Poesie di Padre David Maria Turoldo

Senza titolo

Non solamente il cuore trema

ma il piede e tutto 

il corpo a varcare quelle porte

oscilla come di ubriaco:

agli stipiti la mano 

cerca un appoggio. Non io

in quest'antro di Milano: 

- un ventre di vite sepolte

nel tuo cuore, o Milano, 

di figli e fratelli a grappoli

in turbinio di odi 

e disperazione, e neri

sogni: a schiere

di maledetti di benedetti non so

nel tuo ventre, Milano 

cui un santo dal nome di vittoria

(vittoria di chi? e di cosa?) 

hai chiamato a custodia e scongiuro,

non io dico, mi sento di recare

un  soccorso. Loro

che mi diranno? 

E io, che risponderò? 

Queste sono, 

poeta, le bolge 

di più nero inferno: 

gole aperte quali voragini 

tra idiozia e vendetta. E loro

giorno e notte

sotto le lampade al neon

a franare tra pensiero e pensiero

lucidi e folli. 

E facce appassite come crisantemi

su tombe aperte. Così

volutamente

con dichiarata ferocia, tutti

in trincea dietro i cavalli

di Frisia delle tue sentenze

o Stato di diritto. 

all'Arena di Verona (22-9-1991), convegno di "beati i costruttori di pace", con fra' M. Todde e padre Ernesto Balducci

Kiev (giugno 1988) con fra' Camillo de Piaz e don Abramo Levi

davanti a una casa di Fontanella con la "sua gente" (1989)

"A   Zilli, l'amico che più merita questi ricordi".

Immagini tratte da:

"David Maria Turoldo frate dei servi di santa Maria"

a cura della Comunità di S. Egidio in Fontanella 

di Sotto il Monte (Bergamo)

Editrice CENS, marzo 1992