Volontari ciclisti/automobilisti (V.c.a)

La storia di questi volontari si incrocia con quella dei bersaglieri ciclisti d'inizio secolo e con quella dei personaggi che saranno l'argomento di prossimi capitoli; il Colonnello Eugenio De Rossi e il T. Col. Pericle Negrotto entrambi del 12° reggimento.

L'introduzione della bicicletta (e delle automobili) in reparti militari induce gli aderenti a società sportive già organizzatori di  gare in strada,  la Società Nazionale del tiro a Segno e il Touring Club Italiano (sorto nel 1894), a proporre alla autorità militare la creazione di un corpo civile mobile addestrato per impieghi di guerra. L'esercito fornirà i poligoni di addestramento, il personale superiore, armi e mezzi ad esclusione della bicicletta e dell'auto che è di proprietà dei cittadini. I primi volontari si addestrano la domenica mattina nelle strutture del 7° reggimento (Milano) e 12° (Brescia), nonché nel centro Italia (i centri più importanti furono La Spezia e Terni). Gli ufficiali addetti sono dei bersaglieri che già dal 1905 hanno una compagnia ciclisti stabile per ogni reggimento. In questa opera si distingue il T. Col. Pericle Negrotto fautore delle adesioni di studenti e volontari delle terre irredente e il cap. Ceccherini. Questi ragazzi di buone famiglie istriane, dalmate etc.. che facevano l'università in Italia erano iscritti al sodalizio "Sursum Corda". Giovani Dalmati: erinnofilo del battaglione

Per sfuggire alla chiamata alle armi nell’Esercito Austriaco ci si procurava passaporti falsi, oppure ci si nascondeva a bordo di navi italiane o di altri natanti che svolgevano servizio con l’altra sponda dell’Adriatico. Ed ancora si fuggiva con l’aiuto di guide sicure, pratiche dei passaggi lungo i confini con l’Italia. Non era infrequente l’uso di piccole imbarcazioni per raggiungere via mare l'Italia. Nel periodo in cui l’Italia rimase neutrale, vennero ipotizzate azioni provocatorie da parte di irredenti, per creare più di un “casus belli”. In attesa che l’Italia entri in guerra, un consistente gruppo di esuli giuliani, fiumani e dalmati si aggrega al gruppo degli irredenti che continuano ad attraversare il confine con l’Austria, dando vita ai Battaglioni ciclisti Volontari di Mestre, Padova, Bologna, Roma, Milano, confluendo alla fine nel Battaglione dei volontari bersaglieri "Negrotto”. Negrotto si adoperava in quegli anni anche per il rientro delle spoglie di Alessandro La Marmora dalla Crimea nel 50° dell'Unità (1911).

In occasione del Decennale del Touring Club (Ciclistico), si tiene a Milano un grande raduno a cui partecipano tutti i ciclisti volontari, in armi, con una grande sfilata. Già dal 1904 queste società di volontari  partecipano con profitto a manovre comuni (vedi Domenica del Corriere del 24/7/1904) con compiti di esplorazione e collegamento. Fra i compiti assegnati in ambito civile, ci fu anche la sorveglianza dei percorsi delle corse automobilistiche organizzate dal Touring Club che allora si svolgevano su normali strade cittadine o campestri (bianche). Nel 1908 questi volontari vengono inquadrati con una specifica legge (normativa) che prevede gradi e divise in genere per Ufficiali, modalità d'uso e fregi distintivi comuni per tutti i comitati. La divisa di truppa è invece libera ma uguale all'interno di comitato e sottocomitato. I volontari di comitati alpini portano il capello da montagna in uso all'ora per le truppe alpine. Possono far parte dei volontari anche ufficiali in congedo ( da qui una polemica che vedremo più avanti ) e medici. Non vi possono aderire allo scoppio della guerra e all'atto della mobilitazione gli uomini di leva di 1a e 2a categoria (riforma Ricotti: I coscritti erano divisi in due categorie, il numero della prima era stabilito di anno in anno dal Parlamento in base alle esigenze militari: nel decennio dal 1861 al 1871 variò tra i 40mila e i 55mila soldati. La ferma per la prima categoria era di 11 anni di cui 5 in servizio sotto le armi e 6 in congedo illimitato. La seconda categoria doveva invece sottostare, almeno in tempo di pace, tutt'al più a 40 giorni di addestramento; questo permise di allargare la formazione militare, provando così a conciliare il principio di qualità con quello di quantità, proprio del modello prussiano, cfr. F. CAPPELLANO, Cenni sull'evoluzione del reclutamento obbligatorio nell'esercito italiano, in Fare il soldato. Storie del reclutamento militare in Italia, a cura di N. LABANCA, Milano, Edizioni Unicopli 2007, pp. 336-337.) che saranno richiamati in servizio.

Si viene quindi a creare un tutt'uno non omogeneo di ragazzini sotto i 18 anni e uomini oltre i 30 e più.

E' di questi anni una manifestazione ciclistica in Sardegna concomitante con un impegno antisommossa legato ai fatti di Cagliari e della Sardegna Mineraria del maggio 1906. Così raccontava il T.C.I. di una "Gita" da Cagliari a Capoterra, Orti Su Loj e ritorno a Cagliari Amsicora per bagni Giorgino e Via Roma in mezza giornata. http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=626&id=7957                               Anche in Russia nel 1892 erano state sperimentate biciclette per i corrieri come da stampa a dx

CAGLIARI.- Per iniziativa del Consolato del Touring si compì una gita a Su Loj dalle varie sezioni ciclistiche della città in onore della compagnia dei bersaglieri ciclisti del 2° Reggimento comandata dall’egregio capitano Ceccherini. Intervennero 8 ciclisti di Cagliari e una sessantina fra ufficiali e soldati tutti bersaglieri. che partendo alle cinque precise (mattino) arrivarono alle sei e minuti a Capoterra (oltre gli stagni), ricevuti colà dal sindaco signor Sitzia, dal dott. Silvio Umana, socio del Touring, da altri ciclisti e signori.
Venne servita al monte granitico una splendida bicchierata alla quale i bersaglieri ed i borghesi fecero veramente onore, e mentre il sindaco riceveva in casa i signori ufficiali dei bersaglieri e qualche capo sezione dei ciclisti, il resto dei gitanti visitava il paese portando ovunque una nota d’allegria. Alle sette e un quarto si cammina verso Su Loj dove si arriva per diverse strade e sentieri esistenti fra Capoterra e la strada provinciale di Pula. A (Orti) Su Loj fanno gli onori di casa i solerti fratelli Primo e Mario Cattaneo, vecchie e simpatiche conoscenze dei soci del T. C. I. che di frequente fanno a dette tenute qualche visita.

Sotto il portico della palazzina della direzione erano state collocate diverse tavole ed ivi venne servita una piccola colazione fredda a tutti i gitanti. riuscita splendidamente. Bello era il vedere come fraternizzavano fra di loro borghesi e militari, soldati e ufficiali, come si fosse trattato di vecchi amici e d’una sola famiglia. Come era da prevedersi vi si fecero dei brindisi e dei discorsi. Parlarono tutti applauditissimi il Capo Console del Touring Casotti, il Costa, presidente dell’Amsicora Società di Ginnastica fondata nel 1897, il Rapisardi pel Club di scherma, il lega1e del Touring Luigi Colombo per i soci cagliaritani e il signor Tancredi Corsini dell’Istituto Nautico. Rispose il capitano Ceccherini con belle parole e ringraziando delle cortesie ricevute, chiuse inneggiando a Cagliari e alla Sardegna.

Mostrina rossa dei volontari ma le stellete non dovrebbero esserciA nome dei soldati parlò il caporale Cerasa che disse uno splendido discorso, assai commovente, assicurandoci che ritornando alle loro case, alle loro officine, ai loro campi sempre si sarebbero ricordati della Sardegna e dei suoi cari abitanti. Un vero scroscio di applausi saluta la chiusa del felicissimo discorso. Ai bersaglieri vennero regalate delle cartoline ricordo della gita dal consolato del T.C.I.. ed il signor Nicola Lippi socio del T. regalò due cartoline del luogo con dedica. Per la colazione a Su Loj furono distribuiti tovaglioli di carta con l’inno del Touring stampato nel tovagliolo stesso. Indi essendo stato promesso d’entrare in via Roma (Cagliari, approdo traghetti) alle dieci e il sole cominciando a farsi sentire si infiorano i manubri delle macchine e dopo aver salutato e ringraziato i simpatici quanto gentili fratelli Cattaneo si parte alle grida di viva Su Loj! viva la Società Lombarda!
Dagli stabilimenti balneari di Giorgino, di Carboni, di Maxia i gitanti sono salutati con vivi applausi. Alle 10 si entra in via Roma ove si sfila e senza che in tutta la gita sia successo il più piccolo incidente si arriva all’Amsicora, ove i gitanti ormai allenati compiono ancora due giri della vasta pista. Ma il sole scotta, le gole sono arse e si beve l’ultimo bicchiere che suggella la bella, la geniale, indimenticabile gita. I bersaglieri partono fra gli evviva e i battimani dei presenti. Una sincera parola di vivo elogio meritano gli organizzatori signori Casotti, Costa e Miorin, che nulla trascurarono per il buon esito della festa.

 

È storicamente dimostrato che Cadorna sia stato tenuto all'oscuro delle manovre diplomatiche del primo ministro Antonio Salandra, e del suo ministro degli Esteri Sidney Sonnino che hanno portato l'Italia dal neutralismo all'intervento. Il CSM nell'autunno 1914" dimostra un comportamento corretto nei confronti del collega tedesco Helmuth von Moltke reiterando l'offerta di truppe (italiane) per il fronte occidentale. Per comprendere cosa stia succedendo Cadorna ottiene sotto banco informazioni dai due addetti militari a Berlino e Parigi rispettivamente i colonnellii Luigi Bongiovanni e Giovanni Breganze. Permane quindi lo scollamento tra i vertici dello Stato maggiore con gli uomini dell'intelligence• È stato menzionato il ruolo di De Rossi nei reggimenti bersaglieri di Milano e Brescia, volto a ospitare e formare i battaglioni volontari ciclisti e automobilisti e «studenteschi», la, cui organizzazione è affidata al maggiore della riserva Michele Pericle Negrotto. Si tratta di organizzazioni ibride esistenti dal 1908 nelle quali confluiscono anziani soci garibaldini del Tiro a segno quindi alpinisti guide a cavallo, giovani goliardi universitari del sodalizio Sursum Corda, un gruppo dì irredentisti trentini (tra i quali figura il tenente Cesare Battisti già collaboratore dell'Uff. M dell'Uff. I. un variopinto gruppo di intellettuali. Nel gennaio 1915 il Battaglione volontari si prodiga nell'emergenza del terremoto che ha colpito l'Abruzzo ma dal mese di febbraio sfila più volte a Milano nelle manifestazioni interventiste e all'indomani delle «radiose giornate di maggio», confluisce nei battaglioni volontari bersaglieri ciclisti lombardi dove peraltro serviranno anche Achille Funi, Anselmo Bucci, Umberto Boccioni, Filippo Tommaso Marinetti, Luigi Russolo, Mario Sironi, Ardito Desio. Da In silenzio gioite e soffrite: storia dei servizi segreti italiani dal ... Di Andrea Vento


Era quindi di questi volontari Ardito Desio. Nato a Palmanova di Udine il 18 aprile 1897. Fu durante gli anni del liceo che Desio scoprì la passione per la montagna, passione che lo portò a scalare, molto precocemente, quasi tutti i monti delle Alpi Orientali Alla vigilia della guerra, all'insaputa della sua famiglia e come spesso succedeva falsificando documenti, si arruola nelle formazioni dei Bersaglieri ciclisti. Molti altri che non hanno ancora l’età minima, e non sono inclusi nelle classi chiamate lo hanno già fatto. Si chiudeva spesso un occhio o tutti e due. Partecipa agli eventi bellici di quel primo anno di guerra sul fronte orientale. Rimandato a casa al primo controllo formale, ne approfitta per conseguire la maturità liceale e per iscriversi alla Facoltà di Scienze dell'Università di Firenze. Nel 1917 (minorenne perché la maggiore età si conseguiva a 21 venne richiamato e avviato ai corsi di ufficiale di complemento nel corpo degli Alpini. Desio partecipa a numerose operazioni di guerra finché, nel novembre del 1917, cade prigioniero. La prigionia durò quasi un anno, prima nel campo di Wegscheid presso Linz, in Austria, poi a Plan, in Boemia. In quei lunghi mesi imparò il tedesco leggendo libri di geologia e paletnologia che in qualche modo si era procurato. Conclusasi la triste esperienza della guerra, Desio poté riprendere i suoi studi universitari a Firenze, dove incontrò per la prima volta Italo Balbo. Desio si laureò col massimo dei voti il 27 luglio del 1920 e, dopo circa un anno, prese servizio all'Istituto di Geologia di Firenze. Le imprese successive sono ormai leggenda. Ardito Desio muore all’età di 104 e passa anni il 12 dicembre 2001. http://www.arditodesio.it/ArditoDesio/Etiopia.html Il 15 aprile del 1915, nell'imminenza della guerra, i volontari vengono sottoposti al vaglio di una commissione militare per saggiarne le possibilità di impiego. Passano il primo esame il battaglione Lombardo ( 22 ufficiali, 2 medici, 500 biciclette, 20 moto e 4 camion) e quello Spezzino. I vertici militari riconoscono malvolentieri questi graduati e ufficiali di cui non è stato possibile controllare (vecchia polemica della Guardia nazionale) l'avanzamento di grado e incarico.

Da numerosi casi, che verranno trattati anche in seguito si evince che relativamente all'età questa era diventata una specie di Legione straniera. Vista la noncuranza burocratica, l'accondiscendenza di Ufficiali alla Negrotto, si arruolavano qui e in altri reparti, con documenti falsi o falsificati, anche ragazzi di 14-15 anni (successe anche per Muti).

Boccioni: Dinamismo di un ciclistaAllo scoppio del conflitto tutti quelli che hanno raggiunto l'età della chiamata (18 anni come Ardito Desio) vengono destinati all'esercito. Il Battaglione Lombardo dei VCA comandato dal capitano Carlo Monticelli apre un nuovo ciclo di adesioni e può contare in una sola compagnia (3a) il fior fiore della cultura futurista italiana dell’epoca: Umberto Boccioni, Anselmo Bucci, Achille Funi, Antonio Sant'Elia, Ugo Piatti, Carlo Erba, Mario Sironi, Filippo Tommaso Marinetti. Nel luglio del 1915, il VCA attraversa le vie di Milano per raggiungere la zona di guerra sulla sponda orientale del Lago di Garda, nelle retrovie del fronte trentino. Dopo alcune settimane trascorse a Peschiera e Malcesine, a metà ottobre il Battaglione Lombardo si sposta nella zona del Monte Baldo e il 23 ottobre i futuristi partecipano alla battaglia decisiva per la presa di Dosso Casina ( M. Altissimo). I nuovi arrivi vengono spesso assegnati a piccoli nuclei di fanteria, di alpini e di bersaglieri (8° reggimento in Verona) con dislocazione lungo la Gardesana e allo sbocco della Val Lagarina. Nel dicembre 1915 tutto il corpo V.C.A viene sciolto e chi non è in età di leva viene rimandato a casa, nonostante i buoni servizi prestati. Sironi, già oltre la classe mobilitabile, farà poi domanda per il Corso Allievi Ufficiali del Genio e ne uscirà sottotenente a metà del '17.  Boccioni morirà Il 17 agosto del 1916, all’età di soli 34 anni, per un banale incidente (caduta da cavallo). Si contano ma senza conoscerne il periodo se prima o dopo l'incorporazione nel Regio Esercito 72 morti e 206 feriti. Tra i morti anche Antonio Sant'Elia e Carlo Erba

 


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