Terrorismo di Stato:
le operazioni clandestine anglo-americane in Iraq
di Andrew G. Marshall
Global Research, 25 giugno 2008
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Una luce brillante sul "mondo delle operazioni clandestine" Nel gennaio del 2002, il Washington Post pubblicò una storia che descriveva dettagliatamente un piano della CIA proposto al Presidente Bush poco dopo l'11/9 dal Direttore della CIA George Tenet intitolato "Matrice d'attacco su scala mondiale", che "delineava una campagna antiterrorismo clandestina in 80 paesi per il mondo. Ciò che è stato pronto a presentare rappresentava una azzardata e rischiosa deviazione per la politica USA ed avrebbe dato alla CIA la più vasta e più letale autorizzazione nella sua storia". Il piano comportava "operazioni coperte da una parte all'altra del globo" della CIA e delle Forze Speciali ed al "cuore della proposta era la raccomandazione che il presidente desse alla CIA ciò che Tenet qualificò "autorizzazioni eccezionali" di attaccare e distruggere al Qaeda in Afghanistan e nel resto del mondo". Tenet citò la necessità di tale autorizzazione "per permettere all'agenzia di operare liberamente" -- e volle l'incoraggiamento del presidente perché ne assumesse i rischi". Tra le molte autorizzazioni raccomandate era l'utilizzo di "forza letale". Inoltre, "un'altra proposta era che la CIA incrementi l'opera di collegamento con importanti servizi segreti stranieri", mentre "Utilizza tali servizi segreti come surrogati che potrebbero triplicare o quadruplicare l'efficacia della CIA". La Matrice d'attacco su scala mondiale "descriveva operazioni coperte in 80 paesi che o erano in moto o che ora stava consigliando. Le azioni variavano dalla propaganda di routine all'azione coperta letale in preparazione di attacchi militari", come pure "In alcuni paesi, squadre della CIA sarebbero entrate in delle strutture per ottenere informazioni".[1] Il P2OG: "Perpetrare terrore, spingere al terrore… per rispondere al terrore" Nel 2002, il Pentagon’s Defense Science Board (DSB) condusse uno "Studio estivo sulle operazioni speciali e le forze congiunte in appoggio del contrasto al terrorismo", parti del quale furono fatte trapelare alla Federazione degli Scienziati Americani. Secondo il documento, la "Guerra al terrore" crea un "avversario risoluto, ingegnoso e disseminato globalmente con portata strategica" che obbligherà gli USA ad impegnarsi in una "guerra lunga, a volte violenta e senza confini". Come lo descrisse Asia Times, questo documento stende un piano per gli USA per "combattere il fuoco con il fuoco". Molte delle "proposte sembrano spingere i militari in un territorio che è stato tradizionalmente dominio della CIA, sollevando questioni circa se tali missioni sarebbero soggette alle stesse limitazioni legali imposte alle attività della CIA". Secondo il Direttore del DSB, "La CIA esegue i piani la utilizza risorse del Dipartimento della Difesa". Specificamente, il programma "raccomanda la creazione di una Attività di Supporto di super-Intelligence, un'organizzazione che chiama Gruppo Operazioni Attive e Preventive (P2OG), per riunire le operazioni coperte della CIA e dei militari, la guerra delle informazioni, l'intelligence, la copertura e l'inganno. Per esempio, il Pentagono e la CIA avrebbero operato insieme per aumentare la presenza avanzata/operativa dell'intelligence umana (HUMINT) e per schierare nuove capacità tecniche clandestine". Lo scopo del P2OG sarebbe di "'stimolare reazioni' tra i terroristi e gli stati che possiedono armi di distruzione di massa, il cui significato sarebbe di incitare all'azione le cellule terroristiche, esponendole così ad attacchi a 'risposta rapida' delle forze USA".[2] In altre parole, perpetrare il terrore per spingere al terrore, per rispondere al terrore. Nel 2002 il Los Angeles Times riferiva che "Il Dipartimento della Difesa sta sviluppando un esercito segreto di elite con risorse che si stendono attraverso l'intero spettro delle capacità clandestine. Vengono create delle nuove organizzazione. Le missioni di unità esistenti vengono rivedute", e citava l'allora Segretario della Difesa Donald Rumsfeld dire: "Il contrasto e la prevenzione sono ... l'unica difesa contro il terrorismo".[3] Chris Floyd ha descritto senza mezzi termini il P2OG su CounterPunch, dicendo: "Il governo degli Stati Uniti progetta di utilizzare "copertura ed inganno" ed operazioni militari segrete per provocare sanguinari attacchi terroristici contro persone innocenti. Diciamolo ancora: Donald Rumsfeld, Dick Cheney, George W. Bush e gli altri membri del regime non eletto di Washington progettano di fomentare deliberatamente l'assassinio di gente innocente--la vostra famiglia, i vostri amici, i vostri amanti, voi--per favorire le loro ambizioni geopolitiche".[4] I "Disordini" in l'Iraq Il 5 febbraio 2007, il Telegraph riportava che "Ne cuore della "Zona Verde" [in Iraq], il complesso amministrativo pesantemente fortificato di Baghdad, si trova uno dei segreti più attentamente protetti della guerra in Iraq. E' una cellula di una piccola ed anonima unità dell'esercito britannico è conosciuta con il deliberatamente insignificante nome di Joint Support Group (JSG)". I membri del JSG "sono addestrati per convertire terroristi incalliti in spie della coalizione utilizzando metodi sviluppati nelle tremende strade dell'Ulster durante i Disordini, quando l'esercito riuscì ad infiltrare l'IRA a quasi tutti i livelli. Da quando nel 2003 è scoppiata la guerra in Iraq, sono responsabili di dirigere dozzine di doppi agenti iracheni". "Operano insieme allo Special Air Service [SAS] ed alla Delta Force americana come parte dell'unità antiterrorismo di base a Baghdad nota come Task Force Black". E' stato riportato che "Durante i Disordini [in Irlanda del Nord], il JSG operava sotto il nome di copertura di Force Research Unit (FRU), che tra l'inizio degli anni '80 e la fine degli anni '90 riuscì a penetrare il cuore stesso dell'IRA. Puntando ai membri dell'organizzazione paramilitare e quindi "trasformandoli" con una varietà di "stimoli" che variano dal ricatto alla corruzione, gli operatori del FRU hanno sviluppato agenti praticamente a tutti i livelli di comando all'interno dell'IRA". Inoltre "L'unità è stata rinominata in seguito all'Inchiesta Stevens sulle accuse di collusione tra le forze di sicurezza ed i gruppi paramilitari protestanti e, fino a relativamente di recente, ha continuato ad operare esclusivamente in Irlanda del Nord".[5] Considerando che questo gruppo era stato rinominato dopo le rivelazioni di collusione con terroristi, forse è importante dare uno sguardo a in che consisteva questa "collusione". Il rapporto dell'Inchiesta Stevens "contiene conferme devastanti che ufficiali dell'intelligence della polizia e dei militari britannici hanno aiutato attivamente i guerriglieri protestanti ad identificare ed uccidere attivisti cattolici in Irlanda del Nord durante gli anni '80". Era "una politica di stato autorizzata al più alto livello". L'Inchiesta "ha evidenziato la collusione, l'intenzionale fallimento a tenere dati, l'assenza di responsabilità, il nascondere informazioni e l'estremo di agenti che vengono coinvolti in assassinio" e ha evidenziato "che persone innocenti erano morte a causa della collusione". Queste particolari "accuse relative ad attività di un reparto dell'intelligence dell'esercito britannico noto come la Force Research Unit (FRU) ed ex agenti di polizia del Royal Ulster Constabulary (RUC)". [6] Nel 2002 il Sunday Herald ha riferito delle accuse fatte da un ex agente dei servizi segreti britannici, Kevin Fulton, che ha dichiarato che "gli era stato raccontato dai suoi addestratori militari che la sua collusione con i paramilitari era autorizzata dalla stessa Margaret Thatcher". Fulton lavorava per la Force Research Unit (FRU) ed aveva infiltrato l'IRA, sempre mentre era nel libro paga dei militari. Fulton racconta di come, nel 1992, disse ai suoi istruttori dei servizi segreti del FRU e del MI5 che il suo superiore dell'IRA progettava di lanciare un attacco a colpi di mortaio contro la polizia e che tuttavia i suoi istruttori non fecero nulla e l'attacco procedette, uccidendo una poliziotta. Fulton ha dichiarato: "Infrangevo la legge sette giorni la settimana ed i miei istruttori lo sapevano. Sapevano che fabbricavo bombe e che le davo ad altri membri dell'IRA e su questo non fecero nulla. Se tutto ciò che facevo fosse andato male allora sarei stato morto. L'idea era che l'unico modo per battere il nemico era di penetrare il nemico ed essere il nemico".[7]. Nel 1998, l'Irlanda del Nord subì la sua "peggiore singola atrocità terroristica", come descritta dalla BBC, nella quale esplose una autobomba, uccidendo 29 persone e ferendone 300.[8] Secondo un articolo del Sunday Herald del 2001 "Le forze di sicurezza non intercettarono la squadra dell'attentato di Omagh della Real IRA perché uno dei terroristi era un doppio agente britannico la cui copertura come informatore sarebbe saltata se l'operazione veniva scoperta". Kevin Fulton aveva persino "telefonato per avvertire i suoi superiori del RUC 48 ore prima dell'attentato di Omagh che la Real IRA progettava un attacco ed aveva dato i dettagli di una delle squadre di attentatori ed il numero di targa della loro auto". Inoltre, "L'uomo ritenuto essere l'agente è un importante membro dell'organizzazione [IRA]".[9] Nel 2002, è stato rivelato che "uno degli uomini più temuti all'interno dell'ala estremista dell'IRA, John Joe Magee, capo della "unità sicurezza interna" dell'IRA, comunemente noto come il "torturatore in capo" dell'IRA, in realtà era "uno dei migliori soldati di elite del Regno Unito", che "è stato addestrato come membro delle forze speciali della Gran Bretagna". Il Sunday Herald affermò che "Magee guidò l'unità sicurezza interna dell'IRA per oltre un decennio fino alla metà degli anni '90 - la maggior parte di quelli sui quali investigava solitamente venivano giustiziati", e che "All'unità di Magee venne dato il compito di catturare, interrogare e giustiziare sospetti agenti britannici all'interno dell'IRA".[10] Nel 2006, il Guardian riportava che "due agenti britannici furono al centro degli attentati a tre installazioni di confine dell'esercito nel 1990". Le asserzioni includevano tattiche conosciute come la 'bomba umana', che "riguardava costringere dei civili a guidare veicoli carichi di esplosivo contro posti di controllo dell'esercito". Questa tattica "è stata frutto dell'ingegno dell'intelligence britannica".[11] Nel 2006 è stato anche rivelato che "Una ex talpa dell'esercito britannico nell'IRA ha sostenuto che il MI5 ha organizzato un viaggio per l'acquisto di armi in America nel quale ha ottenuto dei detonatori, più tardi utilizzati dai terroristi per uccidere soldati ed agenti di polizia" e che "i servizi segreti britannici cooperarono con l'FBI per garantire che il suo viaggio a New York negli anni '90 andasse avanti senza incidenti in modo che la sua copertura non sarebbe saltata". Inoltre, "la tecnologia che ottenne è stata utilizzata in Irlanda del Nord e copiata dai terroristi in Iraq nelle mine stradali che hanno ucciso truppe britanniche".[12] Considerando tutte queste rivelazioni sulla collusione britannica con i terroristi dell'IRA e sulla complicità in atti terroristici in Irlanda del Nord attraverso il FRU, quali prove vi sono che queste stesse tattiche non vengano impiegate in Iraq sotto il rinominato Joint Support Group (JSG)? Le reclute del JSG in Iraq sono addestrate estesamente e quelli "che alla fine superano il corso possono aspettarsi di essere assegnati a Baghdad, Bassora ed in Afghanistan".[13] Il P2OG in azione Nel settembre del 2003, dei mesi dopo l'invasione iniziale dell'Iraq nel marzo 2003, la moschea sciita più sacra in Iraq venne fatta saltare in aria, uccidendo tra 80 e 120 persone, incluso un popolare religioso sciita, e dell'avvenimento gli iracheni incolparono le forze americane.[14] Il 20 aprile 2004 il giornalista americano in Iraq Dahr Jamail rese noto sul New Standard che "La voce della strada a Baghdad è che la cessazione di autobombe suicide è la prova che dietro di loro vi era la CIA". Jamail intervistò un medico che dichiarò che "Gli USA inducono all'aggressione. Se non mi attaccate, io non vi attaccherò mai. Gli USA stimolano l'aggressione del popolo iracheno"! Questa descrizione va d'accordo con gli scopi delineati nel documento P2OG del Pentagono sull'"incitare al terrore" o "anticipare attacchi terroristici".[15] Delle settimane dopo l'iniziale incidente che coinvolse dei soldati delle SAS a Bassora, nell'ottobre del 2005, è stato riportato che degli americani furono "catturati nell'atto di far esplodere un'autobomba a Baghdad", mentre "Martedì numerosi iracheni catturarono due americani travestiti da arabi mentre tentavano di far saltare in aria un'autobomba nel mezzo della zona residenziale di Baghdad occidentale. ... I residenti del distretto di al-Ghazaliyah a Baghdad occidentale [hanno affermato] che la gente ha afferrato gli americani mentre lasciavano la loro Caprice vicino ad un quartiere residenziale ad al-Ghazaliyah martedì pomeriggio. La gente del posto trovò che sembravano sospetti così trattenne gli uomini prima che potessero fuggire. Quando ciò avvenne scoprirono che erano americani e chiamarono la ... polizia". Comunque, "la polizia irachena arrivò circa alla stessa ora delle forze militari alleate - ed i due uomini furono rimossi dalla vigilanza irachena e condotti via in fretta prima che potesse aver luogo qualsiasi interrogatorio".[16] E' stato riportato che nel maggio del 2005 un iracheno è stato arrestato dopo essere stato testimone di un attentato con una autobomba che ha avuto luogo di fronte alla sua casa, mentre si era detto che aveva sparato ad un soldato della Guardia Nazionale irachena. Comunque, "La gente della zona afferma che l'uomo è stato portato via non perché abbia sparato a qualcuno, ma perché sapeva troppo della bomba. A quanto si dice ha visto una pattuglia americana attraversare la zona e sostare al sito della bomba dei minuti prima dell'esplosione. Subito dopo che si allontanarono, la bomba scoppiò e seguì il caos. Uscì di corsa dalla sua casa urlando ai vicini ed ai passanti che gli americani o avevano nascosto la bomba o l'avevano vista e non avevano fatto nulla per essa. Venne subito portato via". Nello stesso mese è stata resa nota anche un'altra storia che ha avuto luogo a Baghdad, quando ad un autista iracheno sono state confiscate ad un posto di controllo la sua patente e la sua auto, dopo di che gli è stato ordinato "di presentarsi ad un campo militare americano vicino all'aeroporto di Baghdad per l'interrogatorio e per riprendersi la patente". Dopo esser stato interrogato per un'ora, gli è stato detto di portare la sua auto ad una stazione di polizia irachena, dove era stata inoltrata la sua patente e che doveva andare rapidamente. "L'autista partì in fretta, ma fu presto allarmato dalla sensazione che l'auto stesse procedendo come se portasse un carico pesante e divenne anche sospettoso di un elicottero a bassa quota che continuava a librarsi di sopra, come per inseguirlo. Fermò l'auto e la ispezionò attentamente. Trovò quasi 100 kg. di esplosivo nascosti nel sedile posteriore e lungo le due porte posteriori. L'unica spiegazione possibile di questo incidente è che l'auto era stata proprio trasformata in una bomba dagli americani ed intesa al distretto sciita di al-Khadimiya a Baghdad. L'elicottero stava controllando i suoi movimenti e facendo da testimone all'anticipato 'orribile attacco di elementi stranieri".[17] Il 4 ottobre 2005, è stato riferito dal Sydney Morning Herald che "L'unità antiterrorismo dell'FBI ha lanciato un'ampia indagine su una cricca di furti d'auto negli USA dopo avere scoperto che alcuni veicoli utilizzati in mortali attentati in Iraq, compresi attacchi che hanno ucciso truppe USA e civili iracheni, probabilmente erano state rubate negli Stati Uniti, secondo importanti funzionari del governo USA". Inoltre, "L'inchiesta è iniziata dopo che truppe della coalizione assalirono una fabbrica di bombe a Falluja lo scorso novembre e trovarono una 4x4 registrata nel Texas che veniva preparata per una missione come autobomba. Gli investigatori hanno affermato che vi sono stati diversi altri casi nei quali dei veicoli evidentemente rubati negli USA finivano in Siria ed in altri paesi del Medio Oriente ed infine nelle mani dei gruppi di insorti iracheni, inclusa al Qaeda in Iraq".[18] Nel 2006, la moschea di Al-Askariya nella città di Samarra fatta esplodere e distrutta. Era stata costruita nel 944, era vecchia più di 1.000 anni ed era una delle più importanti moschee sciite al mondo. La grande cupola dorata che la copriva, che fu costruita nel 1904, venne distrutta nell'attentato del 2006, che fu messo in moto da uomini vestiti come le Forze Speciali irachene.[19] Ray McGovern, l'ex analista per 27 anni della CIA che ha dato a diversi presidenti la loro informativa quotidiana della CIA, ha dichiarato che "non esclude il coinvolgimento degli occidentali nell'attentato alla moschea di Askariya di questa settimana". E' stato citato dichiarare "La domanda principale è Qui bono? Chi trae vantaggio da questo genere di cosa? Non dovete essere proprio complottisti e neppure paranoici per suggerire che vi è un intero gruppo di probabili sospetti là fuori e non solamente i sunniti. Sapete, gli ufficiali britannici sono stati arrestati, mascherati in abiti arabi, spostandosi in un auto, così vanno avanti queste cose".[20] Squadre della morte per la "libertà" Nel gennaio del 2005 Newsweek ha fatto un servizio su un programma del Pentagono chiamato "Opzione Salvador" che veniva discusso per essere impiegato in Iraq. Questa strategia "risale ad una strategia ancora segreta della battaglia dell'amministrazione Reagan contro l'insurrezione dei guerriglieri di sinistra in El Salvador all'inizio degli anni '80. Quindi, esposto ad una guerra perdente contro i ribelli salvadoregni, il governo USA ha finanziato e sostenuto forze "nazionaliste" che secondo quanto asserito comprendevano le cosiddette squadre della morte rivolte a catturare ed uccidere i capi ed i simpatizzanti dei ribelli". Aggiornando la strategia all'Iraq, "una proposta ufficiale invierebbe squadre delle Forze Speciali a consigliare, appoggiare e forse addestrare squadre irachene, molto probabilmente combattenti Peshmerga kurdi e miliziani sciiti selezionati, per prendere di mira insorti sunniti ed i loro simpatizzanti, anche attraverso il confine in Siria, secondo militari in possesso di informazioni riservate familiari con il dibattito".[21] Il Times riferiva che "il Pentagono sta considerando di costituire squadre d'attacco di combattenti kurdi e sciiti per prendere di mira i capi dell'insurrezione irachena in un mutamento di direzione strategico preso a prestito dalla lotta degli americani contro i guerriglieri di sinistra in America Centrale 20 anni fa. In base alla cosiddetta 'Opzione El Salvador', forze irachene ed americane sarebbero mandate ad uccidere o rapire i leader dell'insurrezione". Ha inoltre dichiarato: "Le squadre d'attacco sarebbero discutibili e probabilmente verrebbero tenute segrete", mentre "L'esperienza delle cosiddette "squadre della morte" in America Centrale resta anche ora per molti rozza e contribuirebbe a macchiare l'immagine degli Stati Uniti nella regione". Inoltre "John Negroponte, l'ambasciatore USA a Baghdad, all'epoca ha avuto un posto di prima fila come ambasciatore in Honduras nel 1981-85".[22] Per il giugno del 2005, esecuzioni di massa avevano luogo in Iraq nei sei mesi da gennaio e "Ciò che è particolarmente evidente è che molte di queste uccisioni hanno avuto luogo da quando i Commandos della polizia sono diventati operativi e spesso corrispondono con le zone dove sono stati impiegati".[23] Nel maggio del 2007, un iracheno che in passato ha collaborato con le forze USA in Iraq per due anni e mezzo ha dichiarato che "Ero un soldato dell'esercito iracheno nella guerra del 1991 e durante la ritirata dal Kuwait decisi di chiedere asilo in Arabia Saudita assieme a dozzine di altri come me. Questo fu l'inizio del processo con il quale fui reclutato nelle forze americane, poiché vi erano commissioni militari USA che scelsero numerosi iracheni che erano disposti ad offrirsi volontari per unirsi a loro ed essere trasportati in America. Io ero uno di quelli". Ha parlato di come dopo l'invasione del 2003 fosse ritornato in Iraq per "eseguire incarichi specifici assegnatigli dalle agenzie USA". Tra questi incarichi, fu messo "al comando di un gruppo di una unità che eseguiva assassini nelle strade di Baghdad". E' stato citato dire: "il nostro compito era eseguire assassini di individui. L'esercito di occupazione USA ci forniva i loro nomi, fotografie e piantine dei loro movimenti quotidiani a e dal loro posto o residenza e ci si aspettava che uccidessimo, per esempio, gli sciiti ad al-A'zamiyah e i sunniti nello 'Madinat as-Sadr’ e così via". Inoltre, "Chiunque dell'unità facesse un errore veniva ucciso. Tre membri della mia squadra furono uccisi dalle forze di occupazione USA dopo che mancarono di assassinare dei personaggi politici sunniti a Baghdad". Rivelò che questa unità di "lavoro sporco" di iracheni, americani ed altri stranieri "non esegue soltanto assassini, ma alcuni di loro si concentrano nel mettere bombe ed autobombe in quartieri e mercati". Ha approfondito nel dire che "le operazioni di impiantare autobombe e far saltare esplosivi nei mercati vengono eseguite in diversi modi, il meglio conosciuto e più famoso tra le truppe USA è di piazzare bombe dentro le auto mentre vengono perquisite ai posti di controllo. Un altro modo è mettere bombe nelle auto durante gli interrogatori. Dopo che la persona voluta viene convocata ad una delle basi USA, viene piazzata una bomba nella sua auto e gli viene chiesto di andare ad una stazione di polizia o ad un mercato per qualche scopo e lì la sua auto salta in aria".[24] Dividi e conquista? Craig Murray, ex ambasciatore britannico in Uzbekistan, nell'ottobre del 2006 scrisse che "Le prove che gli USA abbiano direttamente contribuito alla creazione dell'attuale guerra civile in Iraq per mezzo della loro strategia di sicurezza segreta è convincente. Naturalmente, questo storicamente non è niente di nuovo - dividi e domina è una strategia che per le potenze coloniali è resistita alla prova del tempo. In realtà, è stata utilizzata durante la precedente occupazione britannica dell'Iraq circa 85 anni fa. Comunque, forse nello scenario attuale gli USA sono proprio andati oltre, creando uno slancio inarrestabile che, mentre ha fatto andare in stallo l'insurrezione, ha realmente portato a nuovi problemi di controllo e sostenibilità per Washington e Londra".[25] Andrew G. Marshall ha contribuito a rompere l'unanimità sul cambiamento climatico con un celebre articolo del 2006 intitolato Il riscaldamento globale una utile menzogna, nel quale ha messo in discussione le conclusioni fondamentali del documentario di Al Gore. Secondo Marshall, 'appena le persone cominciano ad affermare che "il dibattito è finito", attenzione, perché la base fondamentale di tutte le scienze è che il dibattito non è mai finito'. Andrew Marshall ha scritto anche della militarizzazione dell'Africa Centrale, di questioni della sicurezza nazionale e del processo di integrazione in Nord America. E' anche collaboratore di GeopoliticalMonitor.com
Attualmente è un ricercatore del
Centre for Research on Globalization (CRG)
a Montreal e studia scienze politiche e storia alla
Simon Fraser University, British Columbia. [1] Bob Woodward and Dan Balz, At Camp David, Advise and Dissent. The Washington Post: 31 gennaio 2002: http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2006/07/18/AR2006071800702.html [2] David Isenberg, ‘P2OG’ Allows the Pentagon to Fight Dirty. Asia Times Online: 5 novembre 2002: http://www.atimes.com/atimes/Middle_East/DK05Ak02.html [3] William M. Arkin, The Secret War. The Los Angeles Times: 27 ottobre 2002: http://web.archive.org/web/20021031092436/http://www.latimes.com/la-op-arkin27oct27001451,0,7355676.story [4] Chris Floyd, Into the Dark: The Pentagon Plan to Provoke Terrorist Attacks. Counter Punch: 1° novembre 2002: http://www.counterpunch.org/floyd1101.html [5] Sean Rayment, Top Secret Army Cell Breaks Terrorists. The Telegraph: 5 febbraio 2007: http://www.telegraph.co.uk/news/uknews/1541542/Top-secret-army-cell-breaks-terrorists.html [6] Michael S. Rose, Britain's "Dirty War" with the IRA. Catholic World News: Luglio 2003: http://www.cwnews.com/news/viewstory.cfm?recnum=23828 [7] Home Affairs, The army asked me to make bombs for the IRA, told me I had the Prime Minister’s Blessing. The Sunday Herald: 23 giugno 2002: http://findarticles.com/p/articles/mi_qn4156/is_20020623/ai_n12576952/pg_2 [8] BBC, UK: Northern Ireland Bravery awards for bomb helpers. BBC News: 17 novembre 1999: http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/northern_ireland/524462.stm [9] Neil Mackay, British double-agent was in Real IRA's Omagh bomb team. The Sunday Herald: 19 agosto 2001: http://findarticles.com/p/articles/mi_qn4156/is_20010819/ai_n13961517 [10] Neil Mackay, IRA torturer was in the Royal Marines; Top republican terrorist. The Sunday Herald: 15 dicembre 2002: http://findarticles.com/p/articles/mi_qn4156/is_20021215/ai_n12579493 [11] Henry McDonald, UK agents 'did have role in IRA bomb atrocities'. The Guardian: 10 settembre 2006: http://www.guardian.co.uk/politics/2006/sep/10/uk.northernireland1 [12] Enda Leahy, MI5 'helped IRA buy bomb parts in US'. Sunday Times: 19 marzo 2006: http://www.timesonline.co.uk/tol/news/uk/article742783.ece [13] Sean Rayment, Top Secret Army Cell Breaks Terrorists. The Telegraph: 5 febbraio 2007: http://www.telegraph.co.uk/news/uknews/1541542/Top-secret-army-cell-breaks-terrorists.html [14] AP, U.S. Blamed For Mosque Attack. CBS News: 2 settembre 2003: http://www.cbsnews.com/stories/2003/09/02/iraq/main571279.shtml [15] Dahr Jamail, Dahr Jamail Blog From Baghdad. The New Standard: 20 aprile 2004: http://www.countercurrents.org/iraq-jamail200404.htm [16] FMNN, UNITED STATES CAUGHT IN IRAQ CAR-BOMBING. Free Market News Network: 14 ottobre 2005: http://www.freemarketnews.com/WorldNews.asp?nid=1326 [17] Michael Keefer, Were British Special Forces Soldiers Planting Bombs in Basra? Global Research: 25 settembre 2005: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=viewArticle&code=KEE20050925&articleId=994 [18] Bryan Bender, Cars stolen in US used in suicide attacks. The Sydney Morning Herald: 4 ottobre 2005: http://www.smh.com.au/news/world/cars-stolen-in-us-used-in-suicide-attacks/2005/10/03/1128191658703.html [19] Sam Knight, Bombing of Shia shrine sparks wave of retaliation. The Times Online: 22 febbraio 2006: http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/iraq/article733559.ece [20] Prison Planet, Former CIA Analyst: Western Intelligence May Be Behind Mosque Bombing. Prison Planet: 26 febbraio 2006: http://www.prisonplanet.com/articles/february2006/260206mosquebombing.htm [21] Michael Hirsh and John Barry, "The Salvador Option". Newsweek: 14 gennaio 2005: http://www.pagecache.info/pagecache/page13480/cached.html [22] Roland Watson, El Salvador-style 'death squads' to be deployed by US against Iraq militants. The Times Online: 10 gennaio 2005: http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/iraq/article410491.ece [23] Max Fuller, For Iraq, "The Salvador Option" Becomes Reality. Global Research: 2 giugno 2005: http://www.globalresearch.ca/articles/FUL506A.html [24] AMSII, Ordered Assassinations, Sectarian Bomb Attacks Targeting Iraqi Civilians. Association of Muslim Scholars in Iraq: 12 maggio 2007: http://heyetnet.org/en/content/view/490/27 [25] Craig Murray, Civil War in Iraq: The Salvador Option and US/UK Policy. CraigMurray.org: 18 ottobre 2006: http://www.craigmurray.org.uk/archives/2006/10/civil_war_in_ir.html
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