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Le Tesi di Aprile di Lenin

di Deirdre Griswold postato il 19 aprile 2017

Condensato da un discorso di Deirdre Griswold, redattore capo di Workers World, alla riunione del WWP del 6 aprile a New York.

 

In Russia nel 1917 vi furono due rivoluzioni. La prima è stata chiamata la Rivoluzione di Febbraio e la seconda la Rivoluzione d'Ottobre, sebbene secondo il nostro calendario la data cada il 7 novembre.

Tra febbraio ed ottobre 1917 in Russia vi fu un periodo straordinario, durante il quale le grandi masse del popolo si resero conto della possibilità che potevano cambiare fondamentalmente le condizioni della loro vita.

La prima rivoluzione in febbraio cominciò con un'enorme manifestazione di lavoratrici tessili che scioperarono nella Giornata Internazionale delle Donne. Entro settimane, il popolo rovesciò lo zar ed introdusse in un periodo di democrazia. Nel corso degli otto mesi successivi, milioni divennero attivi in organizzazioni che avrebbero foggiato il futuro del paese. Furono chiamate soviet, che è il termine russo per consigli del popolo. Potremmo chiamarli assemblee del popolo. Vi furono soviet di lavoratori, contadini, soldati e marinai.

I soviet erano sia un'arena per il dibattito politico che un luogo dove la gente poteva esprimere il proprio voto democratico e tentare di attuare quello per cui aveva votato.

Cosa portò il popolo ad un ardente desiderio di cambiamento?

In primo luogo furono le terribili condizioni di sfruttamento, nei luoghi di lavoro e sulla terra. Poi vi era la brutale oppressione del regime zarista e della sua polizia segreta.

Ma, in cima a tutto ciò, che continuava da anni, vi era un nuovo, enorme fattore: la guerra.

Le classi dominanti russe entrarono nella I Guerra Mondiale per gli stessi motivi delle altre potenze capitaliste: per afferrare per loro stesse territorio e ricchezze. Si attendevano di uscire dalla guerra immensamente ingrassate prendendo il controllo di risorse e di terra dalla parte perdente. Il loro nemico principale era la Germania, i cui governanti avevano lo stesso obiettivo.

Ma, naturalmente, non erano i governanti a combattere e morire nella guerra. Erano gli operai ed i contadini e morirono a milioni.

All'epoca vi era in Europa una Internazionale Socialista, formata da partiti di tutti i diversi paesi. Prima che la guerra iniziasse, questi partiti socialisti si erano incontrati diverse volte ed approvato delle risoluzioni opponendosi alla prossima guerra.

Il 'patriottismo' imperialista

Ma , quando la guerra arrivò, quasi tutti questi partiti socialisti capitolarono sotto la pressione del "patriottismo". Dove avevano deputati eletti nei parlamenti, particolarmente in Germania, Gran Bretagna e Francia, questi deputati votarono per i crediti di guerra vale a dire che votarono per gli immensi finanziamenti alla guerra che i governi richiedevano, sebbene in alcuni di questi partiti la guerra causò delle spaccature.

Quello che seguì furono quattro anni del più grande massacro che l'Europa avesse mai visto, con 17 milioni di morti e 20 milioni di feriti, tutto a vantaggio delle classi dominanti.

Ma vi era un piccolo gruppo di socialisti europei che nel 1914 si erano rifiutati di sostenere questa guerra inter-imperialista. Il personaggio di primo piano in esso era Vladimir Lenin, capo del Partito Socialdemocratico di Russia, noto come i bolscevichi.

L'opposizione dei bolscevichi alla guerra significò carcere o esilio per molti dei leader. Ma, mentre la guerra si trascinava, aggravando la miseria del popolo, il Partito Bolscevico conquisto il rispetto per la sua posizione di principio.

Per il 1917, il popolo della Russia e specialmente i soldati era diventato completamente anti-guerra. Dopo che nella rivoluzione di febbraio venne proclamata la democrazia, il popolo sperava e si aspettava che la Russia si sarebbe tirata fuori dal sanguinoso conflitto che ancora infuriava in Europa. Ma il governo che assunse la direzione, diretto da Alexander Kerensky, era debole. Rimase in guerra e diventò sempre più impopolare.

Era questa la situazione quando, all'inizio di aprile 1917, Lenin ritornò dall'esilio in Svizzera. Fu in grado di ritornare negoziando con la Germania, che gli permise di attraversare la Germania in treno sigillato in modo che non vi fosse nessuna possibilità che agitasse la popolazione contro la guerra.

Non appena arrivò in Russia, il 4 aprile pronunciò immediatamente un discorso alla Conferenza di Tutti i Soviet dei Deputati degli Operai e dei Soldati della Russia. Esso fu quindi pubblicato nel quotidiano del partito, Pravda.

Lenin disse esplicitamente in dettaglio cosa doveva fare esattamente il partito:

'Le Tesi di Aprile'

“1) Nel nostro atteggiamento contro la guerra, che sotto il nuovo governo [provvisorio] di Lvov e Co. resta indiscutibilmente da parte della Russia una guerra predatoria a causa della natura imperialista di questo governo, non è ammissibile la minima concessione al 'difensismo rivoluzionario'. ...

Considerata l'indubbia onestà di quegli ampi settori dei sostenitori di massa del difensismo rivoluzionario che accettano la guerra soltanto come una necessità e non come mezzo di conquista, considerato il fatto che vengono ingannati dalla borghesia, è necessario con particolare accuratezza, tenacia e pazienza spiegare loro il loro errore, spiegare l'inseparabile connessione esistente tra capitale e guerra imperialista e provare che senza rovesciare il capitale è impossibile porre fine alla guerra con una pace veramente democratica, una pace non imposta dalla violenza. ...

“2) La caratteristica specifica dell'attuale situazione in Russia è che il paese sta passando dal primo stadio della rivoluzione che, a causa dell'insufficiente coscienza di classe ed organizzazione del proletariato, ha messo il potere nelle mani della borghesia al suo secondo stadio, che deve mettere il potere nelle mani del proletariato e dei settori più poveri dei contadini.

"Questa transizione è caratterizzata, da una parte, da un massimo di diritti legalmente riconosciuti (ora la Russia è il paese più libero di tutti i paesi belligeranti al mondo); dall'altra, dall'assenza di violenza verso le masse e, infine, dalla loro fiducia irrazionale nel governo dei capitalisti, questi peggiori nemici della pace e del socialismo.

"Questa situazione peculiare ci richiede la capacità di adattarci alle speciali condizioni del lavoro di partito tra grandi masse senza precedenti di proletari che si sono appena svegliate per la vita politica.

“3) Nessun sostegno al Governo Provvisorio; la falsità assoluta di tutte le sue promesse dovrebbe essere chiarita, particolarmente di quelle relative alla rinuncia ad annessioni. Esposizione invece della 'richiesta' inammissibile, generatrice di illusioni che questo governo, un governo di capitalisti, dovrebbe cessare di essere un governo imperialista.

“4) Riconoscimento del fatto che nella maggior parte dei Soviet dei Deputati dei Lavoratori il nostro partito è in minoranza, una piccola minoranza finora, in confronto ad un blocco di tutti gli elementi opportunisti della piccola borghesia. ... che hanno ceduto all'influenza della borghesia e diffuso questa influenza tra il proletariato.

"Alle masse deve essere fatto capire che i Soviet dei Deputati dei Lavoratori sono l'unica forma possibile di governo rivoluzionario e che quindi il nostro compito è, fino a che questo governo cede all'influenza della borghesia, di presentare una pazienta, sistematica e persistente spiegazione degli errori delle loro tattiche, una spiegazione adattata specialmente alle necessità pratiche delle masse. ...

“5) Non una repubblica parlamentare ritornare dai Soviet dei Deputati dei Lavoratori ad una repubblica parlamentare sarebbe un passo all'indietro ma una repubblica dei Soviet dei Deputati degli Operai, dei Lavoratori Agricoli e dei Contadini per tutto il paese, da cima a fondo.

"Abolizione della polizia, dell'esercito e della burocrazia.

"Gli stipendi di tutti i funzionari, i quali tutti sono elettivi e destituibili in ogni momento, non deve superare il salario medio di un operaio qualificato.

“6) Il peso dell'enfasi sul programma agrario deve essere fatto ricadere sui Soviet dei Deputati dei Lavoratori Agricoli.

"Confisca di tutte le proprietà terriere.

"Nazionalizzazione di tutte le terre del paese, della terra devono disporre i locali Soviet dei Deputati dei Lavoratori Agricoli e dei Contadini. L'organizzazione di separati Soviet dei Deputati dei Contadini Poveri. L'istituzione di una fattoria modello in ciascuna delle grandi proprietà terriere. ...

“7) L'unione immediata di tutte le banche del paese in una singola banca nazionale e l'istituzione del controllo su di essa da parte del Soviet dei Deputati dei Lavoratori. ...

“8) Il nostro compito immediato non è di "introdurre" il socialismo, ma soltanto di portare immediatamente la produzione sociale e la distribuzione dei prodotti sotto il controllo dei Soviet dei Deputati dei Lavoratori.

"Adunare un nuovo congresso del partito e cambiare il programma per includere i punti di cui sopra.

"Cambiare il nome del partito: Invece che 'Socialdemocrazia', i cui leader ufficiali dovunque nel mondo hanno tradito il socialismo e disertato per la borghesia, dobbiamo chiamarci il Partito Comunista".

Bene. E' questo il programma per una reale rivoluzione.

Oggi noi studiamo questi punti non perché sono un piano eterno per un programma rivoluzionario. Niente affatto.

Non vi è affatto un piano simile. Sopra di tutto il marxismo riconosce che tutto è un processo di cambiamento, di venire in essere e di svanire. Dobbiamo analizzare quella che è la realtà attuale e basare su questa il nostro programma.

Lo stesso Lenin aggiornava costantemente la sua analisi su ciò che si doveva fare. Quando pronunciò il 4 aprile il suo discorso, molti dei leader del proprio partito.

Infatti, uno dei suoi punti di differenza con Leon Trotsky già nel 1905 era stato su quali avrebbero dovuto essere i vari stadi del processo rivoluzionario in Russia. A quel tempo, Lenin aveva ritenuto necessario per la Russia attraversare un periodo di sviluppo borghese, capitalista prima che la classe operaia ed i contadini poveri potessero pensare di prendere il potere e riorganizzare la società su base socialista.

La guerra cambiò tutto

Ma la guerra aveva cambiato tutto. Quando Lenin presentò le "Tesi di Aprile" erano due mesi dopo il rovesciamento dello zar e la costituzione di un governo democratico democratico nella forma, ma ancora dominato dalla borghesia capitalista. In quei due mesi, i democratici borghesi si erano dimostrati incapaci di portare la Russia fuori dalla guerra, incapaci di smantellare le proprietà terriere, incapaci di riorganizzare l'economia ed incapaci di istituire un apparato statale forte abbastanza per respingere i tentativi di una controrivoluzione da parte dei monarchici e degli aristocratici.

Tutto ciò richiese una nuova comprensione di quello che si doveva fare.

Dal 1905 Trotsky sosteneva che i lavoratori dovevano prendere il potere in Russia allo scopo di attuare anche le riforme democratiche borghesi. Quindi ora lui e Lenin erano in accordo.

Ma anche Trotsky agli inizi del 1917 aveva cambiato le proprie opinioni. Prima dissentiva completamente da Lenin sulla questione di che genere di partito era necessario per attuare la rivoluzione. Fu conquistato dalle opinioni di Lenin sul bisogno di un partito disciplinato, combattivo basato sul centralismo democratico.

Fu sulla base delle "Tesi di Aprile" che Trotsky ed il suo raggruppamento entrarono a far parte del Partito Bolscevico e giocarono un ruolo importate nel preparare la presa rivoluzionaria del potere in ottobre.

Le masse del popolo, considerate specialmente nei costanti spostamenti alla sinistra dei Soviet, premevano ancora più tenacemente per un cambiamento rivoluzionario che avrebbe portato via il potere ai loro oppressori.

Al tempo il Partito Bolscevico in delle città chiave come Petrograd dovette persino trattenere i lavoratori, in modo che coloro altrove nel paese che erano più lenti a comprendere cosa stava accadendo potessero mettersi in pari ed unirsi al movimento rivoluzionario, cosa che fecero.

Nello studiare il passato, possiamo ottenere una migliore comprensione di quello che è una rivoluzione, di come avviene e, più importante, di come può avere successo.