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Mentre il 2013 volge al termine, il crollo capitalista si intensifica

30 dicembre 2013

 

L'anno è terminato con nessuna indicazione che, più di cinque anni dopo la più grave crisi finanziaria dagli anni '30, l'economia mondiale sia dovunque più vicina a ritornare a quella che una volta era considerata una crescita economica "normale". Piuttosto che prendere forma un cambiamento favorevole, proliferano avvertimenti di "stagnazione secolare", caratterizzati da bassa crescita permanente, recessione, investimenti calanti, salari reali sempre più bassi ed alta disoccupazione in maniera persistente.

I 12 mesi passati hanno visto una serie di politiche monetarie senza precedenti, più particolarmente i programmi di stampa di denaro dell'"alleggerimento quantitativo" (QE) di entrambe la Federal Reserve e la Banca del Giappone, con i sono stati forniti quali trilioni di dollari praticamente gratis alle principali banche ed istituzioni finanziarie.

La sola Fed quest'anno ha ingrandito il proprio bilancio di più di $1 trilione, portando il proprio possesso di attività a più di quattro volte di quanto erano all'inizio della crisi finanziaria nel 2008. La Banca del Giappone, a capo della politica monetaria della terza maggiore economia mondiale, è impegnata a raddoppiare l'offerta di moneta in quel paese.

Entrambe questi programmi sono stati implementati con la pretesa che erano rivolti a stimolare l'economia. Ma i soli beneficiari sono stati le grandi banche e gli speculatori finanziari. Mentre l'economia degli USA è cresciuta ad un tasso medio di appena il 2,3% dalla recessione che è terminata ufficialmente nel giugno 2009—paragonato ad una media del 4,1% per i primi quattro anni di altre espansioni dalla II Guerra Mondiale—la borsa ha terminato quest'anno a livelli record o quasi. Questa crescita di parassitismo finanziario è riflesso nella duplicazione della ricchezza dei miliardari globali mondiali dal 2009.

Il flusso di denaro che viene fornito ai mercati finanziari in conseguenza delle azioni della Fed e delle altre banche centrali sta gettando le fondamenta per un altro crollo finanziario ancora più serio di quello del 2008. Bloomberg, per esempio, ha riferito che l'ammontare di prestiti rischiosi reputati spazzatura quest'anno è aumentato di $693 miliardi, un nuovo record, superando il livello di $593 miliardi raggiunto nel 2008.

Coloro che predicono un "rialzo" per l'economia degli USA nel 2014 metteranno senza dubbio in evidenza che il tasso ufficiale di disoccupazione nel periodo recente sta calando. Queste prognosi ignorano il fatto che la maggior parte dei nuovi posti di lavoro sono a tassi salariali significativamente più bassi—la metà dei salari dei nuovi assunti negli stabilimenti automobilistici secondo il programma di ristrutturazione del 2009 dell'amministrazione Obama ha stabilito il banco di prova a questo riguardo—e che gran parte del "miglioramento" è dovuto a numeri crescenti di persone che si ritirano dalla forza lavoro. Nel corso del 43 mesi trascorsi, più persone hanno lasciato il mercato del lavoro USA di quelle che vi sono entrate.

Il programma di "alleggerimento quantitativo" iniziato dal governo Abe e dalla Banca del Giappone all'inizio di quest'anno ha procurato un aiuto iniziale all'economia giapponese, ma gli effetti stanno cominciando a consumarsi. La scorsa settimana, la previsione governativa che il prodotto interno lordo per l'anno fiscale che comincia il marzo prossimo sarebbe soltanto dell'1,4%, giù da un 2,6% stimato per l'anno corrente.

E' una misura della stagnazione sottostante dell'economia giapponese che un rapporto che indicava che i salari reali non erano diminuiti per il mese passato, dopo 17 declini mensili consecutivi, è stato considerato come "buone notizie".

Uno degli indicatori chiave del crollo basilare dell'economia capitalista globale è la divergenza crescente tra l'accumulazione di profitti ed il livello di investimentila forza motrice centrale per l'espansione dell'economia reale.

E' stato stimato che le grandi imprese globali posano su disponibilità di cassa di attorno a $4 trilionimetà dei quali negli USAperché vi sono così pochi sbocchi redditizi per nuovi investimenti. Piuttosto che impiegare i profitti per finanziare l'espansione della produzione, le società utilizzano sempre più le loro disponibilità di cassa per finanziare il riacquisto delle azioni allo scopo di accrescere il valore capitale, procurando quindi profitti finanziari a hedge fund, banche e ditte d'investimento che sono i principali azionisti delle grandi società. Questo viene accompagnato da una considerevole "ristrutturazione", come nell'industria globale automobilistica, che porta alla chiusura di fabbriche e di altri impianti, alcuni dei quali operano dall'inizio degli anni '50.

Gli effetti sociali della "ristrutturazione" sono illustrati più vividamente nella zona euro, dove i livelli di investimento sono giù di tanto quanto il 30% dei livelli precedenti al 2008. Combinata con l'impatto dei programmi di austerità che sono implementati da tutti i governi in conformità ai dettati delle banche, la ristrutturazione sta portando la devastazione sociale.

Uno studio della Croce Rossa Internazionale pubblicato in ottobre ha affermato che come risultato dell'agenda di austerità l'Europa stava affondando in un prolungato periodo di povertà, disoccupazione di massa, esclusione sociale, disuguaglianza crescente e disperazione collettiva. "Le conseguenze a lungo termine di questa crisi devono ancora emergere", ha sottolineato il rapporto. "I problemi causati saranno sentiti per decenni anche se in un prossimo futuro l'economia volge al meglio".

In seguito allo scoppio della crisi finanziaria globale, veniva avanzata la pretesa che la Cina, come pure gli altri "mercati emergenti", sarebbero stati in grado di assorbire le scosse delle principali economie e procurare una nuova base per l'espansione globale.

Quella asserzione è stata chiaramente frantumata nei 12 mesi passati. Una conferenza economica convocata dalle autorità cinesi all'inizio del mese ha avvertito che la seconda maggiore economia mondiale stava fronteggiando una corsa al ribasso. Le industrie cinesi, particolarmente quelle detenute dai governi locali, affrontano una seria sovraccapacità e grossi debiti che minacciano la stabilità finanziaria, ha concluso la conferenza.

Le reazioni alle prospettive di una "diminuzione" del programma di QE della Fed a metà del 2013 hanno sottolineato che, lungi dall'assorbire, i "mercati emergenti" sono estremamente vulnerabili a movimenti di capitale altamente volatili. La Turchia, l'India e l'Indonesia, per nominare soltanto alcune delle economie più rilevanti, in risposta ad un incremento dei tassi d'interesse USA hanno sperimentato considerevoli deflussi finanziari, portando avvisi di una ripetizione della crisi finanziaria asiatica del 1997–98, soltanto questa volta su scala più ampia, con conseguenze di vasta portata per la stabilità del sistema finanziario nel complesso.

Tutte queste tendenze sono destinate ad aggravarsi nel 2014, escludendo la prospettiva di qualsiasi ripresa dell'economia globale. Le classi dominanti non hanno nessun'altra soluzione alla crisi che l'impoverimento della classe lavoratrice e la repressione crescente. La classe lavoratrice in tutto il mondo deve valutare attentamente la situazione ed utilizzare l'anno a venire per sviluppare le proprie iniziative politiche fondate su un programma socialista internazionale per affrontare il crollo capitalista in corso.

Nick Beams