Martedì-Giovedì 8-10 aprile 2008
9 APRILE
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Cinque anni fa, molti di noi si svegliarono per vedere tirare giù la statua di Saddam Hussein a Baghdad. I media lo divorarono. Ciò fu di grande importanza come la distruzione del Muro di Berlino, dichiarò George Bush. L'Iraq era libero, scrissero o dissero la maggior parte degli esperti. Gli USA provarono ai loro ostruzionisti che avevano torto. Baghdad era caduta con una perdita minima di vite umane per gli USA. Un Iraq democratico era appena sopra l'orizzonte. Ciò che avete visto non era vero. La statua di Saddam non è stata tirata giù dagli iracheni. L'avvenimento è stato inscenato e ben provato dai militari USA. La "folla" comprendeva personale militare e carri armati USA e circa 50 giornalisti nell'Hotel Palestinian, vicino al luogo, che erano stati avvisati di venire ad essere testimoni di questo storico evento. Questa certamente non è stata un'azione popolare nel nome del popolo iracheno. Pare che gli "esperti" che valutarono le implicazioni del crollo della statua avessero tutti torto. I militari USA non furono accolti da un pubblico che gettava fiori, dal 9 aprile 2003 più di 4.000 soldati USA, quasi 2.000 del personale della "sicurezza" USA e centinaia di altri di diverse nazionalità sono stati uccisi. Da quella data decine di migliaia di soldati USA sono stati gravemente feriti. In Iraq non vi è nessuna democrazia. In Iraq non vi è nessun governo. In Iraq non vi è nessuna pace. Sembra che gli esperti siano stati un poco prematuri a crogiolarsi nella gloria. Si supponeva che il 9 aprile dovesse essere una festa nazionale per il "nuovo" Iraq. Nel primo anniversario, Bush aveva progettato di visitare Baghdad e guidare una enorme parata nell'area della statua di Saddam. Lungo la strada avvenne qualcosa che fece cambiare a Bush i suoi programmi: una feroce resistenza. Il 9 aprile di questo anno, la piazza sembrerà la stessa di ogni 9 aprile dall'invasione USA. Sarà circondata da un cordone di polizia e non sarà permesso a nessuno di entrare. Ciò è lontano dall'avere milioni di persone che inondano l'area. Poco più di tre anni fa, ricevetti un messaggio da un lettore in Canada. Lo chiameremo Martin. E' un palestinese cieco che soffre anche di un deficit dell'udito. Martin vive in Canada da 20 anni. Il suo messaggio mi ha abbattuto. Con tutto quello che avviene, la maggioranza ha dimenticato del 9 aprile 2003, il giorno che gli USA chiamano "la liberazione dell'Iraq". Certamente Martin non ha dimenticato e passerà il giorno in solitudine. Lo chiamai per ottenere il permesso di far girare il suo messaggio ed egli acconsentì. Quindi, raccontò della sua tristezza che quel giorno non venga commemorato da molti arabi come uno dei più disastrosi nella storia. Parlai di ciò che ha fatto Hugo Chavez in Venezuela in una situazione simile. Il 12 ottobre è una festività USA chiamata "Columbus Day", nella quale viene celebrato lo sbarco di Cristoforo Colombo nell'emisfero occidentale. Comunque, è stato l'inizio della fine degli americani nativi. E' oggi il giorno più temuto dell'anno per i nativi. In Venezuela, Chavez cambiato idea sulla situazione. Nel 2004, nel suo paese è stata proclamata una festività nazionale chiamata "Giornata di Liberazione Indiana". Dissi a Martin che un qualche giorno il mondo arabo potrebbe fare lo stesso con il 9 aprile. Negli ultimi tre anni ho fatto girare questo pezzo e lo ripeterò ogni anno finché sulla data del 9 aprile si sarà cambiata idea, tanto come è stato per il 12 ottobre per mano di Hugo Chavez. Il seguente è un sentito messaggio che dovrebbe risuonare con ogni vero arabo al mondo. Dopo avere visto molti arabi soccombere alle lusinghe ed alle minacce degli USA, è meraviglioso vedere che qualcuno come Martin metta tutto in prospettiva. Se tutti gli arabi avessero la sua integrità, non vi sarebbe stato un 9 aprile per ricordare a molti la distruzione di una città e di una cultura vecchie di 5.000 anni. * * * * * Salve. Vi manderò le mie informazioni di ritorno sul Movimento contro la guerra. Non vi è in me sufficiente collera, forse perché stavo bevendo ma ho il messaggio da inoltrare o da inviare così restate sintonizzati sul mio messaggio e dipenderà da voi se pubblicarlo oppure no, ma gradirei che cercaste di dedicare il Nove Aprile alla Caduta di Baghdad, nel mio caso non posso far molto per l'Iraq e per il popolo dell'Iraq a causa delle mie inesistenti risorse e della mia menomazione ma posso dedicare il Nove Aprile all'Iraq, non ricevo nessuna telefonata, non vado su internet e sto nella mia camera. So che verrà un giorno che celebrerò con il Popolo dell'Iraq quando l'ultimo invasore lascerà l'Iraq. Vi lascio con la mia risposta sul Movimento contro la guerra. Invio questo messaggio per esprimere la mia solidarietà con il Popolo dell'Iraq, le sue aspirazioni e la sua resistenza all'occupazione, i suoi risultati, conseguenze ed esiti a breve e lungo termine. La crescente pressione sul Popolo dell'Iraq non è nuova, nemmeno è limitata agli invasori, ai loro scagnozzi, alleati ed ai beneficiari locali ed altri. L'Iraq, una volta la culla della civiltà e la torre della sfida all'entità sionista ed ai suoi sostenitori era un bersaglio della Coalizione degli avidi espansionisti; i vecchi e nuovi imperialisti a Washington e Londra. La minacciosa Coalizione ha rimpiazzato l'Alleanza di Baghdad, la NATO ed il Cento. Come nel 1991, i regimi di Washington e Londra hanno allettato e corrotto gli arabi questa volta con la "Road Map". Come risultato di assoluta sconfitta e fallimento e per mantenere una qualche dignità ed autostima, i regimi arabi hanno appoggiato l'invasione anche mentre la denunciavano. I paesi arabi erano aperti agli eserciti, navi, aeroplani e servizi segreti di invasione. Anche la cosiddetta Autorità Palestinese abbandonò gli iracheni che combattevano a fianco della Resistenza palestinese. Il Nove Aprile, Baghdad cadde agli invasori sempre con la benedizione dei regimi e dei media arabi. Spudoratamente ed ignobilmente, i media arabi giocarono un ruolo sporco nel sostenere la causa dell'invasione. La caduta di Baghdad è stato un piano ben calcolato, tradimento, silenzio e partecipazione attiva tutti sono stati tradotti in una esplicita forma di odio con la parte degli arabi da non dimenticare mai. Dopo quattro anni, con la Resistenza che aumenta di forza, il cosiddetto Movimento contro la guerra o una parte di esso hanno adottato la posizione dell'establishment americano: non possiamo abbandonare gli iracheni, dobbiamo "aiutarli a costruire la loro nazione". La prima domanda che mi viene in mente è, da quando un invasore aiuta la costruzione di una nazione? L'invasione era intesa a "costruire" la nazione dell'Iraq? Coloro che hanno visitato l'Iraq prima dell'invasione e delle sanzioni sanno che l'Iraq era una nazione unificata, forte e capace di resistere a qualsiasi aggressione. Anche dopo 13 anni di sanzioni, l'Iraq rimase unito, economicamente forte ed altro. Così, gli iracheni sono più che capaci di costruire la loro nazione se lasciati soli. Lo stesso è valido per i siriani, i libanesi, i palestinesi e per il resto di loro. Quindi, chiediamo se l'invasione contribuisca al benessere degli iracheni. Per quanto ne so, no. Il problema del Movimento contro la guerra è che non ha un'agenda uniforme né lotta per un obiettivo specifico e riguardo a questo balbettio di "Non possiamo lasciare gli iracheni e dobbiamo aiutarli a costruire la nazione dell'Iraq", non è niente altro che un timbro per l'invasione ed i suoi sostenitori. Quindi chiediamo, l'agenda dei regimi di Londra e Washington è in armonia con quella del Movimento contro la guerra? Stando così le cose, non penso che siamo affatto un movimento. Quali sono gli ingredienti per fondare una nazione? Il Patriot Act, la Home Land Security? L'ideologia del Partito Conservatore o di quello Democratico? La democrazia americana funziona per gli americani, per tutti gli americani, inclusi i musulmani, i neri e le altre comunità? Questi ed ulteriori problemi devono ancora essere affrontati dal cosiddetto Movimento contro la guerra. In breve, signori, signore e via dicendo, quando fermate i crimini nelle strade delle vostre città, aiutateci a costruire le nostre nazioni, proprio in quel momento venite e democratizzateci. Altrimenti, lasciateci soli. |
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