GEORG TRAKL

PRIMAVERA DELL'ANIMA
Früling der Seele

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Urlo nel sonno; per nere calli precipita il vento,
l'azzurro della primavera fa cenno tra frangentesi ramaglia,
purpurea rugiada notturna e si spengono all'intorno le stelle.
Verdino albeggia il fiume, argentei gli antichi viali
e le torri della città. Oh mite ebbrezza
in scivolante battello e gli scuri richiami del merlo
nei giardini infantili. Già si rischiara il roseo velo.

Solenni rumoreggian le acque. Oh, le umide ombre del prato,
l'animale che avanza; un che di verde, germogliante ramaglia
sfiora la fronte cristallina; scintillante battello a dondolo.
Lieve risuona il sole In rosee nuvole alla collina.
Grande è la quiete del bosco di pini, Le severe ombre al fiume.

Purezza! Purezza! dove sono gli orrendi sentieri della morte,
del grigio petroso silenzio, le rocce della notte
e le ombre senza pace? Raggiante precipizio del sole.

Sorella, quando io ti trovai alla solitaria radura
del bosco ed era l'ora del meriggio e grande il silenzio dell'animale;
bianchi, sotto quercia selvatica, e fioriva argenteo lo spino.
Possente morire e la cantante fiamma del cuore.

Più oscuramente circondano le acque i bei giochi dei pesci.
Ora di lutto, muta vista del sole;
è l'anima un essere straniero sulla terra: Spirituale balugina
azzurrità sopra il bosco abbattuto e suona
a lungo una oscura campana nel borgo; scorta di pace.
Silenzioso fiorisce il mirto sulle bianche palpebre del morto.

Lievi risuonano le acque nel declinante meriggio
e verdeggia più oscura alla riva la boscaglia, gioia nel roseo vento;
il mite canto del fratello al colle serale.

      

SEBASTIANO IN SOGNO
Sebastian im Traum 
Per Adolf Loos
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1

La madre portava il bambino sotto la bianca luna,
all'ombra del noce, dell'antichissimo sambuco,
ebbro degli umori del papavero, del lamento dei tordi;
e silenzioso
si chinava su di lei partecipe un volto barbuto

sommesso nell'oscurità della finestra; gli antichi arredi
dei padri
giacevano in abbandono; amore e autunnale sognare.

Oscuro anche il giorno dell'anno, triste fanciullezza
quando il fanciullo lieve freso fresche acque, argentei pesci discese,
quiete e un volto;
quando egli impietrito si lanciò dinnanzi a furenti destrieri,
in una notte grigia scese su di lui la sua stella;

o quando egli alla mano rabbrividente della madre
passava la sera per l'autunnale cimitero di San Pietro,
un gracile cadavere giaceva silenzioso nell'oscurità della cella
e quello le fredde palpebre su di lui alzava.

Ma egli era un piccolo uccello nella nuda ramaglia,
la campana suonava nel novembre serale,
il silenzio del padre, quando egli nel sonno la crepuscolare scala a chiocciola discese.

2

Pace dell'anima. Solitaria sera invernale,
le oscure figure dei pastori presso l'antico stagno;
bambino nella capanna di paglia; oh, come sommesso
si chinava in nera febbre il volto!

O quando egli alla dura mano del padre
silenzioso saliva il cupo monte del calvario
e in crepuscolari nicchie di roccia
passava l'azzurra figura dell'uomo attraverso la sua leggenda,
della ferita sotto il cuore purpureo il sangue sgorgava.
Oh, come lieve si alzava nell'anima oscura la croce.

Amore; quando in neri angoli la neve fondeva,
un venticello azzurro s'impigliava allegro nel vecchio sambuco,
nell'ombrosa volta del noce;
e al fanciullo lieve apparve il suo roseo angelo.

Gioia; quando nelle fresche stanze risuonava la sonata serale,
nella bruna travatura lignea
un'azzurra crisalide dall'argentea larva sgusciava.

Oh, la vicinanza della morte. Nel muro di pietra
si chinava una testa gialla, muto il bambino,
quando in quel marzo declinava la luna.

3

Rosea campana pasquale nella volta tombale della notte
e le voci argentee delle stelle,
tale che in brividi una oscura follia dalla fronte del dormiente discese.

Oh come quieto il cammino giù lungo l'azzurro fiume
ripensando cose passate, quando fra i verdi rami
il tordo un mondo straniero chiamava al tramonto.

O quando egli alla ossuta mano del vecchio
a sera dinnanzi al cadente muro della città passava
e quello in mantello nero un roseo bambino portava,
all'ombra del noce lo spirito del Maligno apparve.

Esitare sui verdi ripiani dell'estate. Oh come sommesso
si estendeva il giardino nel bruno silenzio dell'autunno,
profumo e tristezza del vecchio sambuco,
quando all'ombra di Sebastiano la voce argentea dell'angelo si spense.

 

AUTUNNO TRASFIGURATO
Verklärter Herbst
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Imponente finisce così l'anno
con vino dorato e frutto dei giardini.
Intorno tacciono meravigliosi i boschi
e sono del solitario compagni.

Ed ecco dice il campagnolo: Tutto è bene.
Voi campane serali con suono lungo e lieve
alla fine ci date ancora lieto coraggio.
Una schiera di uccelli saluta in viaggio.

E' il dolce tempo dell'amore.
Nel battello giù lungo l'azzurro fiume
come bene si accosta quadro a quadretto -
e il tutto tramonta in pace e silenzio.

 

DECLINO DELL'ESTATE
Sommersneige
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La verde estate si è fatta
così lieve, il tuo cristallino volto.
Allo stagno serale morirono i fiori,
l'atterrito richiamo del merlo.

Inutile speranza della vita. Già si prepara
La rondine al viaggio nella casa
e il sole affonda dietro la collina;
già accenna la notte al viaggio delle stelle.

Silenzio dei villaggi; risuonano all'intorno
gli abbandonati boschi. Cuore,
chinati ora con più amore
sulla calma dormiente.

La verde estate si è fatta
così lieve e risuona il passo
di creatura straniera nell'argentea notte.
oh, serbasse un'azzurra fiera memoria del suo sentiero,

l'armonia dei suoi spirituali anni!

 

SERA D'INVERNO
Ein Winterabend
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Quando la neve cade alla finestra,
a lungo suona la campana serale,
a molti la mensa è preparata
e la casa bene fornita.

Alcuni nel loro errare
Giungono alla porta per oscuri sentieri.
Aureo fiorisce della grazia l'albero
del fresco succo della terra.

Il viandante entra silenzioso;
dolore impietra la soglia.
Ma ecco risplende in puro chiarore
sulla tavola pane e vino.

 

CANTO A SETTE VOCI DELLA MORTE
Siebengesang des Todes
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Azzurrina albeggia la primavera, sotto suggenti alberi
vaga un che di oscuro entro sera e tramonto,
porgendo l'orecchio al mite lamento del merlo.
Muta appare la notte, sanguinante fiera,
che lentamente reclina al colle.

Nell'umida aria oscilla germogliante ramo di melo,
si scioglie argenteo un viluppo,
morente da occhi notturni; stelle cadenti;
mite canto della fanciullezza.

Più chiara apparizione discese il dormiente per il bosco nero,
e mormorava una azzurra fonte nel profondo,
così che quello levò sommesso le pallide palpebre
sul suo volto nervoso;

e cacciava la luna un rosso animale
dalla sua tana;
e moriva in sospiri l'oscuro lamento delle donne.

Più raggiante alzò le mani alle sue stelle
il bianco straniero;
un che di morto abbandona muto la casa in rovina.

Oh disfatta figura dell'uomo: composta da freddi metalli,
Da notte e terrore di boschi sprofondati
E dalla ferinità bruciante dell'animale;
Morta calma dell'anima.

Su nerastro battello navigò egli le scintillanti correnti,
colme di purpuree stelle e scese
in pace il verdeggiante ramo su di lui,
papavero da argentea nuvola.

 

ANIMA AUTUNNALE
Herbstseele
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Suoni di caccia e abbaiar di cani;
dietro croce e bruno colle
si spegne quieto lo specchio dello stagno,
grida il falco duro e chiaro.

Su campo di stoppie e sentiero
angoscia già un nero silenzio;
puro cielo in mezzo ai rami;
solo il ruscello scorre quieto e lento.

Presto dileguano pesci e fiere.
O anima azzurra, oscuro peregrinare
ci separò presto dai cari, dagli altri.
La sera muta senso e immagine.

Di una vita giusta pane e vino,
Dio nelle tue miti mani
pone l'uomo l'oscura fine
ogni colpa è rossa pena.