…Questa è la mia vita e la vivo sulla mia pelle…

 

Ci risiamo…ancora una volta chiamati a rispondere a chi, celandosi dietro ipocrite scelte, ci accusa nascondendosi.

Ci risiamo… di nuovo sollecitati a confrontarci con il moralista e benpensante di turno.

Ci risiamo,dunque, ma va bene così.

A proposito: ma ci siamo visti? Lodi, premi, articoli sui quotidiani… e poi accuse, critiche, “entratacce” ma sempre alle spalle, rigorosamente da dietro e, soprattutto, con volto ed identità rigorosamente coperti.

Sembra  che sul campo, quello vero, quello della vita, ci siamo sempre e soltanto noi.

E poi c’è la COSCIENZA, la NOSTRA COSCIENZA, la COSCIENZA di chi, per scelta, per stile, per mentalità, ha l’ardire di osare mettendoci sempre la faccia: STRANA COSA, LA COSCIENZA.

Ma qui c’è qualcuno che, da buon guardone, ci vuol continuare a vedere.

Questo qualcuno vuol continuare a vedere  come «ci comporteremo quando andremo a Ceccano», quale sarà la nostra reazione dopo «i cambiamenti che ci saranno», persino quali«saranno le nostre risposte»alle sue “coraggiose” provocazioni.

Ci chiediamo però dove fosse questo qualcuno tre stagioni fa quando il vento soffiò forte e ci offrì l’occasione di riconoscerci e di percorrere insieme una determinata, ostinata, romantica direzione.

Per la cronaca: quell’anno arrivammo quart’ultimi.

Per tua norma e regola: eravamo dodicesimo in campo come, e forse ancor più di oggi.

Per inciso: perdevamo spesso, ma i giocatori venivano ugualmente incitati e, come dici tu, «portati in trionfo».

Ne abbiamo fatta nel frattempo di strada.

Abbiamo macinato km, gremito i campi della provincia e stupito gli occhi di chi osservava una realtà nuova.

Abbiamo ricevuto elogi e tributi ed anche critiche e disapprovazione.

Abbiamo accolto sul nostro sito le avverse opinioni espresse da tutti coloro che, in maniera leale, hanno firmato le proprie parole e sostenuto le proprie idee a viso aperto, mettendoci la faccia.

Se oggi si contesta non è a causa della mancanza di risultati; né, tantomeno, a causa di un’ estraneità che tu, povero qualcuno, per imbarazzante  superficialità, intendi in senso geografico.

E l’amore allo stato puro per Antonio le pezze? L’incitamento per Mario Incocciati? E la sintonia che si è creata con  Andrea Menna? E il rispetto per Marco Massimi?

Non esiste soltanto Torre Cajetani, ognuno di noi ha i propri sogni, i propri traguardi, le proprie idee e la propria vita.

Ma questa maglia rappresenta le nostre radici ed è metafora di tradizione; sostenerla significa sostenere noi stessi e quel coagulo di sentimenti che già da bambini, quando provavamo  a correre dietro quel pallone, ci facevano esultare ed incazzare.

Chi non rispetta tutto ciò viene da noi criticato, e che tu condivida o meno la nostra contestazione non ce ne può, sinceramente, fregare di meno.

A ciascuno il proprio stile e ad ognuno i propri miti: non tutti sono antagonisti.

Attenzione, però: il nostro disappunto è stato espresso in maniera goliardica e scanzonata; espressioni quali “pezzo di merda”et similia non appartengono al nostro repertorio che sa essere molto più raffinato ed elegante: rivolgiti altrove.

Ed altrove rivolgiti ad esternare tutte quelle stronzate delle quali hai corredato il tuo messaggio nel sito.

Chi è, in mezzo e vicino a noi, che non potrebbe permettersi di parlare? E chi lo stabilisce?

 Tu? Tu che non ti firmi, tu che non ti fai vedere, tu che preferisci «rimanere nell’ombra», tu che in definitiva… non esisti?

Chi è a scappare?

Quando mai abbiamo girato le spalle?

Ti riferisci, forse, ai mancati scontri con i ragazzi del Ceccano? Certo che sarebbe stato facile, in casa, con le spalle coperte, fare gli eroi.

Ma poi?

A Ceccano saremmo dovuti andare noi a rappresentare un paese di 1300 abitanti contro uno di 26000, o no?

E tu, che tutto osservi, da che parte saresti stato?

«Ora voglio proprio vedere…», ma che cosa sei in grado di vedere tu?

Certo che ne hai scritte di stronzate.

«Sapete solo copiare…birra…vino…», ma di che cosa stiamo parlando? E, soprattutto, con chi?

 Con chi non ha il coraggio di sostenere, mettendoci la faccia, le proprie idee?

Chi fugge di fronte alle proprie responsabilità ed alle proprie affermazioni?

Allora? Chi è a scappare?

Noi dovremmo imparare a vivere?

«Succedono tante di quelle cose a Torre…», già, tante quante ne accadono in quel mondo che, come dici tu, cresce e si sviluppa.

A proposito, com’era? «…un mondo che cresce e si sviluppa…ci sono milioni di persone…le persone sanno vivere…le persone sono più o meno vere»; già…e gli uccelli volano nell’aria, il cielo è blu e i bambini fanno oh: assai poco credibile il tuo stile, stucchevoli e banali i tuoi argomenti.

«Aprite la vostra mente» … ma i nostri cervelli sono accesi da troppo tempo ormai e pulsano all’ unisono con la NOSTRA COSCIENZA e non vorremmo mai essere nei panni  di chi, con la propria, gioca a nascondino.

LIBERO IL MIO PENSIERO, LIBERO IL MIO CANTO, LIBERO NEL VENTO E ME NE VANTO.

 

Fronte Opposto – La Vecchia Guardia – Mentalità Ultras 1296

Fronte Opposto Torre Cajetani