Aforismi e citazioni



-- I think I would say that the universe has a purpose, it's not somehow just there by chance ... some people, I think, take the view that the universe is just there and it runs along – it's a bit like it just sort of computes, and we happen somehow by accident to find ourselves in this thing. But I don't think that's a very fruitful or helpful way of looking at the universe, I think that there is something much deeper about it.
(Roger Penrose)

-- The best explanation for the absence of convincing reasons for god's existence is god's nonexistence.

-- Ogni popolo ha il governo che si merita.

-- Ci sono solo due modi di vivere la propria vita: uno come se niente fosse un miracolo; l’altro come se tutto fosse un miracolo.
(A. Einstein)

-- Fu allora che incaricai il mio medico di segnarmi per la prima volta sul petto, con inchiostro rosso, il posto del cuore: se fosse avvenuto il peggio, non ci tenevo a cader vivo nelle mani di Lusio Quieto.
(Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano)

-- Uno di questi racconti mi commosse tanto da iscriversi per sempre tra i miei ricordi più intimi, i miei simboli personali. Non appena giunto a Caraci, l'imperatore stremato era andato a sedersi sulla ghiaia, a contemplare le torbide acque del Golfo Persico. Si era ancora all'epoca in cui non dubitava della vittoria; eppure, per la prima volta, fu sopraffatto dall'immensità del mondo, dal terrore della vecchiaia, da quello dei limiti che ci rinserrano tutti. Grosse lacrime rigarono il volto di quell'uomo che si credeva incapace di piangere. L'imperatore, che aveva portato le aquile romane su lidi inesplorati fino a quel giorno, comprese che non si sarebbe imbarcato mai su quel mare tanto vagheggiato: l'India, la Battriana, tutto l'Oriente oscuro di cui s'era inebriato a distanza sarebbe restato per lui un nome, una visione. L'indomani, notizie funeste lo costrinsero a ripartire. Tutte le volte che il destino mi ha detto no, ho ricordato quelle lacrime versate una sera, su una sponda lontana, da un vecchio che forse per la prima volta guardava in faccia la sua vita.
(Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano)

-- Non credo che alcun sistema filosofico riuscirà mai a sopprimere la schiavitù: tutt'al più, ne muterà il nome. Si possono immaginare forme di schiavitù peggiori delle nostre, perché più insidiose: sia che si riesca a trasformare gli uomini in macchine stupide e appagate, che si credono libere mentre sono asservite, sia che si imprima in loro una passione forsennata per il lavoro, divorante quanto quella della guerra presso le razze barbare, tale da escludere gli svaghi, i piaceri umani. A questa schiavitù dello spirito o dell'immaginazione umana, preferisco ancora la nostra schiavitù di fatto.
(Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano)

-- Muore giovane chi è caro agli dei.
(Menandro)

-- La vita è atroce; lo sappiamo. Ma proprio perchè aspetto tanto poco dalla condizione umana, i periodi di felicità, i progressi parziali, gli sforzi di ripresa e di continuità mi sembrano altrettanti prodigi che compensano quasi la massa immensa dei mali, degli insuccessi, dell'incuria e dell'errore. Sopravverrano le catastrofi e le rovine; trionferà il caos, ma di tanto in tanto verrà anche l'ordine. La pace s'instaurerà di nuovo tra le guerre; le parole umanità, libertà, giustizia ritroveranno qua e là il senso che noi abbiamo tentato d'infondervi. Non tutti i nostri libri periranno; si restaureranno le nostre statue infrante; altre cupole, altri frontoni sorgeranno dai nostri frontoni, dalle nostre cupole; vi saranno uomini che penseranno, lavoreranno e sentiranno come noi: oso contare su questi continuatori che seguiranno, a intervalli irregolari, lungo i secoli, su questa immortalità intermittente. Se i barbari s'impadroniranno mai dell'impero del mondo, saranno costretti ad adottare molti dei nostri metodi; e finiranno per rassomigliarci.
(Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano - Patientia)

-- Per sessantasei anni i miei occhi hanno contemplato le scene mutevoli dell'autunno. Ho parlato a sufficienza del chiaro di luna. Non mi domandate più niente. Prestate ascolto alle voci dei pini e dei cedri quando il vento tace.

-- Nel vento soffiava
l'ultima eco di ciò che eravamo stati.

-- La verità emerge in due forme: per intuizione o per uno scontro con la realtà.

-- Io penso molto all'oscuro problema che resta... oscuro. La fiaccola che lo rischiara è in mano della nostra sorella grande Morte! Oh! sarebbe pur dolce cosa il credere che di là fosse abitato! Ma io sento che le religioni, compresa la più pura di tutte, la cristiana, sono per così dire, Tolemaiche. Copernico, Galileo le hanno scosse.
(Giovanni Pascoli)



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