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Alter-Summit di Atene: la risposta della pseudo-sinistra

alla crescente opposizione sociale in Europa

di Christoph Dreier
11
giugno 2013

 

 

Lo scorso fine settimana, approssimativamente 200 sindacati europei, ONG (organizzazioni non governative) politiche, gruppi di beneficienza e femministe, ambientalisti e raggruppamenti di pseudo-sinistra hanno organizzato ad Atene un cosiddetto Alter-Summit. Il congresso ha appoggiato le istituzioni dell'Unione Europea (UE), con le quali le burocrazie sindacali hanno lavorato strettamente nel trattare ed approvare le politiche di austerità dallo scoppio della crisi del debito europea.

Venerdì e sabato, all'incirca 1.000 persone da una parte all'altra dell'Europa sono arrivate nella zona di Olimpia di Atene settentrionale per discutere in diverse "assemblee" su temi che includono "diritti sociali", "ecologia" e "istruzione".

Il vertice è cominciato con una speciale "assemblea femminista", nella quale le donne che partecipavano alla riunione si sono raccolte separatamente per la discussione.

L'affluenza è stata molto inferiore ai 5.000 presenti che erano attesi. Questo riflette l'amara esperienza della Grecia come punto focale della controrivoluzione sociale in Europa. Dopo numerosi pacchetti di salvataggio della UE trattati con il governo greco e la burocrazia sindacale, più del 60% dei giovani sono disoccupati, i salari sono calati in media dal 35% al 50% ed il sistema dell'istruzione è stato frantumato.

Gli organizzatori dell'Alter-Summitcompresi molti dei maggiori sindacati europei, che hanno giocato un ruolo chiave nel trattare attacchi sociali ai lavoratori attraverso l'Europanon potevano provocare nessun più ampio autentico entusiasmo.

Le due principali confederazioni sindacali greche, GSEE e ADEDY, hanno funzionato come braccia estese dello stato, soffocando l'opposizione della classe lavoratrice ai tagli e cercando di limitare ogni azione dei lavoratori a brevi scioperi di protesta. Quando Atene ha posto gli autisti della metropolitana, i marittimi e gli insegnanti in sciopero sotto la legge marziale per costringerli a tornare al lavoro, ADEDY and GSEE hanno revocato gli scioperi di solidarietà.

Il tedesco IG Metall, il maggior singolo sindacato al mondo ed uno degli sponsor del summit, ha già organizzato la chiusura di uno stabilimento automobilistico in Germaniala tradizionale fabbrica della Opel a Bochum.

Oltre a queste organizzazioni, sono stati attivi alla conferenza i principali partiti della pseudo-sinistra europea, anche se non hanno firmato ufficialmente l'appello iniziale. Hanno assistito alla conferenza dei membri del Nuovo Partito Anticapitalista della Francia (NPA), il Partito della Sinistra tedesco e la Coalizione della Sinistra Radicale Greca (SYRIZA). Molte delle organizzazioni loro affiliatela Fondazione Rosa Luxemburg del Partito della Sinistra, il partito AKOA di SYRIZA o il sindacato Solidaire affiliato all'NPA hanno contribuito ad organizzare il vertice e hanno firmato i suoi documenti.

Queste organizzazioni hanno giocato un ruolo reazionario per tutta Europa. Il Partito della Sinistra non soltanto ha facilitato il salvataggio delle banche al parlamento tedesco, ma ha organizzato esso stesso i più intensi attacchi sociali in diversi stati per tutta la Germania. SYRIZA si sta preparando ad entrare a far parte del governo in Grecia, essendosi impegnato a rimborsare le banche.

Al centro dell'Alter-Summit stava il suo cosiddetto "Manifesto del Popolo", che tratteggia le "priorità comuni urgenti per un'Europa democratica, sociale, ecologica e femminista" condiviso dalle organizzazioni partecipanti.

Questo documento è essenzialmente il profilo di una politica di austerità alternativa, nascosta sotto proposte informi di "aumenti salariali" o di un "salario minimo adeguato". Proveniente da organizzazioni come la GSEE, che ha contribuito ad imporre un'ondata dopo l'altra di tagli salariali della UE, tale richiesta è una manovra cinica. Essa mira a nascondere il programma anti-classe lavoratrice del manifesto dietro richieste per le quali gli organizzatori dell'Alter-Summit non soltanto non sono disposti a combattere, ma alle quali sono attivamente ostili.

Molto più importante nel "Manifesto del Popolo" è la difesa della UE. "Crescenti disuguaglianze mettono in pericolo la coesione sociale", dichiara nella sua prefazione il manifesto, continuando: "La stessa esistenza dell'Unione Europea ora è a rischio". Per questa ragione, domandano "che le istituzioni della UE devono essere portate sotto controllo democratico, proprio come l'interesse pubblico deve prevalere e devono essere soddisfatti i bisogni ecologici e sociali".

Questa presentazione della UE come un potenziale garante dell'"interesse pubblico" e di "bisogni sociali" è assurda. Dalla sua fondazione nel 1992, la UE è stata uno strumento dell'elite dominante per distruggere i livelli di vita della classe lavoratrice, prima in Europa orientale e quindi per tutto il continente. I brutali attacchi sociali in Grecia, Portogallo, Spagna e Italia sono condotti dalle sue istituzioni.

Con la loro assurda quanto disperata difesa della UE, i partecipanti al vertice rispondono alla crescente opposizione sociale entro la popolazione europea non soltanto contro l'austerità, ma anche contro le istituzioni della UE.

Nelle ultime due settimane, un gran numero di commenti nella stampa borghese hanno avvertito dei pericoli posti dalla crescente opposizione sociale alla UE. Mentre un rapporto dell'ONU ha affermato che il rischio di "agitazione sociale" sta salendo drammaticamente, il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble ha parlato di minaccia di "rivoluzione".

I sindacati ed i partiti della pseudo-sinistra rispondono a questa situazione lodando la UE e sviluppando un programma alternativo per imporre in Europa misure di austerità.

Il manifesto è contrario a cancellare i debiti dei paesi dell'Europa meridionale, che sono stati il principale meccanismo per introdurre misure di austerità in questi paesi. Invece, si oppone all'esistente accordo sul credito con la UE e richiede un taglio dei debiti. L'ultimo già avvenuto in Greciacon il pieno sostegno dei prestatori, del Fondo Monetario Internazionale (FMI) e della UEcon una mossa che non ha allentato l'austerità, ma che è invece rivolta a salvare il denaro dei prestatori privati.

Il manifesto esprime anche il suo appoggio ad un'altra proposta del FMI. Richiede di "ordinare ed obbligare la Banca Centrale Europea [BCE] e alle altre istituzioni bancarie pubbliche europee di prestare direttamente agli stati a basso interesse". Avere la BCE come prestatore di ultima istanza è soltanto un altro modo per rimborsare le banche maggiori che detengono i debiti sovrani con denaro stampato di fresco.

Inoltre il manifesto richiede un salvataggio pubblico delle banche falliteuna politica che la UE ha già impiegato in tutta Europa, per trasferire i debiti non pagati nei bilanci dei governi per giustificare tagli di bilancio più reazionari. In un altro segno della profonda ostilità degli organizzatori dell'Alter-Summit alle politiche socialiste, la nazionalizzazione delle banche che non stanno fallendo è esclusa esplicitamente.

Sono anche profondamente cinici i tentativi di conferire un'apparenza di "sinistra" alle politiche reazionarie dell'Alter-Summit atteggiandosi a difensori dei diritti delle donne. E' impossibile difendere i diritti democratici sulla base del crollo catastrofico dei livelli di vita che ha sofferto il popolo greco. Salari calanti, disoccupazione e miseria sociale crescente hanno colpito il proletariato come classemaschi e femmine, omosessuali ed eterosessuali.

La disuguaglianza sociale crescente in Europa deve essere combattuta da una lotta congiunta di tutti i lavoratori contro gli attacchi sociali. Questa lotta deve essere non soltanto diretta contro il governo e le istituzioni della UE, ma anche contro i gruppi della piccola borghesia che hanno organizzato l'Alter-Summit, che sono oggettivamente ostili ai lavoratori. La questione decisiva in questo è la lotta per un programma socialista ed una linea di classe indipendente per la classe lavoratrice.