New Economic Perspectives

 

 

La Schadenfreude della destra mentre le sue politiche devastano l'Europa

Postato il 27 luglio 2012 di Devin Smith  

di William K. Black

 

Questa colonna è stata in parte indotta leggendo la colonna di RJ Eskow, che mi ha avvisato della colonna del 13 settembre 2010 di Anne Applebaum che celebrava l'accettazione della Gran Bretagna dell'austerità e del Partito Conservatore.

Stavo già progettando un pezzo che rispondeva alla colonna sul Washington Post  della Applebaum sulle conseguenze dell'austerità europea pubblicata il 25 luglio 2012 (il suo compleanno) e sul contrasto con una storia di notizie del Wall Street Journal quello stesso giorno che annunciava che l'austerità aveva, come abbiamo predetto, rigettato la Gran Bretagna nella recessione, quando ho letto la colonna di Eskow.

Con il Regno Unito in una recessione a doppio tuffo che è la peggiore in 50 anni, anche i dati soggiungono di fare pressione sul capo del Tesoro George Osborne, che fronteggia appelli per allentare il passo delle misure [d'austerità] che i critici sostengono che soffocano la crescita.

La colonna della Applebaum del 2010 sull'accettazione della Gran Bretagna dell'austerità merita di vivere nell'infamia. Eskow è corretto che lei prende evidente soddisfazione per azioni economicamente ignoranti certe di rigettare la Gran Bretagna nella recessione e nuocere alla classe lavoratrice allo scopo di rendere i britannici più ricchi ancora più ricchi.

LONDRA—"Tagli feroci". "Tagli selvaggi". "Tagli cadenzati". Il linguaggio che i britannici utilizzano per descrivere la politica di riduzione della spesa del loro nuovo governo è apocalittico in modo estremo. I ministri responsabili delle finanze del paese sono noti come "maneggiatori d'ascia" che "taglieranno a pezzi" via il bilancio. Gli articoli sulle finanze del paese sono pieni di discorsi di sangue, coltelli ed amputazione.

Ed ai britannici piace. Non soltanto l'austerità viene propagandata come la soluzione alle disgrazie economiche della Gran Bretagna; viene anche descritta come la risposta ai fallimenti morali del paese. Il 20 ottobre, il governo annuncerà tagli alla spesa del valore di $128 miliardi e molti ne sembrano positivamente eccitati. OK, i sindacati non sono così eccitati, ma Nick Clegg, il vice primo ministro e leader dei Democratici Liberali—il partito minore della coalizione di governo—è felicissimo. Recentemente, ha pronunciato un discorso nel quale ha spiegato che dovevano essere compiute scelte severe, in modo che saremo capaci di guardare negli occhi i nostri figli e nipoti e dire che abbiamo fatto il meglio per loro".

Come giornalista, la Applebaum sa non nascondere le informazioni più importanti. Appropriatamente, impacchetta qui i primi due paragrafi con i suoi temi principali. Quei temi includono le questioni più vitali di economia e di autorità che i governi democratici (modestamente) affrontano. La Gran Bretagna stava appena emergendo dalla recessione. La natura della ripresa – modesta e lenta – è stata predetta accuratamente da molti economisti che avevano osservato che le misure di stimolo erano grossolanamente inadeguate, ma appena sufficienti per rendere improbabile un rapido "doppio tuffo" indietro nella recessione. Queste accurate predizioni economiche, naturalmente, hanno portato  a lodare per gli economisti ovvero a grandi sforzi popolari per un maggiore stimolo costruito sui successi modesti dello stimolo modesto.

Invece, la cornice è diventata che il debito sovrano, persino nel mezzo di una ripresa da una "Grande Recessione" ha rappresentato dei "fallimenti morali". Implicito in questa cornice era il concetto che un governo con una valuta sovrana (come la Gran Bretagna) fosse proprio come una famiglia privata. Dalla prospettiva di una famiglia privata, il debito è stato incriminato come "fallimenti morali" e combinato con l'essere "dissoluto" e di mettere in terribili ristrettezze "i nostri figli e nipoti" mentre cercavano di liberare scavando le loro famiglie dagli oneri del debito che abbiamo posto su di loro. Secondo questa intelaiatura, non avevamo posto quegli oneri sulla nostra progenie per ogni scopo più elevato (come sconfiggere i Bosch), ma piuttosto per scopi venali ed egoistici – abbiamo usato il debito per acquistare dei giocattoli e quindi, puerilmente, domandato allo stato di salvarci dai risultati inevitabili della nostra dissolutezza.

Niente di questo aveva molta somiglianza con la realtà. I paesi con valute sovrane (saggiamente i britannici si sono rifiutati di associarsi all'euro) non sono vagamente come famiglie private quando si tratta di debito. La similitudine è uno dei classici errori che gli economisti devono sempre spiegare agli studenti. I paesi adottano degli "stabilizzatori automatici" allo scopo di rendere le recessioni molto meno gravi e più veloci le riprese. Gli stabilizzatori funzionano agendo in maniera anticiclica. L'austerità durante una ripresa da una recessione è una politica prociclica che rende peggiore la recessione e nuoce alla ripresa.

La cornice pro-austerità che la Applebaum ha descritto anche che l'austerità deve rappresentare una moralità superiore e che maggiore l'austerità che difendiamo maggiore è la nostra superiorità morale. Ciò spiega la competizione nel richiedere dei tagli "selvaggi" e del piacere del sangue. Più "amputiamo" i programmi che aiutano i poveri, maggiore la superiorità morale che dimostriamo. Inverte i Vangeli, ma certamente è una cornice attraente per i ricchi.

Del Partito Laburista non vale la pena discutere. I britannici lo avevano appena ripudiato alle urne. Era, in ogni caso, il "Nuovo" Partito Laburista che si è riposizionato esplicitamente come amico della grande impresa, particolarmente la finanza gigantesca. I "Lib-Dem" sono stati contentissimi di aiutare i conservatori a "portare l'ascia"  sui programmi sociali che aiutavano i poveri e le classi lavoratrici. Nick Clegg ha asserito che i programmi di austerità certi di provocare che un gran numero di genitori perdano il loro posto di lavoro mentre tagliano i salari della classe lavoratrice per coloro che non perdono il posto di lavoro erano essenziali per aiutare i figli della classe lavoratrice. Il programma era economicamente analfabeta, auto-distruttivo, brutale per la classe lavoratrice – ed all'inizio esageratamente popolare. I conservatori rappresentano i ricchi e ne sono orgogliosi – hanno salivato alla prospettiva di un'austerità selvaggia mirata alla classe lavoratrice.

Soltanto i sindacati sono rimasti come difensori credibili delle famiglie della classe lavoratrice, ma sono state politicamente impotenti di farlo. Naturalmente, la Applebaum non da nessun credito alla loro difesa.

Quindi la Applebaum combina falsa superiorità morale con falsa storia per spiegare le virtù morali dell'austerità durante una Grande Recessione.

Per questi elettori [conservatori e Lib-Dem], la tipica idea di compiacimento immediato è anatema, in teoria se non in pratica. E hanno eletto questo governo perché si sono convinti che ne avevano avuto abbastanza. Per contrasto, l'austerità possiede un fascino profondo. E' l'austerità che ha reso grande la Gran Bretagna. E' l'austerità che ha vinto la guerra.

No, niente di tutto ciò è vero. Lasciare milioni di persone disoccupate danneggia le persone, le loro famiglie e l'economia nazionale e globale. E' puro spreco economico ed un terribile danno sociale che devasta le famiglie. Provocare che le persone perdano il posto di lavoro non è razionale né secondo una prospettiva di "lungo periodo" né secondo una di "breve periodo". Non ha nulla a che fare con il desiderio di "gratificazione immediata". Il tipico disoccupato adulto ha passato più di 12 anni a sviluppare le sue capacità. Non ha contato sulla "gratificazione immediata".

L'austerità fiscale non è ciò che ha "vinto la guerra". E' vero il contrario. Nella sfera della politica fiscale sono stati i massicci deficit fiscali – il debito – che hanno vinto la guerra. La Applebaum confonde falsamente i sacrifici delle famiglie con l'austerità fiscale. Qui c'è un esercizio del pensiero. Degli autorevoli funzionari britannici hanno reso l'assurda dichiarazione che il governo è "in bolletta". Se la Germania invadesse oggi la Gran Bretagna i britannici i britannici si arrenderebbero perché sono "in bolletta"? Naturalmente no, gestirebbero comunque un deficit grande quanto necessario per difendere la Gran Bretagna dall'invasione. Questo non distruggerebbe l'economia della Gran Bretagna. Invece, tirerebbe la Gran Bretagna fuori dalla recessione e produrrebbe il pieno impiego. Il sacrificio è stato importante durante la II Guerra Mondiale. Gli USA e la Gran Bretagna utilizzarono il razionamento. (Effettivamente, in Gran Bretagna il razionamento continuò a lungo dopo la fine della guerra). Le famiglie donavano seta e metallo per lo sforzo bellico – e le vite dei loro figli e sposi. Quei sacrifici erano delle questioni morali. L'austerità fiscale da parte di una nazione con una valuta sovrana non è una questione morale. Nel contesto di una Grande Recessione essa è semplicemente una politica fiscale autodistruttiva. Un potlatch, (i rivali competono nel distruggere preziosi possedimenti della famiglia per guadagnare prestigio) comporta il sacrificio ma è semplicemente autodistruttiva come politica economica. L'austerità della Gran Bretagna è stata un massiccio potlatch nel quale i partiti competono nel rivendicare superiorità morale basate sul loro zelo nel distruggere le famiglie della classe lavoratrice.

I consevatori hanno provocato un falso "panico morale" tra i britannici. La Gran Bretagna aveva un deficit molto piccolo, non un deficit troppo grande, per riprendersi velocemente dalla Grande Recessione. In questo contesto l'austerità fiscale è stata così autodistruttiva che ha praticamente garantito di rigettare il paese nella recessione. Le recessioni sono i conduttori principali di debito pubblico e di deficit perché causano una tale drammatica caduta delle entrate e maggior bisogno di servizi per coloro che perdono il posto di lavoro. Qui c'è uno degli errori più comuni che le persone compiono sulla politica fiscale. Un paese sofferente da una Grande Recessione non può semplicemente "decidere" di porre fine al suo deficit di bilancio. Considerate perché ciò è vero. Un paese può cercare di terminare un deficit con qualche combinazione di tagli alla spesa ed aumentando le tasse. Il problema è che in una recessione la domanda del settore privato è già grossolanamente inadeguata per impiegare tutta la gente che vuole lavorare. Tagliare la spesa del settore pubblico (domanda) mentre la domanda del settore privato è grossolanamente inadeguata è una maniera eccellente per rendere la recessione (ed il deficit di bilancio) molto peggiore. Aumentare le tasse durante una debole ripresa da una Grande Recessione ridurrà ulteriormente la già grossolanamente inadeguata domanda del settore privato e provocherà che il paese ricada nella recessione (ed aumenti il deficit di bilancio). La Gran Bretagna ha una valuta sovrana. Il suo debito non è remotamente "rovinoso". Può prendere denaro in prestito a tassi d'interesse incredibilmente bassi. Lo stimolo fiscale in risposta ad una Grande Recessione non ha nessun aspetto "immorale" ed è economicamente desiderabile. Il panico morale è stata una menzogna di dimensioni sia morali che economiche. E' stata una menzogna generata deliberatamente per vantaggio politico. E' risultata in politiche profondamente immorali che danneggiano le famiglie della classe lavoratrice e l'economia nazionale. L'austerità britannica rappresenta uno spettacolare "autogol". Nella sua colonna del 2010 la Applebaum ha scritto per deridere l'America come priva della chiarezza morale dei britannici perché avevamo mancato di accettare l'austerità. I suoi principali bersagli per l'austerità erano: "Medicare, Medicaid e Sicurezza Sociale". Sono sempre i più riusciti, più popolari programmi governativi che i conservatori sono più desiderosi di distruggere perché sono questi programmi che falsificano i loro dogmi e pongono le loro maggiori barriere politiche nell'attaccare il 99%. La Applebaum era desiderosa di provocare lo stesso falso panico morale in America e di imitare l'assalto autodistruttivo della Gran Bretagna alle famiglie della classe lavoratrice.

Come avrebbe reagito la Applebaum nella sua colonna del 25 luglio 2012 alla dimostrazione che l'austerità stava rigettando nella recessione la Gran Bretagna e gran parte dell'eurozona? Avrebbe ammesso che l'austerità aveva fallito economicamente e moralmente? Naturalmente no, proponeva ancora il falso panico morale sui deficit di bilancio che stavano schiacciando le economie europee e le famiglie dei lavoratori. In realtà, ha preteso che l'"aspetto consolante" della seconda recessione indotta dall'austerità era la sofferenza che provocava.

Un altro giorno, un'altra serie di titoli sulla crisi ma c'è un aspetto consolante: Alla fine, gli europei vengono costretti ad ammettere decenni di politiche fondamentalmente disoneste. Dagli anni '70, un governo dopo l'altro ha speso, preso in prestito e quindi gonfiato la via d'uscita del debito successivo. Quindi si sono ripresi — soltanto per spendere, prendere in prestito e gonfiare ancora una volta.

Lei rivela di nuovo il suo vero bersaglio — vuole distruggere i programmi sociali che hanno migliorato la vita della classe lavoratrice. Pretende che i programmi sociali siano meramente bustarelle politiche per indurre la classe lavoratrice a votare per i politici di sinistra. Si compiace del fatto che l'euro non sia una valuta sovrana, che espone tutti i paesi dell'euro a quella che è efficacemente la capacità dei mercati obbligazionari di porre il veto alle politiche sociali e fiscali. Le piace che i mercati obbligazionari odiano salari più alti della classe lavoratrice e programmi sociali che aiutino le famiglie della classe lavoratrice. Riconosce che quando i paesi sono entrati nell'euro hanno ceduto un aspetto chiave della loro sovranità economica e questo la rallegra.

Successivi leader in tutti questi paesi hanno cercato di "comprare" l'elettorato con pensioni elaborate, impiego nel settore statale ed altri benefici. Le banche per tutto il continente ed intorno al mondo li hanno avidamente facilitati.

Ora non possono. Sebbene all'epoca non lo riconoscesse nessuno, entrare nell'euro è stato come adottare il gold standard: Significava che i singoli governi non possono più gonfiare la loro via d'uscita dai guai né trasmettere il conto delle spese di oggi alla generazione successiva — come possono ancora fare negli Stati Uniti ed in Gran Bretagna. Dal principio, è stato un errore descrivere le difficoltà della zona euro come una "crisi valutaria". Infatti, è una crisi politica, provocata da un'inclinazione al debito e richiede una soluzione politica. Gli elettorati hanno appreso la verità: sono in bancarotta. Qualsiasi decisione ora prenda l'Unione Europea, la ripresa futura dipende da quanto dei fatti evidenti la gente comune può permettersi di assorbire.

Non importa che l'inflazione del livello generale dei prezzi (rispetto alle bolle finanziarie) non sia in realtà mai stata acuta nei paesi che erano entrati a far parte della zona euro. La schadenfreude della Applebaum è  senza limiti. Le piace il disastro della zona euro che le sue politiche di austerità hanno prodotto perché crede che il disastro distruggerà i programmi sociali che disprezza e che portano al potere l'estrema destra. Penso che abbia torto. L'America Latina ha eletto alcuni leader di detsra in risposta ai fallimenti del Washington Consensus, ma ha in gran parte eletto leader di sinistra che hanno fatto campagna su promesse di opporsi al Washington Consensus, .

I repubblicani in generale ed il governatore Romney in particolare stanno (almeno retoricamente) appoggiando l'austerità . Ciò è notevole, perché Romney ha due volte dichiarato che l'austerità nuocerebbe alla nostra economia. (I piani fiscali del deputato Ryan sono così vaghi ed incoerenti che in realtà potrebbero essere di stimolo). Piuttosto che fare campagna contro folli politiche di austerità che si sono dimostrate essere dei fallimenti economici e morali, il presidente Obama ha abbracciato la propria incoerenza fiscale. Parla del governo che resta senza denaro e che è giusto come una famiglia ed è uno dei peggiori di coloro che permettono le idee autodistruttive sull'austerità di Simpson-Bowles. Simpson e Bowles, assieme a Peter G. Peterson, sono i più importanti proponenti americani del falso panico morale. La ripetuta accettazione di Obama del falso panico morale ha reso per lui impossibile porre in atto un attacco coerente ai repubblicani che abbracciano le politiche di austerità che hanno devastato gran parte dell'Europa. Obama pagherà un grande prezzo politico per cercare di essere tutte le cose per tutti gli elettori sulla questione dell'austerità. Opporsi ad una politica economica autodistruttiva, postulata su menzogne e destinata a danneggiare dei programmi popolari e riusciti creati dal Partito Democratico per beneficiare le famiglie della classe lavoratrice dovrebbe essere stata la firma di politica economica di Obama. Invece, Obama cerca di essere a favore dello stimolo e dell'austerità. In Europa, Geithner esorta la zona euro a respingere l'austerità. A Washington, D.C., esorta Obama a respingere lo stimolo. Obama ha scelto Simpson and Bowles anche se tutti sapevano che avrebbero proposto austerità e tagli alla Sicurezza Sociale. L'amministrazione è così incoerente su queste questioni che nessuno crede che abbia alcun principio economico. Questo non è pragmatismo, è disonestà. E' cattiva economia, cattiva moralità e cattiva politica.