MARTEDì 20 LUGLIO 2010
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Quando il giornalista investigativo Daniel Hopsicker ha fatto uscire quattro anni fa la storia che un DC-9 (N900SA) "registrato a una società che una volta utilizzava come indirizzo l'hangar della Huffman Aviation, la scuola di volo dell'aeroporto di Venice, Florida che ha addestrato entrambe i piloti terroristi che hanno schiantato gli aeroplani nel World Trade Center, è stato preso a Campeche dai militari messicani ... mentre trasportava 5,5 tonnellate di cocaina destinata agli USA", ha strappato uno sbadiglio collettivo ai media controllati. E quando le autorità hanno perquisito l'aeroplano e scoperto che il suo carico consisteva solamente di 128 valigie nere identiche contrassegnate "privato", piene zeppe di cocaina valutata più di $100 milioni, il silenzio è stato assordante. Ma ora il rapporto della rivista Bloomberg Markets, "Wachovia's Drug Habit", rivela che i trafficanti di droga hanno acquistato quell'aereo, e forse altri cinquanta, "con fondi riciclati che hanno trasferito attraverso due delle maggiori banche negli USA", Wachovia e Bank of America. L'elenco delle accuse del Dipartimento della Giustizia contro la banca ci racconta che tra il 2003 e il 2008 Wachovia ha trattato $378,4 miliardi per cambio di valuta messicana, "la maggiore violazione della Bank Secrecy Act, una legge antiriciclaggio, nella storia degli USA". "Una somma", ha affermato Bloomberg, "uguale ad un terzo dell'attuale prodotto interno lordo del Messico". Dal 2006, sono state uccise circa 22.000 nelle violenze collegate alla droga. Altre migliaia sono state ferite, innumerevoli altre sono "scomparse", la tortura e l'incarcerazione illegale sono dilaganti. In una spaventosa eco della jihad anticomunista dell'amministrazione Reagan in America Centrale durante gli anni '80, l'amministrazione Bush, ed ora quella Obama, hanno versato benzina sul fuoco con circa $1,4 miliardi nel finanziamento della "Guerra alla droga" in base al Plan Mérida. Gran parte degli "aiuti" sono destinati ad acquistare equipaggiamento militare per la polizia repressiva, le unità paramilitari specializzate e l'esercito messicano. Vi sono anche le prove del diretto coinvolgimento militare USA. In giugno, The Narco News Bulletin ha riferito che "una task force delle operazioni speciali sotto il comando del Pentagono è attualmente in posizione a sud del confine per fornire consiglio ed addestramento all'esercito messicano nella raccolta di informazioni, nell'infiltrazione e, quando necessario, intraprendere l'azione diretta contro le organizzazioni del narcotraffico". Un ex funzionario governativo USA ha raccontato al giornalista investigativo Bill Conroy che "le operazioni clandestine sono sempre continuate. I recenti rapporti dei media [mainstream] su quelle operazioni sotto l'amministrazione Obama lo fanno sembrare come se fosse una notizia esclusiva, ma non è nulla di nuovo per coloro che comprendono come funzionano realmente le cose". Ma, come hanno rivelato numerose investigazioni di giornalisti americani e messicani, vi sono valide prove della collusione tra l'esercito messicano ed i cartelli della droga di Juarez e Sinaloa. Un ex comandante della polizia di Juarez in maggio ha dichiarato alla NPR che "l'intenzione dell'esercito è di cercare di sbarazzarsi del cartello di Juarez, di modo che il cartello di Sinaloa di Chapo [Joaquin "El Chapo" Guzman] sia il più forte".
Mentre l'articolo di
Bloomberg dovrebbe
gettare nuova luce
sui collegamenti altamente redditizi tra le principali istituzioni
finanziarie e le organizzazioni del narcotraffico in quello che
possono essere dei racket della droga protetti cui viene
data luce verde da funzionari corrotti, dal silenzio dei media,
particolarmente da aziende come il
Wall Street Journal
ed il Financial Times,
minaccia di
spingere quello che dovrebbe essere uno scandalo
internazionale in una notizia modello unico programmato per un
viaggio in fondo al buco della memoria. Se, come afferma l'editorialista del New York Times Thomas Friedman "la mano nascosta del mercato non funzionerà mai senza un pugno nascosto", allora forse anche i cartelli della droga operano la loro "magia del mercato" con il loro "pugno nascosto" o, come piace dire ai russi una krysha, una ragnatela di protettori--e di agevolatori--tratta dall'impresa, dalla finanza, dal crimine organizzato e dal mondo segreto dell'intelligence. Soprannominato "Cocaine One" da Hopsicker, il DC-9 è stato curioso per un certo numero di ragioni, non ultima delle quali è stato il fatto che "uno dei principali azionisti" di una compagnia sospetta chiamata SkyWay Aircraft "è una banca d'affari privata di Dallas che raccoglieva anche fondi per un industriale messicano che secondo quanto riferito collega ai narcotrafficanti del Cartello di Cali e di Juarez". Ancora più curioso, la compagnia aerea ha attrezzato la sua flotta con colori distintivi ed un sigillo "inteso ad impersonare aeroplani del Dipartimento della Sicurezza Interna USA". E quando ha appreso che "l'origine della SkyWay può essere rintracciata alla Q-Tel Inc., un riservato gruppo d'investimento di Arlington, Va., posseduto, operato e finanziato con il bilancio nero della Central Intelligence Agency", bene, potete scommettere che i media controllati non si spompano per investigare questo! Per completare, quando un altro aeroplano della droga si è schiantato nella Penisola dello Yucatan otto mesi più tardi e si è rotto in pezzi, un business jet Gulfstream II (N987SA) che ha sparso "4 tonnellate di cocaina attraverso un campo fangoso", Hopsicker ha riferito che aveva origine dalla stessa rete ed utilizzava la stessa fonte per il finanziamento, la "Casa de Cambio Puebla SA, una rete nazionale di cambiavalute". Ed a rendere le cose ancora più avvincenti da una prospettiva parapolitica, dopo avere frugato gli archivi della FAA Hopsicker ha scoperto che il business jet Gulfstream II "era posseduto da un riservato barone dei media del midwest e raccoglitore di fondi repubblicano che aveva un socio d'affari che, incredibilmente, possedeva l'altro aereo della droga americano, il DC-9, recentemente arrestato in Messico". Infatti, come il giornalista investigativo di Bloomberg Michael Smith ha appreso anni più tardi, questi erano gli stessi aerei e gli stessi cambiavalute dei quali Hopsicker ha riferito già nel 2007 i trafficanti avevano utilizzato per acquistare jet della droga con fondi riciclati attraverso Wachovia. "Un cliente che Wachovia assunse nel 2004 era Casa de Cambio Puebla SA", ha scritto Smith. La Puebla, cambiavalute del Messico era un frutto dell'ingegno di Pedro Alatorre, un "uomo d'affari" che "aveva creato società di facciata per i cartelli". Alatorre ed altri 70 collegati alla sua rete, sono stati catturati nel 2007 da funzionari della polizia messicana. Le autorità hanno scoperto che i riciclatori di denaro sporco della droga accusati e l'intermediario della compagnia aerea per i cartelli controllavano 23 conti alla filiale della Wachovia Bank a Miami e tenevano circa $11 milioni, successivamente congelati dagli investigatori USA. Nel 2008, una giuria d'accusa federale di Miami ha incriminato Alatorre, che ora aspetta il processo in Messico assieme ad altri tre dirigenti, accusandoli di traffico di droga e di riciclaggio, ed incolpando la società di avere utilizzato "società scatole vuote per riciclare $720 milioni attraverso le banche USA". Attualmente il Dipartimento della Giustizia chiede l'estradizione di Alatorre dal Messico. Secondo Bloomberg, "i dirigenti della Puebla hanno usato le identità rubate di 74 persone per riciclare denaro sporco attraverso conti della Wachovia". Jose Luis Marmolejo, l'ex capo dell'unità crimine finanziario del ministro della giustizia messicano, ha raccontato a Smith che "Wachovia ha trattato tutti i trasferimenti e non ne ha mai riportato alcuno come sospetto". Circa $300.000 sono stati trasferiti dalla Wachovia ad una filiale della Bank of America di Oklahoma City. Con i contanti, riferisce Bloomberg, i trafficanti "hanno utilizzato i fondi per comprare il DC-9 attraverso il mediatore di aeroplani di Oklahoma City Aircraft Titles Inc.". Quando interrogata da Smith sulla vendita, "il presidente della U.S. Aircraft Titles Sue White si è rifiutata di commentare". Jeffrey Sloman, il procuratore federale che ha trattato il caso della Wachovia ha dichiarato in un comunicato stampa che "La manifesta inosservanza delle nostre leggi bancarie da parte della Wachovia' ha dato ai cartelli internazionali della cocaina una effettiva carta bianca per finanziare le loro operazioni". Tuttavia, come scrisse Hopsicker quasi tre anni fa, "le implicazioni politicamente esplosive dello scandalo possono spiegare perché i funzionari americani sono stati restii a muoversi contro, o persino a nominare, i veri proprietari degli aeroplani e hanno fondamentalmente 'chiuso un occhio' al coinvolgimento americano svelato dai sequestri al narcotraffico". Al momento in cui scrivo, nessun americano è stato accusato penalmente nel complotto bancario contanti per aerei della droga. "Attività sofferenti" oppure qualcosa di più sinistro? Quando nel 2008 Wells Fargo acquisì Wachovia, una volta la quarta maggiore banca d'America, al prezzo da saldo di $12,8 miliardi, la banca ed il suo ex presidente, Kennedy "Ken" Thompson, che "andò a riposo su richiesta del consiglio" prima che colpisse pienamente il crollo finanziario, erano in seri guai. Prima del rilevamento di Wells, Wachovia era in un autentico giro di spese. Dopo la fusione della società nel 2001 con la First Union Bank, Wachovia si era fusa con la divisione Prudential Securities della Prudential Financial, Inc., con Wachovia che controllava la parte del leone di $532,1 miliardi di attività della società. Ciò è stato seguito dall'acquisto da parte della banca di Metropolitan West Securities, aggiungendo un portafoglio di $50 miliardi di titoli e prestiti alla divisione Prestiti della banca. Nel 2004, Wachovia continuò su questa linea con l'acquisizione da $14,3 miliardi della SouthTrust Corporation. A quanto pare piena di contante e di peso sul mercato, Wachovia posò lo sguardo sull'acquisto della Golden West Financial, basata in California. La Golden West operava delle filiali sotto il nome World Savings Bank ed era la seconda più grande cassa di risparmi e prestiti del paese. Al tempo dell'acquisizione, Golden West aveva più di $125 miliardi di attività. Comunque, era un affare troppo considerevole per Wachovia. Con una enorme bolla immobiliare completamente gonfiata ed una nuova mania di fusioni speculative in piena attività, si può supporre soltanto che il bisogno di liquidità a qualsiasi prezzo, aveva spinto giganti bancari come Wachovia a fare finta di niente quando erano richieste transazioni più ambigue, nondimeno altamente redditizie, come l'"intesa" con la Casa de Cambio Puebla SA. Perdendo molto velocemente contante con i "titoli garantiti da mutui", al culmine della bolla immobiliare nel 2006 Wachovia era inguaiata per l'acquisizione da $26 miliardi di Golden West Financial, una mossa che BusinessWeek ha riferito generò "resistenza dal suo gruppo dirigente" ma ignorata da Thompson. Perché? "Perché, dal momento in cui venne annunciato, a nessuno al di fuori di Thompson e del presidente di Golden West Herb Sandler sembrava piacere l'affare", ha raccontato a BusinessWeek un addetto ai lavori della società. Mentre l'acquisizione può avere dato a Thompson "la testa di ponte che aveva a lungo desiderato in California ... l'inchiostro era appena asciutto sull'affare Golden West alla fine del 2006 quando la bolla immobiliare nei mercati inclusa la California e la Florida iniziò a sgonfiarsi". Colpita dal crollo immobiliare, il prezzo delle azioni Wachovia, che era salito a $70,51 per azione quando è stato annunciato l'affare Golden West, per ottobre 2008 era scivolato a $5,71. In altre parole, la Wachovia, assieme all'economia mondiale, cominciò a girare attorno al proverbiale canale di scolo. In qualunque modo la mettiate, sebbene era chiaro che l'affare Golden West aveva perso valore più rapidamente di quanto si possa dire "credit default swaps", questo non sembrò fermare Wachovia dal pagare "il più svelto nella stanza" Thompson un totale di $15,6 milioni di compensi nel 2007, un anno dopo la fatale transazione Golden West. Nemmeno queste perdite impedirono alla banca di riempire Thompson con un pacchetto di separazione del valore di quasi 58 milioni. Ma cosa altro stava avvenendo lì? La banca Wells Fargo in un accordo processuale firmato con il governo federale ha ammesso che non avrebbe contestato le accuse portate dal Dipartimento della Giustizia nel suo atto d'accusa contro la banca. Il gigante bancario è stato costretto ad ammettere le accuse dei procuratori che "In numerose occasioni, il denaro è stato depositato nella CDC [Casa de Cambio] da un'organizzazione di narcotrafficanti. Utilizzando false identità, la CDC quindi ha trasferito quel denaro attraverso i suoi conti bancari della corrispondente Wachovia per l'acquisto di aeroplani per organizzazioni di narcotrafficanti. In diverse date tra il 2004 e il 2007, almeno quattro di quegli aeroplani sono stati sequestrati da agenzie di polizia straniere che cooperano con gli Stati Uniti e sono stati trovati contenere grandi quantità di cocaina". Bloomberg ha riferito che la Wells Fargo, come conseguenza dell'accordo, "ha declinato di rispondere a domande specifiche, incluso quanto ha guadagnato trattando $378,4 miliardi--compresi $4 miliardi in contanti--delle società di cambio messicane". Comunque, nella storia vi erano più che "attività sofferenti" ed accuse di riciclaggio di denaro sporco. Infatti, l'acquisto di questi aeroplani della droga è stato legato ad alcuni dei programmi più segreti della "Guerra al terrore" dell'amministrazione Bush. Voli della droga, rendition della CIA. Soltanto un altro giorno in ufficio! Replicando un modello utilizzato dalla Central Intelligence Agency durante lo scandalo Iran-Contra degli anni '80, lo stato parallelo ha usato una rete di intermediari e di imprese legali per trasportare prigionieri dai siti neri dell'agenzia per il "trattamento speciale". Durante l'Iran-Contra era "dentro armi, fuori droga". Oggi si può dire che è "dentro droga, fuori prigionieri torturati". Comunque, i risultati sono stati gli stessi; enormi crimini e violazione della legge su scala sbalorditiva. Successive indagini di Narco News hanno rivelato che "questo particolare Gulfstream II (numero di matricola N987SA), è stato usato tra il 2003 ed il 2005 dalla CIA per almeno tre viaggi tra la costa orientale degli USA e Guantanamo Bay, sede del malfamato campo di prigionia per 'terroristi'", ha riportato Bill Conroy. "Inoltre", ha scritto Conroy, "le due società SkyWay sono associate ad individui che hanno svolto del lavoro altamente riservato per il Dipartimento della Difesa o per servizi segreti USA, dimostrano degli archivi pubblici e confermano le fonti di Narco News". Secondo l'AFP, il quotidiano messicano El Universal ha affermato che "aveva ottenuto dei documenti dagli Stati Uniti e dal Parlamento europeo che 'dimostrano che quell'aeroplano è volato diverse volte a Guantanamo, Cuba, presumibilmente per trasferire dei sospetti terroristi'", ha riportato l'agenzia francese. L'aeroplano trasportava "droga colombiana" diretta verso gli USA per il "capo fuggiasco del cartello di Sinaloa in Messico, Joaquin 'Chapo' Guzman", quando si è schiantato nello Yucatan. Secondo El Universal, "il diario di bordo della Federal Aviation Administration ha registrato che l'aeroplano aveva viaggiato tra il territorio USA e la base militare USA di Guantanamo" e che il suo ultimo proprietario registrato era "Clyde O'Connor di Pompano Beach, Florida". L'Independent ha confermato separatamente in gennaio di quest'anno che "Le prove puntano ad aeroplani--noti familiarmente come 'taxi della tortura'--utilizzati dalla CIA per trasferire i prigionieri sequestrati nelle sue operazioni di rapimento o 'extraordinary rendition' attraverso Gatwick ed altri aeroporti della UE che vengono simultaneamente adoperati per la distribuzione della droga nell'emisfero occidentale". Hugh O'Shaughnessy, confermando gli iniziali rapporti di Bill Conroy e Daniel Hopsicker ha dichiarato che "un aereo Gulfstream II jet N9875A identificato dal governo britannico e dal Parlamento europeo come coinvolto in questo traffico si è schiantato in Messico nel settembre 2008 mentre in viaggio dalla Colombia agli USA con un carico di più di tre tonnellate di cocaina". Mentre O'Shaughnessy ha capito male numero di matricola e data, è corretto quando dichiara che le risorse dell'intelligence USA "continuano il traffico di droga al quale si abbandonavano durante l'affare Iran-Contra degli anni di Reagan". Narco News, citando fonti della DEA, è venuto a sapere che il Gulfstream precipitato carico di quattro tonnellate di cocaina "era parte di un'operazione che veniva eseguita da un'agenzia del Dipartimento della Sicurezza Interna". Comunque, in un rapporto successivo, Mark Conrad, ex agente speciale di sorveglianza con l'agenzia predecessore dell'ICE, le Dogane USA, ha raccontato a Narco News che il Gulfstream fracassatosi usato per trasportare droga e prigionieri era controllato dalla CIA e "che la CIA, non l'ICE ... [era] in realtà l'agenzia USA che controllava ... l'operazione. Se era questo il caso, allora "qualsiasi singolo o società coinvolti nell'operazione appoggiata dalla CIA, anche quelli che sono complici nel narcotraffico, sarebbero stati interdetti all'accesso dei funzionari di polizia USA a causa dello schermo della sicurezza nazionale che la CIA può invocare". In altre parole, un jet acquistato dai narcotrafficanti con fondi riciclati attraverso una banca americana ed adoperati nel programma di "extraordinary rendition" della CIA può essere stato parte di una operazione di droga protetta dai servizi segreti USA. Un'operazione inoltre, il cui scopo è ancora sconosciuto. Questo rapporto segue strettamente le orme delle prove scoperte da Peter Dale Scott. In un recente articolo su Japan Focus Scott ha scritto che "non meraviglia che il governo USA, seguendo l'esempio della CIA, negli anni è diventato un protettore dei narcotrafficanti contro il procedimento penale in questo paese".
Scott aggiunge che "gli Stati Uniti non hanno mai chiesto l'estradizione di Guillén dal Venezuela perché subisse un processo e, nel 2007, quando è stato arrestato in Venezuela per aver complottato per assassinare il presidente Hugo Chavez, la sua incriminazione era ancora sigillata a Miami. Nel frattempo, l'agente della CIA Mark McFarlin, che il capo della DEA Bonner aveva pure desiderato incriminare, non è mia stato per niente accusato, semplicemente si è dimesso".
Ma la puzza dell'Iran-Contra, come quella del
programma di tortura della CIA, come con remote macchinazioni dello
stato parallelo con i cartelli della droga, non è mai andata via;
infatti, come un cancro, un'operazione della droga manovrata si è
agevolmente metastatizzata in un'altra. L'Ufficio per la droga e il crimine delle Nazioni Unite (UNODOC) nel suo Rapporto Annuale 2010 dichiara che "il riciclaggio è il metodo con il quale i criminali mascherano le origini illegali della loro ricchezza e proteggono le basi delle loro risorse per evitare sospetti da parte delle autorità di polizia e per impedire di lasciare un tracciato di prove incriminanti" e che le istituzioni finanziarie, in particolare le banche USA e europee sono la chiave per gli sforzi per bloccare i profitti illeciti del macabro traffico. Il guaio è che queste istituzioni, assieme ai servizi segreti USA, sono il problema. L'UNODOC stima che i profitti derivati dai racket dei narcotici ammontano annualmente a circa $600 miliardi e che fino a $1,5 trilioni in denaro della droga viene riciclato attraverso imprese in apparenza legali. Parte della ricaduta del crollo economico del capitalismo è stato che "il denaro della droga del valore di miliardi di dollari ha mantenuto a galla il sistema finanziario all'apice della crisi globale", ha reso noto l'Observer alla fine dello scorso anno. Antonio Maria Costa, direttore dell'UNODOC, ha dichiarato al quotidiano britannico di avere visto prove che il ricavato del traffico illecito è stato "l'unico investimento di capitale liquido" disponibile per alcune banche sull'orlo del collasso lo scorso anno e che "la maggioranza dei $352 miliardi (£216 miliardi) dei profitti della droga come risultato è stata assorbita nel sistema economico". Il capo per la droga dell'ONU ha affermato che in "molti casi, il denaro della droga è stato il solo investimento liquido di capitale". E con mercati che affondano e grandi banche che falliscono un evento quasi quotidiano, "la liquidità è stato il problema principale del sistema bancario e perciò il capitale liquido è diventato un fattore importante".
Secondo Costa, "I prestiti interbancari sono
stati finanziati con denaro che è provenuto dal narcotraffico e da
altre attività illecite... Vi sono prove che alcune banche sono
state salvate in quel modo". Ragnatela di corruzione Sebbene il massimo funzionario antinarcotici dell'ONU abbia declinato di identificare sia i paesi che le banche che hanno beneficiato del mortale commercio, una ragnatela di corruzione avvolge l'intero settore finanziario dell'economia capitalista poiché la ricerca di "attività liquide" batte tutto. Martin Woods, una volta direttore dell'unità antiriciclaggio della Wachovia a Londra ha raccontato a Bloomberg che "Sono le banche che riciclano il denaro per i cartelli che finanziano la tragedia". Woods ha dichiarato alla rivista che "ha lasciato la banca disgustato" dopo che i dirigenti "hanno ignorato la sua documentazione che i narcotrafficanti incanalavano denaro attraverso la rete di filiali della Wachovia". Nonostante avvertimenti dal 1996 del Dipartimento del Tesoro che i cambiavalute messicani riciclavano denaro della droga attraverso banche USA, "Secondo l'accordo processuale, Wachovia ha ignorato gli avvertimenti dei controllori e della polizia", ha riportato Bloomberg. "Già nel 2004, Wachovia comprese il rischio", ha ammesso la banca in tribunale. "Nonostante questi avvertimenti, Wachovia rimase nell'affare". All'unità antiriciclaggio della banca di Londra, Woods e la sua controparte Jim DeFazio a Charlotte, NC, hanno raccontato a Smith che "sospettavano che i narcotrafficanti stessero usando la banca per trasferire fondi". Ex investigatore di Scotland Yard, Woods ha affermato che "aveva individuato firme illeggibili ed altri segni sospetti su dei traveler's check delle società di cambio messicane" ed aveva inviato delle copie del suo rapporto all'Autorità Servizi Finanziari del Regno Unito, alla DEA ed al Dipartimento del Tesoro USA. Ma piuttosto che essere ricompensato per la sua diligenza, Woods ha raccontato a Smith che "i suoi capi lo avvisarono di stare zitto e cercarono di farlo licenziare". In un incontro, "un funzionario della banca insistette perché Woods non avrebbe dovuto presentare rapporti su attività sospetta al governo, come richiedono entrambe le leggi degli USA e del Regno Unito". Secondo l'istanza di un confidente depositata al tribunale del lavoro di Londra, ha riportato Barrons lo scorso anno prima che scoppiasse lo scandalo Wachovia che Woods ha dichiarato che "i suoi capi lo avevano angariato e degradato, quindi aveva ritirato i suoi rapporti su altre attività sospette in Europa orientale". C'è di peggio. La denunzia di Woods afferma "che al personale della Wachovia può essere stata fatta una soffiata dai suoi clienti del cambio messicano dei suoi sospetti sul riciclaggio" e l'esperto investigatore ha raccontato a funzionari della Wachovia di "temere per la propria sicurezza". In risposta, all'epoca la portavoce della banca Mary Eshet dichiarò: "Wachovia ritiene di avere agito in modo appropriato nei suoi accordi d'affari e le pretese del contrario da parte di Mr. Woods sono senza valore". Nel frattempo, dalla parte americana dello stagno, il veterano di 21 anni di FBI DeFazio affermò di "avere raccontato ai dirigenti della banca nel 2005 che la DEA stava indagando sui trasferimenti attraverso la Wachovia per acquistare gli aeroplani". La banca ignorò i suoi avvertimenti e continuò lungo la sua allegra via fino all'incriminazione". Il veterano della polizia raccontò a Bloomberg: "Penso che guardassero il denaro e dicessero 'Al diavolo. Lo porteremo dentro e guardate tutti i soldi che guadagneremo'". L'ex investigatore di Scotland Yard aggiunse: "Se non vedete la correlazione tra il riciclaggio del denaro da parte delle banche e le 22.000 persone uccise in Messico non cogliete il nocciolo della questione". Ma Wachovia non era la sola grande istituzione finanziaria a "non cogliere il nocciolo della questione". Bloomberg ha rivelato che anche la Bank of America e la "HSBC Holdings Plc, la più grande banca d'Europa per attività" con base a Londra, la American Express Bank, il Banco Santander SA, la Citigroup Inc. come pure "la più grande società di trasferimento di denaro al mondo" Western Union erano immersi fino al collo in affari equivoci. Per esempio, nel 1994 la American Express ha pagato $14 milioni per regolare con il governo federale dopo che "due dipendenti erano stati condannati in un caso criminale che riguardava il narcotrafficante Juan Garcia Abrego". Tuttavia, ha riferito Bloomberg che tra il 1999-2004 "la banca ha trascurato di impedire ai clienti di riciclare $55 milioni di fondi dai narcotici, ha ammesso la banca in un accordo processuale nell'agosto 2007 ... e ha pagato $65 milioni negli USA e promesso di non infrangere di nuovo la legge". Le accuse sono state archiviate un anno più tardi in base ai termini dell'accordo. E già nel 2004, l'Independent svelò che "la HSBC, la più grande banca britannica, è stata criticata aspramente per le allentate procedure sul riciclaggio del denaro sporco in un rapporto di una sottocommissione del Senato USA". I giornalisti Hugh O'Shaughnessy e Paul Lashmar hanno rivelato che "la multinazionale basata nel Regno Unito è accusata di negligenza nella lotta contro il riciclaggio, il narcotraffico, la corruzione ed il terrorismo, particolarmente nello stato africano ricco di petrolio della Guinea Equatoriale". "In uno dei pochi casi" nei quali la Riggs Bank colpita dagli scandali ed ora chiusa "sembra avere correttamente seguito la legislazione antiriciclaggio USA", la Riggs chiese formalmente alla HSBC e a una banca spagnola, il Banco Santander, "di rivelare le identità dei proprietari delle due società che tenevano dei conti con loro e che stavano ricevendo dei bonifici bancari sospetti, ammontanti a più di $35 milioni (£20 milioni). Le banche si sono rifiutate di dichiarare chi erano i proprietari". Bloomberg ha reso noto che "gli agenti federali hanno preso delle persone che lavorano per i cartelli messicani che depositavano fondi illeciti nei conti della Bank of America di Atlanta, Chicago e Brownsville, Texas, dal 2002 al 2009". Le autorità contendono che "I narcotrafficanti messicani utilizzavano società vuote per aprire conti alla HSBC basata a Londra". Tuttavia, nessuna banca è stata accusata di trasgressione dal governo federale ed entrambe le società hanno negato qualsiasi coinvolgimento negli schemi del riciclaggio. La portavoce della Bank of America Shirley Norton ha raccontato a Smith che "hanno seguito rigorosamente le regole governative". La Norton ha affermato che "La Bank of America prende molto seriamente le sue responsabilità sull'antiriciclaggio", un fatto non facilmente evidente dall'investigazione di Bloomberg Markets.
Entrambe la Norton che il portavoce della HSBC
Roy Caple hanno raccontato a
Smith che "le leggi [sulla riservatezza] proibiscono loro di
discutere di determinati clienti". Come conseguenza dell'ammissione di Wachovia ai procuratori federali, la Wells Fargo pagherà "$160 milioni di multe e penali, meno del 2% dei suoi $12,3 miliardi di profitti del 2009". "Se la Wells Fargo mantiene il suo impegno", riferisce Bloomberg, allora "secondo l'accordo [il governo federale] nel marzo 2011 farà cadere tutte le accuse contro la banca". Perché può essere? Le grandi banche sono immuni dalla prosecuzione giudiziaria energica per avere violato la Bank Secrecy Act "a causa di una variante della teoria troppo-grande-per-fallire". L'investigatore veterano del Senato Jack Blum, che ha condotto le indagini sulla connessione della droga Iran-Contra e sulla banca schermo favorita dalla CIA durante gli anni '80, la Bank of Credit and Commerce (BCCI) ha raccontato a Bloomberg che "la teoria è come una carta per uscire gratis di prigione per le grandi banche". "Non vi è nessuna possibilità di regolamentarle o punirle perché sono troppo grandi per essere minacciate di fallimento", afferma Blum. "Sembrano essere disposte a fare qualunque cosa che migliori il loro risultato finale, finché non vengono prese".
Postato da Antifascist |
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