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SaBATO, 11 FEBBRAIO 2012

La falsa ripresa economica americana

di Stephen Lendman

I dati governativi ufficiali sono manipolati. Mancano completamente di credibilità. Le buone notizie riportate sono un'esagerazione. L'orribile realtà sottostante viene soppressa.

Il rapporto mensile sull'occupazione del Dipartimento del Lavoro è tipico. L'economista Jack Rasmus ospite regolare di Progressive Radio News Hour chiama l'ultimo di gennaio "in gran parte prestidigitazione statistica".

I riportati 243.000 posti di lavoro mancano di credibilità. Li ha fabbricati la manipolazione. Persino l'Ufficio Statistiche del Lavoro (BLS) ammette:

"Il livello di confidenza per il cambiamento mensile nell'occupazione totale è dell'ordine di più o meno 430.000 posti di lavoro".

Con questo livello di accuratezza perché infastidirsi a riportare affatto. I numeri mensili sono senza senso. Quelli di gennaio riflettono il problema.

Rasmus ha affermato che quelli presumibilmente creati non sono posti di lavoro reali. "Rappresentano aggiustamenti stagionali eseguiti sui dati grezzi...." Infatti, le cifre di gennaio riflettono "un'anomala massiccia revisione verso l'alto dei dati grezzi sui posti di lavoro, dovuti a presunzioni sulla stagionalità e sulla costituzione (presunta) di nuove imprese".

Paragonare le cifre reali a quelle aggiustate stagionalmente mostra differenze marcate. I dati riferiti per dicembre 2011 e gennaio 2012 hanno rivelato "un incredibile aumento da 7 a 10 volte nella differenza tra" cifre aggiustate stagionalmente e non.

Per gennaio, i dati grezzi mostravano grandi perdite di posti di lavoro, non guadagni. Inclusi erano "circa 300.000 posti di lavoro nell'edilizia, altri 600.000" nel commercio al dettaglio, e "400.000 nei servizi professionali alle imprese poiché la maggior parte delle imprese tagliano la loro forza lavoro all'inizio dell'anno per tenere giù i costi". In aggiunta, sono stati perduti altri centinaia di migliaia per un totale complessivo di 2,7 milioni.

Riportare 243.000 nuovi occupati nega la realtà. Di fatto, è peggio. E' la propaganda dell'amministrazione Obama per fare pensare ai disoccupati che la loro posizione afflitta non riflette condizioni in miglioramento falsificate.

E' la montatura pubblicitaria di un anno elettorale, una menzogna ufficiale, che volta la realtà da un'altra parte per dei voti in un'epoca nella quale l'America sperimenta una depressione dell'economia reale che colpisce i posti di lavoro. Essa replica quella degli anni '30. La vera disoccupazione è al 22,5%, non la falsa cifra dell'U-3 di 8,3% riferita per nascondere la cupa verità.

I numeri dei titoli escludono i lavoratori scoraggiati. Vogliono il lavoro ma abbandonano la ricerca dopo mesi di vani tentativi. Inoltre, non viene fatta nessuna distinzione tra i dipendenti a tempo pieno ed altri costretti a quelli a paga bassa, ad un misero part-time/precario con basso o nessun beneficio.

Statisticamente un posto di lavoro è un posto di lavoro, non importa quanto scadente o poche ore mensili lavorate. Naturalmente, questo tipo di riportare denigra quelli incapaci di guadagnare a sufficienza per sopravvivere in tempi duri. Secondo i dati del Censimento, rappresentano metà delle famiglie USA definite come impoverite o che rasentano la povertà. Questa realtà dovrebbe scuotere tutti e costringere ad agire i funzionari responsabili.

La manipolazione del Dipartimento del Lavoro è aumentata in modo spropositato negli anni '90. Per esempio, il cosiddetto "modello nascite-morti" calcola i posti di lavoro non riportati netti da nuove imprese meno le perdite da altre che non operano più.

Durante le espansioni, il modello funziona perché gli avvii superano le chiusure. Non funziona nelle recessioni. Tuttavia, il BLS assume che i lavoratori delle imprese non operanti siano ancora impiegati. Inoltre, aggiunge altri 30 - 48.000 occupati mensilmente sia che esistano oppure no delle nuove imprese nette. Ritenere che esistano quando non esistono è frode.

E' messo in risalto nei rapporti mensili del BLS. Essi nascondono deliberatamente la realtà in tempi duri. Raramente menziona che la figura dell'U-6 supera il 15%. Comprende "lavoratori aggregati marginalmente: gente che vuole posti di lavoro ma non ha cercato attivamente nei 30 giorni trascorsi. Ma nell'anno passato ha cercato senza successo".

Comprende anche i lavoratori scoraggiati che hanno smesso di cercare per frustrazione entro, ma non eccedendo, i 12 mesi passati, come pure altri che cercano lavoro a tempo pieno ma sono costretti a prendere posti di lavoro part-time o precari che altrimenti eviterebbero. I lavoratori scoraggiati a lungo termine non contati (quelli che abbandonano dopo 366 giorni) mandano la disoccupazione reale al 22,5%.

La depressione immobiliare in aggravamento dell'America inasprisce la crisi dei posti di lavoro odierna. Tuttavia Washington politica riporta un miglioramento. Di fatto, le condizioni stanno deteriorando, non rafforzandosi. I dati ufficiali mentono. Inoltre, i rimedi promessi sono falsi.

L'edilizia è estremamente importante. Le case sono la maggiore attività della famiglia media USA. La ripresa economica è improbabile durante una crisi edilizia. Durante una depressione, è impossibile. Durante la maggiore crisi edilizia dagli anni '30 assicura tempi duri prolungati per la maggior parte della gente.

Le valutazioni delle case stanno declinando. Gli avvii di alloggi sono bassi. Le vendite di case nuove sono a livelli bassi da record. Gli inventari delle proprietà invendute rimangono alti. Così i sequestri mensili di case li stanno incrementando.

La sbalorditiva cifra di 6,17 milioni di famiglie sono sott'acqua o minacciate di sequestro. Invece di assistenza, le misure della politica comprendono salvataggi bancari senza limiti precisi, stampa di denaro senza precedenti, tassi d'interesse dello zero percento tassando i risparmiatori, posti di lavoro fantasma nel manifatturiero e non facendo praticamente nulla per crearne di nuovi veri.

Di conseguenza, circa 25 milioni di americani sono disoccupati. La maggior parte con posti di lavoro ne hanno di scadenti. La povertà è a livelli record. Così è il bisogno umano. Invece di affrontare le condizioni di crisi, Obama ha mentito sul rapporto di gennaio del BLS, dichiarando:

"L'economia sta crescendo vigorosa e la ripresa si accelera".

Di fatto, sta sperimentando i tempi più duri dalla Grande Depressione con nessuna misura di politica proposta per affrontarla. Invece, viene progettata l'austerità quando milioni di persone hanno bisogno di aiuto, cominciando con posti di lavoro decenti e salari minimi vitali.

Non sono in circolazione e non vengono prodotte. Soltanto quelle fantasma del BLS, creando un'illusione di impoverimento durante tempi duri più duri che mai per crescenti milioni. E' la tormentata realtà di oggi.

Un commento finale

Esemplare, un rapporto del New York Times del 3 febbraio applaudiva al rapporto sull'occupazione di gennaio intitolato, "I guadagni nell'occupazione riflettono la speranza che stia sbocciando la ripresa", affermando:

"Le ruote anteriori si sono alzate dalla pista. Ora gli americani stanno aspettando di vedere se l'economia possa veramente andare in alto". I dati di gennaio suggeriscono che "la ripresa sembra stia finalmente raggiungendo i lavoratori americani", nonostante posti di lavoro fantasma che negano la realtà.

Naturalmente, sostenerlo sarebbe da guastafeste. Comunque, non soltanto è vero, rivela la feroce realtà delle perdite di posti di lavoro, non di guadagni.

Il 9 febbraio, Pew Research ha pubblicato un rapporto intitolato "Diventare maggiorenne, lentamente, in un'economia difficile", affermando:

Gli adulti giovani, di età 18 - 24 anni, sono di fronte a tempi sempre più duri per trovare lavoro dalla II GM. Di conseguenza, la loro vita ed il loro futuro sono toccati. Dal 2010, soltanto il 54% dei giovani sono occupati. E' la cifra più bassa da quando è iniziata la raccolta dei dati nel 1948 ed un marcato ribasso dal 62% del 2007.

Inoltre, il divario di occupazione tra giovani ed adulti in età lavorativa è al 15%, il più ampio nella storia registrata. Dal 2007, gli adulti giovani con posti di lavoro a tempo pieno hanno visto calare i salari del 6%. In aggiunta, più dell'80% di quelli esaminati credono che oggi trovare un lavoro sia più difficile per i giovani delle condizioni che hanno affrontato i loro genitori. Hanno anche espresso preoccupazioni sull'essere mal preparati per posti di lavoro che vogliono per mancanza di istruzione, formazione o altra preparazione.

Come risultato, quasi un terzo è tornato a scuola. Un altro 25% ha preso lavoro non pagato o si è trasferito indietro dai genitori. Uno su cinque ha ritardato i piani di matrimonio e di allevare figli. Che lo sappiano oppure no, tempi duri prolungati per anni a venire incideranno seriamente sul loro futuro.

Questa è realmente una sinistra realtà. Le canaglie dei grandi mass media la sopprimono in rapporti ingannevoli su condizioni in miglioramento che non esistono.

Stephen Lendman vive a Chicago e può contattarsi a lendmanstephen@sbcglobal.net.

Visitate anche il suo sito blog a sjlendman.blogspot.com ed ascoltate a discussioni penetranti con ospiti illustri alla Progressive Radio News Hour sulla Progressive Radio Network giovedì alle 0AM US Central time e sabato e domenica a mezzogiorno. Tutti i programmi sono archiviati per un comodo ascolto.

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posted by Steve Lendman