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I dati governativi ufficiali sono manipolati. Mancano completamente
di credibilità. Le buone notizie riportate sono un'esagerazione.
L'orribile realtà sottostante viene soppressa.
Il rapporto mensile sull'occupazione del Dipartimento del Lavoro è
tipico. L'economista
Jack Rasmus ospite regolare di
Progressive Radio News Hour
chiama l'ultimo di gennaio "in gran parte prestidigitazione
statistica".
I riportati 243.000 posti di lavoro mancano di credibilità. Li ha
fabbricati la manipolazione. Persino l'Ufficio Statistiche del Lavoro
(BLS) ammette:
"Il livello di confidenza per il cambiamento mensile
nell'occupazione totale è dell'ordine di più o meno 430.000 posti di
lavoro".
Con questo livello di accuratezza perché infastidirsi a riportare
affatto. I numeri mensili sono senza senso. Quelli di gennaio riflettono
il problema.
Rasmus ha affermato che quelli presumibilmente creati non sono
posti di lavoro reali. "Rappresentano aggiustamenti stagionali eseguiti
sui dati grezzi...." Infatti, le cifre di gennaio riflettono "un'anomala
massiccia revisione verso l'alto dei dati grezzi sui posti di lavoro,
dovuti a presunzioni sulla stagionalità e sulla costituzione (presunta)
di nuove imprese".
Paragonare le cifre reali a quelle aggiustate stagionalmente mostra
differenze marcate. I dati riferiti per dicembre 2011 e gennaio 2012
hanno rivelato "un incredibile aumento da 7 a 10 volte nella differenza
tra" cifre aggiustate stagionalmente e non.
Per gennaio, i dati grezzi mostravano grandi perdite di posti di
lavoro, non guadagni. Inclusi erano "circa 300.000 posti di lavoro
nell'edilizia, altri 600.000" nel commercio al dettaglio, e "400.000 nei
servizi professionali alle imprese poiché la maggior parte delle imprese
tagliano la loro forza lavoro all'inizio dell'anno per tenere giù i
costi". In aggiunta, sono stati perduti altri centinaia di migliaia per
un totale complessivo di 2,7 milioni.
Riportare 243.000 nuovi occupati nega la realtà. Di fatto, è
peggio. E' la propaganda dell'amministrazione Obama per fare pensare ai
disoccupati che la loro posizione afflitta non riflette condizioni in
miglioramento falsificate.
E' la montatura pubblicitaria di un anno elettorale, una menzogna
ufficiale, che volta la realtà da un'altra parte per dei voti in
un'epoca nella quale l'America sperimenta una depressione dell'economia
reale che colpisce i posti di lavoro. Essa replica quella degli anni
'30. La vera disoccupazione è al 22,5%, non la falsa cifra dell'U-3 di
8,3% riferita per nascondere la cupa verità.
I numeri dei titoli escludono i lavoratori scoraggiati. Vogliono il
lavoro ma abbandonano la ricerca dopo mesi di vani tentativi. Inoltre,
non viene fatta nessuna distinzione tra i dipendenti a tempo pieno ed
altri costretti a quelli a paga bassa, ad un misero part-time/precario
con basso o nessun beneficio.
Statisticamente un posto di lavoro è un posto di lavoro, non
importa quanto scadente o poche ore mensili lavorate. Naturalmente,
questo tipo di riportare denigra quelli incapaci di guadagnare a
sufficienza per sopravvivere in tempi duri. Secondo i dati del
Censimento, rappresentano metà delle famiglie USA definite come
impoverite o che rasentano la povertà. Questa realtà dovrebbe scuotere
tutti e costringere ad agire i funzionari responsabili.
La manipolazione del Dipartimento del Lavoro è aumentata in modo
spropositato negli anni '90. Per esempio, il cosiddetto "modello
nascite-morti" calcola i posti di lavoro non riportati netti da nuove
imprese meno le perdite da altre che non operano più.
Durante le espansioni, il modello funziona perché gli avvii
superano le chiusure. Non funziona nelle recessioni. Tuttavia, il BLS
assume che i lavoratori delle imprese non operanti siano ancora
impiegati. Inoltre, aggiunge altri 30 - 48.000 occupati mensilmente sia
che esistano oppure no delle nuove imprese nette. Ritenere che esistano
quando non esistono è frode.
E' messo in risalto nei rapporti mensili del BLS. Essi nascondono
deliberatamente la realtà in tempi duri. Raramente menziona che la
figura dell'U-6 supera il 15%. Comprende "lavoratori aggregati
marginalmente: gente che vuole posti di lavoro ma non ha cercato
attivamente nei 30 giorni trascorsi. Ma nell'anno passato ha cercato
senza successo".
Comprende anche i lavoratori scoraggiati che hanno smesso di
cercare per frustrazione entro, ma non eccedendo, i 12 mesi passati,
come pure altri che cercano lavoro a tempo pieno ma sono costretti a
prendere posti di lavoro part-time o precari che altrimenti
eviterebbero. I lavoratori scoraggiati a lungo termine non contati
(quelli che abbandonano dopo 366 giorni) mandano la disoccupazione reale
al 22,5%.
La depressione immobiliare in aggravamento dell'America inasprisce
la crisi dei posti di lavoro odierna. Tuttavia
Washington
politica riporta un miglioramento. Di fatto, le condizioni stanno
deteriorando, non rafforzandosi. I dati ufficiali mentono.
Inoltre, i rimedi promessi sono falsi.
L'edilizia è estremamente importante. Le case sono la maggiore
attività della famiglia media USA. La ripresa economica è improbabile
durante una crisi edilizia. Durante una depressione, è impossibile.
Durante la maggiore crisi edilizia dagli anni '30 assicura tempi duri
prolungati per la maggior parte della gente.
Le valutazioni delle case stanno declinando. Gli avvii di alloggi
sono bassi. Le vendite di case nuove sono a livelli bassi da record. Gli
inventari delle proprietà invendute rimangono alti. Così i sequestri
mensili di case li stanno incrementando.
La sbalorditiva cifra di 6,17 milioni di famiglie sono sott'acqua o
minacciate di sequestro. Invece di assistenza, le misure della politica
comprendono salvataggi bancari senza limiti precisi, stampa di denaro
senza precedenti, tassi d'interesse dello zero percento tassando i
risparmiatori, posti di lavoro fantasma nel manifatturiero e non facendo
praticamente nulla per crearne di nuovi veri.
Di conseguenza, circa 25 milioni di americani sono disoccupati. La
maggior parte con posti di lavoro ne hanno di scadenti. La povertà è a
livelli record. Così è il bisogno umano. Invece di affrontare le
condizioni di crisi, Obama ha mentito sul rapporto di gennaio del BLS,
dichiarando:
"L'economia sta crescendo vigorosa e la ripresa si accelera".
Di fatto, sta sperimentando i tempi più duri dalla Grande
Depressione con nessuna misura di politica proposta per affrontarla.
Invece, viene progettata l'austerità quando milioni di persone hanno
bisogno di aiuto, cominciando con posti di lavoro decenti e salari
minimi vitali.
Non sono in circolazione e non vengono prodotte. Soltanto quelle
fantasma del BLS, creando un'illusione di impoverimento durante tempi
duri più duri che mai per crescenti milioni. E' la tormentata realtà di
oggi.
Un commento finale
Esemplare, un rapporto del
New York Times
del 3 febbraio applaudiva al rapporto sull'occupazione di gennaio
intitolato, "I guadagni nell'occupazione riflettono la speranza che stia
sbocciando la ripresa", affermando:
"Le ruote anteriori si sono alzate dalla pista. Ora gli americani
stanno aspettando di vedere se l'economia possa veramente andare in
alto". I dati di gennaio suggeriscono che "la ripresa sembra stia
finalmente raggiungendo i lavoratori americani", nonostante posti di
lavoro fantasma che negano la realtà.
Naturalmente, sostenerlo sarebbe da guastafeste. Comunque, non
soltanto è vero, rivela la feroce realtà delle perdite di posti di
lavoro, non di guadagni.
Il 9 febbraio,
Pew Research
ha pubblicato un rapporto intitolato "Diventare maggiorenne, lentamente,
in un'economia difficile", affermando:
Gli adulti giovani, di età 18 - 24 anni, sono di fronte a tempi
sempre più duri per trovare lavoro dalla II GM. Di conseguenza, la loro
vita ed il loro futuro sono toccati. Dal 2010, soltanto il 54% dei
giovani sono occupati. E' la cifra più bassa da quando è iniziata la
raccolta dei dati nel 1948 ed un marcato ribasso dal 62% del 2007.
Inoltre, il divario di occupazione tra giovani ed adulti in età
lavorativa è al 15%, il più ampio nella storia registrata. Dal 2007, gli
adulti giovani con posti di lavoro a tempo pieno hanno visto calare i
salari del 6%. In aggiunta, più dell'80% di quelli esaminati credono che
oggi trovare un lavoro sia più difficile per i giovani delle condizioni
che hanno affrontato i loro genitori. Hanno anche espresso
preoccupazioni sull'essere mal preparati per posti di lavoro che
vogliono per mancanza di istruzione, formazione o altra preparazione.
Come risultato, quasi un terzo è tornato a scuola. Un altro 25% ha
preso lavoro non pagato o si è trasferito indietro dai genitori. Uno su
cinque ha ritardato i piani di matrimonio e di allevare figli. Che lo
sappiano oppure no, tempi duri prolungati per anni a venire incideranno
seriamente sul loro futuro.
Questa è realmente una sinistra realtà. Le canaglie dei grandi mass
media la sopprimono in rapporti ingannevoli su condizioni in
miglioramento che non esistono.
Stephen Lendman
vive a
Chicago
e può contattarsi a
lendmanstephen@sbcglobal.net.
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sjlendman.blogspot.com
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posted by Steve Lendman
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