DISSIDENT VOICE

a radical newsletter in the struggle for peace and social justice

 

La guerra segreta dell'Africom  in Sudan

di Keith Harmon Snow / 6 marzo 2009

 

Recentemente ho ricevuto una telefonata da un australiano che si è identificato come investigatore per il procuratore della Corte Penale Internazionale (ICC) dell'Aia, Olanda. L'investigatore ed il suo collega avevano letto la mia storia Mercanti di morte: esporre l'olocausto finanziato dalle multinazionali in Africa” e volevano la mia cooperazione per fornire prove più dettagliate sui signori della guerra dietro ai massacri a Bogoro, Congo, brevemente descritti nel mio articolo.

Dopo alcune settimane di discussioni avanti e indietro e la mia rivisitazione di note e fotografie per vedere cosa avevo, al momento finale inviai loro una email, anche se speravano di ricevere un breve “dossier” sul caso specifico—che affermavano "aveva generato molto interesse" alla ICC—e condivisi la mia incertezza sull'etica di collaborare con una "Corte Penale Internazionale" che incriminava soltanto africani neri. Manifestai la mia preoccupazione per la testimone Sandrine’, una giovane della quale parlavo nella mia storia che aveva dato il nome dei comandanti, le date delle esecuzioni e che aveva lei stessa usato un machete in un massacro etnico ed era stata stuprata dai miliziani. Osservai che i testimoni identificati per il Tribunale del Ruanda (ICTR) erano stati assassinato o erano scomparsi misteriosamente e feci rilevare la mia consapevolezza dell'ingiustizia ai tribunali per la Jugoslavia e per il Ruanda e la sconcertante traiettoria dell'ICC.

Raccontai loro che in tutta coscienza non potevo aiutarli, a quanto pare, finché la ICC non arrestava alcuni dei criminali di guerra dal colletto bianco che corrono liberi intorno al mondo. Era la decisione giusta alla luce delle recenti accuse della ICC contro un altro nero ed arabo in aggiunta. E' stata una mossa molto stupida per la carriera, ha osservato qualcun altro.

Il 4 marzo 2009 i procuratori della ICC hanno annunciato che alla fine stavano emettendo un a lungo minacciato ma il primo atto d'accusa contro un capo di stato in carica, Omar al-Bashir, il presidente arabo del Sudan. Nel frattempo, dei 'pirati' somali al largo dell'Africa orientale hanno recentemente liberato una nave ucraina registrata a Panama, con equipaggio ucraino e bandiera del Belize. La nave da carico portava carri armati, razzi e munizioni destinate al Darfur ed è di proprietà dell''uomo d'affari' israeliano e presunto agente del MOSSAD Vadim Alperin.

E' difficile trovare un significato della guerra nel Darfur—soprattutto quando la gente la vede come un "genocidio" unilaterale di arabi contro neri che viene commesso dal 'regime' Bashir—ma tale è la propaganda istituzionale. La storia vera è molto più vasta, e complessa e si muove intorno ad alcuni personaggi relativamente sconosciuti ma ambigui. Quello che segue è un breve ed imperfetto riassunto di alcune delle più profonde realtà geopolitiche dietro la lotta per il Sudan.


LA POLITICA DEI CRIMINI DI GUERRA

In primo luogo notate che ora la ICC può essere considerata come uno strumento della politica estera egemonica degli USA, dove le armi spiegate dagli USA e dai loro alleati comprendono le accuse e le incriminazioni per le violazioni dei diritti umani, i crimini di guerra ed i crimini contro l'umanità. Per comprendere questo, possiamo chiederci perché nessun bianco sia ancora stato accusato di questi o altri reati alla ICC—che ora detiene cinque "signori della guerra" africani neri e cerca di incarcerare e portare al processo un altro nero, inoltre arabo, Omar Bashir. Perché non è stato incriminato George W. Bush? O che dire di Donald Rumsfeld? Dick Cheney? Henry Kissinger? Ehud Olmert? Tony Blair? Vadim Alperin? John Bredenkamp?

Immediatamente seguente l'annuncio che la ICC ha passato sette accuse di crimini di guerra contro al-Bashir, una storia trasmessa entro la fine della giornata in tutto il sistema dei media occidentali ed in ogni soggiorno americano, il presidente al-Bashir ha ordinato l'espulsione di dieci organizzazioni non governative internazionali (ONG) che operavano nel Darfur con il pretesto di essere delle organizzazioni puramente 'umanitarie'.

Quello che non è stato riportato da nessuna parte sulla stampa inglese è che gli Stati Uniti d'America hanno appena accelerato la loro guerra in corso per il controllo del Sudan e delle sue risorse: petrolio, rame, oro, uranio, terre per piantagioni fertili di zucchero e gomma arabica (essenziali per la Coca Cola, la Pepsi ed i gelati Ben & Jerry). Questa guerra nel Darfur sul terreno viene portata a termine attraverso delle cosiddette ONG 'umanitarie', delle società militari private, operazioni di ‘peacekeeping’ ed operazioni militari segrete appoggiate dagli USA e dai loro più stretti alleati.

Comunque, la guerra degli USA per il Sudan si è sempre mossa attorno alle operazioni 'umanitarie'—presumibilmente neutrali e probabilmente interessate soltanto al proteggere vite umane innocenti—che spesso forniscono copertura per attività ed interventi destabilizzanti clandestini.

Gli americani devono riconoscere che l'amministrazione del presidente Barack Obama ha iniziato ad accelerare una guerra per il controllo del Sudan in accordo con il programma di guerra permanente di entrambe repubblicani e democratici. L'attuale destabilizzazione del Sudan riflette l'illegale guerra di guerriglia clandestina eseguita in Ruanda—anche essa sferrata e rifornita dall'Uganda—dall'ottobre 1990 al luglio 1994. Le Forze di Difesa Ruandesi (allora chiamate Esercito Patriottico Ruandese) guidate dal maggior generale Paul Kagame raggiunsero l'obiettivo degli USA di un colpo di stato in Ruanda attraverso quella campagna ed il presidente Kagame è stato un interlocutore chiave nella guerra clandestina in moto nel Darfur, Sudan.

Durante la presidenza di George W. Bush il governo USA era coinvolto con l'apparato di intelligence del governo del Sudan (GoS). Allo stesso tempo, altre fazioni politiche e delle aziende USA incalzavano per una dichiarazione di genocidio contro il (GoS). Ora, dato lo spostamento di potere e la nomina di alti funzionari di Clinton in passato coinvolti in operazioni segrete in Ruanda, Uganda, Congo e Sudan durante gli anni di Clinton, è stata applicata pressione per intensificare la campagna per destabilizzare il GoS, ritratto come un regime arabo 'terrorista', ma entità operante al di fuori del sistema bancario controllato dagli USA. La precedente campagna vide l'aperta operazione militare con l'attacco missilistico USA contro la fabbrica farmaceutica Al-Shifa in Sudan (1998); questo fu un crimine di guerra internazionale da parte dell'amministrazione Clinton e coinvolse dei funzionari ora al potere.

La complessa lotta geopolitica per controllare il Sudan si manifesta attraverso la guerra del punto critico del Darfur e coinvolge diverse fazioni come l'Esercito di Liberazione del Signore, appoggiato da Khartoum, che è collegato anche alle guerre in Congo e nell'Uganda settentrionale. Sono coinvolti pure il Ciad, l'Eritrea e l'Etiopia, la Germania e la Repubblica Centroafricana, la Libia, la Francia, Israele, la Cina, Taiwan, il Sudafrica ed il Ruanda. Vi sono anche sul terreno le forze speciali USA negli stati della linea di frontiera di Ciad, Uganda, Etiopia, Kenya e le grandi questioni sono: [1] Quante delle uccisioni vengono commesse dalle forze surrogate degli USA ed imputate ad al-Bashir ed al GoS? E [2] chi finanzia, arma ed addestra i ribelli insorti?


L'AGENZIA DEGLI STATI UNITI PER LA DEVASTAZIONE INTERNAZIONALE

Ribelli? Insorti? Il colpo di tamburo della propaganda occidentale ritrae il conflitto come un affare multilaterale: una "controinsurrezione genocida da parte del GoS"—nelle parole di Eric Reeves—contro i buoni samaritani della 'umanitaria' comunità delle ONG... e mettete dentro pochi (non definiti) ribelli.

"Mercoledì il Sudan ha ordinato l'espulsione di almeno 10 gruppi umanitari dal Darfur dopo che la Corte Penale Internazionale ha emesso un mandato d'arresto per il presidente del paese", ha scritto il reporter dell'Associated Press Ellen M. Lederer. “Il segretario generale Ban Ki-moon ha dichiarato che l'azione 'rappresenta una seria battuta d'arresto per le operazioni di salvataggio di vite nel Darfur’ e ha esortato il Sudan ad annullare la propria decisione, ha dichiarato la vice portavoce dell'ONU Marie Okabe".

Comunque, quando Ban Ki-moon recentemente ha incontrato l'uomo forte del Ruanda Paul Kagame, non ha mai chiesto l'arresto di Kagame, non importa le scoperte di due tribunali internazionali di giustizia che hanno emesso atti d'accusa contro alti funzionari dell'RPA. Invece, Ban Ki-moon ha lodato Kagame e ha chiesto ai paesi africani di perseguire ed arrestare gli Hutu presumibilmente coinvolti nell'ora specioso 'genocidio' in Ruanda nel 1994.

I gruppi di aiuti non governativi comandati fuori dal Darfur dal presidente al-Bashir il 4 marzo sono Oxfam, CARE, MSF-Holland, Mercy Corps, Save the Children, il Norwegian Refugee Council, l'International Rescue Committee, Action Contre la Faim, Solidarites e CHF International.

Naturalmente, i media occidentali sono nervosi sull'espulsione di qualunque grande profittatore 'umanitario' nel Darfur—l'ingiuria morale è così fitta che potete quasi strofinarla. Le ONG e la stampa che diffondono le loro immagini di bambini sofferenti si lamentano che centinaia di migliaia di rifugiati innocenti saranno ora soggetti da soli a grandi sofferenze—contrariamente alla sofferenza assistita che affrontavano in precedenza—ma non chiedono mai con qualche zelo serio ed onesto, perché per prima cosa e come i profughi ed i rifugiati sono giunti ad essere spostati o senza tetto. Non chiedono neppure di tutto il denaro, la divisione di informazioni, gli affari che si fanno e la collaborazione con agenzie militari private o governative.

Le grandi ONG 'umanitarie' (e le ONG della 'conservazione') operano come società multinazionali di fatto si muovono intorno ad enormi profitti privati ed alla sofferenza umana. In posti come la Repubblica Democratica del Congo, l'Uganda ed il Darfur queste ONG forniscono anche infrastrutture, collaborazione logistica e di intelligence che sostiene i programmi dei militari e del governo USA nella regione. La maggior parte sono allineate con grandi fondazioni, sponsor aziendali e l'USAID—un socio stretto e di lunga data per gli interventi con l'AFRICOM ed il Pentagono.

Le popolazioni di rifugiati e di profughi sono strumenti strategici dell'arte di governare e della politica estera proprio come le ONG 'umanitarie' compatibilmente utilizzano il cibo come un'arma e le popolazioni come scudi umani. La storia della guerra segreta degli USA nel Sudan del sud è ricca di esempi dello SPLA e dei suoi soci 'umanitari', specialmente 'associazioni di beneficenza' cristiane, che commettono tali crimini di guerra e crimini contro l'umanità.1

CARE International ha ricevuto finanziamenti dalla Lockheed Martin Corporation, il maggior e più riservato produttore mondiale di armi di distruzione di massa ed entrambe CARE e Save the Children sono legate in altre maniere alle industrie degli armamenti e mineraria. Uno sguardo al consiglio direttivo di Save the Children rende chiaro perché i media USA siano così privi di verità sul Darfur. Analogamente, l'International Rescue Committee non opera in se e per se con profughi, ma serve come gruppo politico e di pressione impegnato nell'incanalare profitti privati dall'occidente indietro all'occidente. L'IRC è stato citato anche per il coinvolgimento in operazioni militari nella Repubblica Democratica del Congo e ha legami profondi con gente come Henry Kissinger.

In Sudan l'industria degli AIUTI (AID, leggi: miseria) per la metà degli anni '90 era la maggiore impresa cosiddetta 'umanitaria' sul pianeta, l'Operazione Lifeline Sudan (OLS)—una forma di ineguaglianza governata ed una economia temporanea e mobile di privilegio dei bianchi, di avventurismo e, naturalmente, di buona volontà (sic). L'industria della miseria ha spostato il proprio epicentro dal Sudan del sud al Darfur dopo che è stato organizzato un pseudo 'trattato' di pace per porre termine alla guerra vecchia decenni tra lo SPLA ed il GoS; gli USA ed Israele hanno appoggiato lo SPLA dal 1990 in avanti e continuano a farlo attualmente. Il risultato di più di 12 anni di illegale guerra a bassa intensità segreta degli USA in Sudan è risultata nella creazione dello stato indipendente e sovrano del Sudan dl sud nel 2005 circa—uno stato dominato da interessi fondati sulla fede ebraica e cristiana e delle società multinazionali occidentali.

In Sudan gran parte delle infrastrutture di AID una volta o l'altra è stata utilizzata come arma attraverso l'uso di scudi umani, consegne alimentari alle popolazioni di profughi inseparabili dagli insorti e spedizioni di armi da parte di ONG 'umanitarie'. Questa è una politica sia fortuita che deliberata. Le ONG di 'soccorso' cristiane hanno giocato un ruolo enorme nel sostenere l'insurrezione occidentale segreta nel Sudan del sud. Una ONG 'umanitaria' degna di nota coinvolta nelle consegne di armi è stata Norwegian People’s Aid (nota sul campo affettuosamente come l'Esercito del Popolo Norvegese).

Nel Darfur, Sudan, l'agenda del governo USA è di conquistare il controllo delle risorse naturali e spingere il governo arabo in un angolo e, alla fine, instaurare un governo più 'amico' che soddisferà gli interessi economici di Stati Uniti, Canada, Europa, Australia ed Israele.

Diversi importanti think tank—leggi: propaganda, influenza e pressione—dietro la destabilizzazione del Sudan includono la Fondazione per la Difesa della democrazia, il Centro per il Progresso americano, il Centro per la Politica di sicurezza, il Comitato di Soccorso Internazionale ed il Gruppo di crisi internazionale. Dirigono queste organizzazioni degli individui di posizioni apparentemente diverse dello spettro politico ed ideologico, che sono organizzazioni capitaliste ultra nazionaliste risolute sulla dominazione militare-economica.

Gli ex funzionari dell'amministrazione Clinton più pesantemente concentrati nella destabilizzazione del Sudan comprendono: Madeleine Albright, Roger Winter, Prudence Bushnell, Hillary Clinton, John Podesta, Anthony Lake e John Prendergast. La co-fondatrice del Carr Center for Human Rights Samantha Power, ora nel Consiglio della Sicurezza Nazionale di Obama, ha contribuito ad insabbiare il coinvolgimento clandestino degli USA in Sudan.

John Prendergast ha continuato a spargere disinformazione camuffata da politica e preoccupazioni per i diritti umani attraverso il Gruppo di crisi internazionale (ICG) ed attraverso le sue molte organizzazioni cloni, come ENOUGH, ONE e RAISE HOPE FOR CONGO. Prendergast è stato un agente chiave dietro il dirottamento dell'interesse del pubblico USA e dell'azione attraverso il falso (e screditato) movimento SAVE DARFUR.

Altri agenti degni di nota della disinformazione sul Sudan comprendono Alex de Waal ed il professore dello Smith College Eric Reeves. E' attraverso questi ed altri canali ai media corporativi USA che viene lanciata la storia del 'genocidio' in Sudan come un affare africano-arabo privo di interessi occidentali.

Nel 1992, i ricercatori dei diritti umani Rakiya Omaar ed Alex de Waal istituirono la ONG African Rights con sede a Londra. Nell'agosto del 1995, African Rights pubblicò "Ruanda: morte, disperazione e disprezzo", uno dei molti rapporti chiave sui 'diritti umani' che rappresentavano falsamente gli eventi in Ruanda, prepararono le condizioni per la giustizia del vincitore al Tribunale Penale Internazionale sul Ruanda ed iniziarono il processo de-umanizzazione di milioni del popolo hutu proteggendo i veri terroristi: Yoweri Museveni, Paul Kagame, l'Esercito Patriottico del Ruanda ed i loro sostenitori occidentali.

L'UOMO PER UN NUOVO SUDAN

La risorsa centrale di intelligence che opera sul terreno in Sudan per destabilizzare e rovesciare il governo del Sudan (GoS) è Roger Winter—il cui profilo è scritto molto disonestamente nella storia giornalistica di sette pagine sul New York Times Magazine del 15 giugno 2008.

In maniera interessante, l'articolo "L'uomo per un nuovo Sudan"—una soppressione istituzionale del coinvolgimento dell'establishment  militare e di intelligence USA in Sudan—è stato scritto da Eliza Griswold, un 'membro' della New America Foundation, un think tank e gruppo di pressione pendente a sinistra con una posizione ideologica molto confusa ma nazionalista e militarista. (Ovviamente la NAF è dipendente dal finanziamento alle fondazioni degli USA e non rivela nessuna evidente formulazione di sostanza politica sui Grandi Laghi o sul Corno d'Africa, conflitti sui quali rimane completamente silenziosa).

"Quando il monomotore Cessna Caravan di Roger Winter è atterrato vicino alla città sudanese di Abyei la mattina di Pasqua, una folla di disperati ha sommerso l'aeroplano", ha scritto la Griswold. "Alcuni sono arrivati correndo sulla ruvida pista di atterraggio rossa. Altri hanno riempito un piccolo autobus che viaggiava ad alta velocità verso il 65enne Winter mentre scendeva la scala argentata dell'aeroplano. Alcuni sudanesi chiamano Winter 'zio'; altri lo chiamano 'comandante'".

Il posto speciale di Winter al Dipartimento di Stato è stato creato specificamente per lui ed il suo 'lavoro' in Sudan. Perché i sudanesi nel Sudan del Sud chiamano Roger Winter ‘comandante’?

Roger Winter è il principale canale per la destabilizzazione segreta continua del Sudan. Le sue operazioni vengono dirette soprattutto dall'Uganda, con il governo terrorista di Yoweri Museveni che fornisce appoggio attraverso l'alleanza delle Forze di Difesa del Popolo dell'Uganda (UPDF) con l'Esercito di Liberazione del Popolo del Sudan (SPLA).

Lo SPLA è di fatto la spina dorsale dell'Esercito di Liberazione del Sudan, una delle principali cosiddette fazioni 'ribelli' impegnate nel Darfur; lo SPLA fornisce appoggio militare e logistico all'Uganda dal Pentagono attraverso canali sconosciuti, ma che molto probabilmente coinvolgono i vicini stati protetti del Pentagono di Etiopia, Kenya, Tanzania, Ciad ed Eritrea.

I principali agenti ugandesi che sostengono la guerra degli USA nel Darfur sono sempre stati, e rimangono, il brigadiere generale James Kazini, nipote del dittatore ugandese Museveni ed il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa del Popolo dell'Uganda (UPDF); il generale Salim Saleh, fratellastro di Museveni e lo stesso presidente Yoweri Museveni.

Uno dei principali protagonisti del conflitto nel Darfur è l'attuale regime militare del Ruanda, le cui truppe sono state impegnate nel Darfur sotto la maschera di un'operazione 'indipendente' e di ‘peacekeeping’ sotto l'ombrello dei ‘peacekeeping’ dell'Unione Africana—appoggiata dalla NATO e da società militari private.

Poco noto ed ampiamente incompreso è il ruolo degli Stati Uniti e dei suoi sostituti, l'UPDF e l'RPA, nel commettere gravi crimini contro l'umanità, crimini di guerra e genocidio durante la conflagrazione in Ruanda, dal 1990 al 1994. Prima dell'invasione del Ruanda (dall'Uganda) da parte dell'RPA nell'ottobre del 1990, l'RPA e la diaspora tutsi ruandese avevano pubblicazioni come Impuruza, diffusa negli Stati Uniti tra il 1984 ed il 1994 (quando l'RPA realizzò il colpo di stato contro il presidente ruandese Habyarimana). I profughi tutsi si unirono a Roger Winter, che all'epoca era direttore del Comitato per i rifugiati degli Stati Uniti, per aiutare a finanziare la pubblicazione. Il direttore, Alexander Kimenyi, è un ruandese docente alla California State University. Come la maggior parte delle pubblicazioni dell'RPA, in Ruanda Impuruza circolava clandestinamente tra l'elite hutu e tutsi e diffondeva un'ideologia di genocidio contro il popolo hutu.

A Washington, DC nel 1988, l'Associazione di Banyarwanda nella diaspora USA, assistita da Roger Winter, organizzò la Conferenza Internazionale dei Profughi dello Stato del Banyarwanda [Tutsi] e qui fu dove venne scelta una soluzione militare al problema tutsi. Secondo quanto riferito, il Comitato per i rifugiati USA procurò la sistemazione ed il trasporto.

IL DIAVOLO E' ARRIVATO IN ELICOTTERO

Roger Winter è stato uno dei principali architetti della guerriglia dell'RPA, organizzata da Washington nel 1989, che ha portato alla perdita di oltre dieci o dodici milioni di vite nei Grandi Laghi de'Africa dal 1990. Winter ha agito come portavoce dell'RPF e dei suoi alleati ed è apparso come ospite sulle principali reti televisive USA come la PBS e la CNN. L'autore del New Yorker Philip Gourevitch e Roger Winter hanno stabilito contatti per conto dell'RPA con i media americani, particolarmente il Washington Post, il New York Times ed il Time magazine.

Durante l'invasione dell'RPA Roger Winter si spostava attraverso il Ruanda ed operava le linee del fronte della guerra segreta come una risorsa chiave del Pentagono e del Dipartimento di Stato USA in collaborazione con l'operazione di terrore dell'RPA di Kagame. Dal 1990 al 1994, Winter viaggiava avanti e indietro dalla zona controllata dall'RPA a Washington D.C., dove dava istruzioni e coordinava attività ed appoggio con funzionari militari, di intelligence e governativi USA.

Roger Winter è intimo con l'USAID ed alleato di lunga data di Susan Rice, ex assistente segretario di stato per gli affari africani (1997-2001), assistente speciale del presidente Clinton (1995-1997) e membro del Consiglio della Sicurezza Nazionale (1993-1997). Susan Rice è l'ambasciatore alle Nazioni Unite dell'amministrazione Obama e nemica risoluta di Omar al-Bashir.

Roger Winter è anche un fedele sostenitore del deputato USA Donald Payne, uno dei più importanti democratici USA che ha incalzato per l'azione per "fermare il genocidio" nel Darfur, Sudan. Payne ha sponsorizzato la Darfur Genocide Accountability Act  ed è stato arrestato nel giugno del 2001, assieme a John Eibner, direttore di Christian Solidarity International, per avere protestato contro il GoS.

Christian Solidarity International ha un rapporto molto sovversivo con la 'pace' e la 'religione' in Sudan ed è stata una delle organizzazioni di comando nella diffusione delle accuse di schiavitù da parte del governo di al-Bashir, in particolare, una questione altamente contestata e controversa generalmente gonfiata e manipolata dalle ONG fondamentaliste ebraiche e cristiane e dalle organizzazioni missionarie, come Christian Solidarity International, Samaritan’s Purse, Servant’s Heart e Freedom Quest International, che operano in Sudan.

“Roger Winter è stato il principale direttore logistico per i tutsi [dell'RPA] almeno dalla metà degli anni '90", afferma l'esperto di diritti umani ugandese Remigius Kintu, "e fino alla loro vittoria nel 1994 operavano dal 1717 Massachusetts Avenue NW in Washington, D.C. Roger Winter raccontò a [nome cancellato], all'epoca [1994] esule sud sudanese: 'Ora ho stabilizzato il Ruanda e rivolgerò la mia piena attenzione al Sudan'. In seguito Winter chiuse con il Ruanda piantò base lui stesso a Kampala per lavorare sul Sudan. Pochi anni più tardi, il Darfur esplodeva e, con le manipolazioni di Winter, il Ruanda fu il primo ad inviare truppe in quell'area inquieta. Dalle mie fonti, le Forze di Difesa del Ruanda [che operano sotto l'ombrello dell'Unione Africana] hanno ucciso dei civili e portato i loro esperti dei media per addossare la colpa alle truppe del governo sudanese".

Questo è esattamente ciò che l'apparato del terrore di Kagame e Museveni ha fatto in Uganda, Ruanda e Repubblica Democratica del Congo. Gran parte delle operazioni di terrore dell'UPDF/RPF in Ruanda negli anni '90 erano coperte dagli esperti di Human Rights Watch Alison Des Forges (deceduto nel febbraio 2009) and Timothy Longman, professore associato di studi africani e scienze politiche al Vassar College.

Analogamente, attraverso la lunga guerra nel Sudan del sud, ed ora nel Darfur, le atrocità commesse dalle fazioni sostenute dagli USA erano/sono minimizzate, respinte o ignorate, mentre quelle commesse dalle fazioni concorrenti sono amplificate e messe in luce. Inoltre, seguendo il modello delle attività criminali di UPDF ed RPA—come i massacri commessi sotto camuffamento e/o attribuiti al 'nemico'—per i quali ora vi è una lunga storia di documentazione e, data la mancanza di qualsiasi vera valutazione indipendente, è impossibile sapere chi in realtà abbia commesso i massacri sempre rimproverati al GoS o alle milizie ‘Janjaweed’.

Un professionista sudanese del sud recentemente mi ha raccontato che non era il governo del Sudan ma piuttosto l'UPDF e lo SPLA che armavano le Janjaweed—le cosiddette milizie arabe accusate di uccisioni gratuite in un genocidio arabi contro neri. (Questo genocidio arabi sui neri è stato ampiamente screditato).

Il professor Timothy Longman ed Alison Des Forges hanno coprodotto il corpulento trattato sul 'genocidio' in Ruanda "Non lasciate nessuno a raccontare la storia", pubblicato nel 1999. Longman e Des Forges hanno prodotto numerosi documenti—basati su indagini sul campo in Congo (Zaire), Ruanda e Burundi, dal 1995 al 2008—celebrati come rapporti sui diritti umani indipendenti ed obiettivi ma sempre deviati da interessi nascosti. Entrambe Longman e Des Forges avevano rapporti con il Dipartimento di Stato USA, il Consiglio della Sicurezza Nazionale ed il Pentagono, entrambe erano consulenti regolari dell'USAID e hanno certamente lavorato con Roger Winter, l'arma segreta del Pentagono in Sudan.

Il 25 settembre 2008 una nave da carico ucraina è stata presa da 'pirati' al largo delle coste della Somalia ed è stata trattenuta finché il 5 febbraio 2009 è stato pagato un riscatto di $3,2 milioni. (I pescatori somali privati di diritti dalla discarica internazionale di rifiuti tossici [e forse nucleari] al largo della Somalia sono etichettati 'pirati' quando combattono per i loro diritti e le loro libertà]. La nave Faina è registrata nel Belize, posseduta da una società registrata a Panama e pilotata da ucraini. La nave Faina portava 33 carri armati da battaglia T-72 sovietici, lanciagranate, cannoni antiaerei e munizioni in rotta per Mombasa, Kenya, la principale base del Pentagono sulla costa orientale dell'Africa.

La 5^ Flotta della marina USA monitorava la nave ucraina durante i quattro mesi di isolamento, con la nave Faina immobilizzata da almeno sei navi da guerra USA e quattro europee. Il proprietario della nave è l'israeliano Vadim Alperin (alias Vadim Oltrena Alperin), che si dice essere un agente del MOSSAD coinvolto in attività clandestine attraverso società di facciata offshore e riciclaggio del denaro sporco. La nave è stata scaricata a Mombasa il 12 febbraio e le armi sono destinate a Juba, Sudan del sud.

Vi sono dei rapporti che l'armamento comprendeva anche testate di munizioni per carro armato che portano del letale uranio impoverito e che i destinatari finali sono i 'ribelli' del Movimento per la Giustizia e l'uguaglianza (JEM) sostenuto dagli israeliani nel Darfur. In precedenza il Sudan ha accusato Israele di appoggiare i 'ribelli' nella guerra del Darfur. I sindacati ed i trafficanti internazionali di armi trasferiscono armi dell''era sovietica' per il crimine organizzato internazionale, incluse le operazioni militari segrete che coinvolgono milizie sostitute e governi nazionali in Sudan, Uganda, Congo, Somalia, Etiopia, Kenya e Ruanda.

1.                 Vedi: keith harmon snow, “Oil in Darfur? Special Ops in Somalia? Global Research, 7 febbraio 2007. []

Keith Harmon Snow è un investigatore indipendente dei diritti umani e corrispondente di guerra che ha lavorato con Survivors Rights International (2005-2006), Genocide Watch (2005-2006) e le Nazioni Unite (2006) per documentare e rivelare il genocidio ed i crimini contro l'umanità in Sudan ed in Etiopia. Ha operato in 17 paesi in Africa e recentemente ha lavorato in Afghanistan. Leggete altri articoli di Keith o visitate il sito web di Keith.