Questa colonna è stata in parte indotta leggendo la colonna
di
RJ Eskow, che mi ha avvisato della
colonna del 13 settembre 2010 di
Anne Applebaum che celebrava
l'accettazione della Gran Bretagna
dell'austerità e del Partito Conservatore.
Stavo già progettando un pezzo che rispondeva alla
colonna sul
Washington Post
della
Applebaum sulle conseguenze dell'austerità europea pubblicata il
25 luglio 2012 (il suo compleanno) e sul contrasto con una
storia di notizie del
Wall Street Journal quello stesso
giorno che annunciava che l'austerità aveva, come abbiamo
predetto, rigettato la Gran Bretagna nella recessione, quando ho
letto la colonna di Eskow.
Con il Regno Unito in una recessione a doppio tuffo che è
la peggiore in 50 anni, anche i dati soggiungono di fare
pressione sul capo del Tesoro
George Osborne, che
fronteggia appelli per allentare il passo delle misure [d'austerità] che
i critici sostengono che soffocano la crescita.
La colonna della
Applebaum del 2010 sull'accettazione
della Gran Bretagna dell'austerità merita di vivere nell'infamia.
Eskow è corretto che lei prende evidente soddisfazione per
azioni economicamente ignoranti certe di rigettare la Gran
Bretagna nella recessione e nuocere
alla classe lavoratrice allo scopo di rendere i britannici
più ricchi ancora più ricchi.
LONDRA—"Tagli feroci". "Tagli selvaggi". "Tagli
cadenzati". Il linguaggio che i britannici utilizzano per
descrivere la politica di riduzione della spesa del loro nuovo
governo è apocalittico in modo estremo. I ministri responsabili
delle finanze del paese sono noti come
"maneggiatori d'ascia" che "taglieranno a pezzi" via il
bilancio. Gli articoli sulle finanze del paese sono pieni di
discorsi di sangue, coltelli ed amputazione.
Ed ai britannici piace. Non soltanto l'austerità viene
propagandata come la soluzione alle disgrazie economiche della
Gran Bretagna; viene anche descritta come la risposta ai
fallimenti morali del paese. Il 20 ottobre, il governo annuncerà
tagli alla spesa del valore di $128 miliardi e molti ne sembrano
positivamente eccitati. OK, i sindacati non sono così eccitati,
ma
Nick Clegg, il vice primo ministro e
leader dei Democratici Liberali—il partito minore della coalizione di
governo—è felicissimo. Recentemente, ha pronunciato un discorso
nel quale ha spiegato che dovevano essere compiute scelte
severe, in modo che saremo capaci di guardare negli occhi i
nostri figli e nipoti e dire che abbiamo fatto il meglio per
loro".
Come giornalista, la
Applebaum sa non nascondere le
informazioni più importanti. Appropriatamente, impacchetta qui i primi due
paragrafi con i suoi temi principali. Quei temi
includono le questioni più vitali di economia e di autorità che
i governi democratici
(modestamente) affrontano. La Gran Bretagna stava appena
emergendo dalla recessione. La natura della ripresa
– modesta e lenta – è stata predetta
accuratamente da molti economisti che avevano osservato che le
misure di stimolo erano grossolanamente inadeguate, ma appena
sufficienti
per rendere improbabile un rapido "doppio tuffo" indietro
nella recessione. Queste accurate predizioni economiche,
naturalmente, hanno portato a lodare per
gli economisti ovvero a grandi sforzi popolari per un
maggiore stimolo costruito sui successi modesti dello stimolo
modesto.
Invece, la cornice è diventata che il debito sovrano,
persino nel mezzo di una ripresa da una "Grande Recessione" ha
rappresentato dei "fallimenti morali". Implicito in questa
cornice era il concetto che un governo con una valuta sovrana
(come la Gran Bretagna) fosse proprio come una famiglia privata.
Dalla prospettiva di una famiglia privata, il debito è stato
incriminato come "fallimenti morali" e combinato con l'essere "dissoluto"
e di mettere in terribili ristrettezze "i nostri figli e nipoti"
mentre cercavano di liberare scavando le loro famiglie dagli
oneri del debito che abbiamo posto su di loro. Secondo questa
intelaiatura, non avevamo posto quegli oneri sulla nostra
progenie per ogni scopo più elevato (come sconfiggere i
Bosch), ma piuttosto per scopi venali ed
egoistici – abbiamo usato il debito per acquistare
dei giocattoli e quindi, puerilmente, domandato allo stato di
salvarci dai risultati inevitabili della nostra dissolutezza.
Niente di questo aveva molta somiglianza con la realtà. I
paesi con valute sovrane (saggiamente i britannici si sono
rifiutati di associarsi all'euro) non sono vagamente come
famiglie private quando si tratta di debito. La similitudine è
uno dei classici errori che gli economisti devono sempre
spiegare agli studenti. I paesi adottano degli "stabilizzatori
automatici" allo scopo di rendere le recessioni molto meno gravi
e più veloci le riprese. Gli stabilizzatori funzionano agendo in
maniera anticiclica. L'austerità durante una ripresa da una
recessione è una politica prociclica che rende peggiore la
recessione e nuoce alla ripresa.
La cornice pro-austerità che la
Applebaum ha descritto anche che
l'austerità deve rappresentare una moralità superiore e che
maggiore l'austerità che difendiamo maggiore è la
nostra superiorità morale. Ciò spiega la competizione nel
richiedere dei tagli "selvaggi" e del piacere del sangue. Più
"amputiamo" i programmi che aiutano i poveri, maggiore la
superiorità morale che dimostriamo. Inverte i Vangeli, ma
certamente è una cornice attraente per i ricchi.
Del Partito Laburista non vale la pena discutere. I britannici
lo avevano appena ripudiato alle urne. Era, in ogni caso, il
"Nuovo" Partito Laburista che si è riposizionato esplicitamente
come amico della grande impresa, particolarmente la finanza
gigantesca. I "Lib-Dem" sono stati contentissimi di aiutare i
conservatori a "portare l'ascia" sui programmi sociali che
aiutavano i poveri e le classi lavoratrici.
Nick Clegg ha asserito che i programmi di
austerità certi di provocare che un gran numero di genitori
perdano il loro posto di lavoro mentre tagliano i salari della
classe lavoratrice per coloro che non perdono il posto di lavoro
erano essenziali per aiutare i figli della classe lavoratrice.
Il programma era economicamente analfabeta, auto-distruttivo,
brutale per la classe lavoratrice – ed all'inizio esageratamente
popolare. I conservatori rappresentano i ricchi e ne sono
orgogliosi – hanno salivato alla prospettiva di un'austerità
selvaggia mirata alla classe lavoratrice.
Soltanto i sindacati sono rimasti come difensori credibili
delle famiglie della classe lavoratrice, ma sono state
politicamente impotenti di farlo. Naturalmente, la
Applebaum non da nessun credito alla loro
difesa.
Quindi la
Applebaum combina falsa superiorità
morale con falsa storia per spiegare le virtù morali
dell'austerità durante una Grande Recessione.
Per questi elettori [conservatori e
Lib-Dem], la tipica idea di
compiacimento immediato è anatema, in teoria se non in
pratica. E hanno eletto questo governo perché si sono convinti
che ne avevano avuto abbastanza. Per
contrasto, l'austerità possiede un fascino profondo. E'
l'austerità che ha reso grande la Gran Bretagna. E' l'austerità
che ha vinto la guerra.
No, niente di tutto ciò è vero. Lasciare milioni di persone
disoccupate danneggia le persone, le loro famiglie e l'economia
nazionale e globale. E' puro spreco economico ed un terribile
danno sociale che devasta le famiglie. Provocare che le persone
perdano il posto di lavoro non è razionale né secondo una
prospettiva di "lungo periodo" né secondo una di "breve periodo".
Non ha nulla a che fare con il desiderio di "gratificazione
immediata". Il tipico disoccupato adulto ha passato più di 12
anni a sviluppare le sue capacità. Non ha contato sulla
"gratificazione immediata".
L'austerità fiscale non è ciò che ha "vinto la guerra". E'
vero il contrario. Nella sfera della politica fiscale sono stati
i massicci deficit fiscali
– il debito – che hanno vinto la guerra.
La
Applebaum confonde falsamente i sacrifici
delle famiglie con l'austerità fiscale. Qui c'è un esercizio del
pensiero. Degli autorevoli funzionari britannici hanno reso
l'assurda dichiarazione che il governo è "in bolletta". Se la
Germania invadesse oggi la Gran Bretagna i britannici
i britannici si arrenderebbero perché sono "in bolletta"?
Naturalmente no, gestirebbero comunque un deficit grande quanto
necessario per difendere la Gran Bretagna dall'invasione. Questo
non distruggerebbe l'economia della Gran Bretagna. Invece,
tirerebbe la Gran Bretagna fuori dalla recessione e produrrebbe
il pieno impiego. Il sacrificio è stato importante durante la II
Guerra Mondiale. Gli USA e la Gran Bretagna utilizzarono il
razionamento. (Effettivamente, in Gran Bretagna il razionamento
continuò a lungo dopo la fine della guerra). Le famiglie
donavano seta e metallo per lo sforzo bellico
– e le vite dei loro figli e sposi. Quei
sacrifici erano delle questioni morali. L'austerità fiscale da
parte di una nazione con una valuta sovrana non è una questione
morale. Nel contesto di una Grande Recessione essa è
semplicemente una politica fiscale autodistruttiva. Un
potlatch, (i rivali competono nel
distruggere preziosi possedimenti della famiglia per guadagnare
prestigio) comporta il sacrificio ma è semplicemente
autodistruttiva come politica economica. L'austerità della Gran
Bretagna è stata un massiccio
potlatch nel quale i partiti competono
nel rivendicare superiorità morale basate sul loro zelo nel
distruggere le famiglie della classe lavoratrice.
I consevatori hanno provocato un falso "panico morale" tra
i britannici. La Gran Bretagna aveva un deficit molto piccolo,
non un deficit troppo grande, per riprendersi velocemente dalla
Grande Recessione. In questo contesto l'austerità fiscale è
stata così autodistruttiva che ha praticamente garantito di
rigettare il paese nella recessione. Le recessioni sono i
conduttori principali di debito pubblico e di deficit perché
causano una tale drammatica caduta delle entrate e maggior
bisogno di servizi per coloro che perdono il posto di lavoro.
Qui c'è uno degli errori più comuni che le persone compiono
sulla politica fiscale. Un paese sofferente da una Grande
Recessione non può semplicemente "decidere" di porre fine al suo
deficit di bilancio. Considerate perché ciò è vero. Un paese può
cercare di terminare un deficit con qualche combinazione di
tagli alla spesa ed aumentando le tasse. Il problema è che in
una recessione la domanda del settore privato è già
grossolanamente inadeguata per impiegare tutta la gente che
vuole lavorare. Tagliare la spesa del settore pubblico (domanda)
mentre la domanda del settore privato è
grossolanamente inadeguata è una maniera eccellente per rendere
la recessione (ed il deficit di bilancio) molto peggiore.
Aumentare le tasse durante una debole ripresa da una Grande
Recessione ridurrà ulteriormente la già
grossolanamente inadeguata domanda del settore privato e
provocherà che il paese ricada nella recessione (ed aumenti il
deficit di bilancio). La Gran Bretagna ha una valuta sovrana. Il
suo debito non è remotamente "rovinoso".
Può prendere denaro in prestito a tassi d'interesse
incredibilmente bassi. Lo stimolo fiscale in risposta ad una
Grande Recessione non ha nessun aspetto "immorale" ed è
economicamente desiderabile. Il panico morale è stata una
menzogna di dimensioni sia morali che economiche. E' stata una
menzogna generata deliberatamente per vantaggio politico. E'
risultata in politiche profondamente immorali che danneggiano le
famiglie della classe lavoratrice e l'economia nazionale.
L'austerità britannica rappresenta uno spettacolare "autogol".
Nella sua colonna del 2010 la
Applebaum ha scritto per deridere
l'America come priva della chiarezza morale dei
britannici perché avevamo mancato di accettare l'austerità. I
suoi principali bersagli per l'austerità erano: "Medicare, Medicaid e Sicurezza Sociale".
Sono sempre i più riusciti,
più popolari programmi governativi che i conservatori sono
più desiderosi di distruggere perché sono questi programmi che
falsificano i loro dogmi e pongono le loro maggiori barriere
politiche nell'attaccare il 99%. La
Applebaum era desiderosa di provocare lo
stesso falso panico morale in America e di imitare l'assalto
autodistruttivo della Gran Bretagna alle famiglie della classe
lavoratrice.
Come avrebbe reagito la
Applebaum nella sua colonna del 25 luglio
2012 alla dimostrazione che l'austerità stava rigettando nella
recessione la Gran Bretagna e gran parte dell'eurozona?
Avrebbe ammesso che l'austerità aveva fallito economicamente e
moralmente? Naturalmente no, proponeva ancora il falso panico
morale sui deficit di bilancio che stavano schiacciando le
economie europee e le famiglie dei lavoratori. In realtà, ha
preteso che l'"aspetto consolante" della seconda recessione
indotta dall'austerità era la sofferenza che provocava.
Un altro giorno, un'altra serie di titoli sulla crisi
— ma c'è un aspetto
consolante: Alla fine, gli europei vengono costretti ad
ammettere decenni di politiche fondamentalmente disoneste. Dagli
anni '70, un governo dopo l'altro ha speso, preso in prestito e
quindi gonfiato la via d'uscita del debito successivo. Quindi si
sono ripresi
— soltanto per spendere, prendere in
prestito e gonfiare ancora una volta.
Lei rivela di nuovo il suo vero bersaglio
— vuole distruggere i programmi sociali
che hanno migliorato la vita della classe lavoratrice. Pretende
che i programmi sociali siano meramente bustarelle politiche per
indurre la classe lavoratrice a votare per i politici di
sinistra. Si compiace del fatto che l'euro non sia una valuta
sovrana, che espone tutti i paesi dell'euro a quella che è
efficacemente la capacità dei mercati obbligazionari di porre il
veto alle politiche sociali e fiscali.
Le piace che i
mercati obbligazionari odiano salari più
alti della classe lavoratrice e programmi sociali che aiutino le
famiglie della classe lavoratrice. Riconosce che quando i paesi
sono entrati nell'euro hanno ceduto un aspetto chiave della loro
sovranità economica e questo la rallegra.
Successivi leader in tutti questi paesi hanno cercato di
"comprare" l'elettorato con pensioni elaborate, impiego nel
settore statale ed altri benefici. Le banche per tutto il
continente ed intorno al mondo li hanno avidamente facilitati.
Ora non possono. Sebbene all'epoca non lo riconoscesse
nessuno, entrare nell'euro è stato come adottare il
gold standard: Significava che i singoli
governi non possono più gonfiare la loro via d'uscita
dai guai né trasmettere il conto delle spese di oggi alla
generazione successiva
— come possono ancora fare negli Stati
Uniti ed in Gran Bretagna. Dal principio, è stato un errore
descrivere le difficoltà della zona euro come una "crisi
valutaria". Infatti, è una crisi politica, provocata da
un'inclinazione al debito e richiede una soluzione politica. Gli
elettorati hanno appreso la verità: sono in bancarotta.
Qualsiasi decisione ora prenda l'Unione Europea, la ripresa
futura dipende da quanto dei fatti evidenti la gente comune può
permettersi di assorbire.
Non importa che l'inflazione del livello generale dei
prezzi (rispetto alle bolle finanziarie) non sia in realtà mai
stata acuta nei paesi che erano entrati a far parte della zona
euro. La
schadenfreude
della
Applebaum è senza limiti. Le piace
il disastro della zona euro che le sue politiche di austerità
hanno prodotto perché crede che il disastro distruggerà i
programmi sociali che disprezza e che portano al potere
l'estrema destra. Penso che abbia torto. L'America Latina ha
eletto alcuni leader di detsra in risposta ai fallimenti del
Washington Consensus, ma ha in gran parte eletto leader
di sinistra che hanno fatto campagna su promesse di opporsi al
Washington Consensus, .
I repubblicani in generale ed il governatore
Romney in particolare stanno (almeno
retoricamente) appoggiando l'austerità
. Ciò è notevole, perché
Romney ha due volte dichiarato che
l'austerità nuocerebbe alla nostra economia. (I piani fiscali
del deputato Ryan sono così vaghi ed incoerenti che in realtà
potrebbero essere di stimolo).
Piuttosto che fare campagna contro folli politiche di
austerità che si sono dimostrate essere dei fallimenti economici
e morali, il presidente Obama ha abbracciato la propria
incoerenza fiscale. Parla del governo che resta senza denaro e
che è giusto come una famiglia ed è uno dei peggiori di coloro
che permettono le idee autodistruttive sull'austerità di
Simpson-Bowles.
Simpson e Bowles, assieme a Peter G.
Peterson, sono i più importanti proponenti americani del falso
panico morale. La ripetuta accettazione di Obama del falso
panico morale ha reso per lui impossibile porre in atto un
attacco coerente ai repubblicani che abbracciano le politiche di
austerità che hanno devastato gran parte dell'Europa. Obama
pagherà un grande prezzo politico per cercare di essere tutte le
cose per tutti gli elettori sulla questione dell'austerità.
Opporsi ad una politica economica autodistruttiva, postulata su
menzogne e destinata a danneggiare dei programmi popolari e
riusciti creati dal Partito Democratico per beneficiare le
famiglie della classe lavoratrice dovrebbe essere stata la firma
di politica economica di Obama. Invece, Obama cerca di essere a
favore dello stimolo e dell'austerità. In Europa, Geithner
esorta la zona euro a respingere l'austerità. A Washington,
D.C., esorta Obama a respingere lo stimolo. Obama ha scelto
Simpson and Bowles anche se tutti sapevano che avrebbero
proposto austerità e tagli alla Sicurezza Sociale.
L'amministrazione è così incoerente su queste questioni che
nessuno crede che abbia alcun principio economico. Questo non è
pragmatismo, è disonestà. E' cattiva economia, cattiva moralità
e cattiva politica.