21 Dicembre 2005
TAV in Val di Susa?!

 

 

Pubblico qui di seguito il contenuto di un messaggio Internet di oggi:

 


 

Oggetto: testimonianza sulla TAV in Val di Susa

 

Inoltro volentieri

 

«Vi prego di far girare il più velocemente possibile questa notizia ai vostri indirizzari per “rompere” la cortina “fumogena” sparsa dalla censura dei mezzi di informazione TV sulla situazione in Val di Susa.

Lì c’è gente che se l’Alta Velocità va avanti rischia la vita per l’amianto mentre lo spreco di soldi per un’opera inutile riguarda tutti.

Sosteniamoli almeno facendo girare l’informazione.

Per favore, leggete questo documento fino in fondo.

Non vi chiedo che pochi minuti del vostro tempo.

Scrivo queste poche (spero) righe con l’unica intenzione di portare a conoscenza una situazione che la maggior parte dei Media cerca di tener nascosta.

Da diversi anni è in corso in Val di Susa una manovra di resistenza organizzata contro la linea ad alta velocità ferroviaria Torino-Lione (TAV).

Quello che fanno credere i Media è che gli oppositori siano pochi e comunque motivati solamente dal fatto che “gli passa il treno sotto casa”.

Nella manifestazione di Giugno c’erano 30.000 persone (in tutta la Val di Susa ci sono 50.000 abitanti).

Non posso di certo smentire questa motivazione, ma in realtà i motivi veri (che sono metodicamente nascosti dai Media) sono ben altri.

 

1.      La tratta Torino-Lione è completamente inutile: nella Val di Susa esiste già una linea ferroviaria sotto utilizzata, in grado di reggere il traffico richiesto (considerando i tassi di crescita) almeno fino al 2050.

2.      La linea in costruzione è esclusivamente merci; non si avrebbe alcun vantaggio in termini di tempo per la percorrenza da Torino a Lione. I treni passeggeri comunque continuerebbero a transitare nella linea storica con i tempi di percorrenza attuali.

3.      Nel tratto montano (e quindi da Torino alla Francia), comunque non sarebbe una tratta ad alta velocità perchè la conformazione del terreno montano non la rende possibile.

4.      L’amianto sotto al Musinè c’è veramente (è già ampiamente dimostrato) e nei progetti non c’è il minimo accenno ad un piano di messa in sicurezza dell’amianto estratto (è previsto semplicemente uno stoccaggio in valle a cielo libero), che con i frequenti venti della Val di Susa sarebbe distribuito e respirato in tutta la cintura ovest di Torino ed in Torino stessa. Le malattie causate dalla respirazione di anche solo 1 fibra di amianto sono diagnosticate 15 anni dopo l’inalazione. Dal momento della diagnosi la mortalità è del 100% e il tempo di vita medio è di 9 mesi.

5.      Il corridoio 5 (tratta Lisbona-Kiev) di cui questa tratta sarebbe parte fondamentale non esiste: da Trieste verso Est l’opera è bloccata in tutti i suoi aspetti.

6.      Finanziariamente è un disastro annunciato: perchè vada in attivo, nella tratta dovrebbe passare un treno merci ogni 3 minuti, 24 ore al giorno. Per questo motivo, al momento nessun privato si è impegnato finanziariamente, banche e fondazioni comprese. La tratta è costosissima e i soldi non ci sono. È notizia recente che nella Finanziaria di questi giorni sono stati tagliati quasi tutti i fondi per le grandi opere. Gli unici soldi su cui si regge l’opera sono i finanziamenti europei.

7.      Se dovessi elencare tutte le implicazioni legali del Ministro Lunardi (mi spiace, ma non riesco proprio a dare dell’onorevole ad una persona del genere) questo documento diverrebbe troppo lungo. Dico solo che l’appalto per la costruzione del tunnel di 52Km (7,5 miliardi di Euro) è stato vinto da una ditta francese che l’ha subappaltato alla francese RockSoil, di proprietà della moglie.

8.      Forse ora è più chiaro e motivato perchè nelle proteste dei Valsusini sono presenti sempre, in prima fila, tutti i sindaci e le istituzioni di tutti i paesi della Valle, indipendentemente dal partito politico di appartenenza.

 

Il CIPE, incaricato di distribuire i fondi italiani, ha già eliminato la tratta Torino-Lione dalle opere da finanziare dallo Stato italiano (nonostante quanto riferito dai Media). L’unico obiettivo di chi il TAV lo vuole fare è quello di agganciare la pioggia di finanziamenti europei per le grandi opere; per far questo, devono entro fine anno poter dire che i lavori sono iniziati.

 

Lunedì 1 novembre ho partecipato al blocco dei lavori a Mompantero: in 500 persone (saremmo stati molti di più, ma alla maggior parte delle persone è stato impedito di raggiungere i luoghi della protesta, militarizzando Susa) abbiamo bloccato senza alcuna violenza per un giorno intero 1.200 demotivati esponenti delle forze dell’ordine.

La notizia che i siti siano poi stati presi in possesso dalle forze dell’ordine in nottata (quando non c’era più nessuno a opporsi e verificare) sembrerebbe falsa, alcune persone hanno verificato il giorno successivo che i siti erano ancora sgombri.

 

La questione NO-TAV non è una questione di Sinistra o Destra: l’opposizione è trasversale e ogni persona di buon senso, che sia informata sul problema, non ha difficoltà a capire le nostre ragioni. Il problema è che la voce dei NO-TAV è puntualmente soffocata dai Media, per la grande quantità dei finanziamenti europei in gioco.

Personalmente penso che anche i più accesi interessati questo lo sappiano benissimo e dell’opera non gli  importi proprio nulla.

L’unica loro preoccupazione è farsi rigirare nelle loro casse i soldini europei.

 

Non chiedo a chi legge questo messaggio di crederci ciecamente; ovviamente può essere inteso come propaganda di parte, ma di informarsi anche da altre fonti indipendenti.

Purtroppo, il quotidiano La Stampa ed il telegiornale regionale di Rai 3 sono le fonti di informazione che si sono rivelati più corrotti e di parte, non solo nei commenti alle notizie ma anche nel continuo riportare notizie false.

 

Qualche anno fa è venuta una troupe di REPORT diversi giorni in valle a fare un servizio sul problema. Risultato: il servizio non è mai andato in onda ed il giornalista è stato quasi licenziato.

 

Il mio intento non è solo di convincervi sulle nostre ragioni, ma prevalentemente di informarvi.

Se credete che le informazioni di questo messaggio siano false, vi invito a verificarle. Penso che poi la convinzione venga da sola.

 

Vi prego di inoltrare questo documento al maggior numero di persone possibile.»

 

P.S.

Aggiungo io: vabbè che http://www.rocksoil.com/ è intestato alla moglie di Lunardi, ma il nostro “Onorevole” nonché Ministro della Repubblica non si è neanche preoccupato di rimuovere le proprie “tracce” dal sito http://www.rocksoil.com/index3.html (leggete, leggete la relazione dell’Ing. Pietro Lunardi su come si costruiscono i Tunnel come quello della Val di Susa)

 

 


 

 

Non avevamo dubbi che nel Paese degli Imbrogli e degli Imbroglioni al Ponte sullo Stretto dovesse far riscontro una “Grande Opera” a Nord.

Il Principe degli affabulatori, Silvio Berlusconi, Manager dei Pampers e della pizza al pomodoro, ha avviato la campagna elettorale con i suoi spot commerciali proprio un paio di sere fa a Porta a Porta, dove, con il consenso della lingua di Bruno Vespa, per l’occasione unta a dovere, ha potuto offendere gli Italiani, il buon senso e la professionalità di giornalisti come Feltri sparando una serie di castronerie nel miglior stile del peggior Brambilla milanese, avvalendosi della poltrona di Primo Ministro.

La Banca d’Italia è l’altro esempio eclatante, un altro luogo di corruzione e di privilegi indebiti di questo paese, diventato un immondezzaio istituzionale, politico e amministrativo, grazie all’associazionismo mafioso e lobbistico, teso all’arricchimento individuale e alla grassazione.

C’era dunque bisogno della suesposta testimonianza per capire che la TAV, come del resto il Ponte sullo Stretto, non risponde a un’esigenza del Paese, non è l’opportunità decantata da Sinistra e da Destra, ma piuttosto l’occasione di arricchimento ulteriore dei conclamati furfanti che sfruttando le disgrazie della II G. M. e la parola “Democrazia” hanno rimpiazzato la Dinastia savoiarda?!

Questo Paese di problemi ne ha ben tanti e ben altri, da quello dell’epurazione costituzionale, istituzionale, politica e amministrativa a quello dei fabbisogni elementari della gente in termini di garanzie fondamentali (Sicurezza e Giustizia) che uno Stato deve dare e che questo Stato non è in grado di dare.

Ai connazionali della Val di Susa che stanno lottando per non respirare e bere e mangiare tutto ciò che la TAV vuole propinare loro occorre solo ricordare che perfino il loro corregionale Fassino ha sostenuto che la TAV deve essere realizzata “nell’interesse della Nazione”.

Meditate fratelli, meditate!

 

F. G. Urbon