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Di
Graham Vanbergen –
I media
mainstream
globali hanno fragorosamente proclamato lo sbalorditivo successo
dei popoli che sono insorti contro il
Transatlantic Trade and Investment Partnership o TTIP
alla luce del suo decesso. Negli ultimi pochi anni sono scoppiate
proteste in tutta Europa mentre i burocrati non eletti andavano avanti a
tutto vapore con questo impopolare accordo commerciale, persino dopo i
risultati del maggiore studio di consultazione nella storia della
Commissione UE risultato in un 97% di risposte negative di 150.000
persone.
Il movimento emergente ha generato un enorme attivismo online mai
visto prima, culminando nella più grande petizione nella storia
d'Europa, con l'incredibile collettivo di più di 3,2 milioni di firme
consegnate da fanti appassionati giusto all'epicentro di dove abita
nella UE l'elite politica. Il cuore battente dell'attivismo del TTIP è
stato Berlino, Parigi e Londra. Questo non è per dimenticare l'enorme
sforzo di protesta fatto dai cittadino attraverso quasi tutte le
maggiori città della UE.
Mentre si preparavano i negoziati del TTIP, tra il 2012 ed il 2013
si sono svolti 560 riunioni. Soltanto il 4% erano rappresentati da
interessi pubblici e dalla società civile. Senza vergogna, la
Commissione ha permesso che il 92%
di tutte le riunioni del TTIP fosse dominato da lobbisti
e da associazioni commerciali aziendali.
Oggi, questi oscuri agitatori ammontano a più di 30.000 abiti grigi che
camminano impettiti nella sale del QG della Commissione nella capitale
di fatto dell'Unione Europea a Bruxelles.
In maggio di quest'anno
Wikileaks
ha confermato che il TTIP ammontava a "un
enorme trasferimento di potere dal popolo alla grande impresa". Quindi
Greenpeace Olanda
ha fatto trapelare 248 pagine segrete
del controverso accordo commerciale tra gli USA e la UE, rivelando come
i regolamenti commerciali, le protezioni climatiche ed i diritti dei
consumatori vengono completamente "scambiati dietro porte chiuse". Tra
la società civile le tensioni sono salite alla febbre alta con le
devastanti notizie.
Come la fuga di notizie è diventata pubblica, tedesco
Der Spiegel ha scritto
“Le proteste minacciano l'accordo commerciale
transatlantico”. Con uno sforzo concertato entro pochi giorni gli
attivisti hanno apparentemente portato sull'orlo del collasso l'accordo
commerciale. Allo stesso tempo, l'incontro organizzato alla grande della
Merkel con il presidente USA Barack Obama
a Hanover non era nulla di più che presenza scenica. Mirava a
mostrare la tensione dei negoziati, come se in qualche modo la Germania
(e quindi la UE) andasse ad ottenere un accordo migliore dal TTIP e
calmare la rabbia in costruzione dei suoi cittadini.
Come se per mettere sale su una ferita, un rapporto di
TruePublica, pubblicato nel
The European Financial Review, confermava che nel blocco commerciale UE
la corruzione aveva ora raggiunto il 14% del PIL
– uno sbalorditivo €1 trilione.
Ormai il 70% di tutti i cittadini europei crede che la corruzione
sia al cuore dei suoi rispettivi governi e nella stessa Commissione UE e
che al posto dei principi democratici per i quali l'Europa ha combattuto
così duramente per più generazioni stia avendo luogo un colpo di stato
corporativo.
Quindi, improvviso, la settimana scorsa viene fatto un annuncio
inaspettato. I media da tutte le parti dello spettro sono ampiamente
d'accordo sulla storia che il primo ministro francese
Manuel Valls ed il vice cancelliere tedesco e
ministro dell'economia tedesco
Sigmar Gabriel convengono che
i negoziati tra la UE e gli USA sul TTIP sono sostanzialmente falliti.
Ci siamo
– l'accordo è morto. Evviva!
The
Telegraph –
"L'accordo commerciale TTIP della UE con gli USA è fallito,
dichiara la Germania"
The Independent
–
"I negoziati del TTIP dovrebbero fermarsi, afferma il governo
francese"
ZeroHedge –
"Gli americani non ci danno nulla": la Francia ferma completamente
il TTIP"
RT – "I negoziati del TTIP tra EU e USA sono di fatto
falliti"
– ministro dell'economia tedesco"
Non così velocemente. Non penserete che gli americani lasceranno
fallire il più grande accordo commerciale della storia umana soltanto
perché il 97% dei cittadini lo respinge, vero? No, la Francia e la
Germania hanno soltanto bisogno di un piano. Dopo la Brexit, la Gran
Bretagna può rimanere per qualche tempo fuori della linea del fuoco del
movimento di protesta.
Così, hanno guardato al Giappone. Doveva avere lo stesso problema
con la propria versione dell'accordo commerciale chiamato similmente
TPP. Sono scoppiate delle proteste di massa mentre gli stessi incontri
segreti afferravano il proscenio politico. Il suo primo ministro
Shinzo Abe,
all'inizio dell'anno ha istruito la
coalizione di non procedere
"vigorosamente" con i negoziati del TPP fino a dopo le elezioni,
ha riferito la Kyodo News.
Naturalmente
Abe "temeva un contraccolpo degli elettori nelle elezioni
per la Camera Alta" tra lo scandalo crescente di un documento trapelato
di 242 pagine che rivelava l'ossatura dell'accordo. Essendo stato eletto
l'11 giugno, ora Abe intende fare approvare l'accordo "questo autunno".
Ho fatto delle domande a delle fonti vicine alla causa contro l'accordo
TTIP di EU/USA lungo le stesse linee: era semplicemente una tattica
dilatoria fino a dopo le elezioni del 2017 nella Francia di Hollande e
nella Germania della Merkel? La risposta non è stata totalmente
inaspettata:
"La celebrazione evidentemente prematura della fine del TTIP ci
ha inoltre sorpreso un poco. Nonostante le dichiarazioni della settimana
scorsa da parte dei ministri del commercio tedesco e francese ed il modo
nel quale queste sono state descritte, stiamo continuando la campagna
contro l'accordo".
In un altro scambio:
"Le dichiarazioni dei leader francesi e tedeschi mirano a:
deviare l'attenzione lontano dal CETA, ridurre i numeri nelle strade
della Germania il 17 settembre, rimandare il TTIP mentre hanno luogo
elezioni in Francia, Germania e USA. Il quindicesimo giro di negoziati
del TTIP avverrà nella prima settimana di ottobre...Ciò è stato
confermato dai nostri amici negli USA".
Ho quindi contattato il
Corporate Europe Observatory (CEO).
E' un gruppo di ricerche e di campagna che lavora per esporre e
sfidare l'accesso privilegiato e l'influenza goduti dalle corporation e
dai loro gruppi di lobby nelle decisioni politiche della UE. Rivela da
anni la disinformazione e la propaganda della Commissione UE.
La risposta del CEO alla mia stessa domanda è stata energica e
piuttosto chiara:
"L'opposizione del pubblico al CETA ed al TTIP ha
portato i leader francesi e tedeschi a contentare gli elettori con
parole contro il TTIP. Sfortunatamente, il prossimo giro di negoziati
del TTIP è programmato per l'inizio di ottobre e nessun leader della UE
ha dichiarato pubblicamente che voterà contro il CETA al Consiglio UE di
ottobre. Questa chiaramente non è la fine del TTIP e del CETA, soltanto
l'inizio delle campagne elettorali in Francia e Germania".
La Germania e la Francia hanno preso la stessa posizione del
Giappone su questi accordi commerciali, non sono affatto morti
– stanno mentendo.
Ho quindi parlato con
Peter Koenig, economista ed analista geopolitico. Era
inoltre dipendente della Banca Mondiale e ha lavorato estesamente
intorno al mondo nei campi dell'ambiente e delle risorse idriche e ho
posto la stessa domanda. Ha affermato:
"In seguito ad un dibattito all'edizione francese di PressRV,
dove ero uno degli intervistati, l'epicentro era sulla conclusione
espressa dai ministri tedeschi e francesi che i negoziati del TTIP erano
falliti. Ho scritto un articolo "Il TTIP è morto", sperando che la
diffusione di questa 'promessa' dalle più alte autorità dei due paesi
chiave della UE assicurerebbe tra la popolazione europea che ogni
deviazione da questa 'promessa' sarebbe percepita come una menzogna e
riceverebbe la più forte espressione di protesta del pubblico".
"Nel frattempo, è diventato chiaro che gli 'accordi' TTIP e
TISA non sono affatto morti. Infatti, poco dopo gli annunci tedesco e
francese,
Jean-Claude Juncker,il presidente non eletto della
Commissione Europea, ha
dichiarato maestosamente che per lui i negoziati non sono morti".
Continua
Koenig
- Vi sono altri mezzi per infiltrare
il TTIP nella UE, per esempio attraverso il CETA e, secondo
Juncker, non c'è bisogno della ratifica di
ciascun parlamento dei membri della UE. Quindi c'è il TISA, l''accordo
commerciale' ancora più segreto tra 50 paesi intorno al globo. Il TISA
potrebbe facilmente essere utilizzato per imporre clandestinamente in
Europa le regole del TTIP".
Nick Dearden,
direttore di
Global Justice Now, ha
confermato quello che sta affermando
Peter Koenig in un articolo sul Guardian,
“Pensate che il
TTIP
sia una minaccia per la democrazia? C'è un altro accordo commerciale che è già stato firmato“.
"Il TTIP non è solo. Il suo accordo fratello più piccolo tra la
UE ed il Canada è chiamato CETA (il
Comprehensive Economic and Trade Agreement). Il
CETA
è tanto pericoloso esattamente quanto il TTIP; effettivamente è
l'avanguardia di accordi in stile TTIP, perché è già stato firmato dalla
Commissione Europea e dal governo canadese. Ora aspetta la ratifica nel
corso dei prossimi 12 mesi.
L'unica cosa positiva sul CETA è che è già stato firmato e
questo significa che ci è permesso di vederlo. Le sue 1.500 pagine ci
dimostrano che è una minaccia non soltanto ai nostri standard
alimentari, ma anche alla battaglia contro il cambiamento climatico,
alla nostra capacità di regolamentare le grandi banche per impedire un
altro crollo ed al nostro potere di rinazionalizzare industrie.
Il CETA contiene un nuovo sistema legale, aperto soltanto a
società ed investitori stranieri. Se il governo britannico dovesse
decidere, diciamo, di bandire prodotti chimici pericolosi, di migliorare
la sicurezza alimentare o di mettere le sigarette in confezioni chiare,
una società canadese può citare il governo britannico per "ingiustizia".
E con ingiustizia questo significa semplicemente che non può guadagnare
tanti profitti quanti se ne attendeva. Il "processo" sarebbe tenuto come
un tribunale speciale, soprinteso da legali aziendali".
Ciò che manca da questa dichiarazione è che ogni corporation
americana con quartier generale in Canada può citare ogni paese della UE
tramite il CETA per gli stessi motivi
– cioè,
perdita di profitti 'attesi'. In realtà non devono essere
corporation canadesi
Come conferma inoltre
Global Justice, il Canada ha esso stesso combattuto e
perso
una gamma abbondante e di diversi casi legali portati dalle
corporation USA in base al
North American Free Trade Agreement (Nafta)
per "avere bandito prodotti
chimici del petrolio cancerogeni, reinvestito nelle comunità locali ed
arrestato la devastazione delle cave". Se il TTIP non porta questa
orribile erosione del potere democratico alle coste dell'Europa, lo farà
il CETA. La 'Brexit' non significherà nulla. Sarà venduto al popolo
britannico come un accordo commerciale globale che verrà annunziato come
un grande successo e sostenuto da gran parte dei media che hanno essi
stessi un interesse acquisito in tali accordi.
Alla fine, non importa che venga chiamato
TTIP, CETA, TISA e simili, sono tutti
acronimi inspiegabili indistinti progettati per arricchire i pochi
tramite il capitalismo neoliberista estremo sotto la maschera del libero
scambio.
TruePublica
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