ELEZIONE DIRETTA DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA E DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DI PARMA

PROGRAMMA AMMINISTRATIVO
DEL CANDIDATO ALLA PRESIDENZA 

ROBERTO LISI
 

1 -I Comuni hanno bisogno di una provincia migliore per crescere nella propria eccellenza e autonomia. Una provincia europea.
Noi pensiamo alla Provincia di Parma, alle sue differenze morfologiche, alle diverse prospettive produttive, alle diverse vocazioni ambientali, come ad un insieme di Comuni e di aree omogenee, ove ogni comunità possa essere protagonista nello sviluppo della propria tradizione ed eccellenza.

L’Ente Provincia, può contribuire significativamente al processo di profondo rinnovamento culturale che l’Europa sta vivendo, nei rapporti fra diverse Istituzioni pubbliche e fra le stesse Istituzioni e i soggetti privati. E’ un processo che mira ad avvicinare le regioni d’Europa, attraverso le politiche comunitarie di azioni di sostegno alle attività produttive, ai servizi sociali e alla persona, alle reti infrastrutturali, alla formazione e alla cultura; azioni per la cui concreta concertazione e pianificazione le province svolgono il loro ruolo istituzionale. Noi favoriremo l’accesso ai “fondi comunitari” ovvero a tutte quelle risorse che, anche se con meccanismi diversi di gestione, vengono messe a disposizione dall’Unione Europea. La “nostra” provincia fornirà supporto, assistenza e informazione ai Comuni, per accrescere la capacità degli enti locali e far diventare l’accesso ai fondi europei un percorso normale e non straordinario.

Il decentramento dei poteri e delle competenze verso le amministrazioni locali è stato accelerato da un nuovo quadro normativo statale e regionale, che offre una molteplicità di figure consortili e associative per gestire più efficientemente grandi progetti e competenze amministrative. Il mutato quadro normativo e le grandi opportunità come la conquistata posizione di attenzione e di rilievo dell’Authority alimentare europea, ci spingono ad individuare nuove forme per migliorare il rispetto delle autonomie locali e il coordinamento amministrativo.

L’attuale governo della Provincia ha espresso in ciò eccellentemente la propria mediocrità progettuale, nel non affrontare, in termini innovativi, la concertazione del territorio, in particolare quello della dimensione reale della città, impegnandosi invece nella forzatura politica della realtà consortile “Terre Verdiane”.

2 - Riprogettare le infrastrutture, migliorare la viabilità e i trasporti.
Strade obsolete per comunicazioni inadeguate: sono il frutto di decenni di operosa attività di ripristino, di raro velata da qualche colpo di creatività. Il sistema viario provinciale non risponde più alle esigenze del nostro sviluppo e dal dopoguerra ad oggi non si ha memoria di realizzazioni veramente innovative della viabilità ordinaria.

Soffrono tutte le aree, ma in particolare si sottolinea come la via Emilia ancora oggi rappresenti l’unico asse viario est-ovest. Non è penalizzata solo l’area Pedemontana, ma anche quella a nord, che sostiene fra l’altro il traffico pesante delle escavazioni del Po ancora su percorsi comunali, mentre la viabilità delle nostre valli richiede tempi ciclistici. Riqualificheremo e mettermo in sicurezza le tratte delle ex strade statali, come l’Asolana, la Massese- la Cisa. Miglioreremo i collegamenti, intervallivi, che permettono di mettere in rete i servizi disponibili nei diversi comuni della montagna.

Anche sulla base dei nuovi progetti di linee metropolitane del capoluogo, e sul complesso rinnovamento del sistema ferroviario in atto, il nostro governo si confronterà con le amministrazioni locali per le connessioni di interscambio bus/treno/metropolitana, tenendo presente che:
- il nuovo percorso della linea di Alta Velocità libererà tratte delle attuali ferrovie;
- verrà raddoppiata la linea Pontremolese;
- la realizzazione della variante di Sorvolo, corridoio della Tirreno-Brennero;
permetteranno collegamenti locali e/o metropolitani verso Castelguelfo-Fidenza, Salsomaggiore, Collecchio, Fornovo, Sorbolo, Colorno… in un quadro che offre molteplici alternative.

Intendiamo potenziare le Stazioni e le aree di interscambio, facilitando con servizi adeguati (parcheggi, bar, rivendite giornali, internet-point ecc.) l’uso del sistema di trasporto pubblico, raggiungibile non solo con l’auto privata ma anche con servizi navetta dalle frazioni dei Comuni.

Anche il trasporto con i bus fra i Comuni della Provincia e da/per il capoluogo, dovrebbe essere ripensato per garantire una maggiore accessibilità a questi punti di interscambio modale, sino all’istituzione di nuove linee navetta verso i parcheggi scambiatori dislocati intorno alla città. Il trasporto seguirà le direttrici del nostro sviluppo, che prevederà anche lo studio degli insediamenti in funzione della mobilità interponendosi in aree esterne al capoluogo.

L’esperienza positiva della città dovrebbe inoltre estendere a più aree i servizi innovativi e flessibili, come il Pronto Bus Extra, per servire puntualmente e capillarmente anche le frazioni più isolate, o per servizi al mondo della scuola, che faciliti il trasporto degli studenti verso gli Istituti superiori della Provincia.


3 - Ambiente e cultura dello sviluppo sostenibile
E’ giunto il momento di rendere “sostenibile” lo sviluppo, superando la concezione della politica ambientale come pura tutela naturalistica degli ambienti naturali. Tutti i settori delle amministrazioni devono prendere in carico la problematica ambientale, anche attraverso il dotarsi di strumenti operativi di contabilità ambientale, strumenti cioè che consentano di valutare e quantificare danni come quelli derivanti dalla perdita del patrimonio forestale, della bellezza rubata ai paesaggi a causa della cementificazione incontrollata, dello stress, della perdita di tempo nel traffico per scelte di viabilità non all’altezza del nostro sviluppo, dei costi sociali e di malattia per gli inquinanti. Lo sviluppo sostenibile assume un valore etico, e non soltanto politico, scientifico o tecnico, per tutti i soggetti pubblici e privati che partecipano a modificare l’ambiente.

Energia
La strategia in atto di legare la politica energetica alla realizzazione della Newco, collegata a sua volta ad una strategia regionale, è da noi condivisa nelle seguenti forme:
Realizzazione del Turbogas con le potenzialità del progetto originario, a servizio dell’Emilia Occidentale;
Trasferimento dei rifiuti in un polo di raccolta-trattamento-trasformazione in altre province.
Qualora ciò non si dovesse realizzare, l’autonomia della provincia di Parma si attuerebbe attraverso i seguenti strumenti:
Preselezione e trasformazione dei rifiuti in Combustibili di Riciclo;
Termovalorizzatore con produzione di acqua calda per teleriscaldamento ed energia elettrica;
Produzione e utilizzazione di bio-gas (da grandi allevamenti zootecnici e depuratori)
La poltica energetica deve inoltre orientarsi verso:
La realizzazione della diga di Vetto per la produzione di energia. Il progetto è attualmente osteggiato in sede regionale; la sua costruzione porterebbe inoltre benefici per l’utilizzo di nuove risorse idriche per l’agricoltura e l’industria.
La promozione della diffusione degli impianti ad energia rinnovabile

Rifiuti
Daremo un nuovo impoulso all’applicazione del decreto Ronchi; le discariche non possono essere considerate una soluzione per il futuro. Le aree a suo tempo adibite a discarica saranno censite e inserite in un percorso di bonifica e recupero ambientale. Monte Ardone è un problema rimasto da risolvere. La discarica potrà essere utilizzata solo per materiali non organici e comunque non inquinanti, che metterebbero a rischio l’attività di aziende di prodotti di qualità, compatibilmente alla verifica delle condizioni geologiche. Incentiveremo in Provincia i servizi delle eco – stazioni per il recapito dei rifiuti ingombranti, evitando che scarpate, boschi, argini diventino depositi – discarica abusivi.

Acqua
Vogliamo costituire l’Agenzia Territoriale d’Ambito – come già in altre province – per sostenere una politica generale, che tenga conto cioè di tutte le risorse idriche e delle condizioni idrogeologiche per il loro utilizzo, invertendo la politica fin qui seguita in materia, frammentaria e parziale.

Promuoveremo la realizzazione di medi e piccoli invasi nelle zone di montagna e di collina, al fine di regolamentare l’utilizzazione delle risorse in base alle condizioni metereologiche e del deflusso minimo vitale dei corsi d’acqua. In alcuni casi detti invasi potranno essere utilizzai per produzione di energia idroelettrica con piccoli salti idraulici. In tal senso sono già avviati progetti in Alta Val Taro.

Aria
Perché i valori PM10 in alcuni comuni della provincia sono alti come in centro città? Questo dato rende indispensabile:
un piano provinciale per il controllo dell’aria.
l’utilizzo di carburanti a basso impatto estendendo il progetto di Parma Città alla Provincia (ICBI Iniziativa Carburanti a Bassa Impatto)
l’ampliamento delle reti di teleriscaldamento in ambito provinciale

Territorio
Una politica forte di governo e di regolamentazione dei corsi d’acqua e della tutele idrogeologica. Pulizia dei corsi d’acqua bilanciando le attività estrattive alle condizioni vitali dei corsi d’acqua e alle difese idrauliche, costituendo un tavolo di concertazione con tutte le istituzioni preposte.
Garantire la sicurezza idraulica con la realizzazione delle casse di espansione non solo sul torrente Parma, bensì sul Baganza e sull’Enza.

Parchi
Oggi la gestione è troppo frammentata. I diversi parchi della provincia sono stati istituiti senza una corretta valutazione dell’impatto sulle comunità locali, in termini di vincoli e servitù a carico degli abitanti, e con proliferazione di Consigli di Amministrazione e uffici separati che lavorano spesso a compartimenti stagni. E’ necessario costituire un unico Ente Gestore, con indirizzi e finalità comuni di valorizzazione, fruibilità e utilizzo.


4 - Protezione Civile

La protezione civile può riassumersi come un complesso di strutture che operano sul territorio con lo scopo di prevenire l’accadimento di determinati scenari di rischio, dovuti a fenomeni artificiali (Rischio Industriale) o naturali (Rischio sismico, Rischio Idrogeologico, Rischio Vulcanico, Rischio Incendi). Il grado di incidenza sul territorio (magnitudo) dei rischi citati è comunque da rapportare all’intervento antropico, ed alle sue eventuali interferenze con l’equilibrio del sistema ambiente. La Protezione Civile non si occupa soltanto delle gestione dell’emergenza, ma assume un ruolo sempre più attivo, grazie al contributo di presenza offerto dai volontari, in qualunque momento e nelle più difficili situazioni.

La provincia di Parma è interessata dalle piene fluviali, dalle frane, classificata zona sismica, circondata da boschi e conifere, e presenta peculiari quindi caratteristiche geomorfologiche che comportano l’assunzione di un ruolo di rilevanza nazionale, in specie per ciò che concerne il rischio idrogeologico.


5 - Agricoltura

Il sistema agro-alimentare costituisce da sempre uno dei punti nodali dell’economia della nostra provincia. Nel contesto quindi della valorizzazione di questo importante settore occorre muoversi in alcune direzioni ben precise.

La qualità
Sviluppo di una agricoltura di qualità come elemento centrale di un sistema agricola di qualità sostenendo la promozione dei prodotti ed utilizzando, per questo, anche le possibilità offerte dalla riforma della Politica Agricola Comunitaria che prevede appunto la destinazione di nuove risorse alle iniziative di promozione.
Un adeguato sostegno occorre anche fornirlo alle iniziative di commercializzazione organizzata dei principali prodotti di alta qualità di cui è ricco il nostro territorio.

La tutela e la valorizzazione del territorio
Occorre valorizzare e sviluppare il ruolo positivo e attivo che gli agricoltori già svolgono nella gestione di risorse naturali (acqua, terreno agrario, lotta al dissesto idrogeologico) prevedendo anche interventi concreti a favore delle iniziative che gli agricoltori mettono in atto in tali direzioni.
E’ necessaria una decisa strategia di valorizzazione integrata del territorio rurale specie nelle aree montane e più in generale in quelle meno favorite.

L’agricoltura come integrazione di uno sviluppo culturale e turistico
Mediante uno sviluppo delle possibilità di vendita diretta dei prodotti agro-alimentari e un vero e proprio salto di qualità dell’agriturismo e dei servizi di accoglienza del tipo Bed and Breakfast (B&B) è possibile far sì che l’agricoltura diventi un reale veicolo di promozione turistica supportata in questo dall’ottenimento della sede dell’Autority.

Sviluppo e sostegno reale alla zootecnia bovina da latte.
Una delle basi principali dell’agricoltura provinciale è costituita dagli allevamenti bovini destinati alla produzione del Parmigiano Reggiano. I dati dei censimenti dell’agricoltura evidenziano nell’ultimo decennio la chiusura del 40% delle aziende e del 50% degli allevamenti. Occorre quindi intervenire concretamente per frenare tale fenomeno, che colpisce soprattutto l’area montana, che, paradossalmente, è in grado di fornire un prodotto di elevata qualità.E’ necessario tuttavia che alla valorizzazione in generale dell’agricoltura del nostro territorio collaborino anche le Istituzioni, come l’Università, con le facoltà di Veterinaria, Agraria , Scienze alimentari, Scienze gastronomiche, e la Stazione Sperimentale per le Conserve.
Il lavoro svolto a monte dalle istituzioni preposte in sede di pianificazione provinciale, di monitoraggio costante del territorio - si pensi alle misurazioni computerizzate dei livelli idrici, ai nivometri, ai rilevatori di movimenti franosi – è essenziale per guardare in prospettiva costruttiva per perfezionare il sistema e attivare le corrette procedure di allarme secondo livelli di soglia di allerta prestabiliti.

La Provincia, quale Ente locale, deve collaborare con le autonomie locali: i Sindaci, definiti Autorità di Governo in ordine alle emergenze di protezione civile, la Regione Emilia-Romagna ed il Governo centrale.


6 - Dalla scuola e dalla formazione professionale al mondo del lavoro

Intendiamo affrontare a stretto contatto le politiche scolastiche e della formazione professionale. Il percorso formativo è un percorso di avvicinamento alle future responsabilità civili, economiche e sociali. La relazione ed il confronto con il mondo del lavoro, è basilare per gestire un percorso formativo che sviluppi concretamente potenzialità e capacità individuali.

Le strutture scolastiche ancora non rispondono completamente alla normativa in materia di sicurezza degli impianti e delle strutture. Anche in questo settore scontiamo la mancanza di lungimiranza delle scorse amministrazioni, ove si è proceduto costantemente a gestire l’emergenza, quando le risposte sono anche in un mutamento di prospettive. In caso di strutture obsolete si deve pensare a nuove realizzazioni funzionali in aree facilmente agibili. Potranno avere anche.le caratteristiche dei campus, cioè con foresteria, per ospitare gli studenti anche per gli scambi internazionali, aree all’aperto e strutture sportive adeguate. Nel dover rinunciare a strutture esistenti, si verificherà anche la possibilità di potenziamento dell’offerta scolastica in altri comuni della Provincia, in particolare Langhirano e Fornovo, ove può essere raccolta l’utenza delle Comunità Montane, anche con la sperimentazione di Istituti multidisciplinari e multifunzionali.. Si alleggerirebbe l’utenza verso la città, qualificando e differenziando l’offerta delle carriere scolastiche, in relazione anche alle vocazioni produttive delle aree interessate.

La nuova formazione coinvolgerà tutti i soggetti del mondo della Scuola, nel rispetto della autonomia didattica dei vari istituti. Il nostro comune obiettivo è quello di ottenere un sistema formativo di eccellenza per un mercato del lavoro efficiente.
Scontiamo una eredità problematica nel campo della formazione professionale. La Provincia di Parma esce da una stagione di grande fermento e di spesa nella formazione, con risultati insufficienti se rapportati all’entità cospicua dei finanziamenti messi in campo dal Fondo sociale europeo – triplicati in confronto al periodo amministrativo precedente – che segnalano un difetto di capacità di ideazione. A Parma, come in molte province italiane, dietro la “campagna del sorriso” dei nuovi servizi per il lavoro c’è un vuoto di sostanza accompagnato dal perenne annuncio di iniziative varate o da varare prossimamente. Basta andare in Germania o in Francia, dove esistono servizi per il lavoro moderni e funzionanti per rendersi conto della distanza che ci separa dall’Europa.
Il mondo del lavoro, l’offerta formativa, scolastica e universitaria, sono in continuo mutamento; occorre un sistema integrato fra scuola, università, formazione professionale, industria e servizi per il lavoro che individui, progetti, e offra anche la prima fase di opportunità di carriera dei giovani neo-diplomati e laureati. La Provincia, per le sue competenze istituzionali potrà svolgere un ruolo importante, riqualificando i propri servizi formativi.


7 - Le Manifestazioni culturali e di spettacolo qualificano le relazioni sociali e aggiungono valore alla vita delle nostre comunità.
La Provincia di Parma è ricca di Teatri. I Teatri non sono solo architetture, sono gli artisti che vi lavorano, sono il pubblico che li frequenta. Il sistema Parma, con le sue numerose realtà produttive come la Fondazione Teatro Regio, la Fondazione Teatro Stabile di Parma e Reggio Emilia, la Fondazione Teatro delle Briciole-Teatro al Parco, l’Auditorium Paganini, la Fondazione Edison, la Casa della Musica, palcoscenici ove sono di casa i migliori artisti del mondo, può crescere in un rapporto nuovo con le istituzioni territoriali. Inoltre ha sede a Parma l’istituzione della Fondazione Toscanini, che gestisce l’Orchestra Sinfonica e l’Orchestra Filarmonica regionali.

Le manifestazioni verdiane potranno rafforzarsi e la nostra amministrazione favorirà, nel rispetto delle autonomie, l’incontro di Busseto con il Teatro Regio, dotato ora di complessi corali e orchestrali stabili.

Il nostro teatro lirico potrà qualificare ulteriormente i propri cartelloni ed essere presente in altri centri importanti. A Salsomaggiore Terme, ad esempio, favoriremo una politica d’iniziative culturali per qualificare la sua frequentazione termale, con una Stagione operistica e concertistica. Sono opportunità di pubblico e di crescita per tutti, fino ad ora inspiegabilmente non colte.

Le manifestazioni culturali, siano esse nel campo dello spettacolo o delle esposizioni, non possono essere sostenute nella logica del “decentramento” e della riproposizione. Esse sono il patrimonio vivo di ogni comunità, noi le favoriremo nel segno della bellezza e dell’eccellenza, e valorizzeremo i luoghi, le vie, le architetture e i simboli della nostra storia. Una cultura viva.


8 – Il turismo
Valorizzeremo il patrimonio storico ambientale e architettonico, attraverso l’incentivazione all’ammodernamento delle strutture gestionali, adeguando l’offerta al turismo di qualità ed evoluto.
Promuoveremo la vita culturale e le manifestazioni turistiche nel rispetto delle tradizioni, per sostenere l’immagine delle produzioni tipiche e della vocazione territoriale, non solo attraverso musei e strade, ma anche con il coinvolgimento delle strutture produttive.

Tutto questo deve essere perseguito senza prescindere da un profondo ripensamento del ruolo e relativa riorganizzazione delle strutture ricettive, non solo di quelle classiche ma anche di quelle di tipo non tradizionale (bed and breakfast, ostelli, appartamenti, aree di sosta per camper e campeggi).

Metteremo particolare attenzione alla riqualificazione dell’offerta termale, convegnistica e del turismo incentive aziendale.


9 – Politiche abitative
Le profonde e rilevanti trasformazioni socio-economiche avvenute negli ultimi anni hanno trasformato enormemente l’universo del fabbisogno abitativo, rendendolo maggiormente articolato e caratterizzato da un’evidente diversificazione dei soggetti che lo compongono e rappresentano.
In tal senso, oggi non si può parlare solo di categorie rappresentanti l’anello debole della società e, per questo, meritevoli di particolare tutela, ma anche di soggetti spinti da fattori di sviluppo economico e produttivo ad abbandonare i propri territori natii per volgere altrove l’intenzione di costruire il proprio futuro.
L’azione pubblica nel settore delle politiche abitative vede diversi soggetti coinvolti e delegati, quali i Comuni e le Province.
Alle Amministrazioni Comunali compete l’azione diretta mentre all’Ente Provincia compete un ruolo, più generale, di promozione e coordinamento delle politiche abitative.

Il territorio provinciale esprime almeno due macro aree caratterizzate da fenomeni e tensioni differenti.La prima è una macro area a cui appartiene il territorio composto dal comune capoluogo, dai comuni a cintura e dalle zone pedemontane.
Queste zone sono caratterizzate da una significativa e radicata presenza di insediamento produttivo ad elevata capacità attrattiva. Perciò necessitano di un’azione mirata al sostegno dell’edilizia residenziale pubblica e finalizzata all’attuazione di un progetto abitativo capace di soddisfare, con efficacia e celerità, le peculiari condizioni di una richiesta dinamicamente positiva, articolata e veloce.
Di natura diversa sono le caratteristiche dell’area montana e dell’area rivierasca del Po: in queste zone persiste la necessità di valorizzare al massimo la permanenza umana, anche come fattore di presidiamento del territorio, nonché la salvaguardia e il recupero del patrimonio edilizio esistente.
In tal senso, le azioni rivolte a risolvere le sopraccitate esigenze comprendono interventi mirati alla stabilizzazione del territorio utilizzando un’insieme di sinergie in grado di trasformare il suddetto in zona produttivamente ed economicamente interessante e, perciò, maggiormente competitiva.
Tali interventi possono valorizzare e migliorare la permanenza abitativa e non potranno non essere sorretti da fattori aggiuntivi ed integrativi, anche attraverso l’introduzione di incentivi economici, il potenziamento dei servizi alla persona e miglioramento dell’accessibilità al territorio mediante la valorizzazione della rete dei trasporti.


10 - Sanità
La salute è considerata una assoluta priorità, per tale motivo riteniamo necessario ed opportuno la creazione di un Assessorato Provinciale della Sanità in staff alla Presidenza escludendone il ruolo sociale che riteniamo appartenere ad un altro ambito.
Le linee guida che riteniamo debbano essere perseguite vanno ricercate nella creazione di un Tavolo di Garanzia e di Progetto al fine di precostituire i piani di azione sanitaria:

  • Il monitoraggio delle priorità sanitarie (anziani, dimissioni difficili, domiciliarità) spazio salute immigrati;

  • La progettazione, con il coinvolgimento dell’Ordine dei Medici e di tutte quelle categorie interessate, (Medici Medicina Generale, Medici Ospedalieri, Medici Universitari, Specialisti Ambulatoriali, ecc.) dei piani sanitari;

  • Lo screening nella ricerca delle patologie oncologiche e cardio-vascolari su tutto il territorio provinciale;

  • La creazione di un sito web provinciale riportante i tempi d’attesa continuamente aggiornati per Medici di Medicina Generale, Specialisti e per tutti coloro che chiedono la prestazione sanitaria;

  • Il corretto rapporto tra sanità pubblica e sanità privata convenzionata nella gestione della salute del cittadino.


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Aggiornato il: 29-09-04 .