THE INTERNATIONALISTS

Internationalist Communist Tendency

 

 

 

Legge anti-sciopero: si intensifica la guerra contro la classe lavoratrice

 

Il nuovo disegno di legge sindacale 2015-16 è una parte di manifesta lotta di classe da parte della classe dominante e dei suoi rappresentanti Tory in parlamento. Non soddisfatto di rendere più miserabile la vita di milioni di persone con i tagli dei crediti fiscali, ora il governo conservatore sta preparando ulteriori tagli ed il congelamento dei salari del settore pubblico e, come parte di questo piano, sta lanciando una nuova legge anti-sciopero.

Il vero scopo dell'attacco

Lo scorso luglio migliaia di lavoratori dei trasporti, dell'istruzione, dell'amministrazione statale e del servizio sanitario sono entrati in sciopero nello stesso giorno contro l'erosione delle loro condizioni di vita e di lavoro. L'Institute of Directors ha richiesto immediatamente nuove leggi per aumentare la soglia della maggioranza semplice dei voti dei votanti alla maggioranza assoluta di tutti gli eleggibili e che l'affluenza sia di almeno il 50% per decidere gli scioperi. E' un bel trucco poiché trasforma ogni astensione in un voto per il no ed è questo lo scopo del gioco. Utilizzando lo stesso calcolo non un singolo governo britannico dalla Seconda Guerra Mondiale avrebbe mai avuto la maggioranza. Alle ultime elezioni l'attuale governo Tory ha ottenuto il voto di meno del 25% dell'elettorato ma più del 50% dei seggi in parlamento. Persino con tutta la costante pressione per votare  sul popolo, vi è ancora tra il 30% ed il 35% delle persone che non vota alle elezioni generali. Sarà molto difficile ottenere un'affluenza sufficiente per una maggioranza dei voti per il si per uno sciopero utilizzando soltanto il voto per posta. Questo è esattamente ciò che si propongono gli estensori del disegno di legge.

E proprio per chiarire totalmente chi sia il vero bersaglio, nei "servizi pubblici importanti" è necessaria una soglia del 40% per un voto per il si di coloro che votano (cioè l'80% dei votanti se soltanto si incontra la soglia). Infatti la maggior parte degli scioperi sono nel settore privato, ma a causa della maggiore forza lavoro in servizi come la sanità e l'istruzione il 95% di tutte le giornate di sciopero perdute sono nel settore pubblico. Con i lavoratori del settore pubblico che cominciano ad affrontare altri congelamenti salariali ed il peggioramento delle condizioni di lavoro lo scopo della legge è ovvio impedire ogni molto estesa risposta di classe.

In cima a tutto ciò, ogni sciopero programmato dovrebbe dare ai datori di lavoro 14 giorni di preavviso (attualmente è di 7 giorni) ed ai datori di lavoro sarebbe permesso portare dentro dei lavoratori crumiri (delle agenzie) come copertura. Saranno anche in grado di chiedere un'ingiunzione contro ogni azione di sciopero proposta e persino di citare per danni. L'azione di solidarietà è già proibita, ma questa legge a 6 i picchetti legali con il sindacato che deve nominare un organizzatore di picchetto che dovrà indossare una fascia per indicare chi è, dare il suo nome alla polizia o "a chiunque lo chieda"(!) e portare una lettera del sindacato per dichiarare di essere il rappresentante accreditato del sindacato. Inoltre la polizia dovrà essere informata di ogni altoparlante o striscione che gli scioperanti intendano utilizzare. I sindacati saranno anche obbligati a rivelare cosa intendano dichiarare sui social media. Trascurare di conformarsi ad ognuna di queste può risultare in massicce ammende. E non si dovrebbe dimenticare che, diversamente da molti paesi europei, non vi è nessun reale diritto di sciopero poiché nel Regno Unito gli scioperanti non sono protetti dal licenziamento.

Qualcosa di ciò si trova già di fronte ad opposizione dei padroni preoccupati. David Davies, deputato della destra conservatrice, ha paragonato le clausole sul picchettaggio alle condizioni della Spagna di Franco, mentre un editoriale del Financial Times chiedeva perché i conservatori hanno "attraversato la strada per iniziare un combattimento". Come rilevano, lo scorso anno vi sono stati soltanto 12 scioperi nel manifatturiero e soltanto 788.000 giornate lavorative perdute per scioperi per tutto il 2014 (paragonato ai 13 milioni l'anno durante gli anni '70). Il FT sostiene che la legge "potrebbe finire con il produrre livelli di disordine maggiori".

Falsi amici

Speriamo che abbiano ragione. Questi nemici della nostra classe sono ovvi, ma abbiamo falsi amici in grande quantità che pretendono di lottare nel nostro interesse. I lavoratori possono difendersi soltanto quando agiscono e lottano per proprio conto. Ciò è contestato da molti a sinistra che credono che la semplice appartenenza ai sindacati sia la chiave per vincere ogni lotta. La verità è che oggi i sindacati esistono soltanto per negoziare con i capitalisti i termini della vendita del lavoro salariato. Nella migliore delle ipotesi hanno successo soltanto quando il mercato del lavoro è saldo. In periodi come ora nei quali la deindustrializzazione e la sostituzione di lavoratori a tempo indeterminato con precari hanno indebolito la coesione sociale della classe lavoratrice sono in gran parte impotenti. I conservatori sono fiduciosi nel fare approvare questa legislazione anti-sciopero in parte perché oggi soltanto un quarto della forza lavoro è nei sindacati ma anche perché il desiderio di classe per la lotta e così basso. Ma una volta che la classe lavoratrice si rianima e comincia a contrattaccare troverà, come hanno trovato i lavoratori del passato, che i sindacati sono lì per mettere un freno alla lotta per impedirle di assumere uno scopo politico più ampio che una semplice disputa  su salari e condizioni.

Questo non è nulla di nuovo. Alla fine della Prima Guerra Mondiale, durante un'ondata rivoluzionaria che percorreva il mondo rapidamente, anche i lavoratori in Gran Bretagna lottavano in modo militante per un'esistenza migliore. Tuttavia posero la loro fiducia nella Triplice Alleanza di 3 grandi sindacati che avevano sufficiente potere collettivo per mettere in ginocchio il governo. Inviarono una delegazione a Lloyd George che raccontò loro che se attuavano la loro minaccia di scioperare avrebbero vinto ma questo avrebbe "fatto precipitare in una crisi costituzionale di primo grado" e che avrebbero dovuto rilevare la direzione del paese. La sua domanda finale fu: "Siete pronti"? Uno di coloro nella delegazione sindacale, Robert Smillie, disse a Nye Bevan che "Da quel momento in poi eravamo sconfitti". Il leader dei Tory, Bonar Law, riassunse:

"L'organizzazione sindacale era l'unica cosa tra noi e l'anarchia e se l'organizzazione sindacale era contro di noi la posizione sarebbe stata disperata".

Una prestazione ripetuta nello sciopero generale del 1926 chiarì che i sindacati erano integrati nell'apparato dello stato capitalista. Ora "(Buone) relazioni industriali" rimpiazzava la lotta per un livello di vita decente per quanto i sindacati erano interessati.

Da allora i sindacati hanno agito come uno strato supplementare di amministrazione, creando massicce burocrazie e proteggendo i robusti stipendi dei loro funzionari. Anche ai sensi della legge com'è ora, quando i lavoratori votano per uno sciopero soltanto 1 su 5 ha luogo effettivamente. Generalmente i sindacati preferiscono fare compromessi piuttosto che rischiare i loro finanziamenti ed investimenti nella lotta.

L'unica alternativa

Il disegno di legge sindacale riguarda anche la lotta tra due settori della classe dominante britannica. Le clausole supplementari che i Tory hanno aggiunto per rendere più difficile per i sindacati sostenere un Partito Laburista già a corto di soldi potrebbe far sembrare come se i laburisti rappresentassero in qualche modo la classe lavoratrice. Ma anche i governi laburisti hanno cercato di utilizzare la legge per frenare gli scioperi (lontano addietro nel '74 Barbara Castle fece proprio questo e nel 1911 Arthur Henderson ed altri 4 deputati laburisti cercarono di ottenere approvata una legge con la quale doveva darsi un mese di preavviso per gli scioperi prima che potessero andare avanti). Il 'movimento laburista' ha una lunga storia di cercare di controllare la lotta di classe. I laburisti hanno utilizzato le truppe contro gli scioperanti molte più volte dei conservatori. Anche l'argomento che stare in un sindacato può dare fiducia ai lavoratori per contrattaccare senza paura di vittimizzazione individuale è una sciocchezza poiché ciò è a spese dei membri del sindacato che difficilmente sanno cosa sta facendo questo in loro nome. Inoltre, i sindacati non uniscono la classe lavoratrice la dividono settore per settore. I sindacati non hanno bisogno della legislazione governativa prima di opporsi all'azione di solidarietà. Lo fanno da anni. Anche l'ultima giornata di sciopero di luglio è stata trasformata in una protesta rituale piuttosto che in una prova di reale contrattacco. E la classe lavoratrice è divisa esattamente come ci vuole il capitalismo.

L'unica risposta della TUC all'ultimo disegno di legge anti-sciopero è la richiesta che un gruppo di pressione debba andare il giorno prima in parlamento (2 novembre). Ha emanato speciali istruzioni su come fare pressione. Questo al massimo otterrà alcune concessioni minori che la TUC ostenterà come una specie di successo ma che non cambia molto per gli stessi sindacati. Quello che la legge non contempla è l'azione al di fuori e contro il sindacato. I lavoratori che intraprendono scioperi a gatto selvaggio (come teme il Financial Times) e che vanno oltre i confini sindacali, dando solidarietà sulle linee di picchetto, organizzando assemblee di massa di lavoratori per eleggere delegati revocabili a comitati di sciopero allo scopo di organizzare una reale resistenza hanno una possibilità molto migliore di combattere l'austerità della sciarada attuale. Al momento tra i lavoratori non vi è molta fiducia per intraprendere questi passi e molti noteranno le divisioni nelle nostre fila (come quelle tra precari, temporanei ed a tempo pieno per cominciare) ma l'austerità non andrà via. A qualche punto arriverà un nuovo momento "poll tax" che colpisce allo stesso un sufficiente numero di noi (l'arroganza della classe dominante con conosce limiti) e quindi saremo in grado di imbarcare le lezioni delle lotte del passato come hanno fatto all'inizio di quest'anno i lavoratori delle telecomunicazioni in Spagna. Non abbiamo nulla -da perdere eccetto i debiti che ci incatenano al capitalismo. Un altro mondo è possibile.

Sabato, 17 ottobre 2015