
Verso l'Apocalisse - La IV Guerra Mondiale
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1 – L’11 settembre 2001 non è cambiato nulla I romani lo fecero duemila anni fa. Da allora altri, con diversi gradi di successo, hanno tentato di costruire un impero e mantenere il potere. Molti nella storia hanno potuto avanzare la pretesa di un qualche tipo di impero. Oggi vi è un solo candidato per questo titolo: gli Stati Uniti d'America. Un impero non si conquista dall'oggi al domani, è un'impresa che comprende fasi più o meno lunghe, più o meno sanguinose. Comunque, la continuità nella politica estera degli USA per il raggiungimento di questo obiettivo viene comunicata da diversi documenti strategici, a partire dalla formulazione della "Dottrina Truman" nel 1948 per arrivare alla N.S.S. di G.W. Bush, passando per tutte le amministrazioni che si sono succedute a Washington. Queste politiche e queste strategie vengono formulate dai cd "think tank", espressione autentica del pensiero della ruling elite americana. In questo senso, il noto piano per la conquista globale dei cd neocons del PNAC, oggi alla Casa Bianca, dovrebbe essere considerato come il culmine dell'agenda post bellica per l'egemonia militare ed il dominio economico globale. Logicamente gli obiettivi suddetti comportano guerra ("Una guerra che durerà oltre le nostre vite"), che inevitabilmente si trasforma in guerra totale. L’idea della cosiddetta “IV guerra mondiale” è basata sulla vecchia ideologia di Leo Strauss, un docente che ha ispirato molti neocons del PNAC. Nel 2003 è stato compilato un sommario sui “Discepoli di Leo Strauss”. Il brano seguente è tratto da un discorso dell’ex-CIA James Woolsey (membro del PNAC), che è stato anche responsabile dello sviluppo di un nuovo programma di difesa satellitare: “…Ho adottato la formulazione di Eliot Cohen, esimio professore alla Johns Hopkins School for Advanced International Studies, che siamo alla IV Guerra Mondiale, la III essendo stata la Guerra Fredda. …Lasciatemi dire qualche parola su chi è il nostro nemico in questa IV Guerra Mondiale. Gli islamici sciiti, i circoli dirigenti, i chierici governanti, i mullah dell’Iran, minoranza – una definita minoranza dei chierici sciiti iraniani…” La Frase “IV Guerra Mondiale” in realtà non è nuova. Nel novembre del 2001, Eliot Cohen disse che questa “guerra è iniziata ben prima dell’11 settembre” e chiamò questo “conflitto quello che è: la IV Guerra Mondiale”. Le parole originali sono state sorrette anche da Norman Podhoretz della rivista Commentary, che ha invitato gli Stati Uniti a lanciare la IV Guerra Mondiale. In un articolo del febbraio del 2002, Podhoretz si riferisce ad una “energia in Europa centrale ed orientale”. Podhoretz è il padre di John Podhoretz, un opinionista del New York Post, di proprietà di Rupert Murdoch, che agisce anche da onnipresente amplificatore dei falchi. Elliott Abrams è suo genero. Eliot Cohen è membro del Defense Policy Board. E’ stato anche un sostenitore del Comitato per la liberazione dell’Iraq e del PNAC (Project for the New American Century, 1997). Cohen è l’autore dei libri “Anatomia dell’insuccesso in guerra” (1990), del discorso “Il nuovo stile di guerra americano” (1999) e di “Soldati, statisti e comando in tempo di guerra” (2002) che, secondo quanto riferito, George W. Bush ha letto in preparazione per l’invasione dell’Iraq. E' bene tenere presente che i neocons sono solamente degli strumenti, rimpiazzabili in ogni momento da parte dell'oligarchia che li ha messi al potere. Sono i capri espiatori designati nel caso che le avventure militari andassero male. In questo preciso momento storico all'elite USA servivano degli individui che avessero la spregiudicatezza per imporre la legittimità del ricorso alla guerra preventiva, cioè di aggressione, all'estero ed eventualmente anche in contrasto con gli alleati, l'annullamento dei residui diritti democratici e la repressione all'interno. Gli imperatori romani mantenevano una presa ferrea sul potere spietatamente in una età nella quale la brutalità non richiedeva camuffamenti. Ora i politici che vogliono mantenersi al potere devono farlo utilizzando metodi più sottili, usando l'ideologia. La gente comune, anche negli USA, non vuole la guerra. L'ideologia è molto importante se si vuole che la guerra venga accettata dall'opinione pubblica, bisogna giustificarla, bisogna creare un nemico. Non è possibile dire "Noi, i più ricchi al mondo, faremo guerra perché vogliamo controllare le posizioni geostrategiche più importanti, il petrolio e le materie prime e diventare ancora più ricchi". Si deve utilizzare quindi l'ideologia e parlare di guerre umanitarie, guerra al terrorismo ecc. La gente comune odia la guerra e dunque l'unico modo per poter fare la guerra è la manipolazione ideologica, che in primo luogo è basata sulla manipolazione dell'informazione. E' necessario demonizzare coloro che sono contrari e soprattutto nascondere i veri obiettivi della guerra. Gli attentati dell'11/9/2001, chiaramente un inside job, vanno interpretati in questo senso. Un pretesto che, pur non avendo la raffinatezza della trappola di Pearl Harbour, è servito a fare accettare la guerra ed a far superare la "sindrome del Vietnam" al popolo americano, permettendo anche la repressione del dissenso interno. Questo schema non reggerebbe un attimo senza la manipolazione dei media, se vi fossero una vera democrazia ed una autentica libertà di informazione. Comunque, nell'era di Internet i pretesti sono destinati ad essere smascherati velocemente.
2 – Controllo totale
Gli obiettivi di egemonia militare e dominio economico globale implicano, anche nella formulazione strategica USA, l'eliminazione di qualsiasi potenziale rivale, di qualsiasi altro paese possa ostacolare la conquista dell'impero attraverso la sistematica devastazione delle popolazioni potenzialmente ostili. I geostrateghi USA, a cominciare dal più autorevole di loro, l'oracolo dell'elite del nuovo ordine mondiale Zbigniew Brzezinski, affermano che l'obiettivo principale di politica estera deve essere il controllo dell'Eurasia, al cui cuore vi è la Russia. Le loro opere vengono considerati dal Pentagono e dalla NATO dei piani d'azione. Brzezinski dichiara apertamente che "se l'America (cioè l'oligarchia, non certo il popolo americano) desidera controllare il mondo, e lo vuole", allora deve istituire la propria supremazia sull'Eurasia, specialmente sulla sua "'periferia occidentale' (l'Unione Europea e sul suo cuore (la Russia), sul Medio Oriente, l'Asia Centrale e sulle riserve petrolifere lì situate". Vengono definiti anche i compiti della NATO ed il "Fattore Russia" con la definizione di una strategia di "distruzione di qualsiasi precondizione per l'esistenza di un'indipendente ed autonoma zona geopolitica eurasiatica e l'istituzione del controllo americano su di essa". Questi "desiderata" sono stati accolti nella formulazione di tutti i documenti riguardanti la difesa USA ed i compiti della NATO, e, cosa ancora più importante, vengono messi in pratica. Dichiarazioni dell'amministrazione Clinton, quali "la dottrina del contenimento esistente durante il periodo della Guerra Fredda deve lasciare il posto ad una dottrina di completa libertà di azione", o di dirigenti NATO quali "Oggi la NATO nel suo nuovo potenziale garantisce un'autentica sicurezza, dal Kosovo a Kabul", oppure "I ministri della difesa ... hanno studiato la trasformazione della NATO per contrastare le moderne minacce alla sicurezza, specialmente il tema del rafforzamento del potenziale offensivo della NATO e la capacità delle forze armate degli stati membri di applicarlo", non possono lasciare adito a dubbi. Dunque, attraverso la NATO ed altri mezzi gli USA sono arrivati in Asia Centrale come ultima fase dell'accerchiamento della Russia. Ma gli aspiranti capi imperiali sanno che devono fare in fretta, che la loro spinta egemonica è limitata a meno che non schiaccino la potenziale opposizione, cioè gli stati ex sovietici dotati di armi nucleari, riducendoli a decimati protettorati incapaci di mettersi assieme alla Cina, l'altro potenziale rivale. La NATO si è messa in posizione con eccezionale tenacia dal Baltico fino all'Asia Centrale come un cappio attorno al collo della Russia. Zbigniew Brzezinski lo afferma chiaramente: la Russia deve essere smembrata in molti pezzi. Con le forze della NATO, che ha una dottrina che permette interventi alla sua periferia in caso di violazioni dei diritti umani, che circondano la Russia e l'impero USA con i suoi vassalli europei organizzati per creare e denunciare supposti abusi dei diritti umani, sarà semplice lanciare una o più guerre dentro ed attorno alla Russia, come del resto la NATO ha già fatto in Kosovo e Macedonia.
3 - La ragnatela del terrore
La strategia della quale Washington si serve per lo sfondamento in Asia Centrale è stata elaborata nel lontano 1979, prima dell'invasione sovietica dell'Afghanistan, non per contrastare una minaccia militare od alla sicurezza, ma per evitare che un governo impegnato nel cambiamento e nelle riforme sociali potesse diventare un esempio ed "infettare" anche i paesi vicini. La stessa motivazione che ha spinto gli USA ad organizzare colpi di stato ed interventi armati in ogni parte del globo. E' la strategia dell'utilizzo dell'apparato terrorista islamico, creato dai servizi segreti USA e britannici con l'aiuto dei loro emissari sauditi e pakistani, come arma geopolitica. Essa consiste nell'armare ed addestrare gruppi terroristi islamici secessionisti, presentati come "combattenti per la libertà", per provocare una spirale di violenza della quale poi incolpare, attraverso l'apparato propagandistico dei media occidentali, il paese che si difende dai terroristi. Consiste anche nel contrastare i legami militari con i russi ed accrescere la presenza USA in questi paesi, posti di fronte alla minaccia terroristica. Con un grosso contingente di militari USA (e perciò naturalmente anche di agenti della CIA) direttamente impegnati negli stati dell'Asia Centrale, Washington può scegliere i migliori soggetti da corrompere, aumentando così gli sforzi dei cd "gruppi democratici" finanziati dagli USA da presentare come la "società civile", sempre con l'aiuto dell'apparato propagandistico della "libera informazione" dei paesi occidentali. Il tutto condito con traffici di droga ed armi, che servono all'autofinanziamento del terrorismo ed a mantenere in vita la macchina del riciclaggio del denaro sporco, vitale per Wall Street. L'obiettivo immediato degli USA in Asia Centrale è creare degli stati musulmani fondamentalisti attraverso i quali poi muovere l'attacco finale alla Russia. Questo è quanto è successo in Afghanistan e viene adesso tentato anche in Iraq.
4 - Il tempo è tiranno
La strategia di conquista dell'impero procede quindi da tempo, ma nel 2001 ha subito una notevole accelerazione. Probabilmente, la costituzione, il 15/6/2001, della Shanghai Cooperative Organization (SCO), guidata da Cina e Russia e comprendente diverse repubbliche ex sovietiche dell'Asia Centrale, con lo scopo di combattere il fondamentalismo islamico nella regione e quindi contrastare la creazione dell'impero USA, deve avere fatto suonare un campanello d'allarme a Washington. Certamente i russi, i cinesi e molti altri sapevano che gli USA, direttamente e per mezzo di terzi, come l'intelligence pakistano, hanno continuato a sostenere i gruppi terroristi islamici, utilizzandoli per attaccare altri paesi, per destabilizzare la Cina (Xinjiang), la Russia (Cecenia) e le altre repubbliche ex sovietiche, e per tenere l'India ed il Pakistan sull'orlo del conflitto (Kashmir) e perciò controllabili. E' sicuro che i piani per l'invasione dell'Afghanistan fossero pronti da tempo: i talebani avevano fallito nel compito loro assegnato di costituire una base di lancio del terrorismo islamico in Asia Centrale, non riuscivano a sopraffare i rivali dell'Alleanza del Nord sostenuti dai russi o ad accordarsi con essa ed avevano addirittura sradicato quasi totalmente le coltivazioni di papavero da oppio. Le forze militari USA e britanniche erano dispiegate nella regione già prima dell'11 settembre, quello che mancava era l'eliminazione di un possibile ostacolo (il capo dell'Alleanza del Nord Ahmad Shah Massoud che pareva essere interessato alla SCO) ed il pretesto per l'invasione dell'Afghanistan. Massoud venne eliminato il 9/9, probabilmente da agenti dell'ISI pakistano, e la ruling elite statunitense l'11 settembre ottenne la sua nuova Pearl Harbour. Gli attacchi dell'11/9/2001 sono chiaramente un'operazione militare coordinata; gli individui coinvolti non avevano nemmeno bisogno di sapere cosa stesse accadendo dal momento che, considerata la complessità dell'operazione, gli sarà stato riferito che si trattava soltanto un altro "war game" (quel giorno ne erano in corso almeno cinque). Una volta conquistato l'Afghanistan, gli USA e l'Iran collaborarono per formare a Kabul un governo fondamentalista islamico, composto anche da talebani "moderati", cioè ubbidienti ai diktat di Washington. E' evidente che Stati Uniti ed Iran, che nel campo del terrorismo islamico collaborano da lungo tempo, sostengono un gioco delle parti fingendosi nemici giurati. L'Iran non rischia alcuna rappresaglia da parte americana, almeno fino a che il potere sarà detenuto dagli ayatollah. Per quanto riguarda l'Iraq, l'invasione e l'occupazione del paese erano in programma già diversi anni, in quanto era una tessera del mosaico geostrategico con un governo non "moderato", cioè indipendente dagli USA. L'obiettivo della sua colonizzazione non è il possesso del petrolio, ma semmai il controllo del suo flusso in previsione di un futuro scontro con la Cina e con l'Europa Occidentale.
5 - La II Guerra Fredda
Dunque, mentre la NATO ha fatto attivi preparativi e rafforzamenti del proprio potenziale effettivo, gli USA sono riusciti ad installare le proprie forze militari in Georgia, paese dichiaratamente nemico della Russia e da questa accusato di ospitare le basi dei terroristi, detti "indipendentisti", ceceni, che notoriamente sono una creatura dell'intelligence pakistano, cioè degli USA. La Russia è circondata sempre più saldamente attorno al suo intero perimetro, nonostante i falliti tentativi di Washington di rovesciare il governo della Bielorussia. I governanti di Mosca sono stati praticamente sordi agli avvertimenti degli stessi militari russi circa il pericolo strategico incombente, la classe dirigente russa si è soltanto preoccupata di compiacere gli USA sperando di potere entrare a far parte dell'elite finanziaria del Nuovo Ordine Mondiale, quelle stesse forze che portano avanti e controllano la strategia geopolitica degli USA e della NATO e che stanno sopra presidenti e parlamenti, che rendono vuoti di significato termini quali democrazia e sovranità popolare. Dal canto suo la Cina, che è parte del nuovo Great Game, ha incrementato la spesa militare, in previsione di ciò che potrebbe avvenire, rafforzato la sua presenza in Asia Centrale, divenendo di fatto il paese leader della SCO; le prime esercitazioni antiterrorismo del Patto di Shanghai si sono tenute nel 2003 in Kazakhstan e Cina. Recentemente anche la Russia ha annunciato di volere ammodernare e potenziare il suo arsenale nucleare ed assieme alla Cina promuove la SCO come una entità per tenere sotto controllo e repellere non soltanto i separatisti islamici ma anche l'influenza degli USA nel cuore dell'Asia. Nel frattempo è accaduto ciò che fino a poco tempo fa era impensabile. Dopo l'attacco di Beslan, il presidente russo V. Putin ha apertamente parlato di una regia occidentale dietro l'operazione, ha esposto la strategia del terrore USA e britannica ed ha utilizzato la situazione come pretesto per un offensiva contro i diritti democratici fondamentali. La stampa russa, anche quella di estrema destra che fino a poco tempo fa elogiava servilmente qualsiasi cosa provenisse da Washington, parla di controllori anglosassoni del terrorismo. Dopo questi fatti, la Russia ha rivendicato il diritto a ricorrere ad attacchi preventivi contro le basi del terrorismo, come avevano fatto gli USA dopo l'11/9/2001, che, nel caso che degli obiettivi venissero individuati in Georgia, porterebbe la situazione geopolitica internazionale verso degli sviluppi imprevedibili; è un'agenda di politica estera, quella della guerra preventiva, che porta inevitabilmente verso nuovi conflitti. Il Caucaso e l'Asia Centrale non sono semplicemente il punto focale dei contrastanti interessi della Russia e degli USA; a causa dell'importanza per il transito del petrolio e del gas naturale, il futuro dell'intera regione è di fondamentale importanza per l'Europa, in particolare per Francia e Germania. Lo stesso vale per la Cina e l'India, paesi in rapida crescita. La situazione non è ancora ad un livello così avanzato da poter parlare di una IV guerra mondiale imminente, i conflitti oggi sono delineati vagamente. Molto è ancora in divenire. Gli USA sembrano essere intrappolati in Iraq, si stanno ancora facendo accordi e manovre e non vi è nessuna decisione conclusiva su assi internazionali e blocchi di potenze. Ma la polveriera è stata individuata e gli sviluppi generali procedono verso un conflitto totale, verso l'Apocalisse termonucleare.
6 - Conclusioni
Come è accaduto per Roma e per gli altri che hanno tentato avventure militari simili, l'impero consuma le risorse della nazione, cosicché ci si ritrova con un apparato militare enorme, una potenza distruttiva suprema, molto maggiore di quella degli altri paesi messi assieme, ma anche con una nazione impoverita da tutto ciò. Questo vale anche per gli USA, dove il popolo americano sopporta tutti i costi, mentre sono in pochi quelli che profittano dalle guerre imperiali. L'impero finanziario mondiale non lascia nulla di intentato per creare una potente macchina militare sotto forma delle forze armate USA e della NATO per i propri scopi di conquista a scapito delle popolazioni da sottomettere, e non va dimenticato che la guerra è l'arma più potente che hanno le classi dominanti per imporre obbedienza. Le classi dominanti di tutte le "democrazie" sono quindi interessate alla guerra. Il fanatismo e l'intolleranza che portano la gente comune a volere la guerra sono prodotte dalle elite come mezzi di controllo sociale e non vi sono limiti agli orrori che la classe dominante imporrà per rimanere al potere. Finché i popoli non rovesceranno il governo delle elite ed instaureranno una vera democrazia, l'elite può commettere e commetterà stragi. I "mezzi d'informazione" internazionali, che non sono disposti a vedere il quadro complessivo, devono prendersi la responsabilità degli scenari che si stanno delineando, e dovrebbero essere condannati per sempre. Vi è al mondo una sola potenza che può contrastare e battere l'impero: siamo noi, la gente comune di tutti i paesi, perché da una guerra abbiamo tutto da rimetterci e da guadagnare soltanto la "speranza di restare interi". Sconfiggere l'impero è possibile, ma per prima cosa bisogna esporlo, metterlo a nudo e denunciare i suoi folli piani. Per fare ciò si deve criminalizzare lo Stato, esporre i collegamenti degli USA e dei loro vassalli con il "terrorismo islamico" e delegittimare così i governanti. La delegittimazione è l'unica cosa che temono veramente, è l'unica cosa che potrà fermarli e che permetterà anche di individuare i falsi pacifisti, prima che sia troppo tardi. Il conto alla rovescia è già iniziato.
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Freebooter 2004
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