Elettrizzazione per strofinio
Materiali come l'ambra, il
vetro, la ceralacca, l'ebanite e i metalli se
strofinati acquistano una carica elettrica.
Un esempio pratico si può osservare strofinando una penna di
plastica su un panno di lana, questa, in seguito allo
strofinamento, diviene capace di attirare piccoli pezzi di
plastica.
Il primo a studiare questo tipo di fenomeni fu Talete di Mileto,
che riteneva che l'ente responsabile della capacità di attrarre
fosse un fluido imponderabile e invisibile.
Per scoprire la quantità delle cariche presenti in natura è
stato svolto un semplice esperimento:
| 1) Una bacchetta di vetro è stata elettrizzata e appesa ad una cordicella (isolante) e a questa è stata avvicinata un'altra bacchetta di vetro elettrizzata anch'essa; le due bacchette si respingono (entrambe hanno carica positiva). | ![]() |
| 2) Ora alla bacchetta di vetro appesa è stata avvicinata una di ebanite elettrizzata; le due bacchette si attraggono (l'ebanite ha carica negativa, il vetro ha carica positiva). | ![]() |
3) Avvicinando altri materiali al vetro, utilizzato come bacchetta campione, tutti si comportavano o come il vetro o come l'ebanite, questo ha dimostrato l'esistenza di due sole cariche.
Si è dovuto aspettare il diciassettesimo secolo, con William Gilbert, per capire che l'elettricità non era un fluido ma una forza. Si scoprì inoltre che i responsabili delle cariche erano gli elettroni: un corpo acquisisce carica negativa quando acquista elettroni, e carica positiva quando ne perde
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