l'acqua potabile o le fognature che farebbero più bene alla società. (15)

Nella stessa maniera, è caratteristico che i P3s tendano a tagliare più posti di lavoro di quanto facciano le loro controparti di proprietà pubblica, diluiscano la miscela dei rimanenti posti di lavoro alle categorie meno specializzate e togliere il sostegno per le pensioni. (16) Inoltre i P3s incrementano le tasse per l'utente più velocemente di quanto facciano le amministrazioni governative. I pedaggi stradali sono un esempio ben noto, ma niente affatto unico. Le tariffe della rete ferroviaria P3 in Europa sono notoriamente più alte. (17) Negli USA, l'acqua ed il servizio di fognatura fornite privatamente costano ai consumatori più degli equivalenti del settore pubblico rispettivamente di una media del 33% e del 63%. (18)

Le posizioni superiori della formulazione politica

Nonostante tutti gli svantaggi di governi che perdono il controllo dei beni pubblici, i P3s continuano a controllare le posizioni superiori della formulazione politica. La Banca Mondiale, l'OCSE, la Commissione UE, la Banca Europea degli Investimenti e altre istituzioni dominanti appoggiano e sovvenzionano i P3s, essendo d'accordo con una linea pro-privatizzazione. (19) Inoltre, queste organizzazioni finanziarie globali sono ben organizzate per proteggere gli interessi del capitale privato collegato ai P3 quando si imbatte in pressioni di ogni tipo da governi ostili. (20) Con questo tipo di leadership dall'alto, per i P3s il risultato prevedibile è di acquisire più slancio e di vederli stimolare l'economia globale lungo sentieri logori e sottoutilizzare le opportunità per deviare pratiche di utilizzo dell'energia su equilibri sostenibili. (21)

Gli sforzi di alcuni sindacati dei dipendenti pubblici e di gruppi di attivisti in posti come il Regno Unito e il Canada sono riusciti a infangare la reputazione dei P3s e a rallentare la loro avanzata. (22) Ma appelli al valore economico per il denaro dei contribuenti e diversi argomenti etici contro la privatizzazione non hanno rovesciato l'impeto verso i P3s. L'ideologia e gli interessi economici sono allineati a favore dei P3s, come lo è l'attrazione di affari corrotti tra funzionari e corporation. Il denaro che scorre nell'industria dei P3 produce una matrice completa di interessi acquisiti pronti a fare pressione per altri progetti (avvocati, contabili, banche d'affari, appaltatori, agenti immobiliari di terreni e altri) che rende la lotta ancor più difficile da vincere per i progressisti. La speranza si trova soltanto nello spargere la voce e formare vaste alleanze per resistere al rullo compressore della privatizzazione.

(1) Citato in Toby Helm, Anushka Asthana e Mark Townsend, “George Osborne takes spending axe to prisons and legal aid”, www.guardian.co.uk, 16 ottobre 2010.

(2) Dexter Whitfield, Global Auction of Public Assets: public sector alternatives to the infrastructure market & Public Private Partnerships, Spokesman (Nottingham, England), 2010, p. 73.

(3) Frederic Blanc-Brude, Hugh Goldsmith, and Timo Valila, “Public-Private Partnerships in Europe: An Update”, EIB Economic and Financial Report 2007/03, pp. 7-8.

(4) Ibid., p. 12.

(5) Whitfield, op. cit., p. 46.

(6) Whitfield, op. cit., p. 116.

(7) Helm, Asthana  e Townsend, op. cit. Sarà tagliata anche l'assistenza legale ai britannici che divorziano e in casi di diritto familiare.

(8) Susan K. Livio, “Società Gov. Christie sulla cancellazione del progetto della galleria Hudsono a meno che i funzionari federali trovino un'altra fonte finanziaria”, www.nj.com, October 18th, 2010.

(9) Whitfield, op. cit., p. 329.

(10) Gruppo gestione infrastrutture, “Valuing Concessions: Making Equity Work in P3s”, Presentazione, Bethesda MY, 13 gennaio 2008. Un crollo dei margini di profitto tipici trasversalmente alle diverse categorie di infrastrutture compare  in Whitfield, op. cit, p. 94.

(11) Il mercato secondario degli interessi P3 si è sviluppato rapidamente. Oltre il 40% dei P3s nel Regno Unito ha già cambiato di mano entro il 2006 (DLA Piper, European PPP Report 2006,  2007, p. 155: http://www.irfnet.ch/files-upload/knowledges/DLAPiper_European-PPP-Report2007.pdf). Per alcuni casi specifici, vedi Whitfield, op. cit., p. 257. Eccezionalmente, per quanto posso affermare, il Regno Unito ha intrapreso dei passi per assicurarsi almeno qualche divisione dei profitti da rifinanziamento del socio privato con il settore pubblico (ibid, pp. 185-87).

(12) Fondo Monetario Internazionale, Fiscal Affairs Department, “Public-Private Partnerships”, 12t marzo 2004, p. 14.

(13) Frederic Blanc-Brude, Hugh Goldsmith e Timo Valila, “Ex Ante Construction Costs in the European Road Sector: A Comparison of Public-Private Partnerships and Traditional Public Procurement”, EIB Economic and Financial Report 2006/01, p. 2. Per una più ampia discussione, vedi Whitfield, op. cit., p. 241 e altrove

(14) Vedi Whitfield, op. cit., p. 52.

(15) Vedi, per esempio, The World Bank Group, Private Participation in Infrastructure Database, PPI data update note 28, novembre 2009,  figura 6, p. 3.

(16) Per un esame generale di diversi studi, vedi Whitfield, op. cit., pp. 277-79.

(17) Per la discussione in corso centrata sul Regno Unito, vedi www.passengerfocus.uk.org, specialmente il Passenger Focus Annual Report.

(18) Food and Water Watch, “Questions & Answers: A Cost Comparison of Public and Private Water Utility Operation”, Giugno 2009, p. 1.

(19) Per il World Bank Group, vedi il suo “Sustainable Infrastructure Action Plan FY 2009-2011”, (July 2008); per l'OCSE, vedi il suo “Infrastructure to 2030” program; for the EU Commission, see its “Mobilising private and public investment for recovery and long-term structural change: developing Public Private Partnerships” (Bruxelles, 19 novembre 2009); la European Investment Bank ha finanziato almeno 120 progetti P3 (vedi, per esempio, DLA Piper’s European PPP Report 2009, p. 10).

(20) Per esempio, il World Bank Group ha un International Center for the Settlement of Investment Disputes dedicato a questo scopo.  

(21) I progetti P3 per infrastrutture verdi sono molto rari. Il DLA Piper European PPP Report 2009 ha soltanto alcuni termini simbolici sui progetti verdi  (op. cit., pp. 16-17). Anche i governi hanno presentato un rendimento grossolanamente inferiore al previsto riguardo ai progetti per infrastrutture verdi. Non vi è nessuna carenza di ben sviluppate proposte per infrastrutture verdi che puntano a ovvi vantaggi sociali e economici. Un esempio su larga scala dagli USA è il Nuovo Programma Apollo (http://apolloalliance.org/category/new-apollo-program/the-full-report/).

(22) Vedi Whitfield, op. cit., pp. 321-23.