GLI ASSASSINI SONO TRA NOI

I media controllati e la guerra

 

11 marzo 2007

 

Nel quarto anniversario dell'aggressione all'Iraq, si ripropone un articolo pubblicato nel 2003 su Indymedia che si ritiene abbia una validità pressoché eterna riguardo a qualsiasi guerra che non sia di difesa, tanto più ora che si manifestano chiaramente i primi segnali dell'agonia dell'imperialismo e della crisi di legittimità delle istituzioni.

Per quanto concerne il ruolo di politici, pacifinti e tirapiedi vari, corresponsabili degli stessi crimini dei media controllati, si rimanda alla citazione riportata all'indice.

La lotta contro le basi, le spese militari e per il ritiro delle truppe è una sola. Per fermare la guerra bisogna delegittimare i governanti ed i loro servi, esponendo i loro collegamenti con il fondamentalismo islamico, il terrorismo ed il narcotraffico, smascherare la menzogna della "guerra al terrorismo".

Cliccare sull'immagine per sapere dell'ultima marchetta delle prostitute della (dis)informazione.

 

Denunciare e far processare i propagandisti della guerra. Per un’azione concreta nei confronti dei responsabili di questa guerra

di Freebooter

Giovedì 17 aprile 2003

 

Proposta per un’azione veramente efficace contro le press-titutes (i propagandisti della guerra) nostrane.

Una coalizione di avvocati e gruppi per I diritti umani ieri ha rivelato di un tentativo per utilizzare la nuova Corte Criminale Internazionale dell'ONU come uno strumento per limitare la potenza militare americana.

Vi è un modo con il quale gli Stati Uniti possono essere accusati di agevolare ed incoraggiare crimini di guerra, ha detto Michael Ratner, presidente del Center for Constitutional Rights.

Non essendo un membro normalmente gli Stati Uniti sarebbero al di fuori della giurisdizione della CCI. a meno che non siano sospettati di crimini In un paese che è membro della CCI, che non è il caso dell’Iraq.

Ma il fatto che la Gran Bretagna sia un membro ha dato agli attivisti legali un trampolino di lancio per un caso che indica che le incursioni aeree USA che hanno ucciso civili erano crimini di guerra.

Gli USA hanno utilizzato bombardieri che sono decollati dalla Gran Bretagna e da Diego Garcia, anche essa territorio del Regno Unito, ha detto Mr. Ratner, riferendosi all'isola dell'Oceano Indiano possedimento britannico. La Gran Bretagna, come membro della CCI, potrebbe essere giudicata per una più vasta gamma di attività che sono risultate nella morte di civili, hanno detto gli attivisti.

Essendo anche l'Italia membro della CCI, potrebbe essere giudicato anche il governo italiano: dal nostro territorio sono partiti non solamente mezzi USA destinati ad essere utilizzati in Iraq, ma anche i militare della 173^ brig. Aerotrasportata impiegata nella zona di Mosul. E, quando saranno inviati dei militari italiani, vi sarà pure la partecipazione nell'occupazione militare, obiettivamente illegale, e quindi un altro atto criminale.

Ieri si sono uniti a Mr. Ratner gli attivisti legali britannici Phil Shiner, del Public Interest Lawyers, e Roger Norman del Committee on Economic and Social Rights. Hanno detto che il prossimo mese cinque eminenti avvocati internazionali delineeranno il caso contro gli Stati Uniti e la Gran Bretagna per sottoporlo dapprima ad una corte internazionale alternativa, il Tribunale Permanente dei Popoli di Roma, e quindi all'ufficio del procuratore della CCI all'Aia.

I crimini punibili secondo il diritto internazionale sono stati innumerevoli. Quello primario da cui sono derivati tutti gli altri è la guerra di aggressione contro un paese sovrano (crimine contro la pace). Poi vi sono i crimini di guerra propriamente detti, come il bombardamento e l'uccisione di civili, la distruzione di infrastrutture civili, l'uso di bombe a grappolo, l'uso di proiettili all’uranio impoverito, l'assassinio di giornalisti e di personale della Croce Rossa, gli incitamenti al saccheggio ecc. Di tutti questi crimini vi sono innumerevoli prove e testimonianze ed i succitati governi possono essere denunciati e perseguiti.

Ma qui voglio evidenziare un altro fatto, un'altra possibile azione che avrebbe anche un valore altamente simbolico e ritengo sia un'arma veramente efficace per il movimento contro la guerra, cui bisognerebbe dare una grande rilevanza.

Anche la complicità nel commettere un crimine contro la pace, un crimine di guerra o un crimine contro l'umanità sono dei reati punibili secondo il diritto internazionale.

Il ruolo della propaganda e dei propagandisti figurarono cospicuamente al Tribunale di Norimberga per i crimini di guerra. Nei loro argomenti i procuratori, che erano americani, stabilirono un principio legale democratico derivato dall'esperienza internazionale di mezzo secolo di carneficine: pianificare e lanciare una guerra di aggressione (o preventiva) costituiva un atto criminale e che quelli che aiutarono a preparare tale guerra attraverso i loro sforzi propagandistici erano colpevoli tanto quanto lo erano coloro che stesero i piani di battaglia o fabbricarono le armi.

Venne posto dall'accusa un notevole accento sul ruolo della propaganda dei media nel mettere in grado il regime nazista di preparare ed eseguire guerre di aggressione.

L’uso fatto dai cospiratori nazisti della guerra psicologica è ben noto. Prima di ogni maggiore aggressione, con qualche eccezione basata su espedienti, essi iniziavano una campagna di stampa calcolata per indebolire le loro vittime e per preparare psicologicamente il popolo tedesco per  l‘attacco. Dopo le loro prime conquiste essi usarono la stampa come un mezzo per influenzare ulteriormente la politica estera e per manovrare l aggressione successiva.

Dunque, la presentazione di un'invasione illegale di una paese straniero come preventiva non è una invenzione dei nostri giorni.

Il procedimento contro i propagandisti del regime nazista sollevò un tema che oggi è della più grande rilevanza: il ruolo della propaganda dei media nazisti nel fare accettare alla popolazione tedesca le sofferenze di altri popoli ed in pratica spingere i tedeschi a commettere crimini di guerra. L insensibilità e lo zelo di coloro che effettivamente commettevano le atrocità furono in larga parte dovute alla costante e corrosiva propaganda dei media nazisti.

Tutte le scuse addotte dagli anglo-americani per giustificare l'aggressione all'Iraq si sono rivelate dei pretesti, delle menzogne. Se molti americani, e molti italiani, comunque, hanno creduto agli argomenti della propaganda, con tutte le tragiche conseguenze per il popolo iracheno ed altri popoli, come deve essere spiegato ciò? Chiaramente per la costante e corrosiva propaganda dei media nel corso dei mesi e persino degli anni. E proprio il successo dei media nel manipolare l'opinione

pubblica (soprattutto negli USA, ma anche in Italia, almeno in parte e certamente nelle intenzioni) una delle prove più forti della loro colpevolezza nella commissione di crimini di guerra.

La funzione della propaganda è per la maggior parte separata dal campo della pianificazione bellica. La funzione di un’agenzia di propaganda è in qualche modo più somigliante a quella di un'agenzia pubblicitaria o di un dipartimento di pubbliche relazioni, il cui lavoro è vendere il prodotto e di conquistare il mercato per l'impresa in questione. Al processo di Norimberga l'impresa era la cospirazione nazista. In una cospirazione il cui mezzo è l'inganno, i venditori del gruppo dei cospiratori sono altrettanto essenziali e colpevoli quanto i pianificatori, sebbene essi possano anche non avere contribuito sostanzialmente alla formulazione della strategia di base, ma piuttosto si sono concentrati nel rendere possibile l'esecuzione di tale strategia. In questo caso, la propaganda è stata un'arma di tremenda importanza per questa cospirazione. I più importanti propagandisti erano i principali complici in questa cospirazione.

La propaganda è stata invariabilmente un fattore nella preparazione e nella condotta di atti di aggressione e nell'addestramento della popolazione tedesca ad accettare con obbedienza le imprese criminali del fascismo tedesco.

Il metodo fondamentale dell’attività propagandistica nazista consisteva nella falsa presentazione dei fatti. La disseminazione di menzogne per provocare ed il sistematico fuorviare la pubblica opinione erano necessarie ai nazisti per la realizzazione dei loro piani quanto la produzione di armamenti e la stesura dei piani militari. Senza la propaganda, fondata sul totale oscuramento della libertà di stampa e di parola, per il fascismo tedesco non sarebbe stato possibile realizzare le sue intenzioni aggressive, porre le premesse e quindi mettere in pratica crimini di guerra e crimini contro l'umanità. Nel sistema della propaganda dello stato nazista erano la stampa quotidiana e la radio le armi più importanti.

Dunque, è evidente che vi sarebbero anche i precedenti giuridici e non dovrebbe essere difficile trovare le prove delle menzogne delle prostitute dell'informazione italiane, almeno le più note ed anche dei fatti che hanno nascosto all'opinione pubblica.

Penso che si ricaverebbe un effetto tremendo dal poterli esporre come criminali di guerra e dunque delegittimarli. Spero che qualche associazione pacifista italiana voglia contattare il Center for Constitutional Rights: http://www.ccr-ny.org/  , altrimenti sarebbe proprio inutile andare in piazza a manifestare per la pace.

Freebooter 2003