ULTRAS INTER

 

 Nella gerarchia della curva Nord, gli "Ultras" sono il secondo gruppo nerazzurro. Almeno per livello di anzianità, essendo stato formato nel lontano 1975. Prima della partita Inter-Bologna, al bar che si trova sotto la curva interista, siamo stati a colloquio con Renato, attuale responsabile del gruppo. In precedenza, quando ha mosso i primi passi, si chiamava Forever Ultras, denominazione che è stata modificata nel 1995, a seguito di una ristrutturazione generazionale e direttiva. Venticinque anni di storia sono un traguardo grosso per un gruppo ultras. Ripercorriamoli tutti di un fiato. "Gli Ultras si sono formati nella stagone 1975-76, principalmente da due ragazzi, Luciano e Curzio; Il primo striscione era con la scritta gialla e il gruppo aveva l'abitudine di posizionarsi nel rettilineo (e non in curva) a fianco dei Boys (già nati nel 1969 ndr). Nel 1979 con lo spostamento definitivo in curva Nord viene realizzato uno striscione gigante "Forever Ultras", collocato alla destra dei Boys". Apriamo un inciso sulla gestione del gruppo: "Dal 1979 al 1995 il gruppo è stato diretto da Marco e Massimo, i quali lo hanno abbandonato dopo la repressione seguita al caso Spagnolo, che ha determinato un periodo di persecuzione per il mondo ultras, cedendo le redini a Peppone, Silvano e l"avvocato". Questi ragazzi hanno cambiato la denominazione in "Ultras '95", rimasta solo per un anno poiché successivamente sono subentrati altri due ragazzi, ora in difficoltà, che hanno ripristinato il nome "ultras". Prima di cedere la gestione del gruppo a Ivan e Renato a partire dalla stagione 1997-98". La tipologia dei frequentatori del gruppo? "Anni fa lo zoccolo duro del gruppo era piuttosto grande di età e molti frequentavano gli ambienti della destra giovanile di Milano. Ora ci sono più giovani, ma i vecchi sono rimasti nelle prime file della gradinata". Gli Ultras e la Nord. "I rapporti sono ottimali. Potrei dire, senza timori, che siamo l'unica curva italiana che fa riferimento ad un unico direttivo generale". La curva Nord ha riscontrato una crescita che è stata riconosciuta da tutti: "La Nord è migliorata, non ci sono dubbi. In particolare sotto l'aspetto coreografico c'è stato un salto di qualità. Gli Ultras stanno cercando di dare il loro contributo. A causa di problemi interni e varie vicissitudini non siamo riusciti ad essere attivi come altri club della curva nerazzurra. Cercheremo di recuperare il tempo perduto". Da quale iniziativa può iniziare un "restyling" dell'immagine del gruppo? "In breve tempo vorremmo realizzare diversi stendardi con il nostro simbolo (l'indiano pellerossa ndr) e rifare gli striscioni da casa e da trasferta. Come organizzazione ci piacerebbe riuscire a riportare il gruppo ad essere un punto di riferimento nella Nord, come lo era una decina di anni fa". Passiamo alle amicizie, capitolo spinoso dopo le polemiche sui rapporti con laziali e veronesi. "Vorrei precisare che esiste una vera amicizia personale tra il nostro direttivo e quelli degli Irriducibili e delle Brigate Gialloblù. Siamo spesso a mangiare insieme ed abbiamo giocato partite di calcio. Ovvia-mente se siamo uniti internamente, mentre altri hanno qualche guaio nella gestione, non possiamo certo contribuire a risolvere le situazioni che non conosciamo". Stimate qualche gruppo in particolare? "Anche se siamo nemici, l'unico gruppo che ha ancora una vecchia mentalità ultras sono sicuramente gli atalantini". Altro capitolo controverso, quello dei rapporti ultras-polizia. "Per fortuna a Milano esiste un solo responsabile delle forze dell'ordine a cui fare riferimento, al contrario ad esempio di Roma. Certamente è sbagliato colpire con le diffide i responsabili dei gruppi, che spesso provengono da comportamenti più stupidi come i danneggiamenti dei treni". Oltre le rivalità. "Due gruppi parlano di mentalità ultras: i baresi che rubano striscioni abbandonati con l'infamia dei veri mariuoli e i cagliaritani che, armati di bastoni, hanno aggredito tre dei nostri in quindici".
Pay-tv-repressione-carobiglietti: un trittico micidiale. "Se restiamo uniti gli ultras sopravviveranno. Vogliamo arrivare ai 35 anni, ma è importante coinvolgere i giovani e insegnare loro la corretta mentalità". La Benamata, comunque. "Fregati da Dio"... "Un'altra stagione opaca, che speriamo finisca il prima possibile"
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Tratto da www.supertifo.it