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Il
saggio apposto di sotto rivela con molta chiarezza il non così
nascosto fine della classe politica qui in Canada e dovunque nel
mondo. Questa agenda è correttamente descritta come il
classico lavoro di vendita della pozione miracolosa. La pozione
miracolosa in questione è l'imbottigliamento e la distribuzione
della loro più nuova panacea della "prosperità attraverso
l'austerità". Le pensioni? Troppo costose. Salario minimo vitale?
Naturalmente un giorno, oggi non proprio. Transizione dai carburanti
fossili mentre il Golfo del Messico muore? Mañana.
Agricoltura sostenibile? Generalmente sostenibilità? Quando possiamo
permettercelo. Cambiamenti climatici? Risuona il silenzio.
Come l'autore del saggio
- Dr. Michael Hudson - correttamente sottolinea, gli eventi avvenuti nel mondo reale molto
tempo fa hanno dimostrato la bancarotta intellettuale
dei Programmi di Aggiustamento Strutturale dell'FMI. Qualcosa per
cui il suo ex economista capo, Dr. Stiglitz, è stato licenziato per essersi accorto ed aver suggerito che possono
meritare di essere studiati.
Per non menzionare che più di 300 anni fa
John Locke ha dimostrato categoricamente che il sentiero per l'autentica prosperità
deve evitare le predazioni della classe dei rentier.
Harper, PM del Canada, e la sua razza invece hanno scelto di
incoraggiare questo settore ed il suo comportamento. Questo
nonostante il fatto che è stato soltanto pochi mesi fa che ci hanno
portato sull'orlo dell'abisso. Invece Harper ha scelto di rovesciare
nella sua mente
la realtà
e di rendere
il benessere delle banche l'obiettivo centrale
dell'economia. Una mossa che, se riuscita, porterà davvero molto
indietro l'orologio. Al confronto il regresso delle leggi del lavoro
dell'Ontario alla regolazione precedente alla II Guerra Mondiale da
parte di
Mike Harris è un'inezia.
Nessun paese che abbia seguito il programma di austerità
dell'FMI - l'equivalente economico di un cilicio - è mai diventato
ricco per averlo fatto. Alternativamente, tutti i paesi che hanno
opposto resistenza a questo programma economico regressivo come
risultato hanno considerevolmente migliorato le loro fortune
economiche.
Oggi al G20 Canada ha guidato le forze che acconsentono a
rimodellare le nostre economie nella visione che i banchieri della
BCE hanno portato alla Lettonia: tagli alla spesa per le pensioni,
per l'istruzione, per le infrastrutture, per i trasporti pubblici,
per la sanità. In modo non sorprendente, il risultato netto di tutta
questa contrazione è disoccupazione in forte crescita e depressione
salariale - l'ultima un obiettivo pubblicamente dichiarato di tutto
questo disastro.
In aggiunta, i valori delle proprietà immobiliari sono sotto il
70% e alla popolazione non è permesso separarsi facilmente dal
risultante valore netto negativo. Come risultato, sta affogando
nell'inchiostro rosso ed incatenata a una vita che può essere
descritta soltanto come lavoro servile. Come la Regina Folle in ciò
che pare sempre più come il mondo di "Alice nel paese delle
meraviglie", i banchieri che hanno fatto il guaio ora tuonano con
legittima indignazione che "Qualcuno deve pagare!".
Il popolo della Grecia scende in strada cercando di assicurare
che come minimo non è il solo costretto a fare così. Nel frattempo,
questo fine settimana la gente di Toronto riceve il primo assaggio
di ciò che è molto probabile sia diretto nella sua strada. Dichiaro
questo poiché la scelta tra i conservatori di Harper ed i liberali
di Ignatieff non lascia nessuna via d'uscita elettorale. La gente
potrebbe votare per il Nuovo Partito Democratico o per il Partito
dei Verdi del Canada. Partiti realmente alternativi. Il Canada è
veramente uno dei paesi più fortunati del mondo intero. Ma sappiamo
tutti che non lo farà. Il denaro ha svolto troppo bene il proprio
compito e la gente fin troppo male il suo.
In maniera ugualmente non sorprendente, le ricette governative in
Lettonia hanno anche contratto massicciamente l'economia e così
tutta questa austerità non è neanche riuscita a "equilibrare il
bilancio". Invece, il deficit è peggiorato. Vi è un riconoscimento
dell'imponenza del fallimento di questo piano economico come
risultato. Il riconoscimento che nemmeno il singolo obiettivo
presunto per tutto questo piano è stato raggiunto? Naturalmente no.
Come le WMD in Iraq, le mete fisse sono per i mortali.
Ma allora portare lo stato fuori dal debito non è mai stato il
vero scopo di questo programma economico. Proprio il contrario.
Abbandonare lo stato al debito rovinoso e far urlare il popolo nella
sofferenza economica, sono dei mezzi per un fine. Allora dove altro
ci rivolgeremmo se non al settore privato?
La mercificazione del capitale naturale e la svendita dei beni
pubblici seguono successivamente come certamente le sommosse seguono
accompagnano la polizia antisommossa. Testimone qui nella mia
provincia dell'Ontario il nostro governo soltanto di nome liberale
discute apertamente della vendita del 20% delle nostre aziende
statali più redditizie. Oppure i candidati a sindaco nella città di
Toronto, la più grande città del Canada, che privatizzerebbero la
Toronto Hydro. E questo nella città più ricca, della provincia più ricca, del paese
che viene universalmente riconosciuto essere sopravvissuto a questo
crollo economico generale del settore finanziario meglio di
qualsiasi altro paese dell'OCSE.
Parlando come qualcuno che lavora in un ristorante all'angolo
di
Queen and Peter in centro a Toronto. Un locale che è stato proprio all'epicentro dello
stallo tra polizia e cittadini e le cui vendite sabato notte sono
calate del 95%. Tutto stabilito con l'accompagnamento di due auto
della polizia in fiamme. (Per questo abbiamo pagato un miliardo in
spese per la sicurezza?) Predico che il piano di Harper per il G20
proverà completamente l'incremento alle nostre società che questo
G20 è stato per il turismo a Toronto.
Collegamento al saggio di Hudson:
http://www.counterpunch.org/hudson06252010.html
ton confrere,
Jeff
Berg è membro fondatore di
Post Carbon Toronto. E'
un cittadino politicamente impegnato e giornalista freelance. Si
concentra su energia ed emissioni e le loro micro e macro
implicazioni ecologicamente, economicamente e socialmente. Può
contattarsi
a
jeffberg@rogers.com
www.postcarbontoronto.org
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