Russia Today

 

Lezioni di tango dall'Argentina: la volta dell'Europa per la danza macabra finanziaria?

Pubblicato: 19 dicembre 2011, 05:05
Revisionato: 19 dicembre 2011, 16:55

 

Esattamente dieci anni fa l'Argentina subì un crollo finanziario e statale totale. Quello fu il risultato finale di più di un decennio dove venne fatto esattamente ciò che ci dissero di fare il FMI, i banchieri internazionali, le agenzie di rating e gli "esperti" globali.

L'allora presidente Fernando de la Rúa continuò ad applicare proprio fino all'ultimo minuto tutte le ricette del FMI, facendoci ingoiare i suoi velenosi "farmaci".

E' tutto cominciato a diventare veramente preoccupante all'inizio del 2001 quando De la Rúa non potè più servire il "debito sovrano" dell'Argentina anche dopo avere spinto il paese in piena modalità "deficit zero", tagliando spese, posti di lavoro, sanità, istruzione e servizi pubblici fondamentali.

Per marzo del 2001, aveva riportato Domingo Cavallo come ministro delle finanze, un posto che Cavallo aveva già detenuto per sei anni negli anni novanta sotto l'allora presidente Carlos Menem, imponendo le feroci politiche di deregolamentazione e privatizzazione del FMI che hanno indebolito lo stato e portato diritto al collasso del 2001.

Bene, non fu realmente De la Rúa a riportare Cavallo, ma piuttosto furono David Rockefeller (JPMorgan Chase) e William Rhodes (CitiCorp), che vennero personalmente a Buenos Aires a dire/ordinare al presidente De la Rúa di nominare Cavallo... o altrimenti!

Così, per giugno del 2001, Cavallo – membro della Commissione Trilaterale e protetto di Soros-Rockefeller-Rhodes cercò di alleviare un default progettando un nuovo mega-swap dei titoli del debito sovrano che incrementò il debito pubblico di $51 miliardi, ma non prevenne quel dicembre il crollo totale.

Quindi che cosa? De la Rúa e Cavallo protessero i banchieri,  evitando una corsa massiccia agli sportelli di tutte le banche congelando tutti i depositi bancari. Lo chiamarono Corralito” – "la greppia" – per mezzo del quale i correntisti potevano ritirare soltanto 250 pesos a settimana (allora equivalenti a $250; dopo la svalutazione del 2002, pari a $75).

L'economia dell'Argentina per poco non crollò: la gente scese nelle strade battendo batterie da cucina, gridando ed urlando, chiamando tutti i banchieri 'ladri, criminali, imbroglioni, truffatori e rapinatori' ma... i cancelli di bronzo delle grandi megabanche rimasero tutti saldamente chiusi. Nessuno riottenne il proprio denaro.

Metà dei depositi bancari erano in dollari. Ancora, nessuno ebbe indietro i suoi dollari, ma soltanto tanti pesos come era stato imposto ad un tasso di cambio fraudolento dopo la svalutazione ed il cosiddetto Consiglio della Valuta della "convertibilità" dell'Argentina che Cavallo aveva imposto un decennio prima agganciando il peso al dollaro ad una irrealistica parità uno ad uno fu abbandonato.

Chiaramente questa è stata una rapina orchestrata dai banchieri, appoggiata dal governo, dei beni e dei risparmi di 40 milioni di argentini. Metà della nostra popolazione cadde velocemente sotto la soglia di povertà, nel 2002 il PIL si contrasse di quasi il 40%, milioni persero il posto di lavoro, i loro risparmi, la loro casa per i sequestri, il loro sostentamento e tuttavia... non una singola banca chiuse o crollo! 

In mezzo a tumulti a Buenos Aires e nelle principali città ed alla brutale repressione della polizia che lasciò nelle strade 30 morti, De la Rúa salì a bordo del suo elicottero sul tetto del palazzo presidenziale della “Casa Rosada”  ed abbandonò la nave. Quell'ultima settimana del dicembre 2001, passarono quattro presidenti di seguito finché alla fine i banchieri, i media ed i Dipartimenti di Stato e del Tesoro USA accettarono come presidente provvisorio Eduardo Duhalde. Egli alla fine nominò ministro delle finanze Roberto Lavagna, membro fondatore del locale CARI, il Consiglio Argentino per le Relazioni Estere, che è la sezione locale del CFR di New York.

L'Argentina è stata usata dall'elite del potere globale come un banco di prova per imparare come un crollo finanziario, monetario, bancario ed economico su scala totale possa essere controllato e le sue conseguenze sociali adeguatamente ideate per assicurare che, con il tempo: (a) i banchieri ne escano indenni, (b) che sia reinstallato l'"ordine democratico" e che il nuovo governo imponga un altro mega-swap del debito sovrano, tenga in equilibrio i suoi numeri e calmi il popolo (o altrimenti!) e (c) metta grandi sorrisi sui volti dei banchieri...Affari come al solito!

Le lezioni apprese in Argentina nel 2001/3 vengono oggi utilizzate in Grecia, Irlanda, Spagna, Italia, Islanda, nel Regno Unito e negli USA.

Così, dimostranti di “Occupy Wall Street”, prestatemi ascolto! Non avete una possibilità! I padroni globali del denaro hanno già compiuto il loro esercizio di gioco di guerra finanziario in Argentina.

Ad un certo punto è andata così male che il giornalista del New York Times Larry Rohter (più tardi accusato dal governo brasiliano di avere legami con la CIA) ha avuto la sfacciataggine di suggerire lo smembramento territoriale dell'Argentina per "risolvere" la nostra crisi del debito. Il titolo del suo perverso articolo, pubblicato il 27 agosto 2002, diceva tutto: "In Argentina alcuni vedono la secessione come la risposta al pericolo economico", prendendo di mira specificamente la nostra regione ricca di risorse della Patagonia...

Quindi, l'elite del potere globale ebbe finalmente il suo uomo quando Néstor Kirchner divenne presidente nel maggio del 2003. Kirchner trattenne il ministero delle finanze, Lavagna, architetto ancora un altro mega-swap del debito sovrano che si estende per 42 anni nel futuro (!); ha pagato al FMI il totale ammontare che pretendeva di $10 miliardi (in contanti, in dollari e con nessuna deduzione; cioè, assolutamente lo status di creditore più favorito!) non ottenendo nulla in cambio; ha ulteriormente indebolito le forze armate argentine, semplificato l'istruzione, i media e la cultura e finito imponendo come successore la moglie Cristina.

Chiaramente sono state apprese molte lezioni dall'"esperienza argentina", che vengono così pratiche quando oggi si tratta con quei rumorosi, più poveri europei.

Così, un decennio avanti.... c'è qualcuno per un tango?

Adrian Salbuchi per RT

­Adrian Salbuchi è un analista politico, scrittore, oratore e commentatore radio/TV  in Argentina. www.asalbuchi.com.ar