
Achtung! Siamo i nuovi nazisti?
Soldati, Dio e Impero
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Gott Mit Uns.
Mi sentivo un poco scosso ed intimorito, in realtà incredulo, vedendo per la prima volta l'antica fibbia della cintura. Indossata da un soldato nazista tedesco, la fibbia di alluminio della II guerra mondiale portava l'aquila imperiale del Terzo Reich sopra la familiare svastica. Attorno all'aquila ed alla svastica vi era il motto "Gott Mit Uns,", ovvero "Dio è con noi".
Certamente i nazisti tedeschi, canaglie nella storia e nei film di Hollywood, non potevano avere veramente creduto in Dio, oppure si? Certamente il comune soldato tedesco combatteva con grande coraggio, disciplina e fervore, seguendo gli ordini dati dall'alto comando. Nondimeno i nazisti combatterono una guerra spietata contro paesi più piccoli, attaccandoli ed impiantando false prove, schiacciandoli con una combinazione di feroci incursioni aeree e di schiacciante superiorità in mezzi corazzati e quindi installando leader fantoccio corrotti o crudeli.
I nazisti demonizzavano e quindi distruggevano i loro nemici, dopo aver prima intimidito e poi liquidato i loro oppositori interni. La macchina della propaganda tedesca produceva continuamente disinformazione ed autentiche menzogne nei media sostenuti dallo stato, sopprimendo la verità e minacciando chiunque osasse parlare o stampare di opposizione al regime di guerra.
Il ministro luterano e veterano di guerra tedesco Martin Niemoller rispecchiò la società della classe media tedesca del tempo: "Prima vennero per i comunisti, e non parlavo, perché non ero comunista. Quindi vennero per gli ebrei, e non parlavo, perché non ero ebreo. Poi vennero per i cattolici, e non parlavo, perché ero protestante. Quindi essi vennero per me, ed oramai non era rimasto nessuno a parlare per me".
Attualmente i veterani americani--soprattutto ex soldati della truppa--parlano ad alta voce contro l'Imperialismo Americano, ed anche ministri, artisti, giornalisti, scienziati ed educatori. Ma la potente alleanza tra i monopoli dei media ed i leader politici finanziati dalle corporation influenzano l'opinione pubblica verso la guerra. In America, come accadde nella Germania nazista, l'impercettibile scivolone verso la tirannide aumenta in proporzione diretta al numero di voci della coscienza che vengono ignorate.
E' curioso oppure ironico come la Blitzkrieg somigli a Shock and Awe? E' curioso oppure ironico come Wolf Blitzer e Charles Krauthammer forniscano i continui commentari per la guerra? E' curioso oppure ironico come Rumsfeld e Rommel siano così simili, come ognuno avesse bisogno di un deserto per una scena drammatica? Si, lo so, il Segretario alla Difesa Donald Rumsfeld ha dichiarato ai media "liberi" del nostro metodo "umanitario" di fare la guerra, ma l'allora generale tedesco Erwin Rommel o Joseph Goebbels potrebbero aver detto proprio la stessa cosa alla stampa tedesca.
Siamo i nuovi nazisti? Potrebbe accadere qui? E' già cominciato? Assurdo, direte voi. Dio è dalla nostra parte. Il Dio dei cristiani e degli ebrei.
L'ultima volta che ho controllato il Papa era violentemente contro la guerra non provocata all'Iraq, come la maggior parte dei ministri e preti. Il Consiglio Nazionale delle Chiese, con 50 milioni di membri in 36 denominazioni, si opponeva alla guerra. La Chiesa cattolica, con quasi 64 milioni di americani, non sosteneva la guerra. Molti ebrei americani non sostenevano la guerra. Nondimeno, secondo tutti i rapporti, abbiamo "vinto" una guerra e vi sono voci secondo le quali potremmo avere molto presto un altro paio di guerre.
Dio è dalla nostra parte, ma quale Dio? Il Dio della vendetta, quello che guida i nostri carri da battaglia dalla corazza radioattiva mentre falciano famiglie di civili impauriti? Oppure quello della pietà, che procura protezione a quegli stessi civili? Il nostro è il Dio dei Vangeli e della Torah--o l'orribile Dio delle bombe a grappolo simile ad un idra? Le nostre monete--paragonabili alle fibbie delle cinture naziste--portano realmente il motto “In God We Trust"?
Ritenendo che il sostegno per questa guerra fosse ampio un miglio e profondo un pollice--generalmente il caso in sondaggi e guerre--quanti soldati cristiani continueranno a prendere le armi contro l'"infedele" semplicemente per le chiamate del cristiano militante Bush e dell'ultrasionista Paul Wolfowitz? Un libro istruttivo, A Quick And Dirty Guide To War, da una panoramica sul groviglio che aspetta i nostri eserciti d'occupazione. Sebbene gli autori manchino di menzionare il termine "Jihad islamica", essi descrivono chiaramente il pantano del Medio Oriente ed il fatto che l'Afghanistan non sia MAI stato conquistato da una potenza straniera. L'America, a proposito, è la quarta superpotenza che ci prova, e la nostra influenza si estende al massimo ai sobborghi di Kabul.
In una prolungata, pericolosa guerra di conquista e di vendetta, sottilmente camuffata da "liberazione", quanti soldati americani basteranno? Se i russi in Afghanistan non riuscirono a pacificare una regione alla porta di casa con più di 150.000 truppe, usando tattiche da Gestapo, cosa fa pensare ai leader americani che loro possano fare meglio, usando due volte le truppe in un area due volte grande? Si, noi abbiamo l'invincibile carro da battaglia (MBT) Abrams M1A2, proprio come i tedeschi avevano l'invincibile Panzer Mark VI Tiger MBT in 1943. Ma, come i tedeschi, alla fine dobbiamo emergere dai nostri carri, e allora che? Quanti figli e figlie patriottici, combattendo eroicamente per così tante cause perse americane, emergeranno dalle foreste, piccole cittadine, ragazzi come Jessica Lynch, per servire come molto vulnerabili ma pesantemente armati sorveglianti di un'impoverita Mesopotamia?
"Abbiamo dieci milioni di uomini intenzionati a combattere e salvare le risorse petrolifere?" chiede Anthony Gancarski in una recente colonna su Counterpunch. "Quanti milioni ce ne vorrebbero per procurare una forza d'occupazione sufficiente per pacificare la regione? Vi è qualche speranza di ottenere una tale forza da combattimento senza la coscrizione?"
La risposta è NO.
La leva obbligatoria è certa se la guerra si espande. Recentemente il New York Times ha riportato che la potenza militare dell'America, misurata dalla spesa militare, eccedeva quella combinata di tutti i paesi della NATO-più Cina, Russia, Giappone, Iraq e Corea del Nord-ma la necessità di militari sorpasserà la capacità dell'armata di volontari se la "liberazione" si estenderà alla Siria ed all Iran, come è nelle intenzioni dei nostri capi falchi. L'ex direttore della CIA James Woolsey, scelto dal Pentagono per il ruolo di Pascià nell'Iraq postbellico, ha pubblicamente dichiarato ad un gruppo di giovani repubblicani entusiasti all'UCLA che "Questa IV guerra mondiale [che inizia con l'Iraq e che porta Dio sa dove], penso che durerà considerevolmente più a lungo di quanto durarono per noi la I o la II guerra mondiale". Fiduciosamente, gli studenti che non erano impauriti a morte ascoltando Woolsey-un nome indovinato per i progetti imperiali di questa oscena macchina militare-hanno già pronti per la registrazione i loro rinvii per motivi di studio, seguendo l'esempio dei nostri attuali leader, molti dei quali evitarono felicemente la guerra del Vietnam.
Dietro questa scappatella in Medio Oriente si muove furtivamente un manipolo di cristiani, ebrei sionisti e sfacciati opportunisti delle corporation, tutti ugualmente inquadrati nell'idea di un Grande Progetto Imperialista. Nondimeno tale arroganza imperiale ha demolito la Francia di Napoleone, distrutto la Germania di Hitler e recentemente ha mandato in rovina l'Unione Sovietica-fatta sanguinare in Afghanistan—una dissezione abilmente assistita dal nostro recente alleato mujahadeen, Osama bin Laden.
Questo recente precedente di attacco preventivo per l'America è una pagina presa dal copione del Terzo Reich. Nel 1939, i tedeschi attaccarono la Polonia, una potenza militare di quarta categoria, avendo usato come scusa per l'invasione una falsa incursione di soldati polacchi. La nostra scusa per attaccare un'altra potenza militare di quarta categoria--la ricerca delle armi di distruzione di massa--ha funzionato meravigliosamente bene in Iraq, eppure persino Hitler non era così draconiano da esporre le sue truppe al rischio di un attacco chimico o dell'esposizione all'uranio impoverito. Così, secondo Veterans For Common Sense, più di 10.000 soldati americani che hanno combattuto la prima guerra del Golfo sono morti per la sindrome del Golfo, mentre recentemente la Camera dei Rappresentanti ha votato il taglio di 25 miliardi di dollari dell'assistenza ai veterani disabili. In verità, l'orgoglio per la nostra recente "vittoria" in Iraq--mentre è causa di celebrazione per l'abbreviazione della guerra e l'aver sbarazzato il mondo di un dittatore--non diminuisce ma incrementa la possibilità di altri attacchi preventivi contro nemici molto più pericolosi. Hitler polverizzò la Polonia ed il Belgio ma demolì mezzo mondo mentre continuava nei suoi folli progetti contro rivali più forti.
La barbarie della Baghdad conquistata rispecchia il piano nazista di trattare l'arte e la cultura straniere: Predare le opere d'arte e dare alla fiamme la cultura. Nondimeno, nemmeno l'alto comando tedesco non permise o cospirò mai nell'estirpazione in massa della cultura francese al grado cui pare lo stia facendo l'esercito americano a Baghdad. Il reporter Robert Fisk ha dichiarato in un'intervista che "Pretendiamo di voler preservare l'eredità nazionale del popolo iracheno, e nondimeno il mio conto degli edifici governativi che bruciano a Baghdad prima che me ne andassi era di 158, ed i soli edifici protetti dall'esercito degli Stati Uniti e dai marines erano il Ministero dell'Interno . . . ed il Ministero del Petrolio".
Fisk notava anche che "Il saccheggio è stato fatto su scala molto dettagliata, precisa e coordinata . . . ed entro pochi giorni quei pezzi senza prezzo di eredità della storia irachena (quelli non distrutti dall'incendio sistematico) erano in vendita in Europa ed in America. Non credo che sia accaduto per caso".
I nazisti, grandi saccheggiatori dell'arte europea, sarebbero stati invidiosi della velocità e del coordinamento dell'intera operazione. Comprensibilmente, sarebbero stati comunque atterriti dallo spreco.
Porteranno presto i nostri soldati le fibbie da cintura "Dio è con noi" sopra armature protettive da Darth Vader, adoperando armi all'uranio impoverito nella culla della civiltà? Quante atrocità stile My Lai--che mentre scrivo già accadono--od attentati stile caserma di Beirut accetteremo prima di accorgerci che la nostra occupazione dell'Iraq è la West Bank sovradimensionata? Prima di impegnare molte più truppe americane in Medio Oriente--future vittime di suicidi bombardamenti shock and awe o di massacri di civili come quello che è avvenuto a al-Fallujah--i cittadini americani timorosi di Dio dovrebbero chiedere se l'amministrazione Bush progetta di continuare ad espandere questo impero sulla punta del fucile.
In verità, per il resto del mondo, noi siamo già i nuovi nazisti. 5 maggio 2003 Douglas Herman, un veterano dell'USAF, ha servito nell'era del Vietnam. Il capitano James Herman, padre dell'autore, ha combattuto contro i nazisti durante la II guerra mondiale. ______________________________________________________________________________________________________ Reprinted for fair use only |