SPAGNA 3/11

La guerra alla libertà in Europa

 

Tutti stanno pensando a ciò che è avvenuto in Spagna. Non è stato terrorismo, poiché il terrorismo richiede qualcuno che si prenda la responsabilità degli attentati per usare la minaccia della violenza contro i civili per forzare i politici verso un obiettivo politico. Inoltre, nessuna organizzazione estremista che utilizzi metodi terroristici annuncia a mezzo stampa il luogo od il giorno dei loro attentati. La pianificazione e l'esecuzione delle operazioni terroristiche sono segrete ed il loro esito, ovvero il loro risultato, dipende fondamentalmente dal fattore sorpresa.

- PREALLARMI?

 

Il 29 febbraio il quotidiano El Pais affermò che "il piano per gli attentati dell'11/9/2001 è stato completato nel porto mediterraneo spagnolo di Tarragona... citando fonti dell'intelligence USA". Quali sono queste "fonti dell'intelligence" e perché sono venute avanti con questa vaga informazione solamente due settimane fa?

Era una sorta di preallarme o un annuncio "di riscaldamento" per l'attentato dell'11/3 in Spagna?

E che dire di questo rapporto della polizia di New York, che "due settimane fa ha intercettato un furgone carico di mezza tonnellata di esplosivi, dicendo che erano destinati alla capitale spagnola"?

Il quotidiano spagnolo El Pais quasi allo stesso tempo ha riferito, in un articolo del 29 febbraio, che "le informazioni" sull'11/9 "sono provenute dagli interrogatori di bin Ramzi al-Shaibah (Binalshibh), ora detenuto negli USA, e sono state trasmesse ai servizi di intelligence spagnola dalle controparti USA".

E' preoccupante che nessuno abbia mai visto Ramzi Binalshibh, che condivideva ad Amburgo un appartamento con Mohamed Atta, con una eccezione: la CIA.

Comunque, ancora non si è tenuto nessun processo contro Binalshibh. Perché?

La Casa Bianca si è anche rifiutata di permettere a Binalshibh di testimoniare ad entrambe i processi per l'11/9 in Germania, che cercarono di ottenere da lui alcune dichiarazioni sui "sospettati" di Amburgo, Abdelghani Mzoudi e Mounir El Motassadeq. Questa è stata l'unica ragione per la quale la corte tedesca ha assolto Mzoudi e potrebbe farlo nuovamente per El Motassadeq.

Cosa ha da nascondere la Casa Bianca? Perché George Bush non risponde, sotto giuramento e pubblicamente, alle 23 domande compilate dallo Family Steering Committee per la Commissione Indipendente sull'11/9?

Anche un'altra richiesta, del giudice spagnolo Guillermo Ruiz Polanco,  di saperne di più da parte di Binalshibh sul "meeting di Tarragona" è stata negata.

Inoltre, anche un altro processo al "20° dirottatore", Zacarias Moussaoui, è ancora bloccato, perché il giudice Brinkema sta aspettando le dichiarazioni di Ramsi Binalshibh.

Non è dovere della Casa Bianca fare più chiarezza su dove si trovi Binalshibh?

 

- I "TERRORISTI ISLAMICI"

 

L'indiziato principale per l'attentato, l'esecutore materiale, sarebbe il marocchino Jamal Zougam, "seguace" di Imad Yarkas.

Chiunque abbia orchestrato l'arresto di Zougam ed il suo collegamento a Yarkas, alias Abu Dahdah, dovrebbe anche sapere che Mohamed Atta era sulla lista dei controlli dei servizi segreti tedeschi dal 1998, e forse sotto il radar di sei agenzie europee di intelligence, che conoscevano Imad Yarkas, che le autorità spagnole controllavano da anni. Si ritiene fosse un "arruolatore" di al Qaeda, coinvolto negli attacchi dell'11/9, ma non è stato estradato negli USA.

Quanto ad Atta, è sufficiente ricordare che per almeno quattro anni, mentre viveva ad Amburgo durante gli anni '90, prese parte ad una 'joint venture' tra il governo USA e quello tedesco, un programma internazionale di "scambio" di elite condotto da una organizzazione privata poco conosciuta con stretti legami a potenti figure politiche americane come David Rockfeller e l'ex segretario di stato Henry Kissinger.

Ed è anche un dato acquisito che i mitici "19 dirottatori" dell'11/9 entravano ed uscivano a loro piacimento da basi militari USA e frequentavano aeroporti dove operano "front company" della CIA, da dove vengono compiute operazioni coperte e che sono pure dei crocevia del narcotraffico.

Come è possibile che questi temutissimi fondamentalisti islamici venissero lasciati fare tutto ciò e poi punire l'America perché "nemici della libertà"?

La spiegazione è semplice per chiunque voglia vedere. Superfluo qui ripetere le origini del terrorismo islamico nella sua forma attuale e di come esso sia uno strumento della politica estera USA (ampiamente documentato, anche in questo sito). Probabilmente questi personaggi, noti a tutti i principali servizi segreti occidentali (e non soltanto occidentali), facevano parte di un programma di addestramento che non si svolgeva tra le montagne dell'Afghanistan ma nelle praterie americane, e sono stati poi utilizzati per costruire la leggenda dell'11/9, cioè hanno avuto la funzione di "false flag", mentre altri, che logicamente  non possono essere che i servizi segreti USA, preparavano gli attacchi.

Infatti, i servizi di intelligence americani (cioè la CIA), durante gli anni hanno inviato negli USA perché ricevessero addestramento o per altri motivi almeno 600 terroristi islamici, come testimoniato dall'ex capo dell'Ufficio Visti dell'ambasciata USA a Jeddah (Arabia Saudita) Michael Springman in un programma della BBC.

L'ex agente CIA Mit Bearden, che diresse l'operazione coperta CIA di bin Laden nota come Maktab al Khidamar (MAK) in Afghanistan, il 12/9/2001 partecipò allo show TV nazionale di Dan Rather.

Quando Rather gli chiese se pensava che bin Laden fosse responsabile degli attacchi dell'11/9, Bearden escluse assolutamente la possibilità. Egli spiegò che "dietro questi precisi coordinati attacchi doveva esserci una molto più sofisticata operazione di intelligence... se non avessero un bin Laden ne avrebbero inventato uno".

Il terrorismo "friendly fire" e quello "false flag" condividono gli stessi obiettivi: i governi orchestrano attacchi terroristici da eseguire sul proprio suolo per infondere paura nella popolazione e creare un "nemico pubblico".

 

- Al QAEDA

 

La stessa al Qaeda (della cui esistenza non esiste alcuna prova) pare essere più una creatura mediatica che la "rete internazionale del terrore" dello sceicco Osama bin Laden, che è stato ed è tuttora una "risorsa dell'intelligence" USA, il cui ruolo è quello di un parafulmine, cioè di attirare nel campo del fondamentalismo islamico i musulmani che si oppongono agli Stati Uniti.

Questa la testimonianza di un protagonista su ciò che era al Qaeda (la base) per le migliaia che affluivano in Afghanistan per combattere la jihad. Il Dr. Saad al-Fagih è stato uno dei tanti sauditi che passarono per la base di Peshawar, ed ha spiegato nell’autunno del 2001 in un’intervista all’americana PBS come al Qaeda divenne tale e come non si intendesse mai riferirsi ad essa come all’organizzazione terrorista di Osama bin Laden.

“Bene, rido proprio quando sento l’FBI parlare di al Qaeda come dell’organizzazione di bin Laden… E’ una storia veramente molto semplice. Se bin Laden deve ricevere arabi dall’Arabia Saudita e dal Kuwait – o da altre regioni – deve riceverli in una guest house a Peshawar. Essi partivano per il campo di battaglia e tornavano indietro, senza documentazione… Non vi era alcuna documentazione su chi era arrivato. Su chi era partito. Quanto restavano. Vi è soltanto una carina generica accoglienza. E andate lì. E raggiungete il campo di battaglia… Ora, era imbarazzato dal fatto che molte famiglie lo chiamavano e gli chiedevano cosa fosse successo al loro figliolo. Non lo sapeva. Perché non c’è nessuna nota. Non c’è nessuna documentazione. Ora ha chiesto ad alcuni dei suoi colleghi di cominciare a documentare I movimenti di tutti gli arabi che vengono sotto il suo ombrello… E’ registrato che sono arrivati in questa data e sono rimasti in questa casa… Molti di loro erano venuti soltanto per due settimane, tre settimane e poi sono scomparsi. Quella registrazione, quella documentazione veniva chiamata la nota di al Qaeda. Dunque questa era al Qaeda. Non c’è nulla di sinistro su al Qaeda. Non è come un’organizzazione… Non penso usasse alcun nome per il suo gruppo clandestino. Se volete dargli un nome, potete chiamarlo ‘gruppo bin Laden’. Ma se stanno usando il termine al Qaeda… Al Qaeda è solamente una registrazione per la gente che arrivava a Peshawar e da lì si spostava avanti e indietro dalla guest house. E ritornava al suo paese”.

Bin Laden trascorse gli anni della guerra in Afghanistan principalmente in Pakistan ed il suo lavoro era soprattutto di raccoglitore di fondi e di organizzatore, andasse molte volte in Afghanistan con il suo mentore Sheikh Azzam, noto come l’’Emiro della Jihad’, che teneva discorsi appassionati per sollevare il morale dei guerrieri mujahedin. In Afghanistan vennero utilizzate anche le risorse di bin Laden come fornitore ed egli portò in diverse occasioni attrezzatura pesante per aiutare a fortificare le roccaforti dei mujahedin e rimettere in sesto le vie di rifornimento. E’ ancora irrisolto il dibattito sul fatto che bin Laden o Azzam fossero mai stati coinvolti in qualche reale combattimento, ma entrambe sono stati mitizzati come forti e coraggiosi guerrieri.

- RIVENDICAZIONI

Le Brigate Abu Hafs Al-Masri, che inizialmente si sono assunte la responsabilità, sono prostitute della responsabilità, che pretendono il coinvolgimento in tutto (compresi i blackout della scorsa estate in USA e Canada!), il che toglie credibilità a tutte le loro affermazioni. Dal momento che nessun gruppo dell’E.T.A. ha rivendicato la responsabilità (e notate che il governo spagnolo ha accusato l’E.T.A. prima che i funzionari spagnoli potessero avere assolutamente qualsiasi prova, dimostrando ancora una volta come il termine "terrorismo" venga usato da quelli che sono al potere per calunniare quelli che il potere non lo hanno), e l’ultima pretesa di "al Qaeda" è un giorno in ritardo e vale meno di niente, non vi è alcuna rivendicazione legittima di responsabilità, e quindi l’attacco non può essere terrorismo tradizionale. Il fatto che la polizia abbia già arrestato i soliti sospetti non significa niente.

Il nuovo "portavoce militare" di al Qaeda, Abu Dujan Al-Afghani, probabilmente ha preso il nome dall'"infiltrato pakistano" Abu Dujan, che è stato ucciso il 7 maggio 2002. Era un membro del gruppo separatista Lashkar-e-Taiba, sospettato di essere nel libro paga del servizio segreto pakistano ISI, proxy della CIA, con "cellule dormienti" nel Regno Unito.

Secondo il quotidiano El Pais, che cita "fonti dell'antiterrorismo", la "mente" dietro agli attentati sarebbe nientedimeno che il peripatetico giordano Abu Musab al-Zarqawi, capo di Ansar al-Islam, che tutto fa ritenere sia un'organizzazione diretta dall'intelligence americana.

Abu Dujan Al-Afghani ha detto "Ci prendiamo la responsabilità di ciò che è accaduto a Madrid proprio due anni e mezzo dopo gli attacchi a New York e Washington". Sarebbe stato interessante se questo tipo ci avesse spiegato anche come abbiano fatto a paralizzare il NORAD e ad inchiodare la difesa aerea USA, ma forse questo è chiedere troppo...

Forse è pretendere troppo anche che per una volta venisse individuato il mittente delle celebri e-mail di queste "cellule" o magari dei fax dello "sceicco del terrore".

Perché "al Qaeda" dovrebbe uccidere civili innocenti che protestano contro la guerra e l'imperialismo USA?

Ancora, perché al Qaeda avrebbe rilasciato un "video di ringraziamento" per aver cacciato dal governo spagnolo i guerrafondai? Non ha alcun senso un attentato di al Qaeda contro gli USA in Spagna, non vi è alcuna connessione tra l'Iraq ed al Qaeda, per quanto abbiano cercato di fabbricarla. Perché "al Qaeda" dovrebbe interessarsi dell'Iraq? E' un fatto assodato che l'Iraq ed al Qaeda non hanno niente in comune.

Quindi, la pretesa che la Spagna sia stata bombardata perché gli USA hanno attaccato l'Iraq non ha nessuna credibilità.

Per quanto riguarda l'ipotesi, molto in voga negli ambienti della disinformazione istituzionale, di un collegamento tra la mitica "al Qaeda" e l'E.T.A. ed altri gruppi "rivoluzionari" è talmente imbecille che non vale neppure la pena di discuterne.

 

- I PATSIES

 

Il "sospettato" principale per gli attentati sarebbe il marocchino Jamal Zougam, arrestato durante il fine settimana assieme ad altri "sospetti".

Pare che Zougam sia un piccolo imbroglione e ricettatore che trattava in cellulari e carte di credito rubati da una banda di borseggiatori di Madrid, e risulta anche sia più interessato alla dolce vita che alla religione.

Zougam viene collegato agli attentati per una carta telefonica, che si dice provenga dal suo negozio, che è stata trovata in una borsa con una bomba inesplosa. Presumibilmente non è esplosa poiché il meccanismo per farla esplodere, una chiamata al cellulare dentro la borsa, non è stata fatta. Perché la chiamata non è stata fatta? Perché i terroristi se ne sono dimenticati (o perché avevano impostato sul detonatore le 19.40 invece delle 7.40)! La famosa borsa è stata ritrovata in una stazione di polizia, dove presumibilmente era stata portata dalla polizia assieme ad altri bagagli trovati sulla scena dell'attentato.

Alle autorità spagnole non sembrano sufficienti le dichiarazioni dei testimoni che dicono di avere visto Zougam sul treno ed anche il fatto che siano stati realmente usati uno dei suoi telefoni ed una delle sue carte telefoniche in realtà non prova niente eccetto che qulcuno coinvolto potrebbe averli comprati da lui.

Inoltre, le autorità del Marocco hanno identificato gli arrestati ed hanno dichiarato che nessuno di loro risulta avere mai fatto parte di organizzazioni armate islamiche.

Recentemente nel quartiere di Zougam si era stabilito un gruppo di musulmani radicali, ma non è mai stato visto assieme a loro, preferiva i nightclubs e gli abiti all'ultima moda.

Un altro dettaglio "strano" è l'arresto, assieme ai marocchini, di due uomini di origine indù: cosa avranno questi mai a che fare con al Qaeda?

I veri terroristi non si mettono a piangere in tribunale e non urlano la loro innocenza. I veri terroristi sono fieri di prendersi il riconoscimento di ciò che hanno fatto. Sono i patsies che urlano la loro innocenza.

Se Jamal Zougam è stato in qualche maniera coinvolto, è facile che l'abbia fatto più per denaro che per motivi religiosi, e dunque è stato assoldato da qualcuno. La totale assenza di una tempestiva e credibile rivendicazione pare escludere una azione terroristica nel senso tradizionale del termine.

E' estremamente facile creare un fasullo attentato terroristico di "al Qaeda". Prendete un piccolo criminale di Madrid dall'accettabile etnia e pagatelo per mettersi in mostra con delle persone che le autorità possano associare con al Qaeda. Dopo l'attentato mettete una borsa con una bomba inesplosa oppure trovate una vera borsa sul luogo dell'attentato e, mentre si trova nella stazione di polizia, mettete dentro la borsa un telefono ed una carta telefonica presi nel negozio del piccolo criminale. Il criminale istantaneamente diventa un Lee Harvey Oswald, e l'attentato diventa istantaneamente opera del terrorismo fondamentalista islamico.

- IL TERRORE DI STATO

L’attacco sembra essere più vicino ad una "strategia del terrore", nella quale gruppi associati a quelli al potere utilizzano le minacce terroristiche contro la popolazione per porre pressione politica sui politici, in questo caso, una gradita pressione politica, per portare i politici ad emanare una legislazione di estrema destra che bandisca il dissenso ed aumenti i poteri dello stato di polizia, il tutto giustificato dalla necessità di combattere la "guerra al terrorismo". La scoperta di un camion contenente detonatori ed audiocassette in arabo è un tocco grazioso per creare tensione razziale in Spagna, sebbene trucchi come questo siano stati usati così spesso da essere diventati troppo ovvi.

Il richiamo è alla "Strategia della tensione", che ha tormentato l'Italia alla fine degli anni '60 e durante i '70 ed oltre. Questa era un piano preparato con cura dall'intelligence USA e dalle strutture della NATO per impedire la partecipazione del P.C.I. a governi di coalizione, utilizzando il terrorismo (di destra e la strumentalizzazione di quello "rosso") ed eventualmente anche colpi di stato.

Gli antenati delle bombe di Madrid sono stati le stragi di Piazza Fontana nel 1969, dell'Italicus nel 1974 e della stazione di Bologna del 1980, anzi, sembrano proprio essere il parallelo del massacro di Bologna.

In entrambe i casi, lo scopo era quello di uccidere il maggiore numero di persone possibile, le bombe sono state piazzate in stazioni ferroviarie e sono esplose all'ora della massima densità di persone, ed in entrambe i casi il bersaglio era gente di estrazione popolare.

Esaminando i fatti in questa prospettiva, pare che la fine della II Guerra Mondiale abbia segnato il vero inizio del ripetuto impiego di metodi terroristi da parte degli stati per destabilizzare i loro sistemi democratici e limitare le libertà individuali. Comunque, è stata l'Italia il reale laboratorio della sovversione di destra.

La preoccupazione è che gli attacchi ai treni a Madrid siano l'inizio di una analoga strategia, e che seguiranno altri attacchi dello stesso tipo, contro comuni masse di gente sui treni, nei grandi magazzini, nei centri commerciali in altre città europee.

Un tipo particolarmente brutale di terrorismo come quello di Madrid potrebbe giovare "solamente coloro che promuovono la IV Guerra Mondiale contro i paesi islamici, uno Scontro di Civiltà (Samuel P. Huntington)".

Non può essere escluso quindi che forze dello stato spagnolo o estremisti di destra collegati al governo siano coinvolti negli attentati. Non sarebbe la prima volta che sono state inscenate simili provocazioni per cementare la presa di un regime impopolare. Infatti, l'effetto degli attentati terroristici (Strategia della tensione) è quello di provocare il collasso della legge e dell'ordine e, come effetto collaterale, di provocare una crisi di fiducia dei cittadini di fronte al loro governo democraticamente eletto, creando così le condizioni per la presa del potere da parte dei militari o che possano favorire i partiti più autoritari.

E' in questo contesto che sono passati la Legge Reale in Italia (1975), il Patriot Act negli Stati Uniti (già pronto prima dell'11/9) e le leggi Perben II in Francia.

 

- SPAGNA 3/11

 

I candidati più probabili per le bombe di Madrid sono estremisti di destra associati alla parte franchista del conservatore P.P, che in realtà è più al centro che all’estremo dello stesso, dal momento che il partito è stato fondato da uno dei ministri di Franco che del partito è ancora un importante esponente, ed ai militari spagnoli.

Forse il P.P. non sarà fascista, ma alcuni dei suoi amici certamente lo sono. Non è stato molto tempo fa (1981) che queste stesse persone tentarono un golpe in Spagna, e sono ancora una potente forza dietro le quinte.

Il 16/1/2004 il figlio dell'eminente fascista spagnolo Blas Pinar è stato promosso Brigadiere Generale ed un mese dopo, in seguito a raccomandazione personale del Capo di S.M. dell'esercito Gen. Luis Alejandre Sintes, vicedirettore della Direzione Dottrina, Personale e Materiali dell'esercito. In pratica, è anche responsabile dell'addestramento delle truppe.

All'inizio degli anni '80 Blas Pinar Jr., che condivide le idee del padre, è stato in prigione due mesi per avere istigato un manifesto (il cd "Manifesto dei 100) in difesa degli ufficiali implicati nel tentativo di golpe del 23/2/1981 del Ten. Col. Antonio Tejero. Ci vollero ore per domare la sollevazione, a quanto si dice per il sostegno che i golpisti avevano ad alto livello nei militari.

Ad Alcala de Henares, la cittadina vicino a Madrid al centro delle indagini, c'è una accademia militare, ed è la base operativa dell'EZAPAC, un piccolo ma molto bene addestrato gruppo di truppe di elite per operazioni speciali che in anni recenti ha partecipato alle missioni IFOR e SFOR della NATO in Bosnia.

Che ci sia qualche collegamento?

Pare che il primo ministro Josè Maria Aznar avesse intenzione di rinviare le elezioni e chiedere lo stato d'eccezione: che vi fosse in programma qualcosa di più importante? Pare che Aznar, contando sui sondaggi, abbia sbagliato (come avvertirono alcuni analisti) nel valutare le conseguenze delle sue affermazioni, e quindi gli potrebbe essere venuto a mancare uno degli elementi essenziali di una presunta possibile cospirazione: il terrore che porta alla rinuncia all'esercizio dei diritti democratici. E perché mentre insisteva sulla pista dell'E.T.A. gli USA la pensavano diversamente?

Dalla sequenza delle dichiarazioni ufficiali governative e dello spin dei media ufficiali risulta come tutto probabilmente si sia svolto in base ad un piano preordinato.

Sta diventando evidente che la strategia del governo Aznar era di utilizzare la storia che l'E.T.A. era responsabile degli attentati per fare passare i pochi giorni precedenti alle elezioni. Aznar sapeva che l'ipotesi al Qaeda gli avrebbe causato problemi, ma pensava di poter contare sui media per poter tirare avanti con la sua versione per qualche giorno. Una volta che il suo partito avesse vinto le elezioni, avrebbe abbandonato la teoria dell'E.T.A. ed utilizzato la teoria di al Qaeda per collaborare con gli USA nel combattere la fasulla "guerra al terrorismo", riducendo le libertà civili in Spagna ed usando come capro espiatorio gli immigrati musulmani. Dunque, due successive cospirazioni si sarebbero dispiegate proprio in tempo per soddisfare le necessità del partito di Aznar.

Quello che è certo comunque è che la protesta e la sconfitta del P.P. sono stati una grande vittoria delle associazioni di base e dei media alternativi.

Probabilmente non sapremo mai la verità, poiché essa incrocia troppo vicina proprio alle strutture oscure del potere in Spagna.

 

 

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Freebooter 2004