L'agenda dell'austerità

di Jeff Berg

28 giugno 2010
Countercurrents.org

 

Il saggio apposto di sotto rivela con molta chiarezza il non così nascosto fine della classe politica qui in Canada e dovunque nel mondo. Questa agenda  è correttamente descritta come il classico lavoro di vendita della pozione miracolosa. La pozione miracolosa in questione è l'imbottigliamento e la distribuzione della loro più nuova panacea della "prosperità attraverso l'austerità". Le pensioni? Troppo costose. Salario minimo vitale? Naturalmente un giorno, oggi non proprio. Transizione dai carburanti fossili mentre il Golfo del Messico muore? Mañana. Agricoltura sostenibile? Generalmente sostenibilità? Quando possiamo permettercelo. Cambiamenti climatici? Risuona il silenzio.

Come l'autore del saggio - Dr. Michael Hudson - correttamente sottolinea, gli eventi avvenuti nel mondo reale molto tempo fa hanno dimostrato la bancarotta intellettuale dei Programmi di Aggiustamento Strutturale dell'FMI. Qualcosa per cui il suo ex economista capo, Dr. Stiglitz, è stato licenziato per essersi accorto ed aver suggerito che possono meritare di essere studiati. Per non menzionare che più di 300 anni fa John Locke ha dimostrato categoricamente che il sentiero per l'autentica prosperità deve evitare le predazioni della classe dei rentier.

Harper, PM del Canada, e la sua razza invece hanno scelto di incoraggiare questo settore ed il suo comportamento. Questo nonostante il fatto che è stato soltanto pochi mesi fa che ci hanno portato sull'orlo dell'abisso. Invece Harper ha scelto di rovesciare nella sua mente la realtà e di rendere il benessere delle banche l'obiettivo centrale dell'economia. Una mossa che, se riuscita, porterà davvero molto indietro l'orologio. Al confronto il regresso delle leggi del lavoro dell'Ontario alla regolazione precedente alla II Guerra Mondiale da parte di Mike Harris è un'inezia.

Nessun paese che abbia seguito il programma di austerità dell'FMI - l'equivalente economico di un cilicio - è mai diventato ricco per averlo fatto. Alternativamente, tutti i paesi che hanno opposto resistenza a questo programma economico regressivo come risultato hanno considerevolmente migliorato le loro fortune economiche.

Oggi al G20 Canada ha guidato le forze che acconsentono a rimodellare le nostre economie nella visione che i banchieri della BCE hanno portato alla Lettonia: tagli alla spesa per le pensioni, per l'istruzione, per le infrastrutture, per i trasporti pubblici, per la sanità. In modo non sorprendente, il risultato netto di tutta questa contrazione è disoccupazione in forte crescita e depressione salariale - l'ultima un obiettivo pubblicamente dichiarato di tutto questo disastro.

In aggiunta, i valori delle proprietà immobiliari sono sotto il 70% e alla popolazione non è permesso separarsi facilmente dal risultante valore netto negativo. Come risultato, sta affogando nell'inchiostro rosso ed incatenata a una vita che può essere descritta soltanto come lavoro servile. Come la Regina Folle in ciò che pare sempre più come il mondo di "Alice nel paese delle meraviglie", i banchieri che hanno fatto il guaio ora tuonano con legittima indignazione che "Qualcuno deve pagare!".

Il popolo della Grecia scende in strada cercando di assicurare che come minimo non è il solo costretto a fare così. Nel frattempo, questo fine settimana la gente di Toronto riceve il primo assaggio di ciò che è molto probabile sia diretto nella sua strada. Dichiaro questo poiché la scelta tra i conservatori di Harper ed i liberali di Ignatieff non lascia nessuna via d'uscita elettorale. La gente potrebbe votare per il Nuovo Partito Democratico o per il Partito dei Verdi del Canada. Partiti realmente alternativi. Il Canada è veramente uno dei paesi più fortunati del mondo intero. Ma sappiamo tutti che non lo farà. Il denaro ha svolto troppo bene il proprio compito e la gente fin troppo male il suo.

In maniera ugualmente non sorprendente, le ricette governative in Lettonia hanno anche contratto massicciamente l'economia e così tutta questa austerità non è neanche riuscita a "equilibrare il bilancio". Invece, il deficit è peggiorato. Vi è un riconoscimento dell'imponenza del fallimento di questo piano economico come risultato. Il riconoscimento che nemmeno il singolo obiettivo presunto per tutto questo piano è stato raggiunto? Naturalmente no. Come le WMD in Iraq, le mete fisse sono per i mortali.

Ma allora portare lo stato fuori dal debito non è mai stato il vero scopo di questo programma economico. Proprio il contrario. Abbandonare lo stato al debito rovinoso e far urlare il popolo nella sofferenza economica, sono dei mezzi per un fine. Allora dove altro ci rivolgeremmo se non al settore privato?

La mercificazione del capitale naturale e la svendita dei beni pubblici seguono successivamente come certamente le sommosse seguono accompagnano la polizia antisommossa. Testimone qui nella mia provincia dell'Ontario il nostro governo soltanto di nome liberale discute apertamente della vendita del 20% delle nostre aziende statali più redditizie. Oppure i candidati a sindaco nella città di Toronto, la più grande città del Canada, che privatizzerebbero la Toronto Hydro. E questo nella città più ricca, della provincia più ricca, del paese che viene universalmente riconosciuto essere sopravvissuto a questo crollo economico generale del settore finanziario meglio di qualsiasi altro paese dell'OCSE.

Parlando come qualcuno che lavora in un ristorante all'angolo di Queen and Peter in centro a Toronto. Un locale che è stato proprio all'epicentro dello stallo tra polizia e cittadini e le cui vendite sabato notte sono calate del 95%. Tutto stabilito con l'accompagnamento di due auto della polizia in fiamme. (Per questo abbiamo pagato un miliardo in spese per la sicurezza?) Predico che il piano di Harper per il G20 proverà completamente l'incremento alle nostre società che questo G20 è stato per il turismo a Toronto.

Collegamento al saggio di Hudson: http://www.counterpunch.org/hudson06252010.html
ton confrere,

Jeff Berg
è membro fondatore di Post Carbon Toronto. E' un cittadino politicamente impegnato e giornalista freelance. Si concentra su energia ed emissioni e le loro micro e macro implicazioni ecologicamente, economicamente e socialmente. Può contattarsi a jeffberg@rogers.com www.postcarbontoronto.org