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Il 23 luglio 1967, scoppiò una ribellione nel centro della comunità
afroamericana di Detroit nella vicina parte ovest. Per cinque giorni la
città è stata al centro dell'attenzione nazionale ed internazionale in
relazione allo stato dei rapporti razziali negli Stati Uniti.
Questa esplosione di agitazione civile in una città che era
considerata quasi immune da un simile grado di risentimento civile
contro il razzismo e l'oppressione nazionale, diceva tutto poiché si
riferisce al livello di illusioni sociali e politiche così prevalenti
all'interno dei circoli dominanti degli USA del periodo.
Detroit
è conosciuta come la Motor City
e nel 1967 la produzione automobilistica era ad un livello elevato. Vi
erano migliaia di impianti industriali, fabbriche d'acciaio, centri
distribuzione ed un settore dei servizi collegati.
Nondimeno, nonostante la sua designazione come cosiddetta "città
modello", Detroit è esplosa nella maggiore rivolta urbana nella storia
USA fino a quel momento. Dopo una settimana di occupazione di polizia,
guardia nazionale ed esercito, 43 morti riconosciuti, altre centinaia
feriti e 7.000 persone erano state incarcerate.
Grandi strisce della città erano state devastate attraverso danni
alle proprietà ed incendi diffusi generali.
Il carattere e la natura della sommossa hanno allarmato la classe
dirigente delle imprese automobilistiche ed industriali come pure i
rivenditori più importanti.
L'allora presidente
Lyndon B. Johnson nel 1967 nominò un gruppo per studiare la violenza che
percorse rapidamente 160 città da una parte all'altra del paese. Noto
come il
National Advisory Commission on Civil Disorders (The Kerner
Report),
l'ente pubblicò le sue conclusioni nel marzo 1968,
giusto alla vigilia dell'assassinio del
Dr. Martin Luther King, Jr.,
il 4 aprile, che provocò ribellioni aggiuntive in 125
città. Il rapporto era piuttosto contraddittorio in carattere.
Da una parte esso richiedeva la fine immediata delle ribellioni
dichiarando che non sarebbero state tollerate. Allo stesso tempo, il
rapporto domandava un livello senza precedenti di finanziamenti
governativi per programmi sociali rivolti a migliorare le condizioni di
vita e di lavoro degli afroamericani.
Nell'introduzione il rapporto afferma che "La violenza non può
costruire una società migliore. La distruzione ed il disordine
alimentano la repressione, non la giustizia. Colpiscono la libertà di
tutti i cittadini. La comunità non può tollerare, non tollererà, la
coercizione ed il dominio della folla in tumulto. La violenza e la
distruzione devono essere terminate–nelle vie del ghetto e nella vita della gente".
Quindi il rapporto continua osservando che "La segregazione e la
povertà hanno creato nel ghetto razziale un ambiente distruttivo
totalmente sconosciuto alla maggior parte degli americani bianchi. Ciò
che gli
americani bianchi non hanno mai completamente compreso ma che i
negri non possono dimenticare è che la società dei bianchi è
profondamente implicata nel ghetto. Le istituzioni dei bianchi lo hanno
creato, le
istituzioni dei bianchi lo mantengono e la società dei bianchi lo
condona".
Sottolineando la necessità di riforme il rapporto afferma
"Adesso è ora di rivolgersi con tutta la determinazione a nostra
disposizione alla principale opera non finita di questo paese. E' ora di
adottare strategie per l'azione che produrranno un progresso rapido e
visibile. E' ora di attuare le promesse della democrazia americana per
tutti i cittadini-urbani e rurali, bianchi e neri, dal cognome spagnolo, indiani americani e
tutti i gruppi delle minoranze".
Quindi la Commissione avanzò dei suggerimenti all'amministrazione
Johnson sui quali meditare, enfatizzando
che
"Le nostre raccomandazioni abbracciano tre principi fondamentali:
presentare dei programmi di scala simile alla dimensione dei problemi,
mirare questi programmi per un alto impatto nel futuro immediato allo
scopo di chiudere il divario tra promessa e realizzazione; intraprendere
nuove iniziative ed esperimenti che possano cambiare il sistema di
fallimento e di frustrazione che ora domina il ghetto ed indebolisce la
nostra società".
Subito dopo la ribellione del luglio 1967. nelle comunità
afroamericane, nelle scuole e nei luoghi di lavoro l'agitazione e
l'organizzazione si intensificarono. Per gli inizi del 1968, il
Dodge Revolutionary Union Movement (DRUM)
stava lavorando per organizzare la gente nelle
fabbriche.
Quello stesso anno,
venne formata a Detroit la Repubblica della Nuova Africa (RNA) che
domandava una stato separato per gli africani negli USA situato nella
regione meridionale del paese. Un anno più tardi, la RNA sarebbe stata
accusata di coinvolgimento nell'assassinio di due poliziotti bianchi al
di fuori della sua assemblea nazionale tenutasi alla
New Bethel Baptist Church il 29 marzo 1969.
The following month on April 26, the National Black
Economic Development Conference (NBEDC) was held at Wayne State
University. Emerging from this gathering was the demand for reparations
from the white-dominated religious institutions across the U.S.
Il mese seguente, il 26 aprile, si tenne alla
Wayne State University la
National Black Economic Development Conference (NBEDC).
Emergente da questa riunione fu la richiesta di riparazioni dalle
istituzioni religiose dominate dai bianchi attraverso gli USA.
James Forman,
ex segretario esecutivo dello
Student Nonviolent Coordinating Committee (SNCC),
scrisse e presentò il
Black Manifesto,
una richiesta di pagamento di $500 milioni al movimento di
liberazione afroamericano per sviluppare presse da stampa,
organizzazioni dei medi e terra nel sud.
Forman divenne membro del comitato esecutivo
della
League of Revolutionary Black Workers
(LRBW)
che sorse dal DRUM e da altri movimenti sindacali rivoluzionari in
diverse fabbriche per tutta l'area metropolitana.
Forman, all'interno del
Black Manifesto, la prima richiesta comprensiva di riparazioni tra gli
africani negli USA durante il 20° secolo,
avanzò uno degli appelli di più vasta portata per un cambiamento
rivoluzionario. Dichiara che "mentre parliamo di rivoluzione, che sarà
un confronto armato e lunghi anni di sostenuta guerra di guerriglia
all'interno di questo paese, dobbiamo anche parlare del genere di mondo
in cui vogliamo vivere". Dopo
Forman mette in evidenza che
"Dobbiamo impegnarci per una società dove il totale dei mezzi di
produzione è presa alla gente ricca e posto nelle mani dello stato
per il benessere di tutto il popolo. E' questo ciò che intendiamo quando
diciamo controllo totale. Ed intendiamo che il popolo nero che ha
sofferto di più dallo sfruttamento e dal razzismo deve muoversi per
proteggere il suo interesse di neri assumendo la
leadership di tutto ciò che si trova all'interno degli Stati Uniti".
Il lavoro della Lega coinvolse anche studenti e giovani che nel
1968-69 si coalizzarono nella
Black Student Voice
e nel Black Student United Front. Questi giovani
servirono come forza d'urto della Lega nelle scuole e nelle comunità
dove sfidavano il sistema educativo razzista ed il ruolo della polizia.
Dal Black Power all'occupazione neocoloniale
Ci si potrebbe chiedere cosa abbia a che fare la storia di Detroit
di circa quattro decenni e mezzo fa con l'attuale crisi che fronteggiano
gli afroamericani. Alla luce dei recenti scoppi di rivolte urbane a
Ferguson e Baltimora, vi sono delle straordinarie lezioni che si possono
apprendere dalle esperienze storiche di Detroit.
Per gli inizi degli anni 1970, il carattere del sistema oppressivo
si stava modificando. La lotta contro il terrore poliziesco come
esemplificata a Detroit con la
Stop the Robberies Enjoy Safe Streets (STRESS),
delle unità di polizia esca che tra il 1971-73 presero di mira ed
assassinarono giovani afroamericani, fu preparata la scena per una
rivolta ancora più protratta ed armata nella città.
Il senatore dello stato del
Michigan
Coleman Young,
un ex comunista ed organizzatore sindacale con i
National Negro Labor Councils alla fine degli anni 1940 ed iniziali 1950, venne
eletto nel novembre 1973 come primo sindaco afroamericano della città.
Con un ampio mandato del pubblico, Young abolì la STRESS, istituì azioni
di promozione della presenza femminile e delle minoranze
nell'amministrazione municipale e nei contratti con il comune, cercò di
rivitalizzare la vita culturale della città promuovendo il rinnovamento
del
Paradise Theater,
incoraggiando la gente a ripopolare i quartieri storici
delle parti ovest ed est, come pure altri progetti.
Nondimeno, la crisi era oltre la gente all'interno della città per
essere affrontata entro la struttura del sindacalismo e della politica
elettorale. Il cosiddetto Embargo petrolifero arabo del 1973, l'inizio
della ristrutturazione del sistema capitalista mondiale dal 1975 in
avanti, presero un orrendo pedaggio alla città.
Ciò è stato combinato con consistenti perdite di posti di lavoro,
prestiti con mutui predatori ed aggressive chiusure di
servizi pubblici ecc. Il fallimento della politica elettorale
nell'affrontare i bisogni fondamentali della gente è più profondo in
municipalità come Detroit.
A
Ferguson vi erano dei mediocri funzionari politici
afroamericani ed in una recente votazione diversi sono stati eletti a
delle posizioni. Proprio la situazione opposta prevale a Baltimora, con
un'intera consorteria di afroamericani eletti che esercitano influenza
politica ma che sono incapaci di porre fine alla povertà, ai sequestri
di case, alle chiusure del servizio idrico ed al terrorismo poliziesco.
Detroit ha ottenuto l'attenzione internazionale durante l'estate
del 2014, quando decine di migliaia di possessori di case sono stati
assoggettati alla
chiusura del servizio idrico durante la maggiore
bancarotta municipale della storia USA. La
Moratorium NOW! Coalition ha lottato sia
contro il fallimento che contro
la
chiusura del servizio idrico in una campagna senza
precedenti che potrebbe servire come modello per altre città che
fronteggiano simili attacchi furiosi da parte di banche e
corporation che cercano di prosciugare i fondi pensione, i bilanci
scolastici, i beni pubblici ed i servizi municipali per i loro scopi di
fare profitto nell'interesse di
Wall Street.
Il bisogno di un'organizzazione rivoluzionaria
Il bilancio del Pentagono è stato un grande contribuente al
definanziamento delle città degli USA. Le risorse che dovrebbero essere
utilizzate per ricostruire le aree urbane vengono sprecate dalla
macchina bellica in cui vengono guadagnati da
Wall Street trilioni di dollari dalla disgrazia dei popoli
del mondo.
Inoltre, le armi, i prodotti chimici ed i veicoli utilizzati dalle
forze del
Pentagono
e della Central Intelligence Agency (CIA) in Afghanistan,
Iraq, Pakistan, Somalia, Yemen, Panama, Grenada, Colombia, Libano, Libia ed i altre regioni geopolitiche, sono
stati trasferiti alle agenzie di polizia locali e di stato allo scopo
della soppressione, della repressione e dell'imprevedibile oppressione
della gente delle comunità di colore e della classe lavoratrice in
generale. La guerra che viene intrapresa contro il popolo di
Detroit, Ferguson
e Baltimora è un'estensione dei "colpisci e terrorizza"
perpetuati negli stati post coloniali dell'Asia-Pacifico, del Medio
Oriente, dell'Africa e dell'America Latina.
Ciò che il fenomeno dell'amministrazione Obama ha insegnato è la
necessità di una rottura totale con il capitalismo e l'imperialismo. Il
Partito Democratico ha trascurato di affrontare i problemi principali
che sfidano la maggioranza del popolo degli USA. L'unica soluzione si
trova nella formazione di un partito rivoluzionario ed in una alleanza
che possa combattere il sistema alle radici.
Il socialismo e la liberazione nazionale degli oppressi sono
l'unica soluzione all'eredità di razzismo e di sfruttamento economico.
Nota:
Questo discorso è stato pronunciato ad una commissione del
Left Forum
tenuto al John Jay College of Criminal Justice, City University
di New York (CUNY) il 31
maggio 2015. La commissione era presieduta da
Margaret Kimberley
di Black Agenda Report
che ha introdotto
Marilyn Levin
dello United National Antiwar Coalition (UNAC), Ajamu Baraka
dello United States Human Rights Network (USHRN)
e
Abayomi Azikiwe,
autore di questa presentazione.
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