La guerra americana per il dominio globale

di Michel Chossudovsky

15 dicembre 2003

Siamo nella congiuntura della più grave crisi nella storia moderna.

L'amministrazione Bush si è imbarcata in un'avventura militare che minaccia il futuro dell'umanità.

Le guerre in Afghanistan ed Iraq fanno parte di una più ampia agenda militare che venne lanciata alla fine della Guerra Fredda. L'agenda di guerra in corso è una continuazione della Guerra del Golfo e delle guerre della NATO in Jugoslavia (1991-2001).

Anche il periodo successivo alla Guerra Fredda è stato segnato da numerose operazioni segrete di intelligence all'interno dell'ex Unione Sovietica che furono strumentali nello scatenare guerre civili in diverse delle ex repubbliche, comprese la Cecenia (nella Federazione Russa), la Georgia e l'Azerbaijan. Nell'ultima, tali operazioni segrete furono lanciate con la prospettiva di rendere sicuro il controllo strategico sui corridoi delle pipeline del petrolio e del gas.

Le operazioni militari e di intelligence USA post Guerra Fredda furono condotte in stretto coordinamento con le "riforme di libero mercato" imposte sotto la tutela dell'FMI in Europa orientale, nell'ex Unione Sovietica e nei Balcani, che risultarono nella destabilizzazione delle economie nazionali e nell'impoverimento di milioni di persone.

I programmi di privatizzazione patrocinati in questi paesi dalla Banca Mondiale permisero al capitale occidentale di acquisire la proprietà e di guadagnare il controllo di una grande parte dell'economia nei paesi dell'ex blocco orientale. Questo processo è anche alla base delle fusioni e/o scalate strategiche nelle industrie petrolifere e del gas ex sovietiche da parte di potenti conglomerate occidentali, attraverso pratiche di manipolazione e corruzione politica.

In altre parole, ciò che è in gioco nella guerra degli USA è la ricolonizzazione di una vasta regione che si estende dai Balcani all'Asia centrale.

Lo spiegamento della macchina da guerra americana ha lo scopo di allargare la sfera di influenza economica dell'America. Gli USA hanno instaurato una presenza militare permanente non soltanto in Iraq ed Afghanistan, hanno basi militari in diverse delle ex repubbliche sovietiche alla frontiera occidentale della Cina. A sua volta, dal 1999, vi è stato un incremento della presenza militare nel Mar Cinese Meridionale.

La guerra e la globalizzazione procedono assieme. La militarizzazione sorregge la conquista di nuove frontiere economiche e l'imposizione mondiale del "libero mercato".

La prossima fase della guerra

L'amministrazione Bush ha già identificato la Siria come il prossimo stadio della "mappa di guerra". Il bombardamento di presunte 'basi terroriste' in Siria da parte dell'aeronautica israeliana in ottobre era intesa a fornire una giustificazione per un successivo intervento militare preventivo. Ariel Sharon ha lanciato gli attacchi con l'approvazione di Donald Rumsfeld. (V. Gordon Thomas, Global Outlook, No. 6, Winter 2004)

Tale programmata estensione della guerra alla Siria ha serie implicazioni. Significa che Israele diventa un importante attore militare nella guerra USA ed anche un membro 'ufficiale' della coalizione angloamericana.

Il Pentagono vede il 'controllo territoriale' della Siria, che costituisce un ponte di terra tra Israele e l'Iraq occupato, come 'strategico' da una prospettiva militare ed economica. Esso costituisce anche un modo per controllare il confine iracheno e piegare il flusso di combattenti volontari che vanno a Baghdad per unirsi al movimento di resistenza iracheno.

Tale allargamento del teatro di guerra è conforme al piano di Ariel Sharon di costruire un 'Grande Israele' "sulle rovine del nazionalismo palestinese". Mentre Israele cerca di estendere il proprio dominio territoriale verso il fiume Eufrate, con aree designate per insediamenti giudei in terra siriana, i palestinesi vengono imprigionati a Gaza e nella West Bank dietro un 'Muro dell'apartheid'.

Nel frattempo, il Congresso USA ha rafforzato le sanzioni economiche contro Libia ed Iran. Washington accenna anche alla necessità di un 'cambio di regime' in Arabia Saudita. Stanno aumentando le pressioni politiche in Turchia.

Dunque, la guerra potrebbe veramente propagarsi ad una regione molto più ampia che si estende dal Mediterraneo orientale al subcontinente indiano ed alla frontiera occidentale della Cina.

L'utilizzo "preventivo" di armi nucleari

Washington ha adottato una politica nucleare "preventiva" di primo colpo che ha ora ricevuto l'approvazione del Congresso. Le armi nucleari non sono più un'arma di ultima istanza come durante l'era della Guerra Fredda.

Gli USA, la Gran Bretagna ed Israele hanno una politica coordinata delle armi nucleari. Le testate nucleari israeliane sono puntate sulle principali città del Medio Oriente. I governi dei tre paesi hanno tranquillamente dichiarato apertamente, prima della guerra in Iraq, che sono pronti ad usare armi nucleari "se vengono attaccati" con le cd "armi di distruzione di massa". Israele e la quinta potenza nucleare al mondo. Il suo arsenale nucleare è più avanzato di quello della Gran Bretagna.

Appena poche settimane dopo l'arrivo dei marines USA a Baghdad, la Commissione Forze Armate del Senato USA ha dato luce verde al Pentagono per lo sviluppo di una nuova bomba atomica tattica da essere usata in teatri di guerra convenzionali, "con un carico [di fino a] sei volte più potente della bomba di Hiroshima".

In seguito alla decisione del Senato il Pentagono ha ridefinito i particolari della sua agenda nucleare in una riunione segreta con importanti dirigenti dell'industria nucleare e del complesso militare-industriale tenuta al QG del Comando Centrale alla base aerea di Offutt in Nebraska. La riunione si è tenuta il 6 agosto, il giorno in cui 58 anni fa venne sganciata su Hiroshima la prima bomba atomica.

La nuova politica nucleare coinvolge esplicitamente nel processo decisionale i grandi fornitori della difesa. E' equivalente alla "privatizzazione" della guerra atomica. Le aziende non soltanto mietono profitti multimiliardari dalla produzione di bombe atomiche, ma hanno anche una voce in capitolo nello stabilire l'agenda che riguarda l'utilizzo e lo spiegamento delle armi nucleari.

Nel frattempo, il Pentagono ha scatenato una grande campagna di propaganda e pubbliche relazioni incentrata a sostenere l'uso delle armi atomiche per la "difesa del territorio americano".

Pienamente appoggiate dal Congresso USA, le miniatomiche vengono considerate essere "sicure per i civili".

Questa nuova generazione di armi nucleari è messa in lista per venire utilizzata nella prossima fase di questa guerra, in "teatri di guerra convenzionali" (cioè nel Medio Oriente ed in Asia Centrale) assieme alle armi convenzionali.

Nel dicembre del 2003 il Congresso USA ha stanziato 6,3 miliardi di dollari solamente per il 2004 per lo sviluppo di questa nuova generazione di armi nucleari "difensive".

Il bilancio annuale totale della difesa è dell'ordine di 400 miliardi di dollari, approssimativamente la stessa grandezza del PIL della Federazione Russa.

Mentre non vi sono prove certe dell'uso di miniatomiche nei teatri di guerra iracheno ed afgano, i test condotti dall'Uranium Medical Research Center (UMRC) canadese in Afghanistan confermano che le radiazioni tossiche registrate non sono attribuibili alle munizioni ad uranio impoverito (DU) di 'metallo pesante', ma ad un'altra forma non identificata di contaminazione da uranio:

"erano stati usati alcuni tipi di armi all'uranio (...) I risultati sono stati sorprendenti: i donatori presentavano concentrazioni di isotopi di uranio tossico e radioattivo tra 100 e 400 volte maggiori che tra i veterani della Guerra del Golfo controllati nel 1999". www.umrc.net

La pianificazione della guerra

La guerra all'Iraq è stata pianificata almeno dalla metà degli anni '90.

Un documento della sicurezza nazionale dell'amministrazione Clinton dichiarava abbastanza chiaramente che l'obiettivo della guerra era il petrolio. Un ininterrotto, sicuro accesso al petrolio "per proteggere gli Stati Uniti".

Nel settembre del 2000, pochi mesi prima dell'arrivo di George W. Bush alla Casa Bianca, il Project for a New American Century (PNAC) pubblicava il suo piano per il dominio globale dal titolo "Rebuilding America's Defenses."

Il PNAC è un istituto neoconservatore collegato alle istituzioni della difesa e dei servizi segreti, al partito repubblicano ed al potente Council on Foreign Relations (CFR), che gioca un ruolo dietro le scene nella formulazione della politica estera USA.

L'obiettivo dichiarato del PNAC è molto semplice:

"Combattere e vincere decisivamente in multipli, simultanei teatri di guerra".

Tale dichiarazione indica che gli USA progettano di essere coinvolti simultaneamente in diversi teatri di guerra in differenti regioni del mondo.

Il vicesegretario della difesa Paul Wolfowitz, il segretario della difesa Donald Rumsfeld ed il vicepresidente Dick Cheney avevano commissionato il progetto del PNAC prima delle elezioni presidenziali.

Il PNAC delinea una mappa per la conquista. Esso chiede la "imposizione diretta di basi avanzate USA attraverso l'Asia centrale ed il medio Oriente" con lo sguardo ad assicurare il dominio economico del mondo, strangolando tutti i potenziali "rivali" od ogni possibile alternativa alla concezione americana di economia di "libero mercato". (V. Chris Floyd, Bush's Crusade for empire, Global Outlook, No. 6, 2003)

Il ruolo degli "eventi produttivi di numerose vittime"

Il piano del PNAC delinea anche una corrispondente struttura di propaganda di guerra. Un anno prima dell'11/9, il PNAC invocava "un evento catastrofico e catalizzante, tipo una nuova Pearl Harbor", che sarebbe servito a galvanizzare l'opinione pubblica degli USA a sostegno dell'agenda di guerra. (V. http://www.globalresearch.ca/articles/NAC304A.html )

Pare che gli architetti del PNAC abbiano anticipato con cinica precisione l'uso degli attentati dell'11 settembre come "un incidente a pretesto per la guerra".

Il riferimento del PNAC ad "un evento catastrofico e catalizzante" echeggia una simile dichiarazione di David Rockefeller al Consiglio Economico delle Nazioni Unite del 1994:

"Siamo sull'orlo di una trasformazione globale. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è la giusta grande crisi e le nazioni accetteranno il Nuovo Ordine Mondiale".

Simili le parole di Zbigniew Brzezinski nel suo libro 'The Grand Chessboard':

"Si potrebbe trovare più difficile costruire un consenso sulle materie di politica estera [in America], eccetto in circostanze di una minaccia esterna diretta veramente enorme e ampiamente avvertita".

Zbigniew Brzezinski, che era Consigliere per la Sicurezza Nazionale del presidente Jimmy Carter è stato uno degli architetti chiave della rete di Al Qaeda, creata dalla CIA all'inizio della guerra sovietico-afgana (1979-1989).

L'"evento catastrofico e catalizzante", come dichiarato dal PNAC, è una parte integrante della pianificazione militare-intelligence USA. Il generale Franks, che ha guidato la campagna militare in Iraq, ha recentemente rilevato (ottobre 2003) al ruolo di un "evento produttivo di numerose vittime" per trovare sostegno all'imposizione di un governo militare in America. (V. General Tommy Franks calls for Repeal of US Constitution, November 2003, http://www.globalresearch.ca/articles/EDW311A.html ).

Franks identifica lo scenario preciso con il quale verrà istituito il governo militare:

"[avverrà] un fatto di terrorismo produttivo di numerose vittime da qualche parte nel mondo occidentale - potrebbe essere negli Stati Uniti d'America - che provoca la messa in discussione della nostra Costituzione da parte della nostra popolazione e l'inizio della militarizzazione del nostro paese per evitare che si ripeta un altro evento produttivo di numerose vittime". (Ibid)

Questa dichiarazione da parte di un individuo che è stato attivamente coinvolto nella pianificazione militare e di intelligence ai più alti livelli suggerisce che la "militarizzazione del nostro paese" è un'ipotesi operativa in corso. E' parte del più vasto "consenso di Washington". Identifica la "roadmap" di guerra dell'amministrazione Bush e la "Homeland Defense.". Non vi è  bisogno di dire che è anche una parte integrale dell'agenda neoliberista.

Il "fatto di terrorismo produttivo di numerose vittime" viene presentato dal generale Franks come un punto di svolta politico cruciale. Le risultanti crisi ed agitazioni sociali sono intese a facilitare un importante spostamento nelle strutture politiche, sociali ed istituzionali degli USA.

La dichiarazione del generale Franks riflette il consenso dei militari USA su come i fatti dovrebbero dispiegarsi. La "guerra al terrorismo" deve fornire la giustificazione per revocare il governo della legge, in definitiva con la prospettiva "preservare le libertà civili".

L'intervista di Franks suggerisce che un attacco terroristico patrocinato da al Qaeda verrà utilizzato come un "meccanismo a grilletto" per un colpo di stato militare in America. L'"evento tipo Pearl Harbor" del PNAC verrebbe usato come giustificazione per dichiarare lo stato d'emergenza che porta alla costituzione di un governo militare.

Sotto molti aspetti, negli USA la militarizzazione delle istituzioni civili dello stato è già in funzione sotto la facciata di una democrazia fasulla.

La propaganda di guerra

In seguito agli attentati dell'11 settembre al World Trade Center, il segretario alla difesa Donald Rumsfeld ha creato l'Office of Strategic Influence (OSI), o "Ufficio della disinformazione", come è stato etichettato dai suoi critici:

"Il Dipartimento della Difesa ha detto che hanno bisogno di farlo, e stavano realmente per impiantare notizie false in paesi stranieri, come sforzo per influenzare l'opinione pubblica mondiale. (Intervista con Steve Adubato, Fox News, 26 dicembre 2002.)

All'improvviso l'OSI venne formalmente sciolto in seguito alle pressioni politiche ed a "fastidiose" notizie dei media che "il suo scopo era di mentire deliberatamente per portare avanti gli interessi americani". (Air Force Magazine, gennaio 2003, enfasi aggiunta) "Rumsfeld rinunciò e disse che ciò era imbarazzante". (Adubato, op. cit. enfasi aggiunta) Nondimeno, nonostante questa rinuncia apparente, la orwelliana campagna di disinformazione del Pentagono rimane funzionalmente intatta: "Il segretario della difesa su questo non è particolarmente esplicito. La disinformazione nella propaganda militare fa parte della guerra". (Ibid)

Più tardi, in una intervista con la stampa Rumsfeld confermò che, sebbene nominalmente l'OSI non esista più, le "funzioni previste per l'Ufficio vengono svolte". (Citato in Federation of American Scientists (FAS) Secrecy News, http://www.fas.org/sgp/news/secrecy/2002/11/112702.html , l'intervista di Rumsfeld si può consultare a: http://www.fas.org/sgp/news/2002/11/dod111802.html ).

Molte agenzie governative ed unità dei servizi segreti, con collegamenti al Pentagono, rimangono attivamente coinvolte in varie componenti della campagna di propaganda. La realtà viene rivoltata. Le azioni di guerra vengono sbandierate come "interventi umanitari" ingranati per il "cambio di regime" ed il "ripristino della democrazia". L'occupazione militare e l'uccisione di civili sono presentate come "mantenimento della pace". La deroga alle libertà civili, nel contesto della cd "legislazione antiterrorismo", viene dipinta come un mezzo per fornire la "sicurezza interna" e sostenere i diritti civili.

Il ruolo centrale di al Qaeda nella Dottrina della Sicurezza Nazionale di Bush

Esplicitate nel National Security Strategy (NSS), la dottrina della "guerra difensiva" preventiva e la "guerra al terrorismo" contro al Qaeda costituiscono i due fondamentali pilastri della campagna di propaganda del Pentagono.

L'obiettivo è presentare l'"azione militare preventiva", cioè la guerra od un atto di "autodifesa" contro due categorie di nemici, gli "stati canaglia" ed i "terroristi islamici":

"La guerra contro i terroristi su scala globale è un'impresa globale dalla durata incerta. L'America agirà contro le minacce emergenti prima che esse siano costituite pienamente.

Gli stati canaglia ed i terroristi non cercano di attaccarci usando metodi convenzionali. Sanno che tali attacchi fallirebbero. Invece, essi contano sulle azioni terroristiche e, potenzialmente, sull'utilizzo di armi di distruzione di massa.

I bersagli di questi attacchi sono le nostre forze armate e la nostra popolazione, in diretta violazione di una delle principali norme della legge di guerra. Come è stato dimostrato dalle perdite dell'11 settembre 2001, numerose vittime civili sono l'obiettivo specifico dei terroristi e queste perdite sarebbero esponenzialmente più gravi se i terroristi acquisissero ed utilizzassero armi di distruzione di massa.

Gli Stati Uniti hanno a lungo mantenuto l'opzione di azioni preventive per contrastare una sufficiente minaccia alla nostra sicurezza nazionale. Più grande è la minaccia, maggiore è il rischio dell'inazione, e più convincente il caso perché si intraprenda un'azione anticipante per difenderci, ("Per anticipare o prevenire tali azioni ostili da parte dei nostri avversari, gli Stati Uniti, se necessario, agiranno preventivamente". 12 (National Security Strategy, White House, 2002, http://www.whitehouse.gov/nsc/nss.html )

Per giustificare le azioni militari preventive, la Dottrina della Sicurezza Nazionale richiede la "fabbricazione" di una minaccia terrorista, cioè di "un nemico esterno". Necessita anche di collegare queste minacce terroriste ad una "sponsorizzazione di stato" da parte dei cd "stati canaglia".

Ma significa anche che i vari "eventi produttivi di numerose vittime" addebitati ad al Qaeda (il nemico fabbricato) sono parte dell'agenda della Sicurezza Nazionale.

Nei mesi nei quali si preparava l'invasione dell'Iraq, furono lanciate operazioni coperte di "trucchi sporchi" per produrre informazioni fuorvianti concernenti sia le armi di distruzione di massa (WMD) che al Qaeda che venivano inserite nella catena delle notizie.

Dopo la guerra, mentre è stato abbassato il tono sulla minaccia delle WMD, le minacce di al Qaeda "alla patria" continuano ad essere ripetute fino alla nausea nelle dichiarazioni ufficiali, commentate sulle reti TV e mescolate giornalmente nei tabloid di notizie.

Sottolineando queste realtà manipolate, gli eventi terroristici di "Osama bin Laden" vengono sostenuti come una giustificazione per la prossima fase di questa guerra. Gli ultimi fanno da cardine in maniera molto diretta:

1) l'efficacia della campagna di propaganda Pentagono-CIA, inserita nella catena delle notizie.

2) il reale accadere di "eventi produttivi di numerose vittime" come delineati dal PNAC

Ciò che questo significa è che i reali  fatti terroristici ("produttivi di numerose vittime") sono parte integrante della pianificazione militare.

Reali attacchi terroristici

In altre parole, per essere "efficaci" la campagna di paura e disinformazione non può affidarsi unicamente ad "avvertimenti" non provati di attacchi futuri, ma richiede anche avvenimenti terroristici "reali" o "incidenti" che forniscano credibilità ai piani di guerra di Washington. Tali fatti terroristici vengono utilizzati per giustificare l'applicazione di "misure di emergenza" ed anche di "azioni militari di rappresaglia". Nell'attuale contesto, essi sono richiesti per creare l'illusione di "un nemico esterno" che minaccia il territorio americano.

Lo scatenamento di "incidenti pretesto per la guerra" è parte delle ipotesi del Pentagono. Infatti esso è una parte integrale della storia militare degli USA. (V. Richard Sanders, War Pretext Incidents, How to Start a War, Global Outlook, pubblicato in due parti, Issues 2 e 3, 2002-2003).

Nel 1962 i capi di stato maggiore riuniti avevano concepito un piano segreto intitolato "Operazione Northwoods", per causare deliberatamente vittime civili per giustificare l'invasione di Cuba:

"Potremmo far saltare una nave USA nella baia di Guantanamo ed incolpare Cuba", "Potremmo sviluppare una campagna di terrore comunista cubano nell'area di Miami, in altre città della Florida e persino a Washington", "le liste delle vittime sui quotidiani USA causerebbero una utile ondata di indignazione nazionale". (V. il documento top secret del 1962 declassificato intitolato "Justification for U.S. Military Intervention in Cuba"16, v. Operation Northwoods at http://www.globalresearch.ca/articles/NOR111A.html ).

Non vi sono prove che il Pentagono e la CIA abbiano avuto un ruolo diretto nei recenti attentati terroristici, compresi quelli in Indonesia (2002), India (2001), Turchia (2003) ed Arabia Saudita (2003).

Secondo i resoconti, gli attacchi furono compiuti da organizzazioni (o cellule di queste organizzazioni) che operano abbastanza indipendentemente, con un certo grado di autonomia. Questa indipendenza è proprio nella natura di una operazione di intelligence coperta. La "risorsa di intelligence" non è in contatto diretto con i suoi segreti sponsor. Non è necessariamente a conoscenza del ruolo che gioca per conto dei suoi sponsor dei servizi segreti.

La questione fondamentale è: chi c'è dietro di loro? Attraverso quali canali vengono finanziate? Qual'è la sottostante rete di collegamenti?

Per esempio, nel caso dell'attentato di Bali del 2002, la presunta organizzazione terrorista Jemaah Islamiah aveva collegamenti con l'intelligence militare indonesiano (BIN), che a sua volta ha collegamenti con la CIA ed i servizi segreti australiani.

L'attacco terroristico del dicembre 2001 al Parlamento indiano, che contribuì a spingere l'India ed il Pakistan sull'orlo della guerra, fu presumibilmente compiuto da due gruppi ribelli con base in Pakistan, il Lashkar-e-Taiba ("Esercito dei puri") ed il Jaish-e-Muhammad ("Esercito di Maometto"), entrambe i quali, secondo il Council on Foreign Relations (CFR), sono sostenuti dall'ISI pakistano. (Council on Foreign Relations a http://www.terrorismanswers.com/groups/harakat2.html , Washington 2002).

Quello che il CFR manca di riconoscere è la cruciale relazione tra l'ISI e la CIA ed il fatto che l'ISI continui a sostenere il Lashkar, il Jaish, il Jammu militante ed il Kashmir Hizbul Mujahideen (JKHM) mentre continua anche a collaborare con la CIA. (Per ulteriori dettagli, v. Michel Chossudovsky, Fabricating an Enemy, marzo 2003, http://www.globalresearch.ca/articles/CHO301B.html )

Un documento classificato del 2002 redatto per guidare il Pentagono chiede la creazione di un cd 'Gruppo operazioni proattive e preventive' (P2OG), per lanciare operazioni segrete mirate a "stimolare reazioni" tra terroristi e stati che possiedono armi di distruzione di massa, cioè, per esempio, spingere all'azione cellule terroriste ed esporle ad attacchi di "risposta rapida" delle forze USA. (William Arkin, The Secret War, The Los Angeles Times, 27 ottobre 2002)

L'iniziativa P2OG non è niente di nuovo. Essa essenzialmente estende un apparato esistente di operazioni coperte. Ampiamente documentato, la CIA ha sostenuto gruppi terroristici fin dall'era della Guerra Fredda. Tale 'spingere le cellule terroriste' con operazioni coperte di intelligence spesso richiede l'infiltrazione e l'addestramento dei gruppi radicali collegati ad al Qaeda.

A questo riguardo, il sostegno segreto dei militari USA e dell'apparato di intelligence è stato diretto a varie organizzazioni terroriste islamiche attraverso una complessa rete di intermediari e mandatari dell'intelligence. Nel corso degli anni '90, le agenzie del governo USA hanno collaborato con al Qaeda in molte operazioni coperte, come confermato da un rapporto del 1997 del Comitato del partito repubblicano del Congresso USA. (V. US Congress, 16 gennaio 1997, http://www.globalresearch.ca/articles/DCH109A.html ). Infatti, durante la guerra in Bosnia gli ispettori USA agli armamenti lavoravano con operativi di al Qaeda, portando grandi carichi di armi all'esercito musulmano bosniaco.

In altre parole, l'amministrazione Clinton "dava rifugio ai terroristi". Inoltre, dichiarazioni ufficiali e rapporti di intelligence confermano collegamenti tra unità militari e di intelligence USA ed operativi di al Qaeda, come è accaduto in Bosnia (metà anni '90), Kosovo (1998-99) e Macedonia (2001). (V. Michel Chossudovsky, War and Globalisation, The Truth behind September 11, Global Outlook, 2003, Chapter 3, http://globalresearch.ca/globaloutlook/truth911.html )

L'amministrazione Bush e la NATO avevano collegamenti con al Qaeda in Macedonia. Ciò accadde appena poche settimane prima dell'11 settembre 2001. Alti consiglieri militari USA di un'impresa privata sotto contratto con il Pentagono combattevano con i mujahideen negli attacchi terroristici alle forze di sicurezza macedoni. Questo è documentato dalla stampa macedone e da dichiarazioni rese dalle autorità macedoni. (V. Michel Chossudovsky, op cit). Il governo USA e la rete militante islamica operavano assieme nel sostenere e finanziare il National Liberation Army (NLA), coinvolto negli attacchi terroristici in Macedonia.

In altre parole, il militari USA collaboravano direttamente con al Qaeda appena qualche settimana prima dell'11/9.

Al Qaeda ed i servizi segreti militari pakistani (ISI)

E' veramente rilevante che, praticamente in tutti i fatti terroristici post 11/9, ci si riferisce all' organizzazione terrorista (nei media e nelle dichiarazioni ufficiali) come avente "legami con al Qaeda di Osama bin Laden". Questa è in se stessa un'informazione decisiva. Naturalmente, il fatto che al Qaeda sia una creatura della CIA non viene menzionato nei rapporti di stampa né viene considerata rilevante per la comprensione di questi fatti terroristici.

I legami di queste organizzazioni terroriste (particolarmente quelle in Asia) con i servizi segreti militari pakistani (ISI) sono riconosciuti in pochi casi dalle fonti ufficiali e nei dispacci di stampa. Confermato dal Council on Foreign Relations (CFR), si dice che alcuni di questi gruppi abbiano collegamenti con l'ISI pakistano, senza identificare la natura di questi collegamenti. Non vi è bisogno di dire che questa informazione è decisiva per identificare gli sponsor di questi attacchi terroristici. In altre parole, viene detto che l'ISI sostiene queste organizzazioni terroriste mentre allo stesso tempo mantiene stretti legami con la CIA.

Le prove dalle fonti ufficiali confermano che al Qaeda è sostenuta dall'intelligence militare pakistano, l'Inter-services Intelligence (ISI). L'ISI ha sostenuto molte organizzazioni terroriste. Ampiamente documentato, l'ISI è sostenuto dalla CIA e vi sono stretti collegamenti tra le due agenzie. I terroristi dell'11/9 non hanno agito di loro propria volontà. Inoltre, i documenti ufficiali, comprese le trascrizioni parlamentari, confermano che al Qaeda è di fatto una creatura della CIA, cioè una "risorsa di intelligence".

L'11 settembre

Mentre Colin Powell, senza essere sostenuto da prove nel suo discorso all'ONU del 23 febbraio indicava "il sinistro nesso tra l'Iraq e la rete terrorista di al Qaeda", documenti ufficiali, rapporti della stampa e dell'intelligence confermano che successive amministrazioni USA hanno sostenuto ed appoggiato la rete militante islamica. Questa relazione è un fatto stabilito, corroborato da numerosi studi, riconosciuto dai think tank ufficiali di Washington.

Sia Colin Powell che il suo vice Richard Armitage, che nei mesi che portavano alla guerra accusavano con disinvoltura Baghdad ed altri governi stranieri di "dare rifugio" ad al Qaeda, hanno giocato un ruolo diretto, in momenti diversi della loro carriera, nel sostenere organizzazioni terroriste.

Entrambe furono implicati, operando dietro le quinte, nello scandalo Irangate-Contra durante l'amministrazione Reagan, riguardante la vendita illegale di armi all'Iran per finanziare l'esercito paramilitare dei contra nicaraguensi ed i mujahideen afgani. (Per ulteriori dettagli, v. Michel Chossudovsky, Expose the Links between Al Qaeda and the Bush Administration, http://www.globalresearch.ca/articles/CHO303D.html )

Inoltre, sia Richard Armitage che Colin Powell hanno avuto un ruolo nell'insabbiamento dell'11/9. Le indagini e le ricerche condotte negli ultimi due anni, inclusi documenti ufficiali, testimoni e rapporti di intelligence, indicano che l'11 settembre è stata un'operazione di intelligence accuratamente preparata piuttosto che un atto compiuto da un'organizzazione terrorista. (Per ulteriori dettagli, v. Centre for Research on Globalization, 24 Key articles, settembre 2003)

In un rapporto reso pubblico alla fine del settembre 2001, l'FBI ha confermato il ruolo dei servizi segreti militari del Pakistan. Secondo il rapporto, il presunto capobanda dell'11/9, Mohammed Atta, era stato finanziato da fonti del Pakistan. Un conseguente rapporto dei servizi segreti ha confermato che l'allora capo dell'ISI generale Mahmoud Ahmad aveva trasferito denaro a Mohammed Atta. (V. Michel Chossudovsky, War and Globalization, op. cit.)

L'ISI opera in contatto molto stretto con la sua controparte USA, la CIA.

Inoltre, rapporti di stampa e dichiarazioni ufficiali confermano che il capo dell'ISI era in visita ufficiale negli USA dal 4 al 13 settembre 2001. In altre parole, lo stesso individuo del quale si dice abbia trasferito denaro ai terroristi aveva una stretta relazione personale con molti alti funzionari dell'amministrazione Bush, compresi Colin Powell, il direttore della CIA George Tenet ed il vicesegretario Richard Armitage, che egli incontrò nel corso della sua visita a Washington. (Ibid)

Il movimento pacifista

Un coesivo movimento pacifista non può essere basato unicamente sulla mobilitazione del sentimento contro la guerra. Deve in definitiva spodestare i criminali di guerra e mettere in questione il loro diritto a governare.

Una condizione necessaria per buttare giù i governanti è indebolire ed infine smantellare la loro campagna di propaganda.

Lo slancio dei grandi raduni contro la guerra negli USA, nell'Unione Europea ed in tutto il mondo, dovrebbe gettare le fondamenta di una rete permanente composta da decine di migliaia di comitati pacifisti a livello locale nei quartieri, nei luoghi di lavoro, nelle parrocchie, nelle scuole, nelle università ecc. E' in definitiva attraverso questa rete che verrà messa in discussione la legittimità di coloro che "governano in nostro nome".

Per fare deragliare i piani di guerra dell'amministrazione Bush e disarmare la sua macchina della propaganda dobbiamo raggiungere i nostri concittadini in tutto il paese, negli USA, in Europa ed in tutto il mondo, i milioni di persone comuni che sono state ingannate sulle cause e le conseguenze di questa guerra.

Questo implica anche svelare completamente le menzogne dietro la 'guerra al terrorismo' e rivelare le complicità politiche dell'amministrazione Bush nei fatti dell'11/9.

L'11 settembre è un inganno. La più grande menzogna nella storia degli USA.

Non vi è bisogno di dire che l'uso di "eventi produttivi di massicce perdite" come pretesto per fare la guerra è un atto criminale. Con le parole di Andreas van Buelow, ex ministro della tecnologia tedesco ed autore di "The CIA and September 11":

"Se quello che dico è corretto, l'intero governo USA dovrebbe finire dietro le sbarre".

Nondimeno, non è sufficiente rimuovere George W. Bush o Tony Blair, che sono solamente dei burattini. Dobbiamo anche prendere di mira il ruolo delle banche globali, delle corporations e delle istituzioni finanziarie, che indelebilmente si trovano dietro agli attori militari e politici.

Sempre più le istituzioni militari e di intelligence (piuttosto che il Dipartimento di Stato, la Casa Bianca od il Congresso USA) decidono della politica estera USA. Nel frattempo, i colossi texani del petrolio, i fornitori della difesa, Wall Street ed i potenti colossi dei media, operando con discrezione dietro le quinte, tirano le fila. Se i politici diventano fonte di considerevole imbarazzo, possono essere discreditati dai media, scartati, e può essere portata al potere una nuova squadra di burattini politici.

La criminalizzazione dello Stato

La "criminalizzazione dello Stato" si ha quando criminali di guerra occupano legittimamente posizioni di autorità che li mettono in grado di decidere "chi sono i criminali", mentre di fatto i criminali sono loro.

Negli USA sia i repubblicani che i democratici condividono la stessa agenda di guerra e vi sono criminali di guerra in entrambe i partiti. Entrambe i partiti sono complici nell'insabbiamento dell'11/9 e nella risultante corsa al dominio mondiale. Tutte le prove puntano a quella che è meglio descritta come "la criminalizzazione dello Stato", che comprende il potere giudiziario ed i corridoi bipartitici del Congresso USA.

Con l'agenda di guerra, ad alti funzionari dell'amministrazione Bush, a membri delle forze armate, del Congresso USA e della magistratura è stata garantita non soltanto l'autorità per commettere azioni criminali, ma anche di indicare coloro che nel movimento pacifista si oppongono a queste azioni criminali come "nemici dello Stato".

Più in generale, i militari USA e l'apparato di sicurezza appoggiano e sostengono gli interessi economici e finanziari dominanti; cioè, la costruzione, come anche l'esercizio, della potenza militare impongono il "libero scambio". Il Pentagono è il braccio armato di Wall Street; la NATO coordina le operazioni militari con la Banca Mondiale e con gli interventi politici dell'FMI e viceversa. Coerentemente, i corpi di sicurezza e di difesa dell'alleanza militare occidentale, assieme alle diverse burocrazie governative ed intergovernative civili (cioè l'FMI, la Banca Mondiale, la OMC) condividono comune comprensione, consenso ideologico ed impegno per il Nuovo Ordine Mondiale.

Per rovesciare la marea della guerra, le basi militari all'estero devono essere chiuse, la macchina da guerra (cioè la produzione di sistemi d'arma avanzati come le armi di distruzione di massa) deve essere fermata e lo stato di polizia che si sta sviluppando deve essere smantellato. Più in generale, dobbiamo annullare le riforme di "libero mercato", smantellare le istituzioni del capitalismo globale e disarmare i mercati finanziari.

La lotta deve essere su vasta scala e democratica comprendendo tutti i settori della società a tutti i livelli, in tutti i paesi, unendo in una grande spinta: gli operai, i contadini, i produttori indipendenti, i piccoli imprenditori, i professionisti, gli artisti, gli impiegati civili, i membri del clero, gli studenti e gli intellettuali.

I movimenti contro la guerra e la globalizzazione devono essere integrati in un singolo movimento mondiale. Il popolo deve essere unito attraverso settori, gruppi per "temi singoli" devono operare assieme per una comune e collettiva comprensione su come il Nuovo Ordine Mondiale distrugge ed impoverisce.

La globalizzazione di questa lotta è fondamentale, richiedendo un grado di solidarietà ed internazionalismo senza precedenti nella storia mondiale. Il sistema economico globale si alimenta con la divisione sociale tra e nei diversi paesi. L'unità di scopo ed il coordinamento mondiale tra diversi gruppi e movimenti sociali sono decisivi. E' necessario un grande sforzo che porti assieme i movimenti sociali in tutte le principali regioni del mondo per il comune intento ed impegno nell'eliminazione della povertà e per una duratura pace mondiale.


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