In Defence of
Marxism

 

 

 

Rispondere alle falsità sulla Rivoluzione Russa

Rob Sewell

The Russian Revolution

23 febbraio 2017

 

Di recente è stata pubblicata sull'Evening Standard di Londra (10 febbraio 2017) una colonna fissa di un certo Victor Sebestyen sulla mostra Arte Russa 1917-1932 alla Royal Academy.

L'articolo comincia abbastanza piacevolmente. Questa superba mostra, afferma, "è una tempestiva lezione storica su un'era che può sembrare remota, in un luogo lontano, ma ha ancora profonda rilevanza per noi oggi in un periodo di profonda incertezza e di rapido cambiamento politico dovunque nel mondo". Non potremmo essere più d'accordo, la Rivoluzione d'Ottobre è enormemente rilevante, specialmente in questo anno del centenario.

"Ogni genere di storici, come pure di secchioni della politica", spiega il nostro autore", "stanno assistendo a convegni convocati in modo frettoloso  da Washington a Varsavia con titoli lungo le linee di '2017: Un altro anno rivoluzionario?' Alcuni possono essere senza il punto interrogativo".

Fin qui niente da dire. Ma, naturalmente, le cose buone possono arrivare alla fine, cominciando on il secondo paragrafo.

Bolscevismo vs. stalinismo

Presto Mr Sebestyen rivela i suoi veri colori, lanciandosi in un attacco al vetriolo contro Lenin e la Rivoluzione, "una storia del tragico 20° secolo della Russia". Afferma che il "magnifico nuovo mondo" (cioè la Rivoluzione) si è trasformato in "campi della morte e campi di lavoro gulag". Come tutti gli storici liberali, l'intera critica violenta della sua discussione è di cercare di identificare Lenin con lo stalinismo e la sua brutale dittatura.

"Il marxismo è stato essenzialmente una fede religiosa", dichiara il nostro storico guancia del diavolo. Un simile commento rivela la sua completa ignoranza. Il marxismo non è una religione, ma una scienza, che, diversamente dai nostri amici borghesi che lodano l'economia di mercato, ha spiegato la crisi inevitabile del sistema capitalista. Ciò è stato graficamente confermato dal crollo del 2008 e dalla crisi in corso di oggi. Il marxismo è anche una guida per l'azione - cioè cambiare la società.

"La Rivoluzione Russa", afferma Sebestyen, "non è stata la prima ad essere stata tradita dai suoi leader e probabilmente non sarà l'ultima". Ma i leader bolscevichi non hanno tradito la rivoluzione. E' stato Stalin venuto su dal nulla, basandosi sulla crescente controrivoluzione burocratica, che ha tradito la rivoluzione. Tutti i vecchi bolscevichi sono stati assassinati nei Processi delle Purghe di Stalin. Questo dimostra in pratica il fiume di sangue tra stalinismo e bolscevismo.

Naturalmente, il nostro storico borghese certamente sa tutto ciò, ma è diventato molto esperto nel distorcere la storia per i suoi fini. "Nella sinistra resta il mito duraturo che Lenin fosse essenzialmente rispettabile e che volesse fare del bene ma che la rivoluzione sia stata dirottata da un brutale tiranno e folle, Stalin. Può essere confortante ma falso", sostiene il nostro impassibile autore. "E' stato Lenin a costruire un sistema basato sull'idea che il terrore politico contro gli oppositori era giustificato per un fine maggiore. E' stato perfezionato da Stalin ma le idee erano di Lenin".

Il Terrore Rosso

Questa propaganda sporca – fake news (notizie false n.d.r.) -contro Lenin non sono nulla di nuovo. Sebestyen sta semplicemente sfornando la spazzatura del passato contro la Rivoluzione d'Ottobre. E' ovvio in maniera accecante che la responsabilità per il terrore durante la guerra civile non si trova con i bolscevichi, ma con l'intervento imperialista. I bolscevichi volevano difendere le conquiste della Rivoluzione, che aveva messo il potere nelle mani della classe lavoratrice e  spazzato via il dominio dei proprietari terrieri e dei capitalisti, mentre la controrivoluzione voleva ristabilire violentemente il potere delle vecchie classi dominanti e del loro brutale sistema di sfruttamento.

Ventuno eserciti hanno invaso la Russia allo scopo di distruggere il governo dei lavoratori e di reintrodurre la dittatura. Perché gli operai ed i contadini non dovrebbero difendersi? Che altro si suppone dovessero fare? Il Terrore Rosso costituiva in misure di difesa contro il Terrore Bianco e le forze della controrivoluzione, come con i giacobini nella Rivoluzione Francese. L'unico motivo per cui alla fine in Russia i partiti d'opposizione furono banditi non fu sul creare uno stato a partito unico, ma perché questi partiti sostenevano apertamente la controrivoluzione con le armi in mano. Inizialmente, erano legali tutti i partiti, eccetto le Centurie Nere fasciste. Non appena iniziarono a sostenere gli eserciti bianchi e l'intervento imperialista, tutto cambiò. Diventarono una "quinta colonna" ed i bolscevichi non ebbero nessun'altra alternativa che bandirli, nella stessa maniera in cui il governo britannico bandì l'Unione dei Fascisti britannica di Oswald Mosley durante la II Guerra Mondiale. Nel 1021, furono bandite delle fazioni all'interno del Partito Bolscevico come misura d'emergenza a causa dei pericoli di una spaccatura. Era intesa come una misura temporanea fino a che questo pericolo era passato. Entro un anno, nonostante il bando, Lenin stava proponendo di organizzare una fazione con Trotsky contro Stalin e la crescente burocrazia. Sfortunatamente, Lenin fu abbattuto da una serie di ictus che misero fine alla sua vita.

"Il peggio dei suoi [di Lenin] mali fu di avere lasciato un uomo come Stalin nella posizione di guidare la Russia dopo di lui. Questo è stato un crimine storico", afferma il vuoto Victor. Ma questa è una lampante fabbricazione. La verità è che agli inizi del 1923 Lenin interruppe tutte i rapporti personali con Stalin e richiese la sua rimozione come segretario generale. Questo consiglio è stato incluso nel suo testamento, ma questo venne soppresso da Stalin e dai suoi sostenitori. Naturalmente, il nostro autore è completamente muto su questo "crimine".

Dopo la morte di Lenin, Trotsky assunse la lotta di Lenin contro lo Stalinismo e la sua teoria antimarxista del "socialismo in un solo paese". Sfortunatamente, le sconfitte internazionali della classe lavoratrice, in gran parte responsabilità di Stalin e dei suoi alleati, rafforzarono la presa della burocrazia. La stanca classe lavoratrice russa, esaurita da anni di sacrificio, fu spinta da parte. Stalin divenne il prestanome della vera burocrazia. Sulla base di questa controrivoluzione, Stalin manovrò per espellere Trotsky, come capo dell'opposizione di sinistra, quindi esiliarlo ed assassinarlo. Questo fu parte di una controrivoluzione politica contro la Rivoluzione d'Ottobre. Su queste basi, Stalin impiantò una mostruosa dittatura burocratica, che non aveva nulla in comune con il regime democratico di Lenin e Trotsky.

Naturalmente, il pericolo di raccontare la verità sulla Rivoluzione Bolscevica servirebbe semplicemente a legittimare le idee di Lenin e di Trotsky. Questo gli apologeti del capitalismo non possono farlo. Hanno un altro compito. Per loro, i veri ideali dell'Ottobre devono essere calunniati e seppelliti, in modo da non fornire un esempio ai lavoratori ed ai giovani di oggi che sono di fronte alla violenza della crisi capitalista.

Sostegno ai Soviet

"La temuta mano del leader della Rivoluzione Russa, Vladimir Illyich Lenin, è sempre presente alla mostra", si cruccia il nostro colto saggio. La descrizione dell'influenza di Lenin come "temuta" rivela semplicemente il timore della rivoluzione del nostro liberale, che lui personifica in Lenin.

Ancora, il nostro storico liberale fa ogni sforzo possibile per ritrarre Lenin come un qualche genere di fanatico assetato di sangue, mettendo falsamente delle parole in bocca a Lenin ed ai suoi compagni "cospiratori": "Pensate che possiamo fare questo senza plotoni d'esecuzione"? Questa è semplicemente una frottola, un'invenzione, nonostante le asserzioni del nostro storico "imparziale".

"Vi fu repressione fin dal principio, una guerra civile che costò almeno tre milioni di morti", specifica, che è di nuovo una completa distorsione. Per cominciare, "dal principio", la Rivoluzione fu molto pacifica perché non vi era nessuno era disposto a resistere ed a sostenere l'impopolare governo provvisorio. Soltanto cinque persone persero la vita a S. Pietroburgo durante l'insurrezione ed alcune centinaia a Mosca, mentre, al contrario, milioni perirono nella guerra mondiale imperialista. La guerra civile russa portò alla morte di milioni di persone, ma ciò fu dovuto all'intervento imperialista ed al blocco contro la Russia.

Il sostegno al governo dei Soviet venne ammesso dal generale Gough, un capo delle forze interventiste, che riconobbe che "i russi sono determinati ad impedire il ritorno al potere delle vecchie classi ufficiali e, se costretti ad una scelta, che è quello che sta realmente accadendo al momento, preferiscono il governo dei bolscevichi".

Tempi pericolosi

Mr Sebestyen ha fuori un nuovo libro, chiamato Lenin il dittatore: un ritratto intimo. Avendo letto la sua spazzatura sull'Evening Standard, non raccomanderei a nessuno di sprecare il proprio tempo su un'altra velenosa menzogna sul povero vecchio Lenin.

Nondimeno, vale la pena citare il penultimo paragrafo del suo articolo: "Se nel 2017 siamo in un momento rivoluzionario, come ritengono molti seri pensatori dell'era di Trump e del nuovo populismo, non sarebbe inverosimile vedere la mostra alla Royal Academy come un tempestivo avvertimento dei pericolosi tempi a venire".

Questo è inteso come un serio avvertimento ai poteri forti. Tuttavia, per noi è il riconoscimento della nostra analisi marxista che una nuova rivoluzione sia interamente possibile e necessaria.