La brutta esperienza del Centro esperienza dell'esercito:

risulta che addestrare i ragazzini ad uccidere non è popolare

di David Swanson
 Humanist Novembre/Dicembre 2009

AMERICAN HUMANIST ASSOCIATION

 

“E' COSI' ECCEZIONALE! E' COSI' ECCEZIONALE!” ripeteva un tredicenne mentre spillava proiettili da un vero M-16 distruggendo "combattenti nemici" uno dopo l'altro in un video game mentre era appollaiato in cima ad un vero Humvee dell'esercito. "Sono appena arrivato al centro commerciale per correre sullo skateboard ma tutti hanno detto che questo era veramente eccezionale. Dovevo proprio provarlo ed è grande"!

La persona che riferiva di questo entusiasmo giovanile era Pat Elder, che serve nel Comitato Direttivo della Rete Nazionale di Opposizione alla Militarizzazione della Gioventù. Elder ha anche descritto giovani ragazzi che si congratulavano l'uno con l'altro per avere "ucciso straccioni" e "annientato musulmani".

Tutto questo divertimento è andato avanti al Centro esperienza dell'esercito (AEC), una "struttura didattica virtuale" di 14.500 piedi quadrati al Franklin Mills Mall in un sobborgo di Filadelfia, Pennsylvania. L'esercito USA ha aperto il centro nell'agosto 2008 e progettato di gestirlo per due anni come programma pilota. Se il centro si dimostrava in grado di reclutare tanti nuovi soldati quanto cinque stazioni di reclutamento ordinarie, l'esercito aveva progettato di costruirne in tutto il paese. L'AEC è costato più di $12 milioni per la progettazione e la costruzione, ma naturalmente l'esercito spende diversi miliardi di dollari l'anno per il reclutamento.

Attivisti pacifisti e cittadini preoccupati dall'area circostante e su e giù per la costa orientale hanno rapidamente costituito una campagna chiamata "Chiudere l'AEC" (shutdowntheaec.net). Attraverso una serie di proteste e dimostrazioni non violente, alcune comportanti degli arresti, i dimostranti hanno sollevato preoccupazioni e generato un flusso di attenzione negativa dei media per l'ultimo strumento di reclutamento dell'esercito. In conseguenza, il Pentagono si è rivolto a Donna Miles, una scrittrice dell'American Services Press Service, il braccio della propaganda del Pentagono. La Miles aveva già pubblicato articoli rassicuranti seguenti agli scandali di Ghraib, del Walter Reed e di vari incidenti che hanno coinvolto vittime civili. Come nota Elder, "O la Miles è incredibilmente prolifica, con 229 articoli attribuitile quest'anno oppure è uno pseudonimo per diverse persone impiegate dal Pentagono".

La Miles ha riferito dell'AEC in questo modo: "Per esempio, il tredicenne Sean Yaffee, non si vede ad entrare a far parte delle forze armate. Ma sta diventando un altro ospite regolare del centro, dove può giocare gli stessi giochi di computer che ha a casa, ma in compagnia dei suoi amici. Yaffee ha detto di avere imparato molto sull'esercito al centro. 'Ti fa soltanto sapere dell'esperienza dell'esercito, ma non fa pressione su di te', ha detto. 'Sono qui davvero soltanto per divertirmi'".

Gradevole, ma il pubblico non l'ha bevuta e le proteste sono continuate. Il 12 settembre 2009, una folla di 250 attivisti ha marciato verso l'AEC in opposizione all'utilizzo di dollari pubblici per insegnare ai bambini—in uno spazio quasi pubblico—che uccidere può essere un divertimento, mentre anche si reclutano i diciottenni da impiegare nella cosa reale. Questa volta, la polizia ha arrestato sei dimostranti ed un giornalista. Il giornalista, Cheryl Bren, non era con i dimostranti ma è stata selezionata dalla folla, ovviamente a causa della sua macchina fotografica professionale.

Giorni prima della a lungo pianificata e pubblicamente annunciata protesta, l'esercito ha annunciato preventivamente che probabilmente avrebbe chiuso l'AEC e non ne avrebbe aperto nessun altro in centri commerciali, come era stato progettato. Il motivo? Siete pronti ad ascoltare questo?

Per sua ammissione, l'esercito non ha più bisogno di reclute perché la cattiva situazione economica ha spinto su significativamente il reclutamento.

Ora, la verità è che la situazione economica è pessima, la disoccupazione sta salendo e le forze armate hanno ridotto le altre spese di reclutamento, essendo il motivo dichiarato la crescita nel reclutamento che deriva da una cattiva situazione economica.

L'enormità della bugia è che l'esercito non potrà mai essere soddisfatto delle sue cifre di reclutamento. E la vistosa omissione erano le proteste. Mentre l'esercito sta riducendo il reclutamento in alcune zone, spende ancora miliardi di dollari l'anno e spende quei miliardi dove saranno più efficaci, che significa, in parte, dove provocherà la minore opposizione ed attenzione negativa. Rapporti precedenti, prima delle proteste, erano che l'AEC stava riuscendo nei suoi obiettivi di reclutamento. Dopo le proteste, l'AEC è diventato misteriosamente inefficace.

Articoli dell'Associated Press e di altre agenzie di notizie hanno riferito la probabile decisione dell'esercito e trascritto la spiegazione dell'esercito, facendo rilevare le proteste come una spiegazione tardiva più in basso nei rapporti. I media che appoggiano la diffusione della democrazia, rispetto alla diffusione del militarismo sotto lo stendardo della democrazia, avrebbero dovuto raccontare del tutto diversamente questa storia ed usarla come una lezione che dimostra che i cittadini possono avere un impatto su ciò che fa il loro governo.

L'esercito non annuncerà le nostre vittorie per noi. Dobbiamo rivendicarle. Noi, il popolo, abbiamo cacciato dalla città Alberto Gonzales, nominato illegale la guerra in Iraq rivoltandole contro gli Stati Uniti e possiamo aver dissuaso George W. Bush dal condonare i crimini dei suoi subordinati. Noi, il popolo, abbiamo rivoltato molti americani contro le guerre dell'impero ed abbiamo reso il Centro esperienza dell'esercito una brutta esperienza per l'esercito.

Il 12 settembre sono state arrestate sette persone, sei delle quali rischiavano l'arresto: Debra Sweet, Elaine Brower, Sarah Wellington, Joan Pleune, Beverly Rice e Richard Marini. La settima era la Bren, che faceva la cronaca dell'evento per OpEdNews. Ha chiarito di essere una giornalista. Quindi lei e le altre cinque donne hanno passato la notte nella Roundhouse, la prigione centrale di Filadelfia, dalla quale sono state rilasciate in strada alle 5 del mattino del giorno successivo, negato il permesso di usare i loro telefoni cellulari fino a dopo che le porte erano sbattute dietro di loro. 

Bren mi ha raccontato: "Le immagini che per me come fotografa e fgiornalista sono più importanti sono quelle alla fine, di dimostranti che vengono arrestati. Cercare di impedirmi (o di punirmi) di prenderle mi ricorda di Bush che non permetteva le foto delle bare che tornavano a casa dalla guerra. Il modo nel quale hanno cercato di impedirci di registrare questo genere di notizie in svolgimento è vergognoso. E' antidemocratico".

La reporter ha continuato: "L'azione contro di me è stata violenta e vendicativa. Un poliziotto si è gettato improvvisamente su di me di lato...e mi ha tirato fortemente nella fila dei dimostranti. Più tardi, un altro poliziotto ha dovuto tirare via da me fisicamente questo agente perché era così incredibilmente aggressivo ed inferocito. Sono convita che era perché prendevo fotografie degli arresti".

Una chiamata in giudizio per accuse di cospirazione criminale e non essersi dispersi era in programma per il 23 settembre per le sei donne. Il ristabilimento dei nostri diritti di libertà di espressione, di assemblea e di stampa è in bilico. Ma nondimeno possiamo segnare una vittoria contro la potente macchina bellica.

 

David Swanson è autore del nuovo libro "Daybreak: Undoing the Imperial Presidency and Forming a More Perfect Union", Seven Stories Press e dell'introduzione dei 35 Articoli all'incriminazione e Motivo per perseguire George W. Bush, di Dennis Kucinich. In aggiunta a cofondare AfterDowningStreet.org, è il direttore di Washington di Democrats.com  e siede nei consigli di diverse organizzazioni progressiste di Washington, DC.