La finta guerra dell'America in Afghanistan

di F. William Engdahl

Global Research, 22 ottobre 2009

 

Uno degli aspetti più notevoli dell'agenda presidenziale di Obama è come poco qualcuno abbia messo in discussione nei media o altrove perché il Pentagono/Stati Uniti siano affatto impegnati nell'occupazione militare dell'Afghanistan. Vi sono due motivi fondamentali, nessuno dei quali possa essere ammesso apertamente all'intero pubblico.

Dietro tutto l'ingannevole dibattito ufficiale su quante truppe siano necessarie per "vincere" la guerra in Afghanistan, se altre 30.000 siano sufficienti, oppure ne siano necessarie almeno 200.000, lo scopo reale della presenza militare USA in quel paese centroasiatico di capitale importanza viene oscurato.

Anche durante la campagna presidenziale del 2008 il candidato Obama sosteneva che l'Afghanistan e non l'Iraq era dove gli USA devono fare la guerra. La sua ragione? Perché affermava che era dove si era nascosta l'organizzazione al Qaeda e che quella era la "vera" minaccia per la sicurezza nazionale USA. I motivi dietro al coinvolgimento degli USA in Afghanistan sono ben altri.

I militari USA sono in Afghanistan per due ragioni. In primo luogo per ristabilire e controllare la più grande fornitura mondiale di oppio per i mercati mondiali dell'eroina e per utilizzare le droghe come un'arma geopolitica contro i rivali, specialmente la Russia. Questo controllo del mercato della droga afgano è essenziale per la liquidità della fallita e corrotta mafia finanziaria di Wall Street.

La geopolitica dell'oppio afgano

Anche secondo un rapporto ufficiale dell'ONU, in Afghanistan la produzione di oppio è aumentata drammaticamente dal rovesciamento dei talibani nel 2001. I dati dell'UNODC mostrano quantità più grandi di coltivazione del papavero da oppio in ciascuna delle passate quattro stagioni di semina (2004-2007), che in qualunque anno durante il governo talibano. Ora in Afghanistan per l'oppio viene utilizzata più terra che per la coltivazione della coca in America Latina. Nel 2007, il 93% degli oppiacei sul mercato mondiale aveva origine in Afghanistan. Questo non è un caso.

E' stato documentato che Washington ha selezionato il controverso Hamid Karzai, un signore della guerra Pashtun della tribù Popalzai, a lungo al servizio della CIA, lo ha riportato dall'esilio negli USA, ha creato una mitologia da Hollywood intorno alla sua "coraggiosa guida del suo popolo". Secondo fonti afgane, Karzai è oggi il "Padrino" dell'oppio dell'Afghanistan.  Non è un caso evidentemente che era ed è oggi ancora l'uomo preferito da Washington a Kabul. Tuttavia persino con la massiccia compravendita di voti, la frode e l'intimidazione, i giorni di Karzai come presidente potrebbero essere al termine.

Il secondo motivo per il quale i militari USA restano in Afghanistan molto tempo dopo che il mondo ha dimenticato anche chi siano il misterioso Osama bin Laden e la sua presunta organizzazione terroristica al Qaeda o anche se esista, è un pretesto per costruire una forza d'attacco militare USA permanente con una serie di basi aeree permanenti attraverso l'Afghanistan. Lo scopo di quelle basi non è di sradicare nessuna cellula di al Qaeda che possa essere sopravvissuta nelle caverne di Tora Bora o di sradicare dei mitici "talibani" che a questo punto, secondo rapporti di testimoni oculari, sono costituiti in maniera schiacciante da comuni locali afgani che combattono per liberare ancora una volta la loro terra  da eserciti occupanti come fecero negli anni '80 contro i russi.

Lo scopo delle basi USA in Afghanistan è di prendere di mira ed essere in grado di colpire ai due paesi che oggi rappresentano l'unica minaccia combinata nel mondo ad un impero globale americano, al Dominio Totale dello Spettro da parte dell'America, come lo chiama il Pentagono.

Il "Mandato del Cielo" perduto

Il problema per le elite di potere USA attorno a Wall Street ed a Washington è il fatto che ora sono nella più pesante crisi finanziaria della loro storia. Quella crisi è chiara al mondo intero ed il mondo agisce sulla base dell'autoconservazione. Le elite USA hanno perduto ciò che nella storia imperiale cinese è conosciuto come il Mandato del Cielo. Quel mandato viene dato ad un governante o ad una elite dominante purché governino il loro popolo giustamente e lealmente. Quando governano tirannicamente e come despoti, opprimendo ed abusando del loro popolo, perdono il Mandato del Cielo.

Se le ricche potenti elite private che hanno controllato la politica finanziaria ed estera sostanziale degli USA per la maggior parte del secolo passato o più evevano mai avuto un "Mandato del Cielo" ora lo hanno chiaramente perso. Gli sviluppi interni verso la creazione di uno stato di polizia abusivo con privazione dei diritti costituzionali per i cittadini, l'esercizio arbitrario del potere da parte di funzionari non eletti come i segretari al tesoro Henry Paulson ed ora Tim Geithner, che rubano somme di trilioni di dollari dai contribuenti senza il loro consenso per salvare le maggiori banche fallite di Wall Street, banche ritenute "troppo grandi per fallire", tutto questo dimostra al mondo che hanno perduto il loro mandato.

In questa situazione, le elite di potere USA sono sempre più disperate di mantenere il loro controllo di un impero parassitico globale, chiamato in modo ingannevole "globalizzazione" dalla loro macchina mediatica. Per mantenere quel dominio è essenziale che siano in grado di smembrare qualunque cooperazione emergente nelle sfere economica, energetica o militare tra le due maggiori potenze dell'Eurasia che concepibilmente possano porre una minaccia al futuro controllo dell'unica superpotenza—la Cina in combianazione con la Russia.

Ciascuna potenza eurasiatica porta al tavolo dei contributi essenziali. La Cina ha la più robusta economia mondiale, una enorme giovane e dinamica forza lavoro, una classe media istruita. La Russia, la cui economia non ha ricuperato dalla fine distruttiva dell'era sovietica e dal primitivo saccheggio durante l'era di Yeltsin, possiede ancora delle risorse essenziali per la combinazione. La forza d'attacco nucleare russa e le sue forze armate pongono oggi  l'unica minaccia al mondo al dominio militare degli USA, anche se sono in gran parte un residuo della Guerra Fredda. Le elite militari russe non hanno mai abbbandonato quel potenziale.

La Russia possiede anche la maggiore ricchezza mondiale di gas naturale e vaste riserve di petrolio pressantemente richieste dalla Cina. Le due potenze stanno convergendo sempre più tramite una nuova organizzazione che hanno creato nel 2001, nota come l'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO). Questa include, come la Cina e la Russia, i maggiori stati dell'Asia Centrale Kazakhstan, Kyrgyzstan, Tajikistan ed Uzbekistan.

Lo scopo della presunta guerra USA contro entrambe i talibani ed al Qaeda è in realtà di collocare la sua forza d'attacco militare direttamente nel mezzo dello spazio geografico di questa emergente SCO in Asia Centrale. L'Iran è una diversione. L'obiettivo o bersaglio principale sono la Russia e la Cina.

Naturalmente, ufficialmente Washington sostiene di avere costruito la propria presenza militare entro l'Afghanistan dal 2002 per proteggere la "fragile" democrazia afgana. E' un argomento singolare data la realtà dalla presenza militare USA laggiù.

Nel dicembre 2004, durante una visita a Kabul, il segretario alla difesa USA Donald Rumsfeld ha finalizzato i piani per costruire nove nuove basi in Afghanistan nelle province di Helmand, Herat, Nimrouz, Balkh, Khost e Paktia. Le nove sono in aggiunta alle tre più importanti basi militari USA già installate come conseguenza dell'occupazione dell'Afghanistan nell'inverno 2001-2002, apparentemente per isolare ed eliminare la minaccia terroristica di Osama bin Laden.

Il Pentagono ha costruito le sue prime tre basi all'aeroporto di Bagram, a nord di Kabul, il principale centro logistico militare degli USA; all'aeroporto di Kandahar, nell'Afghanistan meridionale ed all'aeroporto di Shindand nella provincia occidentale di Herat. Shindand, la più grande base USA in Afghanistan, è stata costruita a soli 100 kilometri dal confine con l'Iran ed entro distanza da attacco a sorpresa alla Russia ed anche alla Cina.

Storicamente l'Afghanistan è stato il centro del Grande Gioco russo-britannico, la lotta per il controllo dell'Asia Centrale durante il 19° e gli inizi del 20° secolo. Allora la strategia britannica era di impedire a tutti i costi alla Russia di controllare l'Afghanistan e quindi minacciare il gioiello della corona imperiale britannica, l'India.

Similarmente, l'Afghanistan viene considerato dai pianificatori del Pentagono come altamente strategico. E' una piattaforma dalla quale il potere militare degli USA potrebbe minacciare direttamente la Russia e la Cina, come pure l'Iran ed altri paesi del Medio Oriente ricchi di petrolio. Geopoliticamente poco è cambiato in più di un secolo di guerre.

L'Afghanistan è una posizione estremamente vitale, divaricandosi tra l'Asia Meridionale, l'Asia Centrale ed il  Medio Oriente. L'Afghanistan si trova anche lungo la rotta di una proposta conduttura dai campi petroliferi del Mar Caspio all'Oceano Indiano, dove la compagnia petrolifera USA  Unocal, assieme alla Enron ed alla Halliburton di Cheney, aveva tenuto dei negoziati per i diritti esclusivi di una conduttura per portare il gas naturale dal Turkmenistan attraverso l'Afghanistan ed il Pakistan all'enorme centrale a gas della Enron a Dabhol vicino a Mumbai. Karzai, prima di diventare presidente fantoccio USA, era stato un lobbista della Unocal.

Al Qaeda non esiste come minaccia

La verità di tutto questo inganno attorno al reale scopo in Afghanistan diventa chiaro con un più vicino sguardo alla presunta minaccia di "al Qaeda" in Afghanistan. Secondo lo scrittore Erik Margolis, prima degli attacchi dell'11 settembre 2001, i servizi segreti USA davano assistenza ed appoggio sia ai talibani che ad al Qaeda. Margolis afferma che "La CIA progettava di utilizzare al Qaeda di Osama bin Laden per istigare gli uiguri musulmani contro il governo cinese ed i talibani contro gli alleati centroasiatici della Russia".

Gli USA hanno chiaramente trovato altri mezzi per istigare gli uiguri musulmani contro Beijing lo scorso luglio attraverso l'appoggio al Congresso Mondiale Uiguro. Ma la "minaccia" di al Qaeda rimane il perno della giustificazione degli USA di Obama per lo sviluppo della guerra afgana.

Comunque, ora il consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Obama, l'ex generale dei marine James Jones ha reso una dichiarazione, convenientemente seppellita dai bendisposti media USA, sulla misura stimata del presente pericolo al Qaeda in Afghanistan. Jones ha dichiarato al Congresso: "La presenza di al Qaeda è molto diminuita. La stima massima è di meno di 100 elementi che operano nel paese, nessuna base, nessuna capacità di lanciare attacchi su di noi o sui nostri alleati".

Ciò significa che al Qaeda, per ogni scopo concreto, in Afghanistan non esiste. Oops…

Anche nel confinante Pakistan, si troveranno a malapena gli avanzi di al Qaeda. Il Wall Street Journal riferisce che "Secondo rapporti dell'intelligence e di funzionari pakistani ed USA, terrorizzata dai droni USA, assediata da problemi di denaro e trovando più difficile attirare giovani arabi nelle brulle montagne del Pakistan, al Qaeda vede restringersi il proprio ruolo lì ed in Afghanistan. Per i giovani arabi che sono le principali reclute di al Qaeda, 'non è romantico avere freddo e fame e nascondersi', ha affermato un ufficiale superiore USA nell'Asia Meridionale".

Se seguiamo la dichiarazione alla sua logica conseguenza dobbiamo allora concludere che la ragione per la quale i soldati tedeschi stanno morendo assieme agli altri giovani della NATO nelle montagne dell'Afghanistan non ha nulla a che fare con "vincere la guerra contro il terrorismo". In modo conveniente la maggior parte dei media sceglie di dimenticare il fatto che al Qaeda nella misura in cui sia mai esistita è stata una creazione della CIA negli anni '80, che ha reclutato ed addestrato musulmani radicali da tutto il mondo islamico per fare la guerra contro le truppe russe in Afghanistan come parte della strategia sviluppata dal capo della CIA di Reagan Bill Casey e da altri per creare un "nuovo Vietnam" per l'Unione Sovietica che avrebbe portato ad una umiliante sconfitta per l'Armata Rossa ed al definitivo crollo dell'Unione Sovietica.

Ora il capo dell'NSC Jones ammette che essenzialmente non vi è più nessuna al Qaeda in Afghanistan. Forse è tempo per un dibattito più più onesto dai nostri leader politici sul vero scopo dell'invio di altre giovani truppe a morire per proteggere i raccolti di oppio dell'Afghanistan.

F. William Engdahl è l'autore di Full Spectrum Dominance: Totalitarian Democracy in the New World Order. Può contattarsi tramite il suo sito web a www.engdahl.oilgeopolitics.net