L'assalto di Bush al Venezuela

Autore: W. T. Whitney Jr.
People's Weekly World Newspaper, 29/05/08

 RECENSIONE

Bush v. Chavez-Washington’s War on Venezuela, By Eva Golinger-Monthly Review Press, 2008-160 pp., $15.95, paperback

 

Poggiando sul suo precedente libro "Il Codice Chavez" (Olive Branch Press, 2006), Eva Golinger ha scritto "Bush vs. Chavez, la guerra di Washington al Venezuela", un affascinante, esauriente riassunto dei continui assalti degli USA contro il governo venezuelano del Presidente Hugo Chavez. La Golinger è un'avvocatessa abitante in Venezuela che è stata cresciuta ed educata negli Stati Uniti.

Il nuovo libro della Golinger promette di essere uno strumento essenziale per la lotta anti-imperialista. Riguarda i preparativi USA per annientare un governo preso di mira che emergono durante il processo piuttosto che attraverso studi post mortem. Come esempi dell'ultimo cita il Guatemala (1954, l'Indonesia (1965), il Cile (1973) e Haiti (2004).

Con documenti declassificati ottenuti da agenzie USA in base al Freedom of Information Act, la Golinger ha utilizzato il suo primo libro per documentare i finanziamenti e le facilitazioni degli USA al fallito colpo di stato dell'aprile 2002 che rimosse per breve tempo dalla carica il Presidente Chavez. "Il Codice Chavez" trattava pure delle campagna di serrata e di sabotaggio che più tardi quell'anno ha paralizzato la società petrolifera statale.

Questa volta la Golinger fornisce un aggiornamento. Nota che la creazione da parte di Washington dell'Office of Transition Initiatives (OTI) per appoggiare lo sciopero petrolifero ed il referendum di revoca anti-Chavez del 2004. La Golinger indica le offensive diplomatica e dei media USA contro il Venezuela ed anche la sovversione interna e l'atteggiamento dei militari. Conta ancora su documenti declassificati pubblicati, assieme a molteplici altre fonti ed a sue indagini.

Il libro segue la pista del denaro. Dal 2001 in poi, il National Endowment for Democracy (NED) ha distribuito annualmente $1 milione tra i gruppi anti-Chavez, elargendo $1 milione in più dopo il fallito colpo di stato del 2002. La U.S. Agency for International Development (USAID) quell'anno ha messo in bilancio oltre $2 milioni per alimentare il sostegno dell'OTI allo sciopero petrolifero. Seguendo da allora le tracce del denaro, la Golinger dimostra che nel 2003 il NED e l'OTI hanno distribuito $1 milione e $5 milioni rispettivamente, arrivando il totale combinato a $27 milioni per gli inizi del 2005. Hanno superato i $10 milioni nel 2005-2007.

“Bush vs. Chavez” spiega i cambiamenti della strategia degli USA. Sul fronte diplomatico, alti funzionari di Washington hanno dato libero sfogo a serie accuse contro il Venezuela. Hanno condannato il presunto rafforzamento militare del Venezuela ed asserito renitenza nell'affrontare i trafficanti di droga. Hanno accusato il governo di Chavez di legami a nazioni intime con i terroristi. La Golinger descrive la campagna anti-Venezuela dei media internazionali e la distribuzione interna di letteratura anti-governativa, specialmente alle unità militari, come dimostrazioni di guerra psicologica.

La formazione da parte degli USA di una rete di spionaggio era mirata alla sovversione, come lo era lo sfruttamento delle tendenze separatiste nello stato di Zulia ricco di petrolio. Il governatore di Zulia, Manuel Rosales, strettamente associato all'ex ambasciatore USA William Brownfield, nella corsa alla presidenza del 2006 correva contro Chavez. Nel 2001, sotto gli auspici della NATO, i militari USA lanciarono Plan Balboa, una esercitazione militare a mala pena fittizia eseguita in Spagna che riguardante una invasione apparentemente del Venezuela attraverso Zulia da parte di truppe USA.

Infine, la Golinger evidenzia le minacce militari USA contro il Venezuela, dirette e secondarie. Tra loro vi sono state l'infiltrazione di paramilitari colombiani attraverso il confine venezuelano, i campi di addestramento paramilitare in Florida ed una grande esercitazione di assalto anfibio nel 2005 nell'isola olandese di Curaçao, situata al largo della costa settentrionale del Venezuela. L'anno seguente Curaçao vide una presenza crescente di personale militare e di società USA. Rinnovate esercitazioni militari riguardarono una portaerei, altre navi da guerra, 85 aeroplani e 7.000 truppe.

Secondo la Golinger, il Dipartimento di Stato ha pubblicato un saggio che suggerisce che Curaçao più le vicine isole di Bonaire ed Aruba formino un nuovo confine geopolitico per gli Stati Uniti.

Mettendo in evidenza che il Venezuela è lungi dall'essere solo nel ricevere la sgradita attenzione degli USA, il 24 aprile Eva Golinger ha ricordato al pubblico della radio venezuelana che gli agenti USA in Bolivia dal 2005 hanno distribuito $129 milioni agli oppositori del Presidente Evo Morales.

Un cavillo riguardo a questo utile, ben fatto libro è che il titolo, evidenziando dei personaggi, tratta qualcuno in modo sgarbato rispetto alle più vaste forze impegnate nel dramma. Per altre informazioni su Eva Golinger, vedi www.chavezcode.com.

atwhit@roadrunner.com