04.06.2009
Aleksandr SHUSTOV
Andijon, quattro anni dopo gli avvenimenti
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Il 26 maggio 2009, quattro anni dopo lo scoppio della rivolta ad Andijon, nella regione la situazione si è di nuovo aggravata. I rapporti su ciò che è avvenuto di recente divergono ampiamente e l'usuale vuoto di informazioni dall'Uzbekistan lascia spazio per tutti i tipi di versioni. Da quando l'amministrazione uzbeka ha preso misure di sicurezza straordinarie e hanno avuto luogo i recenti scontri vicino alla frontiera tra Uzbekistan e Kyrgyzstan, i recenti fatti di Andijon sono divenuti noti a livello internazionale. Durante la giornata del 26 maggio l'amministrazione uzbeka praticamente non ha rilasciato nessuna informazione sugli scontri ad Andijon. Le informazioni ufficiali erano limitate ad una dichiarazione resa dalla portavoce del Ministero della Giustizia Svetlana Artykova, che ha affermato che nella prima mattinata del 26 maggio a Khanabad, una città nella provincia di Andijon, è stato attaccato un posto di blocco. Ha dichiarato che nessuno era stato ucciso o ferito e che nessun edificio era stato distrutto e che in seguito all'incidente era stata aperta un'inchiesta. Alle 16.21 del 26 maggio l'organizzazione di notizie dell'Uzbekistan UzA ha trasmesso una dichiarazione ufficiale resa dal Ministero della Giustizia che conteneva informazioni alquanto diverse da ciò che era stato raccontato inizialmente dalla sua portavoce. Secondo la nuova dichiarazione, ad Andijon sono accaduti simultaneamente due episodi. Nel primo, il mattino presto del 26 maggio un gruppo di due o tre persone hanno attaccato un posto di blocco della polizia vicino a Khanabad utilizzando dell'esplosivo. Un poliziotto ed uno degli attaccanti sono rimasti feriti e gli assalitori sono riusciti a fuggire. Alle 13.45-14.00 del 26 maggio un attentatore con esplosivo in una missione suicida ha ucciso un poliziotto e ferito diversi passanti a Fitrata Street ad Andjon. Secondo i risultati dell'inchiesta preliminare avviata dal Ministero della Giustizia, il gruppo di banditi responsabile degli attacchi è arrivato ad Andijon dal Kyrgyzstan. Il rafforzamento delle misure di sicurezza alla frontiera con il Kyrgyzstan sono una indicazione della ferma opinione dell'amministrazione uzbeka che gli assalitori siano entrati in Uzbekistan dal Kyrgyzstan. Il 26 maggio, l'intero settore della frontiera tra la provincia di Andijon in Uzbekistan ed il distretto di Jalalabat in Kyrgyzstan è stato chiuso dalla parte uzbeka. Soltanto ai residenti della enclave di Sokh in Kyrgyzstan popolata da uzbeki e dei distretti situati vicino alla frontiera è stato permesso di attraversare dall'Uzbekistan al Kyrgyzstan. Lungo la frontiera sono state schierate delle forze di polizia, veicoli corazzati si sono trasferiti ad Andijon, sono stati collocati posti di blocco sulle strade della regione e tutte le case da tè ed i luoghi di intrattenimento pubblico e di riunione ad Andijon sono stati chiusi. Su ordine dell'amministrazione in diversi distretti della provincia di Andijon che confinano con il Kyrgyzstan sono state interrotte le comunicazioni dei telefoni cellulari. L'Uzbekistan ha anche l'accesso via Internet a certi siti di notizie dalla Russia, Newsru.com e Lenta.ru. Il Kyrgyzstan ha negato che gli assalitori siano entrati in Uzbekistan dal proprio territorio. Cholponbek Turusbekov, portavoce del corpo delle guardie di frontiera del Kyrgyzstan ha dichiarato che è rimasto sorpreso della dichiarazione resa dalla parte uzbeka e la ha bollata come disinformazione. In precedenza, la RIA Novosti russa ha riferito di una sparatoria dalla parte uzbeka nella provincia di Khanabad citando la polizia del Kyrgyzstan. A titolo di prova, qualcuno è stato ferito come risultato poiché le fonti di agenzia stampa dalla parte kyrgyza hanno raccontato di avere visto delle macchie di sangue vicino al posto di blocco di confine dalla parte uzbeka. In realtà, i sospetti dell'Uzbekistan che gli assalitori venissero dal Kyrgyzstan era "radicata nella storia". Nel 2000, le formazioni armate del Movimento Islamico dell'Uzbekistan (IMU) invasero l'Uzbekistan dal Kyrgyzstan. Anche quest'anno il primo sospetto è il Movimento Islamico dell'Uzbekistan. Citando un ufficiale di polizia di Khanadad, la russa Interfax ha riferito che, secondo informazioni preliminari, l'attacco è stato sferrato dell'IMU. Anche i dettagli della sparatoria notturna, che è stata udita in Kyrgyzstan, sono divenuti noti. L'Interfax ha affermato che l'attacco ha preso di mira la stazione di polizia cittadina ed il Dipartimento del Servizio di Sicurezza Nazionale, che condividono i locali. Sono stati riportati da diverse fonti un differente numero di assalitori, che sono tutti riusciti a fuggire. Le fonti dell'Interfax nelle agenzie di polizia uzbeke hanno sostenuto che vi erano stati al massimo cinque assalitori, mentre l'organizzazione di media Fergana.ru ha avanzato altri due rapporti non confermati da altre fonti. Primo, una sparatoria forse ha avuto luogo nel distretto di Kurgantepe ad Andijon vicino alla frontiera con il Kyrgyzstan. Secondo, nelle ultime due settimane due gruppi di forze speciali indicati dai locali come Man ed Espero – hanno appoggiato una operazione speciale mirata a neutralizzare un gruppo di sconosciuti terroristi ed estremisti. Forse proprio il motivo per il quale il Presidente uzbeko I. Karimov non ha cancellato la sua visita in Brasile quando i fatti hanno cominciato ad accadere – sebbene quattro anni fa arrivò ad Andijon durante lo scoppio della rivolta – è stato che l'amministrazione uzbeka sapeva in anticipo della minaccia dell'aggravamento locale ad Andijon.. In particolare, un rapporto annuale sul terrorismo che è stato pubblicato dal Dipartimento di Stato USA soltanto un mese fa sottolineava che una crescente grave minaccia è rappresentata dai gruppi di insurrezione islamisti in Asia Centrale, specialmente nelle parti kyrgyza e tajika della valle di Fergana. Il rapporto afferma che in Kyrgyzstan il numero dei membri del Hizb ut-Tahrir – un movimento che cerca di costituire uno stato teocratico unito per l'intero mondo musulmano – è cresciuto da 5.000 a 15.000. I suoi membri sono per la maggior parte residenti delle regioni meridionali del Kyrgyzstan densamente popolate dall'etnia uzbeka. Nel rapporto non si può trovare molto sulla minaccia terroristica in Uzbekistan, ma lo stesso afferma che l'amministrazione uzbeka ha compiuto alcuni passi per ripristinare la cooperazione antiterrorismo con gli USA. Il rapporto dello scorso anno elencava un'intera gamma di organizzazioni sovversive attive in Uzbekistan, come il Gruppo Jihad Islamica, l'IMU, il suo stretto alleato Movimento Islamico del Turkestan Orientale ed altri gruppi appartenenti ad al Qaeda.* Dal momento che nessun aggressore che ha preso parte all'assalto contro il quartier generale della polizia e delle forze di sicurezza di Khanabad è stato catturato, le informazioni esatte sul numero degli assalitori e sull'organizzazione dietro di loro non saranno disponibili tanto presto. Come abbiamo visto nel periodo 1999-2005, gli attaccanti e coloro che hanno organizzato gli assalti sono spesso rimasti ignoti.
Nota di Freebooter: Come documentato ampiamente in queste pagine, non esiste nessuna organizzazione "al Qaeda", bensì una rete militante islamica che è in pratica uno strumento geostrategico degli Stati Uniti. Riguardo alla "rivolta di Andijon" del 2005, il presidente uzbeko Karomov accusò la NATO di complicità nei fatti, vi ruffono rapporti sulla presenza di elementi delle forze speciali NATO tra gli "islamisti", ed ordinò la chiusura della base aerea di Kharshi-Khanabad, fino a quel momento concessa agli USA. WikiLeaks Document Release Uzbekistan's Closure of the Airbase at Karshi-Khanabad
Andijan unrest was designed to be a prelude to a coup - British expert - RIA Novosti/TASS Andizhan events planned in advance Itar-Tass Russia knew about preparation of Andizhan events - Ivanov Itar-Tass
La Russia e le repubbliche ex sovietiche si preparano a respingere un ‘Attacco Massiccio’ Voice of Russia 29 maggio 2009
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