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La morte annunciata del TTIP – Un ripugnante inganno politico

9 settembre 2016 / EU

 

Di Graham Vanbergen I media mainstream globali hanno fragorosamente proclamato lo sbalorditivo successo dei popoli che sono insorti contro il Transatlantic Trade and Investment Partnership o TTIP alla luce del suo decesso. Negli ultimi pochi anni sono scoppiate proteste in tutta Europa mentre i burocrati non eletti andavano avanti a tutto vapore con questo impopolare accordo commerciale, persino dopo i risultati del maggiore studio di consultazione nella storia della Commissione UE risultato in un 97% di risposte negative di 150.000 persone.

Il movimento emergente ha generato un enorme attivismo online mai visto prima, culminando nella più grande petizione nella storia d'Europa, con l'incredibile collettivo di più di 3,2 milioni di firme consegnate da fanti appassionati giusto all'epicentro di dove abita nella UE l'elite politica. Il cuore battente dell'attivismo del TTIP è stato Berlino, Parigi e Londra. Questo non è per dimenticare l'enorme sforzo di protesta fatto dai cittadino attraverso quasi tutte le maggiori città della UE.

Mentre si preparavano i negoziati del TTIP, tra il 2012 ed il 2013 si sono svolti 560 riunioni. Soltanto il 4% erano rappresentati da interessi pubblici e dalla società civile. Senza vergogna, la Commissione ha permesso che il 92% di tutte le riunioni del TTIP fosse dominato da lobbisti e da associazioni commerciali aziendali. Oggi, questi oscuri agitatori ammontano a più di 30.000 abiti grigi che camminano impettiti nella sale del QG della Commissione nella capitale di fatto dell'Unione Europea a Bruxelles.

In maggio di quest'anno Wikileaks ha confermato che il TTIP ammontava a "un enorme trasferimento di potere dal popolo alla grande impresa". Quindi Greenpeace Olanda ha fatto trapelare 248 pagine segrete del controverso accordo commerciale tra gli USA e la UE, rivelando come i regolamenti commerciali, le protezioni climatiche ed i diritti dei consumatori vengono completamente "scambiati dietro porte chiuse". Tra la società civile le tensioni sono salite alla febbre alta con le devastanti notizie.

Come la fuga di notizie è diventata pubblica, tedesco Der Spiegel ha scritto Le proteste minacciano l'accordo commerciale transatlantico. Con uno sforzo concertato entro pochi giorni gli attivisti hanno apparentemente portato sull'orlo del collasso l'accordo commerciale. Allo stesso tempo, l'incontro organizzato alla grande della Merkel con il presidente USA Barack Obama a Hanover non era nulla di più che presenza scenica. Mirava a mostrare la tensione dei negoziati, come se in qualche modo la Germania (e quindi la UE) andasse ad ottenere un accordo migliore dal TTIP e calmare la rabbia in costruzione dei suoi cittadini.

Come se per mettere sale su una ferita, un rapporto di TruePublica, pubblicato nel The European Financial Review, confermava che nel blocco commerciale UE la corruzione aveva ora raggiunto il 14% del PIL  – uno sbalorditivo €1 trilione. Ormai il 70% di tutti i cittadini europei crede che la corruzione sia al cuore dei suoi rispettivi governi e nella stessa Commissione UE e che al posto dei principi democratici per i quali l'Europa ha combattuto così duramente per più generazioni stia avendo luogo un colpo di stato corporativo.

Quindi, improvviso, la settimana scorsa viene fatto un annuncio inaspettato. I media da tutte le parti dello spettro sono ampiamente d'accordo sulla storia che il primo ministro francese Manuel Valls ed il vice cancelliere tedesco e ministro dell'economia tedesco Sigmar Gabriel convengono che i negoziati tra la UE e gli USA sul TTIP sono sostanzialmente falliti. Ci siamo l'accordo è morto. Evviva!

 

The Telegraph "L'accordo commerciale TTIP della UE con gli USA è fallito, dichiara la Germania"

The Independent "I negoziati del TTIP dovrebbero fermarsi, afferma il governo francese"

ZeroHedge "Gli americani non ci danno nulla": la Francia ferma completamente il TTIP"

RT – "I negoziati del TTIP tra EU e USA sono di fatto falliti" ministro dell'economia tedesco"

 

Non così velocemente. Non penserete che gli americani lasceranno fallire il più grande accordo commerciale della storia umana soltanto perché il 97% dei cittadini lo respinge, vero? No, la Francia e la Germania hanno soltanto bisogno di un piano. Dopo la Brexit, la Gran Bretagna può rimanere per qualche tempo fuori della linea del fuoco del movimento di protesta.

Così, hanno guardato al Giappone. Doveva avere lo stesso problema con la propria versione dell'accordo commerciale chiamato similmente TPP. Sono scoppiate delle proteste di massa mentre gli stessi incontri segreti afferravano il proscenio politico. Il suo primo ministro Shinzo Abe, all'inizio dell'anno ha istruito la coalizione di non procedere "vigorosamente" con i negoziati del TPP fino a dopo le elezioni, ha riferito la Kyodo News. Naturalmente Abe "temeva un contraccolpo degli elettori nelle elezioni per la Camera Alta" tra lo scandalo crescente di un documento trapelato di 242 pagine che rivelava l'ossatura dell'accordo. Essendo stato eletto l'11 giugno, ora Abe intende fare approvare l'accordo "questo autunno".

Ho fatto delle domande a delle fonti vicine alla causa contro l'accordo TTIP di EU/USA lungo le stesse linee: era semplicemente una tattica dilatoria fino a dopo le elezioni del 2017 nella Francia di Hollande e nella Germania della Merkel? La risposta non è stata totalmente inaspettata:

"La celebrazione evidentemente prematura della fine del TTIP ci ha inoltre sorpreso un poco. Nonostante le dichiarazioni della settimana scorsa da parte dei ministri del commercio tedesco e francese ed il modo nel quale queste sono state descritte, stiamo continuando la campagna contro l'accordo".

In un altro scambio:

"Le dichiarazioni dei leader francesi e tedeschi mirano a: deviare l'attenzione lontano dal CETA, ridurre i numeri nelle strade della Germania il 17 settembre, rimandare il TTIP mentre hanno luogo elezioni in Francia, Germania e USA. Il quindicesimo giro di negoziati del TTIP avverrà nella prima settimana di ottobre...Ciò è stato confermato dai nostri amici negli USA".

Ho quindi contattato il Corporate Europe Observatory (CEO). E' un gruppo di ricerche e di campagna che lavora per esporre e sfidare l'accesso privilegiato e l'influenza goduti dalle corporation e dai loro gruppi di lobby nelle decisioni politiche della UE. Rivela da anni la disinformazione e la propaganda della Commissione UE.

La risposta del CEO alla mia stessa domanda è stata energica e piuttosto chiara:

"L'opposizione del pubblico al CETA ed al TTIP ha portato i leader francesi e tedeschi a contentare gli elettori con parole contro il TTIP. Sfortunatamente, il prossimo giro di negoziati del TTIP è programmato per l'inizio di ottobre e nessun leader della UE ha dichiarato pubblicamente che voterà contro il CETA al Consiglio UE di ottobre. Questa chiaramente non è la fine del TTIP e del CETA, soltanto l'inizio delle campagne elettorali in Francia e Germania".

La Germania e la Francia hanno preso la stessa posizione del Giappone su questi accordi commerciali, non sono affatto morti stanno mentendo.

Ho quindi parlato con Peter Koenig, economista ed analista geopolitico. Era inoltre dipendente della Banca Mondiale e ha lavorato estesamente intorno al mondo nei campi dell'ambiente e delle risorse idriche e ho posto la stessa domanda. Ha affermato:

"In seguito ad un dibattito all'edizione francese di PressRV, dove ero uno degli intervistati, l'epicentro era sulla conclusione espressa dai ministri tedeschi e francesi che i negoziati del TTIP erano falliti. Ho scritto un articolo "Il TTIP è morto", sperando che la diffusione di questa 'promessa' dalle più alte autorità dei due paesi chiave della UE assicurerebbe tra la popolazione europea che ogni deviazione da questa 'promessa' sarebbe percepita come una menzogna e riceverebbe la più forte espressione di protesta del pubblico".

"Nel frattempo, è diventato chiaro che gli 'accordi' TTIP e TISA non sono affatto morti. Infatti, poco dopo gli annunci tedesco e francese, Jean-Claude Juncker,il presidente non eletto della Commissione Europea, ha dichiarato maestosamente che per lui i negoziati non sono morti".

Continua Koenig - Vi sono altri mezzi per infiltrare il TTIP nella UE, per esempio attraverso il CETA e, secondo Juncker, non c'è bisogno della ratifica di ciascun parlamento dei membri della UE. Quindi c'è il TISA, l''accordo commerciale' ancora più segreto tra 50 paesi intorno al globo. Il TISA potrebbe facilmente essere utilizzato per imporre clandestinamente in Europa le regole del TTIP".

Nick Dearden, direttore di Global Justice Now, ha confermato quello che sta affermando Peter Koenig in un articolo sul Guardian, Pensate che il TTIP sia una minaccia per la democrazia? C'è un altro accordo commerciale che è già stato firmato“.

"Il TTIP non è solo. Il suo accordo fratello più piccolo tra la UE ed il Canada è chiamato CETA (il Comprehensive Economic and Trade Agreement). Il CETA è tanto pericoloso esattamente quanto il TTIP; effettivamente è l'avanguardia di accordi in stile TTIP, perché è già stato firmato dalla Commissione Europea e dal governo canadese. Ora aspetta la ratifica nel corso dei prossimi 12 mesi.

L'unica cosa positiva sul CETA è che è già stato firmato e questo significa che ci è permesso di vederlo. Le sue 1.500 pagine ci dimostrano che è una minaccia non soltanto ai nostri standard alimentari, ma anche alla battaglia contro il cambiamento climatico, alla nostra capacità di regolamentare le grandi banche per impedire un altro crollo ed al nostro potere di rinazionalizzare industrie.

Il CETA contiene un nuovo sistema legale, aperto soltanto a società ed investitori stranieri. Se il governo britannico dovesse decidere, diciamo, di bandire prodotti chimici pericolosi, di migliorare la sicurezza alimentare o di mettere le sigarette in confezioni chiare, una società canadese può citare il governo britannico per "ingiustizia". E con ingiustizia questo significa semplicemente che non può guadagnare tanti profitti quanti se ne attendeva. Il "processo" sarebbe tenuto come un tribunale speciale, soprinteso da legali aziendali".

Ciò che manca da questa dichiarazione è che ogni corporation americana con quartier generale in Canada può citare ogni paese della UE tramite il CETA per gli stessi motivi cioè, perdita di profitti 'attesi'. In realtà non devono essere corporation canadesi

Come conferma inoltre Global Justice, il Canada ha esso stesso combattuto e perso una gamma abbondante e di diversi casi legali portati dalle corporation USA in base al North American Free Trade Agreement (Nafta) per "avere bandito prodotti chimici del petrolio cancerogeni, reinvestito nelle comunità locali ed arrestato la devastazione delle cave". Se il TTIP non porta questa orribile erosione del potere democratico alle coste dell'Europa, lo farà il CETA. La 'Brexit' non significherà nulla. Sarà venduto al popolo britannico come un accordo commerciale globale che verrà annunziato come un grande successo e sostenuto da gran parte dei media che hanno essi stessi un interesse acquisito in tali accordi.

Alla fine, non importa che venga chiamato TTIP, CETA, TISA e simili, sono tutti acronimi inspiegabili indistinti progettati per arricchire i pochi tramite il capitalismo neoliberista estremo sotto la maschera del libero scambio.

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