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Sia che ci resti il Precipizio Fiscale oppure un Grande Patto,
negli USA i lavoratori sono esposti a tagli massicci a programmi
come
Medicare, Medicaid,
Sicurezza Sociale, assicurazione per la disoccupazione, assistenza
buoni alimentari ed altre importanti reti di sicurezza
sociale. Questo è un esempio di "austerità" che negli USA finora è
stato in gran parte perseguito a livello di stato e locale.
Le politiche di austerità non sono una uniche degli USA.
Vengono approvate a livello internazionale. In Europa sono fatte
valere da quattro anni. Mentre l'austerità è stata perseguita in
tutti i continenti, questo articolo si concentrerà sull'Europa e gli
USA.
Cosa sono le politiche di austerità? Comportano il taglio degli
investimenti e dei servizi pubblici, come istruzione, assistenza
sanitaria e pensioni. Inoltre, comprendono la privatizzazione dei
beni statali esistenti. I dipendenti pubblici subiscono congelamenti
o tagli salariali e licenziamenti di massa come parte delle misure
d'austerità. Le leggi sul lavoro vengono modificate per dare pieni
poteri ai datori di lavoro a spese della sicurezza del posto di
lavoro, dei salari e dei sussidi e del diritto di espressione sul
posto dei dipendenti. E l'austerità riguarda anche tasse e rette
aumentate per i lavoratori.
L'austerità viene venduta come l'unico modo disponibile per
ridurre il debito. Tuttavia, vi è grande quantità di denaro per
prendersi cura di questi squilibri finanziari. Si trova nelle tasche
delle elite dei ricchi e delle grandi imprese i cui istituti di
ricerca e politici sono, non per coincidenza, gli architetti
dell'austerità. Essi vogliono che le economie delle nazioni siano
gestite più come corporation e banche, priorizzando che i loro
azionisti vengano pagati prima di tutti a spese di tutti gli altri.
In Europa, il livello del debito è dell'87% del suo PIL
collettivo,
rendendo necessario, secondo la loro concezione, un approccio
rigoroso. Tuttavia, negli USA, che sono negli stadi iniziali di una
campagna di austerità, il livello del debito è più del 100% del
nostro PIL. Considerando questo livello di debito e la dimensione
dell'economia USA, la dose maggiore di misure di austerità deve
ancora arrivare e ci si attende che sarà la gente che lavora ad
inghiottirle.
Austerità e recessione
Quali sono i risultati dell'austerità? Essi deprimono
l'economia nei paesi nei quali viene realizzata e riduce le entrate
statali mentre ingrassa le riserve finanziarie delle elite delle
grandi imprese. Con la scadenza del Precipizio Fiscale del 1°
gennaio negli USA, l'Economist
Intelligence Unit
taglia
le sue aspettative per la crescita. Secondo il Fondo Monetario
Internazionale (FMI), l'economia della Spagna si contrarrà
dell'1,5%, quella dell'Italia del 2,3%, quella del Portogallo del
3%, quella della Grecia del 5,2%, quella della Gran Bretagna dello
0,6%, quella della Germania dello 0,9% e quella della Francia dello
0,1%.
Queste contrazioni sono in aggiunta all'impatto devastante che
la Grande Recessione ha avuto sui lavoratori a livello
internazionale con alti tassi di disoccupazione e standard di vita
declinanti. La vita di oggi in Grecia è stata paragonata a vivere
sotto l'occupazione durante la II Guerra Mondiale. La Spagna e
l'Italia non sono molto indietro. Dato questo, chiaramente quello
che giova ai poteri finanziari dietro all'austerità viene ad un
grande costo per la vasta maggioranza del popolo e per la prosperità
dell'economia nel complesso.
La verità è che l'economia mondiale non è in crisi a causa del
debito. Lo è perché troppi hanno troppo poco per comprare ciò che
viene prodotto. Senza una forte base di consumatori i capitalisti
non hanno nessuna ragione per investire nel fabbricare più prodotti
e creare altri posti di lavoro. Come realizzeranno un profitto se
pochi possono permettersi di acquistare quello che viene prodotto?
Prima della Grande Recessione le elite delle grandi imprese del
mondo avevano aggirato questo problema abbandonandosi a un'orgia di
speculazione finanziaria, specialmente negli USA. Questo denaro
extra, creato dal nulla, ha permesso loro di continuare a
distribuire prestiti rischiosi mentre rimpacchettavano e vendevano
questi titoli tossici come investimenti validi. Finché scorreva il
rubinetto del contante oggi, perché preoccuparsi del domani, era la
linea di ragionamento dell'1%. Ciò ha creato delle massicce bolle
finanziarie, per esempio negli alloggi, negli USA ed in diversi
paesi europei.
L'effetto definitivo di tutto questo gioco d'azzardo
finanziario è stato di gonfiare il problema fondamentale
dell'economia, che era la crisi di sovrapproduzione. Quando non è
stato più possibile andare oltre questo limite, la crisi risultante
è stata così profonda e vasta che anche oggi, quattro anni più
tardi, non vi è nessuna fine reale in vista. Questo è stato
grandemente esacerbato dai massicci salvataggi delle banche sia
negli USA che in Europa, come pure le costose guerre
in Iraq
ed
Afghanistan condotte dagli USA.
Interessi condivisi?
Data la crescente sofferenza della classe lavoratrice come
risultato della Grande Recessione e l'effetto di arresto
dell'austerità
sulla crescita, perché le elite delle grandi imprese ed i loro
politici ora perseguono queste misure? Non siamo tutti
sulla stessa barca? Le nostre fortune non dovrebbero salire insieme?
Questo mito è quello che viene portato sulla scena centrale per
giustificare la nozione fantasiosa di "sacrificio condiviso" quando
si è di fronte alle avversità economiche. Comunque, sono i
lavoratori che stanno compiendo tutti i sacrifici, mentre l'1%
ingrassa le sue quote. La relazione tra i circoli economici
dominanti e tutti gli altri è quella di predatore e preda.
L'austerità è il risultato di condizioni specialmente acute per
quanto riguarda questa relazione oggi e rivela il loro essenziale
antagonismo a milioni di persone.
Se i governi dovessero assumere un approccio alla crescita e
fornire fondi federali per creare posti di lavoro secondo il bisogno
sociale, questo risulterebbe nell'inflazione. Mentre sarebbe più
facile per le persone ed i governi saldare i debiti, il denaro
rimborsato agli investitori che detengono i titoli di stato varrebbe
di meno. Questo è inaccettabile per quelli che tengono i cordoni
della borsa, attraverso un simile approccio beneficerebbe
grandemente la vasta maggioranza. L'austerità è un modo di mettere
un freno a tali speranze.
Le grandi imprese stanno facendo provvista di trilioni
di dollari piuttosto che investire questi
fondi nella produzione e in servizi che creano posti di lavoro. Nei
soli USA si stima che questi fondi siano fino a $2 trilioni. Senza
una florida base di consumatori, i proprietari di grandi imprese non
hanno nessuna motivazione per investire in beni e servizi. Senza
questo investimento, non vi sarà nessuna base di consumatori
florida. L'elite economica non vede nessuna via d'uscita da questo
Comma 22, così cerca altre vie per arricchirsi.
Un modo in cui stanno facendo questo è trattando l'economia
mondiale come un enorme casinò. Per esempio, è stato stimato che
l'ammontare totale di derivati che si giocano nei mercati arriva a
$1,2
quadrilioni — 20 volte l'ammontare di denaro
attualmente nell'economia globale. Mentre i risultati di questi
spericolati investimenti producono portafogli impressionanti per
alcuni, tutti gli altri sono esposti a rischi potenzialmente
disastrosi in futuro.
Comunque, l'1% ha bisogno di ottenere denaro reale da qualche
parte. L'investimento produttivo è fuori questione per i motivi
sopra discussi. L'austerità è un'arma che può utilizzare per
intromettersi di prepotenza nella strada per afferrare vasti
giacimenti di capitale sociale in programmi statali intesi a
beneficiare la gente che lavora. Piuttosto che agire come
organizzatori della produzione, i proprietari delle corporation e
delle banche stanno utilizzando l'austerità per agire come dei
parassiti, prosciugando l'economia nell'insieme.
L'austerità serve gli interessi dell'elite imprenditoriale a spese
di tutti gli altri anche in un'altra maniera. Senza una forte rete
di sicurezza, i lavoratori sono lasciati in una competizione ancora
più disperata l'uno con l'altro per trovare lavoro. Ciò permette a
quelli al vertice dell'economia di deprimere salari, sussidi e
diritti, dal momento che hanno una maggiore riserva di lavoratori
dalla quale scegliere coloro che sono disposti a prendere qualunque
cosa.
Infine, l'austerità è un'arma per indebolire il movimento
sindacale, la prima linea di difesa per la gente che lavora contro
l'avidità capitalista. Per esempio, negli USA non è una coincidenza
che le misure di austerità siano rivolte prima di tutti ai
dipendenti pubblici ed agli insegnanti. Questi sono i due settori
più pesantemente sindacalizzati del paese. Se i loro sindacati
possono essere costretti ad accettare l'austerità, per l'1% spazzare
da parte il resto dei sindacati nel perseguimento dell'avidità sarà
un compito più facile. In breve, l'austerità è un programma di
guerra di classe.
Respingere l'austerità
Un simile annullamento dei contratti sociali che generazioni
hanno dato per scontati, come viene richiesto dall'austerità, sta
provocando una controffensiva. In Europa questa risposta è avvenuta
a ritmi diversi attraverso il continente. La Grecia è dove la lotta
è più acuta con almeno 18 scioperi generali negli ultimi due anni e
molte altre mobilitazioni di massa contro l'austerità. Questo
esempio sta cominciando a diffondersi.
Il 14 novembre una serie di proteste sindacali e di scioperi
politici hanno percorso l'Europa in una protesta coordinata
proclamata dalla Confederazione Europea dei Sindacati (CES). Si
stima che abbiano partecipato a questi eventi molti milioni di
persone. In Spagna e Portogallo vi sono stati scioperi generali
nazionali. Nove milioni di spagnoli sono rimasti a casa, ovvero il
77% della forza lavoro del paese.
Persino negli USA, dove la lotta deve ancora avanzare a questo
livello potenzialmente pre-rivoluzionario,
come risultato dell'austerità
incontriamo un'ondata di proteste collettive di massa.
L'occupazione a
Madison,
capitale del
Wisconsin, è stata in risposta ai tagli mirati ai
dipendenti pubblici ed agli insegnanti sindacalizzati come pure un
tentativo per svuotare i loro diritti alla contrattazione
collettiva. La proclamazione "Noi siamo il 99%"
di Occupy
era un appello per l'unità di massa contro coloro che
promuovono l'austerità per il loro proprio arricchimento. Infine,
l'esempio ispiratore dello sciopero del Sindacato Insegnanti di
Chicago, che ha unito ampi settori dei lavoratori della città e la
comunità, è stato provocato da attacchi all'istruzione pubblica
giustificati con argomenti di austerità bipartitici.
Una controproposta?
Spaventati da queste risposte, alcuni politici di primo piano,
specialmente in Europa, discutono della necessità di frenare
l'austerità, combinandola con investimenti per la crescita per
alleviare per ora la pressione verso il basso sugli indocili
connazionali dei rispettivi paesi.
La rivista economica
“The Economist” ha proposto questa
direzione nel seguente modo per controbattere lo scrittore
pro-austerità
Gideon Rachman del
Financial Times:
Un errore sconcertante che compie
Mr. Rachman è nel sottintendere che soltanto lo stimolo
sia l'alternativa fiscale all'austerità; di fatto, anche meno
austerità è un'alternativa conveniente.
Più tardi l'articolo specifica:
Ma le riforme strutturali non sono una parte inseparabile di
qualche
cocktail
che comprende necessariamente l'austerità. Al contrario, le riforme
strutturali e la domanda adeguata sono due grandi sapori che assieme
gustano di grande; senza qualche inflazione salariale in Germania, i
tentativi per
incrementare la mobilità spagnola non riusciranno a generare
una sufficiente migrazione.
A parte le beffe che accoglierebbe il suggerimento che la
politica fiscale dell'eurozona dovrebbe incoraggiare gli spagnoli ad
emigrare in Germania per trovare dei buoni posti di lavoro, vi sono
altri problemi con il metodo di questo argomento. Un piccolo stimolo
per alcuni paesi europei, un poco di austerità per altri, non è
una ricetta per l'aurea mediocrità. E' più come cercare di mescolare
l'acqua e l'olio.
"Meno austerità" non è un'opzione conveniente per i
lavoratori che ancora soffrono degli effetti della crisi economica
internazionale.
Considerando la profondità di questa crisi e che non vi è
nessuna fine in vista che dipenda dagli investimenti capitalisti, o
la politica fiscale beneficerà l'1% oppure i lavoratori, non
entrambe. In definitiva l'esito sarà determinato da una prova di
forza tra queste forze sociali, che
se prevarranno i lavoratori richiederà una trasformazione
fondamentale del sistema politico/economico.
Avanzare
Il primo passo per i lavoratori è la costruzione di un
movimento socialista indipendente che possa portare avanti la
propria interpretazione politica e forza organizzativa attraverso la
lotta collettiva di massa. Per farlo è necessario mobilitare sulla
base di quale azione unitaria i lavoratori sono disposti ad
intraprendere ora nella lotta contro i tagli dell'austerità.
La classe lavoratrice di ogni paese procederà al proprio passo
in questo processo secondo la propria situazione nazionale
influenzata dagli sviluppi internazionali. E' inevitabile che
qualche movimento sociale nazionale sarà in grado di permettersi
l'azione di massa intorno a richieste più rivoluzionarie prima di
altri. Uno slogan che può funzionare in un paese potrebbe non unire
in un altro. Il criterio per uno slogan dovrebbe essere se può unire
i lavoratori nell'intraprendere ora l'azione collettiva e come
questa lotta aumenta la loro forza, la loro comprensione politica e
la loro capacità di intraprendere richieste più avanzate.
Per esempio, negli USA il presidente Obama ha in parte vinto le
elezioni a causa della sua promessa di aumentare le tasse ai ricchi.
Tuttavia, è diventato chiaro che è più deciso a perseguire politiche
di austerità, proponendo un
Grande
Patto
per ridurre drasticamente il deficit di $4 trilioni nel corso di 10
anni con una miscela di 3 a 1 di tagli alla spesa e di aumenti di
entrate. Di conseguenza, allo scopo di combattere l'austerità, è
necessario che i lavoratori si mobilitino non soltanto per tassare i
ricchi, ma anche per domandare che il tasso d'imposta sia alzato
sufficientemente in alto da impedire i tagli, creare buoni posti di
lavoro per tutti e ricostruire il settore pubblico.
In modo analogo, la proclamazione di uno sciopero generale
contro le politiche di austerità nei paesi dell'eurozona sta
diventando più familiare e possibile in un numero crescente di
paesi. I sindacati greci hanno utilizzato numerose volte quest'arma.
Nondimeno, l'austerità continua, rendendo necessario, nella mente
dei lavoratori greci, il bisogno di costruire dai sindacati delle
forme più elevate di organizzazione che comprenda la vasta
maggioranza della gente che lavora in modo da portare avanti la loro
lotta per un governo che rappresenti veramente la maggioranza dei
lavoratori, non i ricchi. Come risultato, il partito della sinistra
greca, Syriza, sta crescendo rapidamente, avendo ottenuto nelle
ultime elezioni il 52% dei voti delle persone tra i 18 ed i 24 anni
di età.
Negli USA, proclamare scioperi generali per opporsi ai tagli
del
Precipizio Fiscale o del Grande Patto in questo momento non ha
nessuna connessione con il livello attuale di consapevolezza della
maggior parte dei lavoratori. Persino la base dei sindacati è
organizzata insufficientemente per spingere avanti ora dalla base in
alto questa richiesta. In aggiunta, la richiesta di un Partito dei
Lavoratori, mentre è uno sviluppo assolutamente necessario, è ancora
molto lontano da ciò che connetterà e costringerà oggi all'azione
unitaria milioni di persone.
Comunque, a questo punto, è possibile agitare perché i
lavoratori prendano il comando nella costruzione di mobilitazioni di
massa contro i tagli che si profilano a
Medicare, Medicaid,
Sicurezza Sociale, pubblica istruzione
ed altri importanti programmi sociali. Da questa organizzazione
e dalle sue risultanti lezioni politiche, sarà possibile portare
avanti a discussione su come i lavoratori degli USA possano meglio
combattere l'austerità.
Mentre l'austerità presenta una grande minaccia, la lotta
contro di essa contiene la speranza di fondare un mondo basato sul
governo della maggioranza, dove possano fiorire su base
internazionale l'uguaglianza e la solidarietà.
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