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Di recente è stata pubblicata sull'Evening Standard
di Londra (10
febbraio
2017) una colonna fissa
di un certo
Victor Sebestyen
sulla mostra Arte Russa 1917-1932 alla
Royal Academy.
L'articolo comincia abbastanza piacevolmente. Questa superba
mostra, afferma, "è una tempestiva lezione storica su un'era che può
sembrare remota, in un luogo lontano, ma ha ancora profonda rilevanza
per noi oggi in un periodo di profonda incertezza e di rapido
cambiamento politico dovunque nel mondo". Non potremmo essere più
d'accordo, la Rivoluzione d'Ottobre è enormemente rilevante,
specialmente in questo anno del centenario.
"Ogni genere di storici, come pure di secchioni della politica",
spiega il nostro autore", "stanno assistendo a convegni convocati in
modo frettoloso da
Washington
a Varsavia con titoli lungo le linee di '2017: Un altro anno
rivoluzionario?' Alcuni possono essere senza il punto interrogativo".
Fin qui niente da dire. Ma, naturalmente, le cose buone possono
arrivare alla fine, cominciando on il secondo paragrafo.
Bolscevismo vs. stalinismo
Presto
Mr Sebestyen
rivela i suoi veri colori,
lanciandosi
in un attacco al vetriolo contro Lenin e la Rivoluzione, "una
storia del tragico 20° secolo della Russia". Afferma che il "magnifico
nuovo mondo" (cioè la Rivoluzione) si è trasformato in "campi della
morte e campi di lavoro gulag". Come tutti gli storici liberali,
l'intera critica violenta della sua discussione è di cercare di
identificare Lenin con lo stalinismo e la sua brutale dittatura.
"Il marxismo è stato essenzialmente una fede religiosa", dichiara
il nostro storico guancia del diavolo. Un simile commento rivela la sua
completa ignoranza. Il marxismo non è una religione, ma una scienza,
che, diversamente dai nostri amici borghesi che lodano l'economia di
mercato, ha spiegato la crisi inevitabile del sistema capitalista. Ciò è
stato graficamente confermato dal crollo del 2008 e dalla crisi in corso
di oggi. Il marxismo è anche una guida per l'azione
- cioè cambiare la
società.
"La Rivoluzione Russa", afferma
Sebestyen, "non è stata la prima ad essere
stata tradita dai suoi leader e probabilmente non sarà l'ultima". Ma i
leader bolscevichi non hanno tradito la rivoluzione.
E' stato Stalin venuto su dal nulla, basandosi sulla crescente
controrivoluzione burocratica, che ha tradito la rivoluzione. Tutti i
vecchi bolscevichi sono stati assassinati nei Processi delle Purghe di
Stalin. Questo dimostra in pratica il fiume di sangue tra stalinismo e
bolscevismo.
Naturalmente, il nostro storico borghese certamente sa tutto ciò,
ma è diventato molto esperto nel distorcere la storia per i suoi fini.
"Nella sinistra resta il mito duraturo che Lenin fosse essenzialmente
rispettabile e che volesse fare del bene ma che la rivoluzione sia stata
dirottata da un brutale tiranno e folle, Stalin. Può essere confortante
ma falso", sostiene il nostro impassibile autore. "E' stato Lenin a
costruire un sistema basato sull'idea che il terrore politico contro gli
oppositori era giustificato per un fine maggiore. E' stato perfezionato
da Stalin ma le idee erano di Lenin".
Il Terrore Rosso
Questa propaganda sporca
– fake news (notizie false n.d.r.) -contro Lenin non sono
nulla di nuovo.
Sebestyen
sta semplicemente sfornando la spazzatura del passato contro la
Rivoluzione d'Ottobre. E' ovvio in maniera accecante che la
responsabilità per il terrore durante la guerra civile non si trova con
i bolscevichi, ma con l'intervento imperialista. I bolscevichi volevano
difendere le conquiste della Rivoluzione, che aveva messo il potere
nelle mani della classe lavoratrice e spazzato via il dominio dei
proprietari terrieri e dei capitalisti, mentre la controrivoluzione
voleva ristabilire violentemente il potere delle vecchie classi
dominanti e del loro brutale sistema di sfruttamento.
Ventuno eserciti hanno invaso la Russia allo scopo di distruggere
il governo dei lavoratori e di reintrodurre la dittatura. Perché gli
operai ed i contadini non dovrebbero difendersi? Che altro si suppone
dovessero fare? Il Terrore Rosso costituiva in misure di difesa contro
il Terrore Bianco e le forze della controrivoluzione, come con i
giacobini nella Rivoluzione Francese. L'unico motivo per cui alla fine
in Russia i partiti d'opposizione furono banditi non fu sul creare uno
stato a partito unico, ma perché questi partiti sostenevano apertamente
la controrivoluzione con le armi in mano. Inizialmente, erano legali
tutti i partiti, eccetto le Centurie Nere fasciste. Non appena
iniziarono a sostenere gli eserciti bianchi e l'intervento imperialista,
tutto cambiò. Diventarono una "quinta colonna" ed i bolscevichi non
ebbero nessun'altra alternativa che bandirli, nella stessa maniera in
cui il governo britannico bandì l'Unione dei Fascisti britannica di
Oswald Mosley durante la II Guerra Mondiale. Nel
1021, furono bandite delle fazioni all'interno del Partito Bolscevico
come misura d'emergenza a causa dei pericoli di una spaccatura. Era
intesa come una misura temporanea fino a che questo pericolo era
passato. Entro un anno, nonostante il bando, Lenin stava proponendo di
organizzare una fazione con
Trotsky contro Stalin e la crescente
burocrazia. Sfortunatamente,
Lenin fu abbattuto da una serie di ictus che misero fine alla sua
vita.
"Il peggio dei suoi [di Lenin] mali fu di avere lasciato un uomo
come Stalin nella posizione di guidare la Russia dopo di lui. Questo è
stato un crimine storico", afferma il vuoto Victor. Ma questa è una
lampante fabbricazione. La verità è che agli inizi del 1923 Lenin
interruppe tutte i rapporti personali con Stalin e richiese la sua
rimozione come segretario generale. Questo consiglio è stato incluso nel
suo testamento, ma questo venne soppresso da Stalin e dai suoi
sostenitori. Naturalmente, il nostro autore è completamente muto su
questo "crimine".
Dopo la morte di Lenin,
Trotsky
assunse la lotta di Lenin contro lo Stalinismo e la sua teoria
antimarxista del "socialismo in un solo paese". Sfortunatamente, le
sconfitte internazionali della classe lavoratrice, in gran parte
responsabilità di Stalin e dei suoi alleati, rafforzarono la presa della
burocrazia. La stanca classe lavoratrice russa, esaurita da anni di
sacrificio, fu spinta da parte. Stalin divenne il prestanome della vera
burocrazia. Sulla base di questa controrivoluzione, Stalin manovrò per
espellere
Trotsky, come capo dell'opposizione di
sinistra, quindi esiliarlo ed assassinarlo. Questo fu parte di una
controrivoluzione politica contro la Rivoluzione d'Ottobre. Su queste
basi,
Stalin impiantò una mostruosa dittatura burocratica, che non aveva
nulla in comune con il regime democratico di Lenin e
Trotsky.
Naturalmente, il pericolo di raccontare la verità sulla Rivoluzione
Bolscevica servirebbe semplicemente a legittimare le idee di Lenin e di
Trotsky. Questo gli apologeti del
capitalismo non possono farlo. Hanno un altro compito. Per loro, i veri
ideali dell'Ottobre devono essere calunniati e seppelliti, in modo da
non fornire un esempio ai lavoratori ed ai giovani di oggi che sono
di fronte alla violenza della crisi capitalista.
Sostegno ai Soviet
"La temuta mano del leader della Rivoluzione Russa,
Vladimir Illyich Lenin,
è sempre presente alla mostra",
si cruccia il nostro colto saggio. La descrizione dell'influenza di
Lenin come "temuta" rivela semplicemente il timore della rivoluzione del
nostro liberale, che lui personifica in Lenin.
Ancora, il nostro storico liberale fa ogni sforzo possibile per
ritrarre Lenin come un qualche genere di fanatico assetato di sangue,
mettendo falsamente delle parole in bocca a Lenin ed ai suoi compagni
"cospiratori": "Pensate che possiamo fare questo senza plotoni
d'esecuzione"? Questa è semplicemente una frottola, un'invenzione,
nonostante le asserzioni del nostro storico "imparziale".
"Vi fu repressione fin dal principio, una guerra civile che costò
almeno tre milioni di morti", specifica, che è di nuovo una completa
distorsione. Per cominciare, "dal principio", la Rivoluzione fu molto
pacifica perché non vi era nessuno era disposto a resistere ed a
sostenere l'impopolare governo provvisorio. Soltanto cinque persone
persero la vita a S. Pietroburgo durante l'insurrezione ed alcune
centinaia a Mosca, mentre, al contrario, milioni perirono nella guerra
mondiale imperialista. La guerra civile russa portò alla morte di
milioni di persone, ma ciò fu dovuto all'intervento imperialista ed al
blocco contro la Russia.
Il sostegno al governo dei Soviet venne ammesso dal generale
Gough,
un capo delle forze interventiste,
che riconobbe che "i russi sono determinati ad impedire il ritorno al
potere delle vecchie classi ufficiali e, se costretti ad una scelta, che
è quello che sta realmente accadendo al momento, preferiscono il governo
dei bolscevichi".
Tempi pericolosi
Mr Sebestyen
ha fuori un nuovo libro, chiamato
Lenin il dittatore: un ritratto intimo. Avendo letto la sua
spazzatura sull'Evening Standard, non raccomanderei a nessuno di
sprecare il proprio tempo su un'altra velenosa menzogna sul povero
vecchio Lenin.
Nondimeno, vale la pena citare il penultimo paragrafo del suo
articolo: "Se nel 2017 siamo in un momento rivoluzionario, come
ritengono molti seri pensatori dell'era di Trump e del nuovo populismo,
non sarebbe inverosimile vedere la mostra alla
Royal Academy come un tempestivo avvertimento dei
pericolosi tempi a venire".
Questo è inteso come un serio avvertimento ai poteri forti.
Tuttavia, per noi è il riconoscimento della nostra analisi marxista che
una nuova rivoluzione sia interamente possibile e necessaria.
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