Teoria Politica, di Gianpiero Magnani

ETICA

CONCLUSIONE


I tre concetti di libertà, uguaglianza e fratellanza sono alla base dell'ideologia liberale: tutti i sistemi che si proclamano liberali dichiarano, almeno formalmente, di fondarsi su tali principi.
Allo stesso modo, possiamo considerare i sistemi totalitari come fondati su principi (non sempre espressi) di potere, regno e gloria: alla base dello Stato, lo Stato forte del dominio e della sottomissione (lo stato-caserma), stanno i concetti di potere, regno e gloria; alla base della Società, la Società senza Stato, stanno i concetti di libertà, uguaglianza e fratellanza. La giustizia è l'elemento mediatico, l'anello di congiunzione fra società è stato, il principio multiforme (giustizia legale, giustizia economica, giustizia sociale) che permette a società e stato di convivere insieme.
Le tre categorie di conoscenza, creatività e partecipazione costituiscono invece alternative etiche alla divisione tradizionale fra liberalismo e totalitarismo, ed una variazione fondamentale anche rispetto alla mediazione di stato e società che deriva dall'applicazione del concetto di giustizia. Conoscenza, creatività e partecipazione sono infatti il fondamento etico di un sistema sociale che non è nè statuale nè societario, ma comunitario; qualcosa di qualitativamente nuovo, che trascende sia lo stato forte, sia la società concorrenziale, sia il "welfare state".
Potere, libertà e conoscenza sono tre manifestazioni diverse dello stesso fenomeno; ciascuna di esse, in ciascun sistema sociale, raggiunge un grado di sviluppo differente, e origina quindi differenti effetti sul sistema stesso. Allo stesso modo, si possono porre sulla stessa linea i concetti di regno, creatività ed uguaglianza, dato che uguali sono, nella tradizione materialistica, colo che posseggono uguali quantità e qualità di cose, mentre uguali sono pure coloro che, da un diverso punto di vista, posseggono uguali capacità, uguali potenzialità creative, sia pure in campi differenti. Pure su di uno stesso livello stanno i concetti di gloria, partecipazione e fratellanza. Tuttavia, lo ripeto, ciascuno di essi origina effetti politic, sociali e culturali originali, perchè ciascuno presuppone una forma diversa di organizzazione sociale:

    potere - libertà - conoscenza
    regno - uguaglianza - creatività
    gloria - fratellanza - partecipazione
    STATO - SOCIETA' - COMUNITA'
    totalitarismo - liberalismo - umanesimo

Cui occorre aggiungere, quale mediazione fra Stato e Società, la variante giustizia:
    giustizia legale - giustizia economica - giustizia sociale
        WELFARE STATE
        socialismo

Ogni sistema sociale possiede tutti i principi etici qui considerati, ma ognuno in misura diversa; ed è proprio il prevalere dell'uno o dell'altro principio che determina la configurazione del sistema, e comunque è difficile anche intuitivamente concepire uno Stato forte, autoritario, fondato su principi di fraternità: piuttosto, è molto probabile che certi principi costituiscano una razionalizzazione puramente ideologica, riti formali attraverso i quali un regime politico autoritario pretende di legittimare se stesso agli occhi del suo popolo e del mondo intero, ma che nulla ha però a che fare con le reali motivazioni, i reali fondamenti che stanno alla base del sistema in questione.
Il prevalere di "potere, regno e gloria", rispetto a "libertà, uguaglianza e fratellanza" o " conoscenza, creatività e partecipazione" è, prima di tutto, un fatto di cultura di ethos, di carattere sociale, di atteggiamento complessivo dell'individuo e della collettività nei confronti del sistema in cui vive e di quello in cui vorrebbe vivere.
Rifacendoci ad Almond, potremmo dire che i principi di "potere, regno e gloria" predominano in una cultura di sudditanza, mentre i principi di "libertà, uguaglianza e fratellanza" implicano una cultura di cittadinanza; infine, che i principi di "conoscenza, creatività e amicizia" presuppongono una cultura di partecipazione.
Ma, intendiamoci bene, collegare conoscenza, creatività ed amicizia ad una cultura può essere quanto mai riduttivo; essi sono, semmai, l'essenza non di una cultura ma di qualcosa di ben più ampio, di un ethos, cioè dell'intero modo di esistere dell'individuo nel gruppo e del gruppo nel suo ambiente esterno.
Conoscenza, creatività e partecipazione amicale costituiscono infatti un autentico sistema di valori, uno schema che permette a chi l'ha interiorizzato di spiegare, alla luce di esso, ogni evento della realtà sociale che lo circonda, e di porsi in modo adeguato in questa realtà, modificandola e trasformandosi egli stesso.
Conoscenza, creatività e partecipazione sono dunque un unico sistema di valori in formidabile concorrenza con gli altri sistemi di valori oggi a nostra disposizione; essi rappresentano un'alternativa etica potenzialmente immensa che, se adeguatamente interiorizzata, potrebbe condurre ad una svolta fondamentale l'intero cosro della storia umana.
In questo senso va interpretata la ricerca che ho condotto in questo libro, una ricerca limitata al piano etico eppure feconda, io credo, di importanti risultati anche in campo politico, sociale, economico.


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