Speleologia

Le grotte di Su Mannau

Eccentrica sala vergine

La grotta si trova nella zona sud del paese, ha uno sviluppo di circa 8 km, per sviluppo intendiamo la somma di tutte le caverne, inghiottitoi, fratture o diaclasi, sale…, mentre in lunghezza si estende per circa 3.5km. La grotta è divisa in tre piani: il piano fossile, il ramo speleologico e cioè il piano in attività e l'ultimo piano dove tutte le acque della grotta si uniscono formando una sorgente. Nella grotta sono presenti alcuni ambienti particolari come la sala del Sonno, la sala Vergine dove si trovano delle concrezioni stalattitiche e stalagmitiche bianchissime e delle aragoniti corralloidi dette eccentriche.

Sala del sonno

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Si dicono eccentriche perché non risentono della gravità; questo fenomeno avviene perché il canale interno della piccola stalattite è capillare, inoltre perché la pressione dell'acqua fa sì che se nel percorso si formino dei granelli insolubili e l'acqua è costretta a costruire il suo passaggio in altre direzioni.

Altre concrezioni particolari che si possono trovare nella grotta sono le Pisoliti, queste si trovano nella sala delle Perle, un ampio ripiano con il pavimento occupato da piccole vaschette ricoperte di pisoliti. Altri ambienti caratteristici sono i laghetti pensili. Questi laghetti non possono aumentare di volume perché scaricano la loro acqua nei laghetti sottostanti. Lo stesso meccanismo lo hanno le vaschette di tracimazione, che si possono trovare sia piene d'acqua sia vuote.

Sala bianca

La Grotta non è luogo disabitato, anzi è un ambiente ricco di fauna, vi si possono trovare quattro specie di pipistrello tra cui il ferro di cavallo, numerose specie d'insetti e molluschi, vermi, millepiedi (Calisso), come in tutte le grotte sarde si può trovare il Geotritone Sardo ma nella nostra Grotta c'è un'eccezione lo Stenuasellus Nuragicus. Quest'animale in tutte le altre grotte è considerato estinto da 3000-4000 anni, è un piccolo crostaceo, un gambero, di circa 12 mm, bianchiccio - trasparente, si nutre di microrganismi e vive nei fondi dei laghetti. Il geotritone sardo è un anfibio simile ad una salamandra, di colore scuro marmoreggiato, con respirazione cutanea essendo privo di branchie da giovane e di polmoni da adulto; è ceco ed è di provenienza esterna in quanto è stato costretto dalle variazioni climatiche (aumento della temperatura e diminuzione d'umidità) a rifugiarsi in ambienti freschi e umidi per non rischiare la disidratazione. Vive gran parte dell'anno in grotta dove è il predatore principale, e, passa all'esterno la stagione invernale dove caccia e depone le uova.

Nella parte finale della grotta c'è un pozzo detto"il pozzo Rodriguez"; questo perché fu esplorato per la prima volta da uno speleologo spagnolo (Rodriguez). Questo pozzo è alto 23 m, in un fianco si può notare una colonna e nella parete c'è il resto della spiaggetta d'argilla, ormai solidificata. Una parte molto importante della grotta, non solo dal punto di vista scientifico, è la sala archeologica; questa caverna veniva utilizzata in passato come tempio ipogeo dalle popolazioni del luogo in periodo Nuragico, Punico e Romano.Si praticava il culto delle acque, e, con l'arrivo dei Punici questo culto venne dedicato alla dea Tanit che rappresentava la fertilità femminile e al dio Taurus che rappresentava la potenza maschile. Come segno di devozione e di ringraziamento venivano deposte nella grotta ed in particolare nel lago della dea Tanit e nella colonna rappresentante il dio Taurus delle lucernette in terra cotta. Con l'arrivo della religione Cristiana, i preti volendo convertire gli abitanti del nostro paese, dissero che nella grotta c'era un orco e così da allora la grotta venne abbandonata e da questo, secondo la leggenda, la grotta venne chiamata "Grotta di Su Mannau".

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Eccentrica sala bianca

 

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