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Esattamente dieci anni fa l'Argentina subì un crollo
finanziario e statale totale. Quello fu il risultato finale di più
di un decennio dove venne fatto esattamente ciò che ci dissero di
fare il FMI, i banchieri internazionali, le agenzie di rating e gli
"esperti" globali.
L'allora presidente
Fernando de la Rúa continuò ad applicare proprio fino all'ultimo minuto
tutte le ricette del FMI, facendoci ingoiare i suoi velenosi
"farmaci".
E' tutto cominciato a diventare veramente preoccupante
all'inizio del 2001 quando
De la Rúa non potè più servire il "debito sovrano" dell'Argentina anche dopo
avere
spinto il paese in piena modalità "deficit zero", tagliando
spese, posti di lavoro, sanità, istruzione e servizi pubblici
fondamentali.
Per marzo del 2001, aveva riportato
Domingo Cavallo come ministro delle finanze, un posto che Cavallo
aveva già detenuto per sei anni negli anni novanta sotto
l'allora presidente
Carlos Menem, imponendo le feroci politiche di deregolamentazione e
privatizzazione del FMI che hanno indebolito lo stato e portato
diritto al collasso del 2001.
Bene, non fu realmente
De la Rúa a riportare Cavallo, ma piuttosto furono David
Rockefeller (JPMorgan Chase) e William Rhodes (CitiCorp), che
vennero personalmente a Buenos Aires a dire/ordinare al presidente De la Rúa
di nominare Cavallo... o altrimenti!
Così, per giugno del 2001,
Cavallo – membro della Commissione Trilaterale e
protetto di
Soros-Rockefeller-Rhodes
– cercò di alleviare un default progettando un nuovo
mega-swap dei titoli del debito sovrano che incrementò il debito pubblico di
$51 miliardi, ma non prevenne quel dicembre il crollo totale.
Quindi che cosa?
De la Rúa e Cavallo
protessero i banchieri, evitando una corsa massiccia agli
sportelli di tutte le banche congelando tutti i depositi bancari. Lo
chiamarono
“Corralito”
– "la greppia" – per mezzo del quale
i correntisti potevano ritirare soltanto 250 pesos a settimana
(allora equivalenti a $250; dopo la svalutazione del 2002, pari a
$75).
L'economia dell'Argentina per poco non crollò: la gente scese
nelle strade battendo batterie da cucina, gridando ed urlando,
chiamando tutti i banchieri 'ladri, criminali, imbroglioni,
truffatori e rapinatori' ma... i cancelli di bronzo delle grandi
megabanche rimasero tutti saldamente chiusi. Nessuno riottenne il
proprio denaro.
Metà dei depositi bancari erano in dollari. Ancora, nessuno
ebbe indietro i suoi dollari, ma soltanto tanti pesos come
era stato imposto ad un tasso di cambio fraudolento
dopo la svalutazione ed il cosiddetto Consiglio della Valuta della
"convertibilità" dell'Argentina che Cavallo aveva imposto un
decennio prima agganciando il peso al dollaro ad una irrealistica
parità uno ad uno fu abbandonato.
Chiaramente questa è stata una rapina orchestrata dai
banchieri, appoggiata dal governo, dei beni e dei risparmi di 40
milioni di argentini. Metà della nostra popolazione cadde
velocemente sotto la soglia di povertà, nel 2002 il PIL si contrasse
di quasi il 40%, milioni persero il posto di lavoro, i loro
risparmi, la loro casa per i sequestri, il loro sostentamento e
tuttavia... non una singola banca chiuse o crollo!
In mezzo a tumulti a
Buenos Aires e nelle principali città ed alla brutale repressione della
polizia che lasciò nelle strade 30 morti,
De la Rúa salì a bordo del suo elicottero sul tetto del palazzo
presidenziale della
“Casa Rosada” ed abbandonò la nave. Quell'ultima settimana del
dicembre 2001, passarono quattro presidenti di seguito finché alla
fine i banchieri, i media ed i Dipartimenti di Stato e
del Tesoro USA accettarono come presidente provvisorio
Eduardo Duhalde. Egli alla fine nominò ministro delle finanze
Roberto Lavagna, membro fondatore del locale CARI, il Consiglio Argentino
per le Relazioni Estere, che è la sezione locale del CFR di
New York.
L'Argentina è stata usata dall'elite del potere globale come un
banco di prova per imparare come un crollo finanziario, monetario,
bancario ed economico su scala totale possa essere controllato e le
sue conseguenze sociali adeguatamente ideate per assicurare che, con
il tempo: (a) i banchieri ne escano indenni, (b) che sia
reinstallato l'"ordine democratico" e che il nuovo governo imponga
un altro mega-swap del debito sovrano, tenga in equilibrio i suoi
numeri e calmi il popolo (o altrimenti!) e (c) metta grandi sorrisi
sui volti dei banchieri...Affari come al solito!
Le lezioni apprese in Argentina nel 2001/3 vengono oggi
utilizzate in Grecia, Irlanda, Spagna, Italia, Islanda, nel Regno
Unito e negli USA.
Così, dimostranti di
“Occupy Wall Street”, prestatemi ascolto! Non avete
una possibilità! I padroni globali del denaro hanno già
compiuto il loro esercizio di gioco di guerra finanziario in
Argentina.
Ad un certo punto è andata così male che il giornalista del
New York Times
Larry Rohter (più tardi accusato dal governo brasiliano di avere legami con
la CIA) ha avuto la sfacciataggine di suggerire lo
smembramento territoriale dell'Argentina per "risolvere" la nostra
crisi del debito. Il titolo del suo perverso articolo, pubblicato il
27 agosto 2002, diceva tutto: "In Argentina alcuni vedono la
secessione come la risposta al pericolo economico", prendendo di
mira specificamente la nostra regione ricca di risorse della
Patagonia...
Quindi, l'elite del potere globale ebbe finalmente il suo uomo
quando
Néstor Kirchner divenne presidente nel maggio del 2003. Kirchner
trattenne il ministero delle finanze, Lavagna, architetto ancora un
altro
mega-swap del debito sovrano che si estende per 42 anni nel
futuro (!); ha pagato al FMI il totale ammontare che pretendeva di
$10 miliardi (in contanti, in dollari e con nessuna deduzione; cioè,
assolutamente lo status di creditore più favorito!) non ottenendo
nulla in cambio; ha ulteriormente indebolito le forze armate
argentine, semplificato l'istruzione, i media e la cultura e finito
imponendo come successore la moglie Cristina.
Chiaramente sono state apprese molte lezioni dall'"esperienza
argentina", che vengono così pratiche quando oggi si
tratta con quei rumorosi, più poveri europei.
Così, un decennio avanti.... c'è qualcuno per un tango?
Adrian Salbuchi per RT
Adrian Salbuchi
è un analista politico, scrittore, oratore e commentatore radio/TV
in
Argentina.
www.asalbuchi.com.ar
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