L'America sull'orlo della depressione e
della bancarotta
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Analista economico, politico e di mercato di lunga data, Bob Chapman pubblica l'International Forecaster, che offre incisive analisi assenti nelle fonti mainstream, importanti specialmente ora che data la crescente crisi economica dell'America diventa più difficile nascondere mentre le prove montano. Il suo saggio del 25 agosto afferma quanto segue: "Venti paesi (compresa l'America) sono diretti verso la bancarotta ed altri seguiranno. Questo solleva la questione del debito pubblico negli USA. L'America è stata per 18 mesi in una depressione inflazionistica. Gli stati tagliano da due anni, ma affrontano ancora enormi divari di bilancio che è necessario siano chiusi....il 2011 sarà un anno terribile con l'80% degli stati che si aspettano deficit di più di $200 miliardi. Il 2012 sembra ancora peggiore". Più preoccupante, "non vi è nessuna ripresa e non vi è mai stata....l'economia ed il sistema finanziario USA sono comatosa". Il peggio deve ancora venire ed all'arrivo colpirà duro. Il 24 agosto, l'economista David Rosenberg ha affermato: "Ora vi dirò perché questa è una depressione e non soltanto una qualche insignificante recessione", ciò che ripete da mesi, diversamente da pochi altri analisti aziendali che pretendono che la flessione dell'autunno 2007 "è terminata un giorno l'anno scorso". Non è così, si è aggravata, aumentano le prove che forniscono maggiore chiarezza. Presentando una prospettiva storica, Rosenberg ha dichiarato che la Grande Depressione non era contrassegnata dal PIL declinante ogni trimestre. La recessione 1929-33 è durata quattro anni, seguiti dalla ripresa e da un'altra "profonda recessione" nel 1037-38. Durante la prima, "vi sono stati non meno di sei - sei! - rimbalzi trimestrali dei dati del PIL", che ad un tasso annuale si aggirano su una media dell'8%, accompagnati da bruschi incrementi del mercato, quindi declini che confermavano i falsi positivi. Così "indovinate cosa? Ora possiamo stare a rivivere la storia. Se segnate i punti, abbiamo registrato quattro avanzamenti trimestrali nel PIL reale", che in media fanno soltanto il 3%. L'inversione della fine degli anni '30 dimostrava "quanto fragile fosse realmente la ripresa post-bolla", ancora un falso ripetuto in un'economia ora più debole di allora, in direzione di gravi problemi davanti, che di conseguenza danneggia altri milioni di americani. La Fed ha ridotto i tassi d'interesse quasi a zero senza nessun effetto, al meglio guadagnando tempo, non risolvendo nulla. "Quindi la Fede ha triplicato l'ammontare del suo bilancio - ancora con poco stimolo prolungato ad un sistema finanziario guasto". Settimane addietro, poi confermato da nuovi dati, Rosenberg ha sottolineato la debolezza, numerosi indicatori che ripiegavano, compresi produzione, vendite al dettaglio, fiducia dei consumatori ed edilizia, un'industria guida che ha impatto sull'intera economia. Nuovi rapporti mostrano che sta crollando, alcune interpretazioni a livelli minimi record, altri debole in modo preoccupante per tutto il paese. In luglio le vendite di case esistenti sono diminuite del 25,5%, il maggiore calo mensile da quando sono cominciate le registrazioni nel 1968, riportando le vendite annualizzate ai livelli del 1995 e segnalando guai peggiori davanti. Altri dati sull'edilizia confermano il malessere, comprese le vendite di case nuove, gli inizi ed i permessi edilizi. Allo stesso modo preoccupanti sono state le crescenti richieste di sussidi per licenziamenti e disoccupazione giovanile che toccano le 500.000, lampeggiando rosso per difficoltà quasi tre anni dopo la flessione iniziale, combinate con un tasso di disoccupazione di quasi il 22%, non il numero fasullo del 9,5% dei titoli, il calcolo del 1980 riescogitato per nascondere debolezza come tutti gli altri falsi dati economici, mettere il rossetto ad un'economia che somiglia e puzza sempre più come un maiale, malata.
Secondo
Rosenberg, "Sapete di
essere in una depressione quando: Il peggio deve ancora venire
L'esperto finanziario e difensore della
sicurezza degli investitori
Martin Weiss ha cominciato ad
avvertire di grande declino economico prima che iniziasse e continua
a farlo, citando prove che la maggior parte degli analisti
minimizzano o ignorano, incluse: Di conseguenza, vede davanti difficoltà economiche sempre più gravi, non importa che passi intraprendano l'amministrazione, il Congresso o la Fed. Si aspetta un poco più incentivi, soltanto un altro futile tentativo della banca centrale di stampare denaro (molto) per guadagnare tempo. "Questi dollari di carta non creeranno vera prosperità", soltanto un'illusoria, "temporanea, falsa prosperità", ma affatto nessuna per la maggior parte della gente, appesa ad essiccare da sola. Si aspetta anche una crisi del debito sovrano che colpisca l'Europa e gli USA, affermando che la condizione dell'America supera la terribile situazione dei paesi PIIGS (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna), citando la Banca dei Regolamenti Internazionali (la banca centrale dei banchieri centrali) che dichiara che il debito USA toccherà il 400% del PIL, più del triplo del carico della Grecia al 129% che ha affondato il paese nella bancarotta (non dichiarata). In realtà, per l'America il peggio deve ancora venire. L'America è già fallita Laurence Kotlikoff, docente di Economia all'Università di Boston, lo spiega nel suo articolo del 10 agosto, intitolato "Gli USA sono falliti e nemmeno lo sappiamo", affermando: "Siamo seri. Gli USA sono falliti. Né spendere di più né tassare di meno aiuterà il paese a pagare i suoi conti". Ciò che è necessario, afferma, è riorganizzare l'economia "semplificando radicalmente i sistemi fiscale, sanitario, pensionistico e finanziario...." La rivitalizzazione dipende da questo con le passività non finanziate che superano $110 trilioni ed aumentano. Persino l'FMI è preoccupato, dichiarando che "chiudere il divario fiscale dell'America richiede un aggiustamento fiscale annuale permanente pari a circa il 14% del PIL degli USA", il che significa, naturalmente, per le famiglie di lavoratori, non per gli interessi corporativi o per la sicurezza nazionale, le più vistose aree che necessitano di riforma. Il divario fiscale rappresenta "la differenza tra la spesa prevista (compreso il servizio del debito) e le entrate previste in tutti gli anni futuri. E' il conto della carta di credito del governo ed il 14% del PIL di ogni anno è l'interesse su quel conto". Quando non viene pagato, incrementa il saldo dovuto. E ogni trilione che la Fed stampa per salvare i banchieri lo aumenta. Far pagare loro, non il pubblico che hanno derubato, cominciando a chiudere le banche, a smembrarle, sequestrando i loro beni e nazionalizzandole per il bene collettivo.
Kotlikoff
è spaventoso
affermando che "Lo schema Ponzi dello Zio Sam si fermerà, sorse in
una maniera molto sgradevole", citando tre possibilità: Chiamando l'America "Peggiore della Grecia", ritiene "Più probabile che vedremo una combinazione di tutte e tre le risposte con drammatici incrementi di povertà, tasse, tassi d'interesse e prezzi al consumo", il sentiero sul quale ci indirizziamo per il peggiore di tutti i mondi possibili. Basato sugli ultimi dati dell'Ufficio del Bilancio del Congresso (CBO), calcola un divario fiscale di $202 trilioni - "più di 15 volte il debito ufficiale" perché il Congresso "classifica la maggior parte delle sue passività 'non ufficiali' per tenerle fuori dalla contabilità (fuori dalla vista) e lontane nel futuro" a riguardare altri funzionari, non loro. Naturalmente, classificare non è sistemare. E' soltanto nascondere realtà spiacevoli, lasciando altri, non loro, ad affrontare la musica negli anni successivi. Le attuali entrate federali ammontano a $14,9% del PIL, l'FMI afferma che chiuderle richiede "un raddoppio immediato e permanente delle imposte sul nostro reddito personale, d'impresa e federale come pure del tributo sulle paghe attribuito nella Contribution Act".
Tale politica produrrebbe un surplus del 5%
quest'anno, l'FMI prescrive l'austerità fiscale all'infinito,
affermando che il ritardo la renderà più severa in avanti. "L'FMI è
tutto matto"? Niente affatto, soltanto preferenziale, che vuole i
lavoratori, non gli interessi particolari, colpiti più duramente,
nel modo in cui ha stuprato e maltrattato per anni le economie,
servendo il capitale, non il popolo, mirando ora all'America, la
prugna più matura di tutte da cogliere con milioni di famiglie
vulnerabili, raccolto facile per i potenti, nuocendo, non alleviando
i loro bisogni: Davvero siamo seri. La cattiva politica genera cattivi risultati e le cattive soluzioni li rende peggiori. Di sicuro l'America è "in bolletta e non può più permettersi 'soluzioni' niente-dolore, tutto-vantaggio".
Ne ha bisogno di responsabili, troppe nella
lista, ma qui ve ne sono alcune: Politiche responsabili, tutte le suddette ed altre, rinvigoriranno l'America. L'insostenibile crisi fiscale è motivo sufficiente per farlo.
Stephen Lendman
vive a
Chicago
e può contattarsi a
lendmanstephen@sbcglobal.net.
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posted by Steve Lendman
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