Il rapporto della Lega Araba fornisce le prove

che CIA, MI6, Mossad sono dietro alle violenze in Siria

Kurt Nimmo
Infowars.com
7
febbraio 2012

 

Estratti dal rapporto degli osservatori della Lega Araba sulla Siria chiariscono che i media di regime raccontano soltanto parte della storia ed esagerano la violenza del governo al-Assad e dei suoi poliziotti e militari.

Il rapporto menziona una "entità armata" che sta uccidendo civili e poliziotti e conducendo attacchi terroristici che prendono di mira civili innocenti. Le vittime di questi attacchi vengono attribuiti al governo al-Assad ed utilizzati per costruire un caso contro la Siria alle Nazioni Unite.

Secondo il rapporto della Lega Araba, l'"Esercito della Siria Libera" e "gruppi di opposizione armati" sono responsabili per molte delle uccisioni.

In gennaio, è stato riportato che il MI6, la CIA e le SAS britanniche sono in Siria per operare con l'Esercito della Siria Libera ed il Consiglio Nazionale Siriano per rovesciare il regime al-Assad. L'Esercito della Siria Libera è ampiamente riconosciuto come una creazione della NATO. E' formato in gran parte di militanti della Fratellanza Musulmana essa stessa una risorsa dell'intelligence britannico  ed è finanziata, appoggiata ed armata da Stati Uniti, Israele e Turchia.

Il rapporto presta fede ai rapporti archiviati in novembre dello scorso anno dal giornalista Webster Tarpley, che ha visitato il paese mediorientale.

"Quello che i siriani comuni di tutti i gruppi etnici affermano su questo è che vengono colpiti da cecchini. La gente si è lamentata che vi siano dei cecchini terroristi che sparano ai civili, terrorismo cieco semplicemente allo scopo di destabilizzare il paese. Non chiamerei questo guerra civile è un termine molto ingannevole. Ciò di cui ci stiamo occupando qui sono squadre della morte, stiamo trattando di commando terroristi; questo è un metodo tipico della CIA. In questo caso una produzione congiunta di, CIA, MI6, Mossad, con denaro proveniente dall'Arabia Saudita, dagli Emirati Arabi Uniti e dal Qatar", ha raccontato Tarpley a RT.

Tarpley ha affermato che gli Stati Uniti stanno spingendo avanti un "modello fallito di rivoluzione colorata, sostenuto da gruppi terroristici gente di al Qaeda e della Fratellanza Musulmana" e che l'obiettivo è "frantumare il Medio Oriente secondo linee etniche".

Degli estratti dal rapporto degli osservatori della Lega Araba chiariscono "che vi è violenza assai diffusa da entrambe le parti, ma che l'opposizione ed i mass media occidentali hanno esagerato la violenza e le vittime inflitte dalle forze governative" scrive Nicolas Davies per il blog War Is A Crime, precedentemente After Downing Street.

"L'ONU ha cessato di accettare le cifre delle vittime pretese dall'opposizione e ha congelato la sua stima "ufficiale di morti civili a 5.400 senza riconoscere che questo potrebbe già essere altamente esagerato", spiega Davies. "Questo non è ancora un bagno di sangue sulla scala della Libia, dove persino il nuovo governo ammette che almeno 25.000 persone sono morte nella guerra condotta dalla NATO. Tuttavia la Siria potrebbe seguire il modello della Libia, se la NATO ed il GCC continuano a fornire armi ed addestramento militare all'Esercito della Siria Libera e sono disposti ad aumentarli con forze speciali sul terreno e sempre che l'ONU approvi una no-fly zone per fornire la copertura per altri 9.700 attacchi aerei".

I media di regime pongono il numero dei morti tra 1.000 e 5.000. La Corte Penale Internazionale, Hisham Abu Hajer (dei "ribelli" libici", in altre parole al Qaeda), la Pravda ed altre fonti pongono il numero tra 50,000 e 100.000. Tarpley ha stimato il numero in 150.000, una cifra incredibile per una popolazione di appena sotto i sei milioni e mezzo di persone.

Seguono degli estratti pertinenti dal Rapporto del Capo della Missione degli Osservatori degli Stati della Lega Araba in Siria dal 24 dicembre 2011 al 18 gennaio 2012:

"La Missione ha determinato che vi è un'entità armata che nel protocollo non viene menzionata. Questo sviluppo sul terreno può indubbiamente essere attribuito all'eccessivo uso della forza da parte del governo siriano in risposta a delle proteste che sono avvenute prima dello spiegamento della Missione richiedendo la caduta del regime. In alcune zone, questa entità armata ha reagito attaccando le forze di sicurezza ed i cittadini siriani, inducendo il governo a rispondere con ulteriore violenza. Alla fine, i cittadini innocenti pagano il prezzo di queste azioni con la vita e le ferite.

A Homs, Idlib e Hama, la Missione degli Osservatori è stata testimone di atti di violenza commesse contro le forze governative ed i civili che sono risultate in diversi morti e feriti. Esempi di questi atti comprendono il bombardamento di un autobus civile, che ha ucciso otto persone e ne ha ferite altre, comprese donne e bambini, e l'attentato ad un treno che portava nafta. In un altro incidente a Homs, è stato fatto saltare in aria un autobus della polizia, uccidendo due poliziotti. Sono stati bombardati anche una conduttura di carburante ed alcuni piccoli ponti.

28. La Missione ha notato che molte parti hanno falsamente riferito che erano avvenute in diverse località delle esplosioni o delle violenze. Quando gli osservatori sono andati in quelle località, hanno scoperto che quei rapporti erano infondati.

29. La Missione ha pure osservato che, secondo le sue squadre sul campo, i media hanno esagerato la natura degli incidenti ed il numero di persone uccise negli incidenti e nelle proteste in certe città.

Secondo i loro rapporti ed informazioni più recenti al Capo della Missione il 17 gennaio 2012 in preparazione per questo rapporto, i capisquadra in diversi luoghi sono stati testimoni di dimostrazioni pacifiche sia di sostenitori del governo che dell'opposizione. Nessuna di queste dimostrazioni è stata interrotta, eccetto che per alcuni scontri minori con la Missione e tra lealisti ed opposizione. Dall'ultima presentazione davanti alla Commissione Ministeriale Araba sulla Situazione in Siria alla sua riunione dell'8 gennaio 2012 questi non sono risultati in fatalità.

Alcuni osservatori sono venuti meno ai loro doveri e hanno rotto il giuramento che avevano preso. Hanno preso contatto con dei funzionari dei loro paesi e dato loro resoconti esagerati degli eventi. Conseguentemente, quei funzionari hanno sviluppato un quadro squallido ed infondato della situazione.

Il pubblico arabo e straniero di certe organizzazioni dei media ha messo in dubbio la credibilità della Missione perché quelle organizzazioni utilizzano i media per distorcere i fatti. Sarà difficile superare questo problema, a meno che vi sia appoggio politico e dei media per la Missione e il suo mandato. E' soltanto naturale che debbano avvenire alcuni episodi negativi mentre conduce le sue attività perché tali episodi avvengono naturalmente in simili missioni.

75. Recentemente, vi sono stati degli avvenimenti che potrebbero allargare il divario ed incrementare l'accanimento tra le parti. Questi incidenti possono avere gravi conseguenze e portare alla perdita di vite e di proprietà. Tali incidenti comprendono gli attentati a edifici, a treni che trasportano carburante, a veicoli che trasportano nafta ed esplosioni che hanno preso di mira la polizia, membri dei media e condutture di carburante. Alcuni di quegli attacchi sono stati eseguiti dall'Esercito della Siria Libera ed alcuni da altri gruppi di opposizione armata.

Dalla sua costituzione, gli atteggiamenti verso la Missione sono stati caratterizzati da falsità o, parlando più in generale, dalla mancanza di serietà. Prima che cominciasse ad eseguire il proprio mandato e persino prima che fossero arrivati i suoi membri, la Missione è stata il bersaglio di una immorale campagna diretta contro la Lega degli Stati Arabi ed il Capo della Missione, una campagna che è aumentata d'intensità dopo lo spiegamento degli osservatori. La Missione manca ancora dell'appoggio politico e dei media di cui ha bisogno allo scopo di adempiere al proprio mandato. Se il suo mandato dovesse essere esteso, gli obiettivi prefissi nel Protocollo non saranno raggiunti a meno che tale appoggio venga fornito e la Missione riceva il sostegno di cui ha bisogno per assicurare il successo della soluzione araba".