naked capitalism

 

Lunedì, 24 settembre 2012

La Lunga Depressione del 19° secolo: come ha favorito il capitalismo

oligopolistico e serve da modello per l'austerità

di Philip Pilkington, scrittore e giornalista in corso di trasferimento a Londra . Potete seguirlo su Twitter a @pilkingtonphil

 

Potete vivere in questa illusione
Potete scegliere di credere
Continuate a guardare ma non riuscite a trovare le foreste
Mentre vi nascondete negli alberi

– Nine Inch Nails 'Giusto al suo posto'

Molte persone che incontro che sono vagamente interessate all'economia solitamente persone nell'accademia ma al di fuori dei dipartimenti di economia o che lavorano in settori di strato inferiore del settore bancario e finanziario sono innamorate del libertarismo e delle sue dottrine economiche. Nel frattempo il nominato alla vicepresidenza repubblicano un ossessivo Ayn Rand  – ha incanalato queste idee in una proposta di bilancio veramente non di questo mondo.

Il libertarismo versione leggera è diventato l'ultimo rifugio dei conservatori ideologici. Gli ideali del conservatorismo della corrente principale sembrano assurdi alla luce della crisi del 2008. E' quindi divenuto chiaro che l'intero sistema economico era lontano dalla meritocrazia strutturata secondo il libero accesso e la competizione che molti presumevano, ma invece dominato da legami incestuosi tra istituzioni quasi statali e grandi corporation. E la parte sgradevole di queste relazioni collusive si è presentata come risultato diretto della deregolamentazione. Meno regolamentazione ha permesso alle grandi società di esercitare uno sfrenato potere di mercato e hanno incanalato quei profitti nel processo politico, per deviare ulteriormente le regole a loro favore.

Comunque, piuttosto che riconoscere che le dottrine di "libero mercato" portano alla concentrazione del potere, molti hanno risposto alla promozione aggressiva da parte di imprese ed economisti di questa ideologia, portandoli a muoversi ulteriormente a destra come conseguenza della crisi, a diventare antagonistici e persino un poco estremisti verso il sistema come esiste realmente e ad abbracciare aspetti radicali della dottrina libertaria. In seguito i politici mainstream selezionano certi aspetti di queste dottrine e le sottopongono alla loro base.

Questo è, in un modo molto reale, dove oggi siamo. No, libertarismo non è andato mainstream. Ma degli aspetti di esso hanno permeato il mainstream. E questo rende interessante considerare alcuni dei suoi argomenti più genuini.

Deflazione e nostalgia

L'aspetto più popolare della dottrina libertaria oggi è probabilmente l'idea che la deflazione non sia questa brutta cosa effettivamente, potrebbe anche essere una cura moralmente purificante. Spiacevole come una doccia fredda ma necessaria perché una popolazione vorace si sbarazzi dei suoi eccessi peggiori.

L'argomento economico tra veri libertari per questa opinione porta largamente che in un'economia competitiva i prezzi dovrebbero generalmente tendere verso il basso che verso l'alto. L'argomento razionale come è tipico degli ideologi estremisti  per la maggior parte maschera un fascino emotivo incastrato più profondamente. Espresso semplicemente, l'argomento gioca per l'impulso di accaparramento così prevalente tra i sostenitori dell'oro come valuta, che sembrano sovrapporsi fortemente ai libertari.

Mentre sarebbe troppo una distrazione qui andare all'origine dell'impulso all'accaparramento compulsivo, dovrebbe semplicemente osservarsi che tra i libertari di destra è spesso confuso con il risparmio. Non soltanto questi sono due concetti distinti entro la sfera dell'economia essendo l'accaparramento una rimozione della ricchezza dalla circolazione ed essendo il risparmio la preparazione della ricchezza attuale per procurare ricchezza futura ma vengono generalmente riconosciuti come concetti distinti in psicologi, sia popolare che medica. Persino i bambini possono distinguere tra un avaro ed i veri capitalisti.

L'argomento per la deflazione ricorre all'idea che i risparmiatori che sono visti dai libertari come l'origine della ricchezza e della produzione beneficiano perché il denaro che hanno risparmiato vale di più. Ma, naturalmente, questo non è vero per il capitalista produttivo i cui investimenti di capitale fisso si deprezzano rapidamente mentre sono inutilizzati. E' vero soltanto per l'accaparratore, per il fautore dell'oro e per lo spilorcio che rimuovono dalla ricchezza dalla circolazione o la trasferiscono in oggetti feticci inutili e siedono su di essi fino a che acquistano più potere d'acquisto.

Allo scopo di eludere questo fatto scomodo i libertari integrano i loro argomenti sostenendo che tutti gli investimenti che calano mentre la deflazione distrugge l'economia sono meramente dei "cattivi investimenti" compiuti in un periodo in cui il denaro era molto a buon mercato. E' così che la distruzione sfrenata della ricchezza sociale viene giustificata come una sorta di Giorno del Giudizio. Coloro che falliscono sono semplicemente dei peccatori. Di conseguenza il fatto che le condizioni deflazionistiche danno sfogo alla devastazione per tutti quelli nell'economia che non siano degli incettatori improduttivi viene orpellato attraverso un richiamo morale alla supposta qualità di investimenti eccezionali.

Legato a questo è l'idea che la produzione che ha luogo in un ambiente deflazionistico sia moralmente pura. Viene vista come "magra e modesta" poiché richiede un vero sforzo da compiere per conto dell'investitore, questo in contrasto con le "dissolute" decisioni d'investimento che possono essere concepite quando il denaro è facile da procurarsi. In un ambiente deflazionistico gli uomini, per così dire, sono separati dai ragazzi. La grossolana nozione ignora molti aspetti di come operino realmente le economie moderne: per esempio, il fatto che i monopoli, gli oligopoli e le corporation gigantesche troveranno molto più facile superare una seria recessione o depressione di una impresa più piccola semplicemente a causa della dimensione e degli eccezionali rapporti del credito. Ma nondimeno è un argomento che viene prodotto perché si appella ad un senso di rettitudine morale e ricompensa le tendenze antisociali all'accaparramento del libertario.

E' qui che la nostalgia alza la testa. Spesso i libertari portano il 19° secolo come una sorta di modello per come dovrebbe essere il presente. Diversamente dalle ideologie di estrema sinistra, come il comunismo, il libertarismo è regressivo piuttosto che mirare in avanti. Dove il comunismo proietta nel futuro un ideale mitico, il libertarismo si affligge su un passato ideale che è stato presumibilmente perduto. (Sorprenderebbe il lettore apprendere che si pensa che l'impulso all'accaparramento sia legato a fantasie dell'utero?)

Per i libertari di destra il 19° secolo è l'era di un vero capitalismo con poco o nessun intervento del governo. Effettivamente, anche la guerra era limitata e richiedeva poca ingerenza dello stato. Si, questa era instabile neppure un libertario lo negherebbe ma l'instabilità provocava un dinamismo ed una libertà che sono stati schiacciati dal 20° secolo "statalista".

Ma non è l'era inflazionistica dell'alto liberalismo che viene spesso ricordata con occhiali tinti di rosa, ma l'era deflazionistica del terzo quarto del 19° secolo. Ciò sarebbe insolito se non comprendessimo già le motivazioni dell'argomento libertario per la deflazione. I libertari di destra hanno bisogno di un'era che era sia non inflazionistica ed allo stesso tempo una di "libera" competizione come schermo sul quale proiettare le loro fantasie utopiche. Ma, come vedremo, in questo cercano di avere la botte piena e la moglie ubriaca.

Le contraddizioni della deflazione

L'era sulla quale si punta spesso è nota agli storici come la “Lunga Depressione”. E' datata variamente dal 1873-1879 al 1875-1896. Le date precedenti sono pertanto le più precise riguardo quanto tempo è durato realmente il vero periodo deflazionistico, ma l'ultima datazione evidenzia che le forze scatenate si sono trascinate molto più a lungo.

La depressione è stata messa in moto, come lo sono molte, da una crisi finanziaria che ebbe luogo nel 1873. Le cause della crisi sono difficili da determinare, ma sembrerebbe che molta della ragione di essa fosse una bolla nel prezzo delle attività gonfiata dalla speculazione nelle ferrovie USA. Questa, a sua volta, era in parte dovuta alla terra sovvenzionata dal governo.

E' qui che cominciamo a comprendere più pienamente perché gli anni delle depressioni sono quelli sui quali si concentrano spesso i libertari piuttosto che sugli anni di crescita che le precedono. Gli anni di crescita noti anche come l'era dell'alto liberalismo che andarono all'incirca dal 1848 al 1873 sono stati caratterizzati dal denaro a buon mercato. Questo ebbe luogo nonostante il fatto che in quegli anni fosse in vigore in larga misura il gold standard – sebbene gli USA lo lasciarono nel 1861 a causa della Guerra Civile. Il motivo è che il gold standard fece poco per limitare l'espansione della moneta e del credito è stato a causa dell'enorme scoperta di giacimenti d'oro in quegli anni. Mentre tra il 1831 ed il 1840 furono estratti in tutto il mondo circa 20.300kg d'oro, tra il 1851 ed il 1860 questi erano saliti ad un enorme 206.100kg. Con questi enormi flussi d'oro le banche furono in grado di estendere massicciamente la massa monetaria sotto forma di prestiti e ciò permise non soltanto una rapida crescita economica ma anche una massiccia speculazione.

Poiché gli anni della crescita erano, secondo ogni misura, inflazionistici ed insostenibili, sono invece gli anni deflazionistici quelli sui quali si concentrano gli ideologi di destra. Solitamente prestano attenzione alla crescita economica che, secondo le migliori cifre che abbiamo, non è stata così scarsa come si può presupporre. Il fatto che la disoccupazione fosse alta per gli standard del tempo viene solitamente ignorato ed è semplicemente descritto come parte della sofferenza che doveva essere tollerata allo scopo di introdurre una nuova era di prosperità.  Questa linea di argomento scusa inoltre bende dei fallimenti durante quegli anni.

Comunque, l'aspetto più peculiare dell'argomento che favorisce questo periodo deflazionistico è che ignora completamente il più ampio quadro storico. I libertari, nascosti come sono negli alberi, trascurano completamente di notare le foreste tutte attorno a loro. Perché è largamente riconosciuto dagli storici che questa è stato quando il capitalismo del laissez faire cadde ed è stato sgombrato il terreno per una nuova era caratterizzata dall'intervento statale, dagli uomini del monopolio e dalla conquista imperiale. Come si è espresso il grande storico britannico Eric Hobsbawm nel suoL'età del capitale’:

La nuova era che segue l'età del trionfo liberale è stata molto diversa. Economicamente è stato un allontanarsi rapidamente dall'impresa privata competitiva senza freni, dalla rinuncia statale all'interferenza e da quello che i tedeschi hanno chiamato ‘Manchesterismus’ (l'ortodossia di libero mercato della Gran Bretagna vittoriana), alle grandi corporazioni (cartelli, trust, monopoli), all'interferenza statale molto importante, ad ortodossie di politica molto diverse, sebbene non necessariamente di teoria economica. L'età dell'individualismo è terminata nel 1870, si lamentò l'avvocato britannico A.V. Dicey, cominciò l'età del 'collettivismo'. (pag. 354)

O ancora:

Una nuova era di storia, politica come pure economica, si apre con la depressione degli anni 1870. Questa era ha minato o distrutto le fondamenta del liberalismo della metà del diciannovesimo secolo che sembrava essere instaurato così fermamente. Il periodo dalla fine degli anni 1840 alla metà dei 1970 non si è dimostrato fino al punto in cui ha tenuto la saggezza convenzionale del tempo, il modello di crescita economica, sviluppo politico, progresso intellettuale e conquista culturale che persisterebbe, senza dubbio con opportuni miglioramenti, fino al futuro indefinito, ma piuttosto un genere speciale di intervallo. (pag. 63)

Questa nuova era doveva essere una nella quale i sindacati crescevano per diventare una forza importante mentre la prima vera ondata di fusioni aziendali avrebbe istituito una nuova struttura monopolistica o oligopolistica del sistema capitalista. E' stata anche un'era nella quale lo stato avrebbe iniziato a giocare un ruolo sempre più grande negli affari economici. Sarebbero così state gettate le fondamenta per i sistemi capitalisti di stato del 20° secolo proprio i sistemi che i libertari denigrano per non menzionare l'ascesa del socialismo.

Effettivamente, quando la linfa vitale del denaro a buon mercato aveva esaurito l'era dell'alto liberalismo si arrestò e le forze economiche cominciarono a diventare sempre più concentrate. Questa non è affatto una coincidenza. Ma nondimeno oggi quelli di destra continuano a prendersi in giro nel credere che l'austerità e la deflazione, piuttosto che il denaro ed il credito facile siano il sentiero del ritorno a qualche sorta di capitalismo purificato. Non vi è una cosa simile. Perché quelli di destra libertari stanno inseguendo un fantasma storico un fantasma che non è mai esistito in forma corporea e perciò uno che non hanno nessuna possibilità di risuscitare. Nell'aggrapparsi a queste grezze nozioni ideologiche e miti storici è la loro capacità di impegnarsi nella politica pratica che sotterrano e quei politici che abbracciano il loro credo non dureranno a lungo.

Postato da Yves Smith